"Esprimo, a nome del Partito Democratico, la più piena vicinanza e solidarietà alle musiciste e ai musicisti del Teatro La Fenice di Venezia, oggetto di inaccettabili minacce di morte. Si tratta di episodi gravissimi, che colpiscono non solo le persone direttamente coinvolte, ma l’intero sistema culturale del nostro Paese. Di fronte a questi fatti non si può e non si deve mai abbassare la guardia". Lo afferma Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera. "Ci aspettiamo una presa di distanza chiara e una solidarietà unanime da parte di tutte le forze politiche. La difesa della libertà artistica e della sicurezza di chi lavora nella cultura deve essere un terreno condiviso, sottratto a ogni ambiguità".
"Ribadiamo con fermezza la nostra posizione su questa vicenda e, più in generale, sul modo in cui il partito della Presidente Meloni, attraverso ministri e figure istituzionali legate alla cultura, sta gestendo le politiche culturali del Paese. Un approccio divisivo, spesso caratterizzato da toni e modalità che alimentano tensioni e contrapposizioni, che il sistema culturale italiano non merita. Il ministro Giuli rivendica a parole l’autonomia della cultura, ma nei fatti assistiamo a un utilizzo delle istituzioni culturali – dai musei ai teatri, fino alle fondazioni liriche – come terreno di scontro identitario e politico. Il caso di Venezia rappresenta purtroppo uno degli esempi più evidenti di questo fallimento".