"Diciotto lupi morti in pochi giorni nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e in Toscana. Diciotto. È una strage, e chiamarla diversamente sarebbe un atto di omertà istituzionale. Una strage che ha la dimensione del disastro ambientale. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione ai Ministri dell'Ambiente, dell'Interno e della Difesa, chiedendo risposte concrete su quanto sta accadendo in una delle aree protette più importanti d'Europa.
Vogliamo sapere se dietro questa sistematica campagna di avvelenamento vi sia il concorso di organizzazioni criminali. La scala degli episodi, la loro reiterazione, l'utilizzo di sostanze vietate in aree di pregio naturalistico non possono essere liquidati come atti isolati di bracconaggio.
Chiediamo un rafforzamento immediato dei controlli nel Parco, a partire dai Carabinieri forestali, oggi in grave carenza di organico, e dal Corpo dei Guardiaparco. E chiediamo di valutare misure di tutela rafforzata nelle aree colpite, sul modello di quanto già previsto dalla legge 353 del 2000 per i territori percorsi dagli incendi.
Chiediamo inoltre di colmare l'inaccettabile vuoto nel monitoraggio nazionale e regionale delle popolazioni di lupi che raccolga anche i dati conseguenti ad atti delinquenzali di bracconaggio e gli incidenti stradali.: in Italia non esiste ancora un database centralizzato, pubblico e trasparente. Senza dati non si fa politica, si fa propaganda.
Il Governo ha scelto di declassare la protezione del lupo e di rimettere in moto l'iter del DDL 1552 e alimentando un clima di legittimazione del bracconaggio. E oggi deve assumersi la responsabilità politica della strage in corso. Noi chiediamo, ancora una volta, che si ascolti la scienza e si lavori sulla prevenzione, convivenza, indennizzi seri per gli allevatori che proteggono il bestiame". Lo dichiarano le deputate del Pd, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.