• 02/04/2026

“Il parere negativo dell’Anci sulle pre-intese per l’autonomia differenziata è un segnale istituzionale chiarissimo, che il governo sta provando a ignorare. L’Anci evidenzia criticità profonde sia nel metodo sia nel merito: le pre-intese si basano su atti regionali risalenti al 2017 e al 2018, adottati da consigli non più in carica. Un’impostazione che contraddice lo spirito della legge e le indicazioni della Corte costituzionale, che richiedono iniziative attuali e pienamente legittimate. Le considerazioni di Anci sono di merito e provengono da un soggetto che ha sempre dimostrato grande autorevolezza ed equilibrio" Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico.

“Si tratta di un punto decisivo – prosegue l’esponente dem – perché non si può costruire una riforma così delicata su basi superate e senza un reale coinvolgimento delle autonomie locali. Nonostante questo, il ministro Calderoli rivendica un avanzamento del percorso, ignorando le preoccupazioni espresse dai Comuni e da una parte rilevante del Paese. È un errore politico grave, perché si continua a procedere senza un confronto vero e senza affrontare le conseguenze di questa riforma. L’autonomia differenziata rischia di spaccare l’Italia, aumentando divari e disuguaglianze e mettendo in discussione il principio di uguaglianza tra cittadini”.

“Una prospettiva - conclude Mauri - che contrasta con la Costituzione e con l’idea stessa di coesione nazionale. Il governo sceglie di andare avanti comunque, più preoccupato di sventolare una bandiera ideologica che di confrontarsi sul merito. Il Partito Democratico continuerà a opporsi a questo disegno per difendere l’unità del Paese, la coesione sociale e i diritti uguali per tutti i cittadini”.