• 28/01/2026

"La riforma dei porti approvata dal Governo sottrae ingenti risorse alle Autorità di sistema portuale e apre enormi interrogativi sul futuro dell’intero settore.

Da uno studio di Assoporti, basato sui bilanci 2024 delle 16 Autorità di sistema, emerge con chiarezza che il disegno di legge di riforma dei porti approvato dal Consiglio dei ministri il 22 dicembre trasferirebbe circa il 40% delle entrate complessive delle AdSP alla nuova società Porti d’Italia S.p.A. Risorse che sarebbero sottratte ai territori e verrebbero dirottate verso una società per azioni centrale. In Campania, l'Autorità di sistema del Mar Tirreno Centrale vedrebbe tagliati circa 8 milioni di euro l'anno, che saranno trasferiti allo Stato". Lo dichiara il deputato dem Piero De Luca, capogruppo PD in commissione politiche UE e segretario regionale PD della Campania.

"La riforma non rafforza dunque il coordinamento nazionale ma centralizza e svuota le Autorità di sistema, sottraendo risorse e competenze ai territori, prevedendo anche il trasferimento del 25% del personale a Porti d’Italia Spa, con spese a carico delle Autorità di Sistema. Il risultato concreto sarà un indebolimento dei porti, e il rischio di scaricare i costi su imprese e lavoratori attraverso l’aumento di canoni e tariffe. Indebolire i porti significa colpire lavoro, logistica, industria e sviluppo territoriale: per questo chiediamo al governo di fermarsi, aprire un confronto vero con i territori e rivedere radicalmente una riforma che, così com’è, rischia di produrre danni strutturali irreparabili", conclude Piero De Luca.