“Il nostro lavoro va verso un esito finale. Ci sarà una relazione conclusiva che, credo, raccoglierà le varie ipotesi formulate nel tempo con il sostegno dei documenti e delle audizioni. La mia impressione è che il nucleo della verità di cosa accadde davvero quel pomeriggio del 22 giugno del 1983 vada ricercato nelle primissime indagini. Le indagini ‘fresche’ svolte dalla Squadra mobile e dai Carabinieri”. Così il deputato Roberto Morassut, vicepresidente della Commissione d’inchiesta sul Caso Orlandi e Gregori, intervistato da Radio Radicale.
“Sono indagini - spiega Morassut - nel corso delle quali furono subito attive delle iniziative depistatorie di vario tipo e con vari obbiettivi e motivazioni. E che si sono incastrate, sommate, aiutate pur senza magari provenire dallo stesso ‘cervello’. Però è all’inizio che stanno i semi del vero. Di cosa ha fatto veramente Emanuela davanti a quella fermata del 70. Sulla reale esistenza del fatidico ‘uomo Avon’. Il caso di Mirella è probabilmente diverso ma è stato montato ad arte da qualcuno ai primi di agosto del 1983, a seguito di un articolo che accostò le due vicende, per dare corpo alla pista del ricatto internazionale poi esclusa nel 1997 dal GI Adele Rando e alle quali motivazioni, personalmente, credo. Un qualcuno che poteva probabilmente avere accesso alle ancora scarne e scarse fonti del fascicolo su Mirella. Sono ovviamente mie valutazioni che sorgono da elementi peraltro noti. Lavoreremo ancora nei prossimi mesi e ritengo che qualche lume in più possa essere offerto”.