• 18/10/2017

Presentata alla Camera dei Deputati alla presenza dell’On. Sbrollini, Vicepresidente commissione affari Sociali e Sanità una avveniristica protesi bionica, interamente prodotta in Italia, e sperimentata a Vicenza, che consente a chi ha perso l’uso delle gambe di rimettersi in piedi e tornare a camminare.

La missione dell’esoscheletro “Phoenix” è quella di sostenere e aiutare tutte le persone con deficit totali o parziali nella deambulazione, causati da diverse patologie quali eventi traumatici, malattie degenerative e neoplasie. È un esoscheletro leggero e facile da indossare, dotato di grande autonomia con cui l’utilizzatore può controllare autonomamente le funzioni dell’esoscheletro, tramite comandi manuali posti nelle stampellewireless”. Ergonomico e facilmente adattabile alla morfologia dell’utilizzatore e indossabile in totale autonomia. Nonostante tutte queste peculiarità lo strumento ha un costo contenuto ed è accessibile a moltissime famiglie.

 
Hanno illustrato nel dettaglio il progetto il Dott. Giannettore Bertagnoni Direttore del dipartimento di Riabilitazione e centro lesioni midollari di Vicenza, assieme al direttore del Reparto di Riabilitazione di Mezzaselva di Roana (VI) dott. Pierluigi Castiglione; hanno illustrato a quali pazienti con quali tipi di lesioni midollari può essere consigliato l’utilizzo di questo avveniristico esoscheletro. Il distretto di Vicenza e del Veneto si dimostra all’avanguardia per la riabilitazione di queste patologie causate da traumi stradali o patologie tumorali.

All’iniziativa era presente il dottor Massimo Pulin, imprenditore e presidente di Confapi Sanità, la sezione di Confapi Veneto che si rivolge a cliniche, operatori nel settore della sanità e della riabilitazione, produttori di ausili e componenti ortopedici e medicali del Veneto.
 
Durante la conferenza stampa l’On. Daniela Sbrollini ha dichiarato: “Ogni giorno nel nostro Paese medici, imprenditori, tecnici lavorano con impegno per il progresso della scienza e per migliorare la vita quotidiana delle persone. Con innovazioni di questa portata la politica non può che complimentarsi e provare ad incentivare di più lo sviluppo tecnologico biomedico. La collaborazione tra pubblico e privato per la ricerca è la ricetta fondamentale per il presente ed il futuro del benessere dei cittadini. Se il nostro Paese è tra le realtà all’avanguardia nella ricercabiomedica internazionale è anche grazie al coraggio e all’intuizione di imprenditori ed esperti. Un nuovo sistema di welfare efficiente non può prescindere dallo sviluppo di nuove tecnologie fruibili che migliorino la qualità della vita per tutti i cittadini”.