“Nell'Italia di Giorgia Meloni, donna, madre, cristiana, succede questo: una nave salva 166 persone che stavano per annegare nel Mediterraneo; dopo il salvataggio uno motovedetta della cosiddetta guardia costiera libica spara su quella nave; quella motovedetta è stata donata dall'Italia alla Libia; il governo italiano non dice assolutamente nulla, non condanna l'aggressione, non revoca gli accordi, nulla; quando la nave arriva nel porto di Brindisi e sbarca i naufraghi, guardia di finanza e polizia salgono a bordo, perquisiscono la nave, indagano il capitano. Avete capito bene, avviano un procedimento contro la Sea Watch, colpevole di aver salvato 166 vite e non dei libici che hanno sparato su quella nave. L'accusa? Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ovviamente a lanciare questa accusa sono quelli che hanno liberato e rimandato in Libia con un aereo di Stato Almasri, capo dei trafficanti di esseri umani. E che si sono fatti salvare dal processo invocando (impropriamente) l’immunità. Ora, va bene che ci siamo ormai abituati a tutto, va bene che Giorgia Meloni si offende se le si dice che è complice di quei trafficanti che doveva inseguire per tutto il globo terracqueo, va bene che da Piantedosi e Salvini non ci si può aspettare che il peggio. Ma davvero questa vicenda dimostra quanto questo governo non abbia più alcun freno, alcun limite, alcun pudore. Nelle stesse ore in cui il governo perseguitava chi salva vite, a Lampedusa è arrivata una neonata di un mese morta tra le braccia della madre. Ma evidentemente questo non è un problema per Giorgia, donna, madre, cristiana”.
Così sui social, il deputato democratico, Matteo Orfini.