• 12/10/2018

“Facebook, Twitter, Istagram sono inondati in queste ore da tributi e ringraziamenti per Ilaria Cucchi. A mio avviso la mastodontica Rai - come si è già visto per esempio con eventi come il terremoto - non ha l’attenzione e l’agilità necessarie a seguire i movimenti dei big data. Eppure in questo caso, per una fortunata serie di coincidenze, la Rai potrebbe arrivare prima e svolgere appieno il suo ruolo di servizio pubblico. La storica testimonianza nel processo Cucchi arriva, infatti, a pochi giorni dalla presentazione a Venezia del film sul caso Cucchi. Quale migliore occasione per la Rai per trasmettere il film e farne una serata-evento di approfondimento?”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico.

“Per utilizzare nel modo più fedele – continua - alla sua missione pubblica i soldi garantiti dal canone, la Rai potrebbe a mio avviso dedicare il giusto spazio alla storia di Stefano Cucchi. Innanzitutto, con la proiezione di Sulla mia pelle. E poi con un momento di approfondimento che permetta agli spettatori di capire i risvolti del caso giudiziario, le sue implicazioni civili e morali, di distinguere le mele marce da chi ha contribuito alla vittoria della giustizia. Tra l’altro, il film è già stato proiettato gratis in  varie parti d’Italia almeno 25 occasioni. E questa circostanza eliminerebbe a monte le obiezioni su un costo eccessivo della proiezione.  Mi appello dunque alla nuova dirigenza dell’azienda e in modo particolare all’ad Salini. Da uomo abituato e capace di soppesare i  prodotti, Salini che una vicenda come quella di Cucchi susciterebbe una grande partecipazione, oltre che una scossa civile negli spettatori.  Proiettare il film è fare davvero servizio pubblico”.

“’Mio padre, ha raccontato Ilaria, guarda il film su Stefano ogni sera e forse si illude di poter cambiare il finale’. Il finale non può essere, purtroppo, cambiato. Ma far conoscere agli italiani la storia di Cucchi può contribuire a far sì che un caso del genere non si ripeta più. Ilaria Cucchi oggi è la sorella d’Italia. Speriamo non servano più atti eroici del genere. Intanto pensiamo anche a  padri e madri”, conclude.

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