• 18/02/2026

“La decisione di dichiarare inammissibili una decina di nostri emendamenti al Ddl ‘Coltiva Italia’, tra cui il 5.01 e il 5.09 che consentivano alle imprese agricole della Regione Emilia Romagna di riutilizzare i fondi residui già stanziati dopo le calamità come gelate e alluvioni del 2023, è un atto grave e politicamente inaccettabile. Parliamo di risorse pubbliche già destinate ai territori colpiti, che non avrebbero comportato nuove spese per lo Stato ma avrebbero semplicemente permesso di intervenire per risarcire dei danni subiti e intervenire con tempestività per la messa in sicurezza del territorio e il sostegno alle imprese agricole ancora in difficoltà. Bloccare queste risorse significa, di fatto, sottrarre agli agricoltori emiliano romagnoli risorse necessarie per affrontare emergenze reali e documentate. È una scelta che colpisce in particolare l’Emilia-Romagna, guarda caso, e che dimostra una preoccupante distanza se non una avversità manifestata già in precedenza, della maggioranza di governo dalle esigenze concrete delle comunità locali di quella Regione”.

 

Così i deputati democratici della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari e Andrea Rossi.

“Ancor più incomprensibile - aggiungono - è questo atteggiamento alla luce delle dichiarazioni pubbliche del ministro Lollobrigida, che solo pochi giorni fa, a Bologna, aveva manifestato disponibilità verso le proposte del Partito Democratico. Oggi, nei fatti, assistiamo a una chiusura che contraddice quegli impegni e che penalizza l’Emilia Romagna, che per ragioni di pregiudizio politico non gode dei favori del governo e della destra. Non vorremo però che quanto bocciato oggi possa essere ripresentato come emendamento dal governo e dal Relatore per acquisire medaglie dal chiaro connotato propagandistico. Di fronte a frane, allagamenti, infrastrutture danneggiate e aziende agricole escluse dai precedenti ristori, ci sarebbe stato bisogno di responsabilità istituzionale e coerenza, non tatticismi. Continueremo a batterci perché queste risorse vengano rese immediatamente disponibili alle Regioni. La sicurezza del territorio e la sopravvivenza delle imprese agricole - concludono - non possono essere ostaggio di logiche di parte”