• 16/07/2021

L’Italia, come ci ricordano numerosi studi, è uno dei Paesi meno fecondi al mondo. La scarsa occupazione femminile incide fortemente e condiziona il desiderio di maternità, e anche di paternità. La scelta di fare figli è senza dubbio una scelta privata e personale, ma è dovere della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini ed impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Stabilizzarsi nel mondo del lavoro, avere un reddito dignitoso e servizi continuativi è sempre una condizione sine qua non per poter desiderare di avere un figlio o una figlia. Da qui l'urgenza, a cui siamo chiamati oggi, di esaminare il Family act per l’adozione e il potenziamento delle misure volte a: sostenere la genitorialità, la funzione sociale e educativa delle famiglie, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro all’interno della famiglia, valorizzare la crescita armoniosa ed inclusiva dei bambini, sostenere l’indipendenza e l’autonomia dei giovani, sostenere il lavoro femminile e la parità dei sessi, affermare il valore sociale delle attività educative e di apprendimento, prevedere contributi per la frequenza dei servizi educativi, dell’infanzia o per la frequenza di corsi sportivi, linguistici oppure per compare i libri scolastici o universitari.

Il PD, anche grazie al prezioso lavoro fatto dalla Conferenza nazionale delle donne, ha presentato numerose proposte emendative per migliorare il testo che puntano a: incentivare e rafforzare la equa condivisione dei tempi di cura e di lavoro di entrambi i genitori, rafforzare la parità dei sessi all’interno della famiglia sostenendo il lavoro di entrambi i genitori, prevedere l’introduzione di strumenti fiscali per favorire il rientro della donna nel mondo del lavoro, in particolare, dopo la maternità; prevedere che tutte le misure siano configurate tenendo conto dell’eventuale condizione di disabilità delle persone presenti all’interno del nucleo familiare, un rafforzamento dei servizi educativi e per quelli dell’infanzia attraverso misure di sostegno alle famiglie, specifici benefici fiscali aggiuntivi per forme di welfare aziendali con misure di sostegno all’educazione e alla formazione dei figli. Ma soprattutto distintiva è stata la nostra proposta, approvata, per avere estendere gradualmente ad almeno tre mesi il congedo di paternità. Abbiamo il dovere di uscire da questo inverno demografico e dobbiamo farlo anche molto in fretta. Le donne non devono più aspettare, le famiglie vogliono pensare al futuro.

Lo ha detto Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd, intervenendo in Aula.

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