"I ministri Crosetto e Tajani, sono venuti in audizione a relazionare sul possibile intervento dell'Italia nella crisi dello Stretto di Hormuz e per l'ennesima volta lo hanno fatto senza usare parole chiare e inequivocabili, in particolare sull’origine di questa crisi.
Lo Stretto di Hormuz era aperto e senza vincoli, fino all'attacco illegittimo di Netanyahu e Trump all'Iran. La chiusura di Hormuz è l'esito del fallimento di Trump in Medio Oriente. Non è vero, come dice Tajani, che il conflitto attuale è il frutto di decenni di tensione tra Usa e Iran. Il ministro finge di non ricordare che nel 2015 gli Usa furono protagonisti insieme alla UE dell’accordo sul nucleare iraniano e che fu Trump, nel 2018, a farlo saltare.
E per partecipare a una missione nello Stretto, non è sufficiente una tregua che, per ammissione dello stesso Trump è "in terapia intensiva". Serve un accordo di pace, il mandato dell'Onu e ovviamente il voto del Parlamento. Questo governo, anche oggi ha dimostrato di non essere in grado di riconoscere le responsabilità del tycoon e del suo alleato Netanyahu. L'ipocrisia di condannare gli attacchi dell’esercito israeliano solo quando colpiscono i cristiani, le chiese o i simboli cattolici, senza mai farlo per il genocidio dei palestinesi e l’apartheid imposta dal governo israeliano in Cisgiordania, è un doppio standard insopportabile frutto di una pericolosa subalternità politica a Trump e Netanyahu". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato diritti umani della Camera, a margine dell'audizione dei ministri Crosetto e Tajani sulla crisi dello stretto di Hormuz.