“La decisione annunciata da Vantive, controllata dal fondo Carlyle, di mettere in vendita lo stabilimento Gambro Dasco di Medolla, in provincia di Modena, rappresenta un fatto gravissimo che mette a rischio centinaia di posti di lavoro e colpisce uno dei poli storici e strategici del biomedicale italiano”.
Lo dichiarano i deputati del PD, Stefano Vaccari, Andrea De Maria e Maria Cecilia Guerra, che hanno presentato un’interrogazione ai ministri delle Imprese e del Lavoro per chiedere un intervento urgente del governo.
“Dopo mesi di attesa di un piano industriale mai arrivato - proseguono i parlamentari Pd che a novembre avevano già presentato un’interrogazione rimasta inevasa - e dopo l’impegno assunto dall’azienda al tavolo regionale di dicembre, la comunicazione della vendita del sito rappresenta una rottura unilaterale e inaccettabile. Ancora una volta assistiamo a scelte dettate esclusivamente da logiche finanziarie di breve periodo, senza alcuna visione industriale e senza rispetto per un territorio che ha costruito nel tempo competenze, innovazione e occupazione qualificata".
I parlamentari PD sottolineano come il sito di Medolla sia un punto di riferimento per l’intera area Nord modenese e per il comparto biomedicale nazionale, eccellenza riconosciuta a livello internazionale.
“Chiediamo ai ministri competenti - aggiungono - di attivare immediatamente un tavolo nazionale, in raccordo con la Regione Emilia-Romagna e con le organizzazioni sindacali, per garantire la piena salvaguardia occupazionale, vigilare sulle modalità e sui tempi dell’eventuale cessione, favorire la ricerca di soggetti industriali solidi e affidabili, definire un vero piano di rilancio produttivo e tecnologico del sito. Non si può consentire che un asset strategico per la competitività del Paese venga smantellato senza un confronto trasparente e senza un progetto industriale credibile. Il governo deve assumere un ruolo attivo e responsabile per difendere lavoro, competenze e filiera produttiva. La mobilitazione dei lavoratori e delle istituzioni locali dimostra che il territorio è unito. Ora - concludono - serve una risposta chiara e concreta da parte dell’esecutivo”.