"La maggioranza continua a sabotare la Commissione di Vigilanza Rai disertando le sedute e bloccando l’iter istituzionale di nomina del presidente del CdA. È un atto irresponsabile e di totale disprezzo verso le regole e verso i cittadini che pagano il canone, ai quali la Rai dovrebbe garantire un servizio pubblico indipendente e trasparente", così in una nota Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Vigilanza che ha chiesto agli uffici della commissione di convocare subito un ufficio di presidenza per prendere atto che non ci sono le condizioni per completare la votazione sulla Presidenza Rai prevista per legge.
"È inaccettabile – prosegue il deputato dem – che, pur di sfuggire al confronto, la maggioranza scelga di paralizzare una delle principali istituzioni di controllo del nostro sistema radiotelevisivo. E senza il parere favorevole della commissione a maggioranza qualificata, previsto per legge, qualsiasi nomina resta inefficace. Ma anziché rispettare le regole, preferiscono bloccare tutto e compromettere il ruolo della Vigilanza".
"Questo atteggiamento irresponsabile – conclude – non solo mina la trasparenza e l’efficacia del servizio pubblico, ma rappresenta un attacco alla democrazia parlamentare. Non permetteremo che la Commissione diventi il campo di battaglia per giochi di potere e mercanteggiamenti: la Vigilanza è e deve restare indipendente, a tutela delle istituzioni e dei cittadini".
Su salario minimo: piaga del lavoro povero, Pd chiede 9 euro l’ora ma il Governo risponde di no
“Il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere quanto è costato il Centro per i migranti in Albania. Abbiamo appreso che è partita la prima nave verso l’Albania con - a quanto si apprende - 16 migranti a bordo. Vorremmo sapere anche quanto è costato questo trasferimento e perché abbiamo fatto una cosa del genere visto il numero esiguo di migranti sulla nave da trasferire. Penso che il governo stia bruciando dei soldi che invece potrebbero essere messi su altri servizi, sulla sanità, sulle politiche sociali, in generale per dare forza alle fragilità”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione difesa alla Camera intervistato a Montecitorio.
“Ci sono persone - ha aggiunto Graziano a proposito del salario minimo - che oggettivamente non riescono ad arrivare a fine mese e soprattutto oggi assistiamo ad una nuova piaga quella del lavoro povero: ossia chi lavora non riesce nemmeno ad arrivare ad avere uno stipendio di un minimo di nove euro all’ora. Noi abbiamo chiesto che il minimo salariale potesse essere stabilito a nove euro l’ora ma c’è stato risposto di no”.
“Siamo molto preoccupati perché ancora una volta sappiamo che ci sarà una manovra lacrime e sangue, per citare il ministro Giorgetti e la maggioranza racconta un sacco di falsità. Siamo anche molto preoccupati perché ancora una volta questa manovra lacrime e sangue sarà pagata dalla parte più fragile e debole del paese che sono le persone più povere. Noi stiamo lavorando sul salario minimo, sul tema della sanità pubblica, sulla scuola pubblica e su tutte quelle misure che in realtà possono aiutare le fasce più deboli del paese. Adesso bisogna fare un grande investimento sulle fasce più deboli del paese; chi farà il contrario farà molto male al paese”. Lo ha detto il deputato del PD Stefano Graziano intervistato a Montecitorio da Rainews 24.
“Noi pensiamo che è inaccettabile l’attacco all’UNIFIL, bisogna lavorare per la de-escalation ma soprattutto perché attaccare una missione di pace quella dell’UNIFIL significa attaccare il mondo. Siamo molto preoccupati per lo stato di sicurezza dei nostri militari lì. Il governo venga in aula al più presto per riferire sulla situazione in Libano, lo stato dei colloqui con gli altri paesi europei, e con gli altri paesi internazionali. Tutto questo deve essere fatto velocemente perché l’obiettivo è lavorare per la pace e provare a restare su quel terreno”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo pd in commissione difesa alla Camera intervistato a Montecitorio.
“Dobbiamo fermare Netanyahu come ha detto la segretaria Schlein - ha aggiunto Graziano - perché colpire in questo momento Unifil significa colpire una missione di pace. Quindi Israele in questo momento non sta sparando solo in Libano ma sta attaccando la pace nel mondo. Questo per noi è inaccettabile”.
Israele si fermi, Governo italiano promuova azione diplomatica
Il capogruppo del Partito Democratico nella commissione difesa della Camera, Stefano Graziano, è intervenuto questa mattina ad Agorà da dove ha espresso “ferma condanna” per gli attacchi condotti dall'IDF contro la missione UNIFIL in Libano. “Questi atti rappresentano una grave violazione delle norme internazionali e un'inaccettabile aggressione contro le Nazioni Unite, organizzazione chiamata a garantire la pace e la sicurezza in un'area già altamente instabile. Sparare sull'ONU significa sparare sul mondo intero, sui principi fondanti della cooperazione internazionale e sul diritto internazionale umanitario. Chiediamo con urgenza al governo di Israele di fermare immediatamente queste azioni, che rischiano di aggravare ulteriormente una situazione già drammatica, alimentando nuove tensioni nel contesto regionale.
Invitiamo inoltre il governo italiano a promuovere una forte azione diplomatica in sede internazionale, affinché venga garantito il rispetto delle convenzioni internazionali e si tutelino le missioni di pace delle Nazioni Unite. La comunità internazionale deve agire con determinazione per evitare una pericolosa escalation del conflitto, nel rispetto del diritto e dei valori che fondano le relazioni tra i popoli”, ha concluso Graziano.
"Comprendiamo l'imbarazzo di Tajani, ma non è possibile nascondere l'evidenza. Non si è trattato di un incidente, come confermato dalla stessa UNIFIL, che ha parlato espressamente di 'attacchi deliberati' da parte delle IDF. Il governo non deve sottovalutare la gravità della situazione, ma agire rapidamente per garantire la sicurezza dei nostri militari e dell'intera missione UNIFIL." Così il capogruppo democratico in Commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano, che stigmatizza l'accaduto, sottolineando come appaia "evidente il tentativo di delegittimazione dell'ONU da parte di Israele."
Il capogruppo del Partito Democratico in commissione Difesa alla Camera, Stefano Graziano, ha espresso “profonda preoccupazione per quanto accaduto nelle ultime ore in Libano, dove nuovi attacco hanno colpito le forze UNIFIL, ferendo il personale di peacekeeping delle Nazioni Unite.
"Si tratta di un atto gravissimo, una violazione inaccettabile del diritto internazionale umanitario e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU", ha dichiarato Graziano. "Chiediamo al Governo di intervenire con urgenza in sede diplomatica per condannare fermamente quanto avvenuto e per garantire che tali atti vengano fermati immediatamente".
"L'Italia ha sempre sostenuto il ruolo delle forze di pace e la loro protezione deve essere una priorità. Ogni attacco deliberato contro queste forze è un atto di ostilità contro la comunità internazionale e deve essere trattato come tale. Il governo deve preservare la sicurezza del nostro contingente", ha concluso.
“Esprimiamo profonda preoccupazione per quanto accaduto nelle ultime ore lungo il confine tra Israele e Libano, dove basi della missione UNIFIL, tra cui due a comando italiano, sono state deliberatamente colpite dalle forze israeliane. È estremamente grave che basi e personale delle Nazioni Unite, impegnati in operazioni di peacekeeping, siano stati presi di mira, mettendo a rischio la vita dei nostri militari e compromettendo le operazioni di monitoraggio della pace.
Quanto accaduto è inaccettabile e mina la stabilità nella regione, già profondamente provata dal conflitto. Il governo italiano deve chiedere con forza un’immediata cessazione di questi attacchi e un chiarimento su quanto avvenuto, per salvaguardare l'integrità della missione UNIFIL e il ruolo fondamentale dei nostri militari nel garantire la stabilità dell’area”. Così in una nota il capogruppo democratico nella commissione difesa della camera, Stefano Graziano entrando alla riunione congiunta dei gruppi dem di camera e senato.
Allergica a ogni forma di controllo democratico, no al mercato dei voti
“Oggi si è verificato un fatto estremamente grave e senza precedenti: la maggioranza non si è presentata in Commissione di Vigilanza RAI, facendo venir meno il numero legale e bloccando così il funzionamento della commissione che avrebbe dovuto decidere l’iter per l'eventuale nomina della presidenza, che diviene efficace solo con il parere positivo dei due terzi dei componenti della Commissione stessa. Senza questo passaggio, qualsiasi nomina risulta incompleta e inefficace. Ecco perché, non avendo i numeri, la maggioranza vorrebbe adesso aprire il mercato dei voti: diciamo no a Rai Suq”. Così in una nota il capogruppo democratico in Commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano, che stigmatizza il comportamento irresponsabile della maggioranza che è passata “dall’Aventino a metodi degni di Colle Oppio”. Mai prima d'ora - conclude - si era infatti assistito a una simile mancanza di responsabilità: la Vigilanza RAI deve poter operare con trasparenza ed efficacia, garantendo il rispetto delle regole e delle istituzioni. Siamo in parlamento non in una sede di partito”.
“Come avevamo detto la maggioranza non ha alcuna intenzione né di fare la riforma della Rai né di rispettare la legge attuale che prevede la votazione entro 10 giorni dalla vigilanza.
Non è stata stabilita alcuna data ed è stata convocata la plenaria per domani mattina alle otto. È gravissimo quanto sta accadendo; i termini di legge scadono venerdì e quindi dobbiamo assolutamente stabilire entro venerdì una data per ratificare la presidenza del cda della Rai. Ho fatto un appello alla maggioranza a scegliere una data da oggi a venerdi ma anche su questo punto si è rifiutata”. Così Stefano Graziano capogruppo PD in commissione di vigilanza sulla Rai a margine della seduta di commissione.
“Ci auguriamo che la maggioranza rinsavisca domattina e prenda una decisione. Mi auguro che non vogliano boicottare la funzionalità della commissione perché sarebbe una grave lesione parlamentare il fatto di di non far stabilire una data che prevede la legge e il regolamento. Non possono non rispettare un adempimento di legge”.
Chiediamo cessate il fuoco immediato
“Il 7 ottobre è la giornata purtroppo simbolo di strage e orrori. 1200 persone uccise da Hamas un anno fa. Hamas non è la Palestina. È inaccettabile quanto sta accadendo. Chiediamo un immediato cessate il fuoco. Dobbiamo fermare questi crimini di guerra rafforzando l’azione diplomatica dell’Italia e dell’Ue. Dobbiamo costruire i presupposti per una pace duratura. Il Governo italiano sia protagonista di questo cambiamento verso la pace”. Lo dichiara Stefano Graziano capogruppo PD in commissione Difesa di Montecitorio.
Buon lavoro a Mario Orfeo, figura di spicco e professionista esemplare che lascia la direzione del TG3 per intraprendere un nuovo prestigioso incarico alla guida di La Repubblica. Con la sua esperienza, competenza e visione strategica, Mario Orfeo ha rappresentato per la Rai un punto di riferimento imprescindibile nel panorama giornalistico. Auguriamo a Orfeo il più grande successo nel suo nuovo incarico, certi che continuerà a essere una figura chiave nel mondo dell'informazione italiana, capace di innovare e guidare con la stessa passione e impegno che ha sempre dimostrato”. Così in una nota il capogruppo democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano.
“La situazione in Libano sta assumendo contorni sempre più preoccupanti, con un'escalation che potrebbe generare sviluppi pericolosi nel breve termine, come dichiarato oggi dallo stesso comando di UNIFIL. Di fronte a questa allarmante evoluzione, esprimiamo forte apprensione per la sicurezza del contingente italiano impegnato nelle operazioni di peacekeeping nel sud del Paese. Chiediamo ai ministri degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, Guido Crosetto, di riferire immediatamente in parlamento sulle misure per garantire la protezione dei nostri soldati e per rafforzare gli interventi per la sicurezza necessari a fronteggiare questa delicata fase”. Così in una nota il capogruppo democratico in commissione difesa della Camera, Stefano Graziano.
“A Marzabotto ottant’anni fa una strage di bambini, di donne, di persone innocenti. Oggi abbiamo il dovere di ricordare perché attraverso la memoria contrastiamo il fascismo, le violenze e il razzismo di ogni genere”. Lo dichiara Stefano Graziano capogruppo pd in commissione difesa di Montecitorio.
“Un sincero ringraziamento al Presidente Mattarella presente sul luogo per testimoniare che il nostro Paese c’è”.
“Pace e diplomazia sono le due parole che dobbiamo tenere a cuore e devono guidare ogni azione in politica estera. In un mondo sempre più complesso, segnato da divisioni e conflitti devastanti come quelli in Ucraina e in Medio Oriente, è cruciale che le nostre scelte siano orientate verso la costruzione di un dialogo aperto e costruttivo, volto non alla distruzione, ma alla risoluzione pacifica delle tensioni. La descalation deve prevalere sull’escalation, poiché la pace non significa solo l'assenza di guerra, ma anche la creazione di condizioni stabili di armonia e cooperazione duratura. Per raggiungere questo obiettivo, la diplomazia deve essere il nostro strumento principale, perché consente di costruire ponti laddove esistono divisioni, di favorire il confronto e la comprensione laddove dominano i fraintendimenti. Ogni nazione, ogni leader e ogni individuo che abbia a cuore il bene comune deve adottare questi principi come fondamentali. Solo così potremo affrontare le sfide attuali, costruendo un futuro basato su convivenza pacifica, progresso condiviso e rispetto reciproco. E l’Europa ha un ruolo nevralgico in questo momento storico” così in una nota il capogruppo democratico in commissione Difesa alla Camera, Stefano Graziano che ha partecipato ieri sera a un incontro a promosso dal Rotary club di Aversa insieme al Capo di Stato maggiore dell’Esercito Italiano, Gen. Carmine Masiello e all’inviata Rai in Ucraina, Stefania Battistini. “Siamo molto preoccupati - ha concluso Graziano - per i nostri soldati impegnati nella missione Unifil in Libano”.