Grave precedente dovuta a indisponibilità senatori maggioranza di approvare Dl in terza lettura
“Siamo di fronte a una toppa peggio del buco. Questo provvedimento rappresenta un precedente molto grave: si rischia di portare il Parlamento e, da quanto apprendiamo, forse anche la Presidenza della Repubblica a votare e sottoscrivere un testo che presenta manifesti vizi di incostituzionalità.
Il Governo avrebbe dovuto avere il coraggio di fermarsi e mettere una pietra sopra a un intervento che, oltre ai profili critici sul piano costituzionale, presenta anche numerose e rilevanti problematiche in termini di copertura economica. Andare avanti in queste condizioni significa forzare le istituzioni e indebolire la qualità della legislazione.
Stupisce, inoltre, apprendere che questa scelta sarebbe stata dettata dalla risposta del Presidente del Senato, che avrebbe riferito al Governo di non essere in grado di far rientrare i senatori di maggioranza per approvare il provvedimento in terza lettura. Se confermato, si tratterebbe di un ulteriore grave strappo istituzionale e di una violazione della terzietà che dovrebbe caratterizzare la figura del Presidente del Senato, che non può e non deve parlare per la maggioranza.
Siamo davanti a una gestione preoccupante, che mortifica il ruolo del Parlamento e mette in discussione principi fondamentali del nostro ordinamento democratico.” Così la responsabile nazionale giustizia è deputata del Pd, Debora Serracchiani.