• 18/03/2026

“I quotidiani titolano che Delmastro era in società con la giovane figlia di persona sotto processo e poi condannata al carcere per avere agevolato un’associazione mafiosa. Stiamo parlando dello stesso Delmastro che accusava il Pd di “inchinarsi ai mafiosi”? Del sottosegretario alla giustizia con delega al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria? Del sottosegretario condannato per rivelazione di segreto di ufficio? Oggi una nuova puntata di questa serie tragicomica. Siamo davvero oltre ogni limite. Le sue giustificazioni, secondo cui avrebbe lasciato la società “per rigore etico e morale” quando ha capito con chi si era messo in società, sono una toppa peggiore del buco. Di fatto si scusa dicendo di non sapere con chi si mette insieme per fare affari. Il Paese merita trasparenza, coerenza e serietà. Non si può scherzare con la fiducia dei cittadini e con la credibilità delle istituzioni, soprattutto quando si parla di lotta alla criminalità organizzata. È il momento di fare chiarezza immediata. Come può il sottosegretario proseguire nel suo lavoro come se nulla fosse e come può Meloni fischiettare e fare finta di nulla?” così Federico Gianassi Capogruppo PD nella Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.