• 02/04/2026

“Quello che è accaduto ieri nell'Ufficio di Presidenza della Camera segna un punto di non ritorno che non possiamo accettare in silenzio. Colleghe e colleghi che hanno scelto di presidiare pacificamente un'aula parlamentare per impedire che un esponente di un movimento condannato in sede giudiziaria per ricostituzione nei metodi del fascismo potesse tenervi una conferenza, si sono visti comminare una sanzione formale. È un atto che rovescia la logica stessa delle istituzioni democratiche, punendo chi le protegge e difendendo chi ne nega le legittimità e i presupposti”.

 

Lo dichiara il deputato del Partito Democratico, Claudio Stefanazzi.

“La Camera dei Deputati - aggiunge - non è uno spazio neutro: è il luogo fisico in cui le cittadine e i cittadini italiani esercitano la propria sovranità, ed è fondata su valori che non sono negoziabili né disponibili. Tra questi, il ripudio del fascismo non è un'opinione: è un pilastro costituzionale. Consentire che quei valori vengano calpestati proprio dentro Montecitorio, e poi punire chi li ha difesi, significa confondere il rispetto delle regole con l'indifferenza ai principi che ne costituiscono il fondamento. Esprimo la mia solidarietà piena e convinta alle deputate e ai deputati colpiti dal provvedimento. Hanno fatto esattamente quello che il mandato parlamentare richiede: tenere alta la guardia sulla tenuta democratica del Paese. Per questo - conclude - meritano riconoscimento, non una censura”.