14/05/2026 - 15:08

"Il governo Meloni si affretta a far smentire le dichiarazioni del ministro degli Esteri albanese sull'accordo con l'Italia, ma per quanto ingenue e frettolose, quelle parole nascono da una realtà precisa: il protocollo Italia-Albania ha basi giuridiche debolissime e probabilmente contraddizioni interne che non sono sanabili nemmeno con il Patto europeo su asilo e migrazione". Lo dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, commentando il caos politico e giuridico attorno ai centri per migranti in Albania.

"Non è chiaro – aggiunge l’esponente dem - quale dovrà essere il destino di questi centri: se l'Albania diventasse Paese terzo sicuro la competenza passerebbe da Roma a Tirana; se si volesse ripristinare la funzione originaria di centro di accoglienza per richiedenti asilo si potrebbe andare incontro alle possibili incertezze legate alle decisioni della giustizia italiana, visto che la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che spetta comunque ai giudici italiani decidere del destino di una persona anche se proveniente da un paese della lista dei sicuri. E nel 2030 l'Albania entrerà nell'Unione Europea: cosa succederà allora? Nessuno lo sa”.

“Questi centri costosissimi – conclude Scarpa - sono stati costruiti senza certezze giuridiche e senza una visione chiara sul loro futuro. Sono diventati il più grande monumento allo spreco e all'improvvisazione politica di questa legislatura, e si inseriscono in un solco preoccupante: quello della distruzione del diritto d'asilo e della noncuranza verso i diritti umani delle persone che rischiano di subire vere e proprie deportazioni. L'iter legislativo è stato un caos dall'inizio: si è partiti con una funzione, cambiata in corsa ad aprile 2025 convertendoli in CPR. Penso che neanche Meloni sappia bene che fine faranno, e non si può giocare così con i soldi dei cittadini italiani e con una propaganda costruita sulla pelle dei più deboli. Il Partito Democratico ha chiesto alla Presidente del Consiglio di riferire in Aula. La risposta, fino ad oggi, è il silenzio. Anche perché non credo abbiano le risposte”.

 

12/05/2026 - 18:43

"Quello che ci viene chiesto di convertire oggi è un provvedimento che ha già esaurito la sua principale misura operativa da settimane: il taglio delle accise ha smesso di produrre effetti il 7 aprile scorso. Siamo al 12 maggio. Stiamo convertendo in legge qualcosa che appartiene già alla cronaca passata. Siamo già al terzo intervento del governo su questa materia nel giro di poche settimane. Tre decreti, tre rincorse, tre rattoppi d'urgenza che fotografano plasticamente l'assenza di una strategia. O forse è proprio questa la strategia del governo Meloni: la strategia del rattoppo. Nel merito: una riduzione delle accise per soli venti giorni, indiscriminata, che ha trattato allo stesso modo il multimilionario con il parco auto di lusso e il lavoratore pendolare che fa i conti a fine mese per fare il pieno.". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Claudio Stefanazzi, componente della commissione Finanze, annunciando il voto contrario del Gruppo dem al decreto carburanti.

“Noi – ha aggiunto l’esponente Pd - avevamo proposto la selettività, una carta carburante legata all'ISEE per concentrare le risorse su chi ne ha davvero bisogno. Avremmo prodotto un effetto redistributivo reale. Il governo ha scelto diversamente, come ha candidamente ammesso lo stesso ministro Giorgetti di fronte alle critiche del Fondo Monetario Internazionale: era una scelta politica. Benissimo: assumetevene la responsabilità. La copertura finanziaria è il punto più grave. Quasi 530 milioni coperti con tagli lineari ai ministeri: 86 milioni alla salute, di cui 35 sulla prevenzione e 25 sulla ricerca sanitaria; 20 milioni sull'istruzione; 15 sulla ricerca scientifica; 96,5 sulla mobilità stradale; 25 sulla cultura; 25 sulla cooperazione allo sviluppo. Si taglia la prevenzione sanitaria per finanziare uno sconto temporaneo alla pompa. Si taglia la ricerca per coprire un rattoppo di venti giorni. Questo si chiama rovesciamento delle priorità”.

"Esistevano alternative: il meccanismo dell'accisa mobile avrebbe finanziato la misura senza toccare un euro dei ministeri; la tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere, dottata da governi di ogni orientamento in tutta Europa, avrebbe – ha concluso Stefanazzi - redistribuito risorse straordinarie a beneficio di famiglie e imprese. Entrambe le proposte sono state bocciate. E intanto questo governo continua a liquidare la transizione ecologica come una bizzarria di Bruxelles, anziché riconoscerla per quello che è: la condizione per rendere il Paese meno vulnerabile agli shock energetici. Per tutte queste ragioni il Partito Democratico vota contro".

 

06/05/2026 - 14:27

Ci impiegarono un anno e mezzo, dal giugno ‘46 al gennaio ’48, a scrivere la “Costituzione più bella del mondo”.

Oggi una mostra nella Sala della Lupa di Montecitorio, dove fu firmata l’originale, racconta i lavori, le discussioni, i protagonisti e il paese che diede vita alla nostra carta. Un percorso multimediale che celebra l’ottantesimo anniversario della Costituente e la nascita della nostra Repubblica, frutto di una lotta che costò coraggio e sacrificio.

Alla base di quell’Assemblea e della Costituzione c’era la Resistenza, la coscienza morale di un popolo che aveva sconfitto il nazifascismo. Uomini e donne — partigiani, civili, lavoratori — che scelsero la libertà quando era ancora pericoloso farlo. Dalla Liberazione del 25 aprile alla scelta repubblicana del 2 giugno 1946, si compì un atto fondativo: l’Italia si diede da sola la propria forma di futuro.

La Repubblica non è una data. È un impegno rinnovato ogni giorno: alla democrazia, alla dignità, all’uguaglianza sancita dalla nostra Costituzione — quella Costituzione nata proprio dalla Resistenza e dai valori per cui tanti avevano combattuto.

Ricordare è il primo dovere. Custodire è il secondo.

 

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

06/05/2026 - 11:45

“Chiediamo con fermezza, insieme alla società civile, alle associazioni e ai giovani che si stanno mobilitando in tutta Italia che il disegno di legge Malan, il cosiddetto "ddl Sparatutto", sia ritirato immediatamente. Questo provvedimento è pericoloso per gli animali, per la biodiversità e per le persone. Meloni, con il suo silenzio-assenso, si è fatta interprete della lobby delle armi e degli ambienti venatori più estremisti, tradendo i valori europei e trasformando la natura da patrimonio collettivo a supermarket degli animali”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputati del PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“L’uso delle armi sta diventando incontrollato – sottolineano le parlamentari dem - e il 25 aprile ne abbiamo avuto una dimostrazione concreta quando il titolare di un porto d'armi ‘sportivo’, detentore di un arsenale domestico, ha sparato con una pistola a piombini contro due persone colpevoli soltanto di portare il fazzoletto dell'ANPI. Il Ministro Piantedosi – avvertono - continua a non rispondere alle richieste del PD di riferire sui sequestri di munizioni destinate all'esportazione illegale e sul rilascio dei permessi di espatrio delle armi. Non dice nulla del milione e cinquecentomila porto d'armi rilasciati, del tutto sproporzionati rispetto ai praticanti effettivi delle discipline sportive e venatorie”.
“Il governo Meloni tace e sceglie di non esercitare alcun controllo sulle armi. Un silenzio che non è distrazione: è complicità”, concludono Evi e Prestipino.

04/05/2026 - 18:14

Depositata interrogazione firmata da Scotto, Boldrini, Bakkali, Ghio, Ferrari, Lacarra, Scarpa, sul blocco della Global Sumud Flotilla da parte di Israele in acque internazionali a largo della Grecia. Scrivono i deputati Pd “per Avila e Abukeshek, accusati di affiliazione a un’organizzazione terroristica, il tribunale di Ashkelondurante l’udienza per valutare il trattenimento ha decretato il rinnovo del fermo di altri due giorni;
Avila ha raccontato di essere stato “trascinato a faccia in giù e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte”, circostanza che sembrerebbe confermata dagliavvocati che li hanno visitati in carcere”.
Si chiede “quali urgenti iniziative intenda intraprendere il governo italiano per difendere e riportare a casa le persone rapite e sequestrate su una nave battente bandiere italiana e che quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti sequestrate sul suolo italiano”.

Roma, 4 maggio 2026

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Al ministro degli affari esteri e la cooperazione internazionale – per sapere – premesso che:

la seconda missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, partita lo scorso 26 aprile dalle coste siciliane, con lo scopo di rompere il blocco navale e portare aiuti umanitari nella striscia di Gaza, alle 2 di notte del 30 aprile, è stata intercettata a quasi mille chilometri dalle coste palestinesi e sono state sequestrate dalle forze armate israeliane 21 delle 58 imbarcazioni della missione, con l’arresto di 175 volontari; 

risulta agli interroganti che Israele continua a setacciare le acque internazionali con una propria fregata militare al largo di Creta, con il timore da parte degli organizzatori della missione umanitaria che sia lì per controllare il restante della flotilla;

tra le navi intercettate figura la Eros 1, imbarcazione battente bandiera italiana su cui vige la giurisdizione italiana;
tra gli arrestati, due attivisti Thiago Avila e Saif Abukeshek, da sempre impegnati nella causa palestinese, sono ancora nelle mani di Israele e sono stati trasferiti in Israele;

Saif Abukeshek Organizza la solidarietà palestinese in tutta Europa da oltre 20 anni, è membro del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla e attualmente presiede la Global Coalition Against the Occupation in Palestine. Egli presiede il Segretariato Generale della Popular Conference for Palestinians Abroad e siede nel consiglio della European Trade Union Network for Justice in Palestine. È stato uno dei principali organizzatori della Global March to Gaza;
Thiago Avilia è un noto attivista pro-palestinese, ha partecipato a precedenti operazioni di flotillia verso Gaza ed è stato intercettato e rapito da Israele nel giugno 2025 e di nuovo nell’ottobre 2025, egli è stato posto in isolamento, sottoposto a violenza fisica, verbale, molestie, privazione di adeguata acqua potabile, cibo, sonno, così come prolungato confinamento in posizioni di stress scomode. Durante la sua detenzione nell’ottobre 2025 ha iniziato uno sciopero della fame e della sete fino alla sua deportazione. Egli è membro del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla;
sotto il controllo delle autorità israeliane, dato il loro profilo, entrambe corrono grafi rischi per la loro vita e la loro incolumità, quali detenzione illegittima, tortura e trattamento inumano e degradante;

Saif Abukeshek in quanto palestinese corre il rischio di essere condannato alla pena di morte o all’ergastolo;
il team legale della Flotilla ha presentato due esposti urgenti alla Procura di Roma e due ricorsi alla CEDU. Nei due esposti presentati alla Procura si chiede di indagare per il reato di “sequestro di persona aggravato” dall’uso di armi e di valutare l’ipotesi di rifiuto d’atti d’ufficio a carico delle autorità italiane che avrebbero avuto il dovere di “tutelare l’incolumità delle persone”;

la procura di Roma aveva già aperto un fascicolo per tortura, rapina, sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio nell’ottobre scorso, dopo la prima missione. Ora, a seguito di questi esposti, potrebbe aprire un nuovo filone d’inchiesta;

anche il ricorso alla Cedu contro l’Italia è per valutare le responsabilità del nostro Paese, in quanto dal team legale della Flotilla sostengono la tesi che l’Italia aveva un obbligo preventivo sulle persone che viaggiavano sulla Eros 1;
per Avila e Abukeshek, accusati di affiliazione a un’organizzazione terroristica, il tribunale di Ashkelon durante l’udienza per valutare il trattenimento ha decretato il rinnovo del fermo di altri due giorni;

Avila ha raccontato di essere stato “trascinato a faccia in giù e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte”, circostanza che sembrerebbe confermata dagli avvocati che li hanno visitati in carcere -:
quali urgenti iniziative intenda intraprendere il governo italiano per difendere e riportare a casa le persone rapite e sequestrate su una nave battente bandiere italiana e che quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti sequestrate sul suolo italiano.

 

29/04/2026 - 18:21

"Grazie alle Forze dell' Ordine che hanno individuato il responsabile del gravissimo attentato ai due militanti dell' Anpi a Roma. Un episodio di straordinaria gravità, che non può e non deve essere sottovalutato. . Ribadiisco la mia solidarietà  ai due compagni che sono stati colpiti ed all' Anpi, associazione a cui sono iscritto. Il clima che si è creato quest' anno in occasione del 25 aprile deve far riflettere chi promuove e difende i valori dell' antifascismo e della Resistenza. Lo dico anche da ex Sindaco di Marzabotto: occorre riunire nel rifiuto di ogni violenza e nel richiamo comune all' antifascismo chi in Italia rappresenta la memoria della lotta di liberazione e del prezzo di sangue pagato dal popolo italiano per la libertà e la democrazia". Così Andrea De Maria, deputato PD
 

29/04/2026 - 15:24

"Il Ministro Salvini nel 2022 aveva promesso di sbloccare la Tirrenica ma, nei fatti, il percorso si è fermato. Quanto emerso in Commissione Ambiente di Montecitorio nel corso dell’audizione di Anas è chiaro, così come appare evidente che l’Agenzia nazionale abbia svolto correttamente il proprio ruolo mentre il Ministero delle Infrastrutture abbia rallentato l’avanzamento dell’opera”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani, sull’audizione di Anas svolta ieri, martedì 28 aprile, a Montecitorio sulle tematiche riguardanti gli investimenti e la manutenzione della rete stradale nazionale.

“Anas ha inoltre confermato che la Tirrenica è stata esclusa dal Contratto di Programma 2021-2025 e che l’eventuale reinserimento potrà avvenire soltanto nel prossimo aggiornamento programmatorio. Non si è trattato solo di burocrazia ma di un preciso indirizzo politico: dopo quattro anni, l’advisor incaricato dal Mite non ha ancora definito il valore economico dei progetti necessari al passaggio di consegne da Sat ad Anas, determinando il definanziamento di risorse già stanziate e successivamente dirottate verso altre finalità. I lotti, compresi quelli immediatamente cantierabili, sono usciti dal Contratto di Programma e ad oggi non sappiamo se e quando verranno concretamente reintrodotti nella prossima programmazione. Purtroppo questi sono i fatti: la destra si assuma le proprie responsabilità di fronte ai cittadini e alle imprese dei territori": conclude.

 

27/04/2026 - 19:15

Interrogazione a Piantedosi

Quello accaduto ad Agrigento durante le celebrazioni per il 25 aprile, è un episodio che appare tanto sproporzionato quanto inquietante, soprattutto perché avvenuto nel giorno simbolo della libertà e della democrazia nel nostro Paese.

Esprimo piena e convinta solidarietà a Gino Cavaleri, colpevole soltanto di aver manifestato pacificamente e di aver portato alle celebrazioni del 25 aprile un messaggio di pace.

Quanto accaduto pone interrogativi gravissimi: è accettabile che, durante la Festa della Liberazione, un cittadino venga attenzionato e identificato per aver esibito una bandiera della pace? È questa l’idea di ordine pubblico che il Governo intende perseguire?

Non possiamo accettare che in Italia, nel giorno che celebra la fine del regime autoritario, si assista a pratiche che evocano un controllo improprio del dissenso pacifico. La sicurezza non può mai diventare un pretesto per limitare libertà fondamentali.

Si tratta di un fatto grave, che merita chiarezza immediata ed è per queste ragioni che presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Roma, 27 aprile 2026

 

27/04/2026 - 18:00

Quello accaduto ad Agrigento durante le celebrazioni per il 25 aprile, è un episodio che appare tanto sproporzionato quanto inquietante, soprattutto perché avvenuto nel giorno simbolo della libertà e della democrazia nel nostro Paese.

Esprimo piena e convinta solidarietà a Gino Cavaleri, colpevole soltanto di aver manifestato pacificamente e di aver portato alle celebrazioni del 25 aprile un messaggio di pace.

Quanto accaduto pone interrogativi gravissimi: è accettabile che, durante la Festa della Liberazione, un cittadino venga attenzionato e identificato per aver esibito una bandiera della pace? È questa l’idea di ordine pubblico che il Governo intende perseguire?

Non possiamo accettare che in Italia, nel giorno che celebra la fine del regime autoritario, si assista a pratiche che evocano un controllo improprio del dissenso pacifico. La sicurezza non può mai diventare un pretesto per limitare libertà fondamentali.

Si tratta di un fatto grave, che merita chiarezza immediata ed è per queste ragioni che presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

 

26/04/2026 - 16:08

“Anche quest’anno a Dongo, luogo simbolo della resistenza e della lotta di liberazione, non ci hanno risparmiato l’ignobile spettacolo di apologia del fascismo. Un insulto alla nostra storia e alla memoria di chi ha dato la vita per la libertà. Per questo è inaccettabile che un gruppo di nostalgici possano sfilare impunemente in camicia nera, esibendo simboli e rituali, come il saluto romano, che la nostra Costituzione condanna senza appello.
C’è un’ipocrisia di fondo che questo Governo non riesce più a nascondere: da un lato si usa il pugno di ferro contro il dissenso pacifico, introducendo decine di nuovi reati e norme repressive che sanno di autoritarismo; dall’altro, si mostra una tolleranza imbarazzante verso chi inneggia apertamente alla dittatura.
Rinnovo la richiesta al Ministro Piantedosi perché garantisca l’identificazione di tutti coloro che si sono resi protagonisti di questi atteggiamenti e si ponga fine a queste manifestazioni che ogni anno si svolgono con lo stesso vergognoso rituale.
Chi governa ha il dovere di fare i conti con la storia una volta per tutte, invece di continuare a strizzare l'occhio a un passato che l'Italia ha già giustamente condannato e superato ottant'anni fa”. Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati

25/04/2026 - 17:17

“Si chiamava Paul Neeraj, era un lavoratore di origini indiane e aveva 32 anni. Da più di una settimana era in agonia all’ospedale Ruggi di Salerno. Abbandonato come un sacco di patate davanti al pronto soccorso dai suoi caporali che sono scappati come conigli. Entrambe le gambe erano ormai in cancrena perché esposte a pericolose sostanze chimiche. Una storia simile a quella di Satnam Singh a Latina. Una morte per sfruttamento, i cui mandanti sono ancora ignori. Quel lavoratore è morto il 25 aprile, nel giorno della liberazione dal nazifascismo. C’è ancora tantissimo da fare per mettere in atto i valori della Costituzione. Abbiamo già presentato una interrogazione parlamentare, andremo fino in fondo. Il caporalato è il principale nemico da combattere nei campi e in ogni luogo di lavoro”. Lo dichiara Arturo Scotto capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.

25/04/2026 - 16:14

“Le notizie di tensioni e aggressioni avvenute a margine del corteo del 25 aprile a Roma devono essere condannate  e non devono in alcun modo sporcare la straordinaria partecipazione democratica di cittadini in una giornata così significativa per il nostro Paese. È fondamentale ribadire con forza che proprio grazie al 25 Aprile oggi possiamo difendere sempre in Italia il diritto di manifestare di tutti, nel rispetto dei valori della Costituzione e della Liberazione. Il 25 aprile rappresenta l’unità antifascista, la democrazia e la libertà: principi che devono continuare a unire e mai dividere.

Saremo sempre insieme e dalla parte di chi manifesta democraticamente mai di chi semina violenza e intolleranza”.

Così il deputato democratico Andrea Casu.

 

25/04/2026 - 16:12

“Quello che celebriamo oggi è un patto solenne tra cittadini scritto nella nostra carta costituzionale. È un patto che si fonda sull’antifascismo. Dobbiamo dirlo chiaramente l’antifascismo non è una scelta politica, non è una bandiera di parte. È il valore fondante su cui poggia la nostra democrazia. Senza l’antifascismo, non avremmo la Repubblica. Per questo dobbiamo difendere la nostra Costituzione anche e soprattutto dalla destra che oggi governa e dimostra di non aver mai fatto i conti con il passato, con il fascismo e le sue responsabilità storiche. Dobbiamo essere grati a chi 81 anni fa ebbe coraggio di scegliere da che parte stare, di abbandonare la vita di sempre per combattere e liberare l’Italia. A loro va il nostro ringraziamento e alla loro memoria vogliamo rendere merito. Ricordare la Resistenza significa ricordare che la democrazia si costruisce ogni giorno. Con la partecipazione e il coraggio della coerenza. Di fronte a un mondo sconvolto dal ritorno dei nazionalismiquel grido di libertà del 1945 deve essere la nostra bussola. Difendiamo quel patto, difendiamo la costituzione”.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, in un video per i social.

 

25/04/2026 - 15:54

"La cacciata delle bandiere ucraine  dai cortei, del 25 aprile, anche nella mia città Bologna, i cartelli che equiparano sionismo e fascismo, gli atti di intolleranza che si sono manifestati rappresentano il contrario dei valori della Resistenza. Chi crede nella Costituzione e nell' Antifascismo è chiamato ad isolare qualunque tentativo di strumentalizzare il 25 aprile per promuovere l' estremismo e l' intolleranza". Così Andrea De Maria, deputato PD.

25/04/2026 - 15:31

“Il 25 aprile non è solo memoria, è responsabilità. È una chiamata a continuare quel processo di liberazione, ogni giorno, nelle nostre comunità, nelle istituzioni, nella vita quotidiana”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, durante le celebrazioni per il 25 aprile a Pietra Ligure.

“Oggi, mentre provano a trasformare il 25 aprile in una generica festa della libertà, dobbiamo ribadire con chiarezza che è la festa della Liberazione. Di una scelta di campo. Di una rottura netta con il nazifascismo - ha proseguito la deputata dem - Il Parlamento della Repubblica italiana nasce da quella lotta. È figlio della Resistenza e per questo non può e non deve mai essere uno spazio neutro rispetto a chi richiama, anche solo simbolicamente, ideologie che quella storia ha sconfitto. Anche per questo ho impedito l’ingresso in luoghi istituzionali a esponenti del mondo neofascista e sono stata sanzionata: sono colpevole di antifascismo e lo sono fieramente”.

"Negli ultimi anni abbiamo assistito a un tentativo di confondere, di riscrivere, di attenuare. Si parla di “ragazzi di Salò”, si evocano pacificazioni che rischiano di mettere sullo stesso piano chi lottava per la libertà e chi difendeva una dittatura. In un Paese che non ha avuto una Norimberga capace di fare pienamente i conti con il proprio passato, queste ambiguità diventano ancora più pericolose. Ecco perché dico, ora e sempre, viva la Liberazione, viva la Resistenza e la Repubblica antifascista”, ha concluso Gribaudo.

 

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