• 07/05/2026

"Grazie alla Rete No Bavaglio che tiene alta l'attenzione sullo sterminio delle giornaliste e dei giornalisti a Gaza e in Libano. Benjamin Netanyahu vuole che quello che accade nella Striscia e i crimini che il suo esercito commette anche in Libano non vengano raccontati. Per questo chi lavora nei media è un bersaglio. E per questo, per la prima volta, ai giornalisti internazionali è vietato di entrare a Gaza, è vietato fare il loro lavoro, è vietato raccontare la verità. Davanti a tutto questo tutti i governi europei dovrebbero indignarsi e reagire e invece, tranne qualche eccezione, non lo fanno, così come rimangono in silenzio davanti al genocidio. Con altre colleghe e colleghi dell'opposizione e insieme a giornaliste e giornalisti, alle associazioni, ai giuristi siamo stati per ben due volte al valico di Rafah per denunciare come la Striscia sia, di fatto, sigillata e impenetrabile, mentre il mondo si gira dall’altra parte. E anche in Italia, chi fa informazione raccontando il genocidio senza minimizzare, dando voce alle vittime e non nascondendo la realtà, subisce intimidazioni, esposti all'Ordine dei giornalisti, querele temerarie.
Sosteniamo queste professioniste e questi professionisti, come sosteniamo la Flotilla perché sono loro che riscattano il nostro senso di umanità, il sistema di valori in cui abbiamo sempre creduto e che ora rischia di essere stravolto.
E chiederemo, ancora una volta, al governo Meloni di votare a favore della sospensione dell'accordo di associazione Ue-Israele che si basa sul rispetto di quei diritti umani che, invece, Netanyahu ha ridotto a carta straccia". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, al presidio organizzato dalla Rete No Bavaglio che si è tenuto oggi davanti a Montecitorio.