"Servono interventi urgenti per risolvere la grave carenza di personale specialista nei Vigili del Fuoco, in particolare tra piloti, specialisti di aeromobile ed elisoccorritori. Si tratta una situazione ormai insostenibile, aggravata da anni di ritardi nei passaggi di qualifica e nella gestione degli organici che rischia di compromettere la piena efficienza dei reparti volo proprio alla vigilia della stagione estiva". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente di Montecitorio depositando una interrogazione parlamentare sulla vicenda.
“Di fronte all’aumento costante degli incendi boschivi e al crescente ricorso ai mezzi aerei per le operazioni di soccorso e spegnimento, servono risposte immediate e strutturali. Occorre garantire percorsi formativi completi, il pieno riconoscimento economico e professionale del personale coinvolto e un rafforzamento stabile degli organici del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, oggi gravemente sottodimensionati rispetto alle reali necessità operative del paese. Serve agire subito: nel 2025 sono stati oltre 62mila gli interventi nel corso della stagione estiva. Serve programmazione e prevenzione e non rincorrere sempre l'emergenza", conclude il deputato dem.
“È una situazione surreale: mentre il ministro Fratin continua a ostentare sicurezza sul piano del governo per il ritorno al nucleare, la maggioranza viene battuta alla Camera proprio sulla nomina di chi dovrebbe garantire la sicurezza nucleare del Paese. Un cortocircuito politico e istituzionale che certifica il caos interno alla destra e l’incapacità del governo di sostenere persino le proprie scelte su un tema strategico come l’energia”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in commissione Ambiente della Camera, commentando la bocciatura nelle commissioni Attività produttive e Ambiente della proposta di nomina dell’ingegner Giorgio Graditi alla Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), fermatasi a 28 voti contro i 31 necessari.
“Parliamo - aggiunge l’esponente dem - di sicurezza nucleare, di approvvigionamenti energetici e di transizione ecologica: temi decisivi per il futuro del Paese. Eppure la maggioranza va sotto anche su una nomina indicata direttamente dal governo. È la prova evidente di un esecutivo ormai allo sbando, diviso e senza una linea credibile”.
“Il tentativo di rilanciare il nucleare è già fallito alla prova dei fatti. È una scelta sbagliata e ideologica che, così come la intende il governo, farebbe fare un passo indietro all’Italia invece di investire davvero sulle rinnovabili, sull’efficienza energetica e sulla sicurezza del sistema energetico nazionale”, conclude Simiani.
Le Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera hanno respinto la proposta di nomina governativa dell’ingegner Giorgio Graditi come componente della Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN). Erano necessari 31 voti, ma la maggioranza si è fermata a quota 28.
“La bocciatura in Commissione della proposta di nomina dell’ingegner Giorgio Graditi alla Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione rappresenta l’ennesima certificazione di una maggioranza che non c’è più, divisa e incapace persino di sostenere le scelte del governo su temi strategici per il Paese. Per il nucleare ieri hanno fatto un vertice a Palazzo Chigi concludendo che è l’unica idea a disposizione contro il caro energia”. Lo dichiara Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera.
“Parliamo di sicurezza nucleare e di politica energetica, questioni centrali in una fase segnata da emergenze internazionali e dalla necessità di garantire approvvigionamenti, sicurezza e transizione energetica. Eppure la maggioranza va sotto anche su una nomina indicata dal governo. È una sconfitta parlamentare grave e politicamente evidente, che conferma tutte le difficoltà e le spaccature interne alla destra”, conclude Braga.
“Sul caro bollette il governo deve intervenire subito. Dopo quasi quattro anni siamo ancora davanti a scelte tardive, deboli e sbagliate. L’Italia avrebbe dovuto puntare con decisione sulle rinnovabili, come ha fatto la Spagna, dove gli effetti sulla riduzione dei costi sono evidenti.
Invece restano ferme migliaia di autorizzazioni al Ministero dell’Ambiente, senza una spiegazione. È una responsabilità politica precisa: non si può scaricare tutto sui conflitti internazionali.
Le bollette aumentano anche perché in questi anni non si è voluto cambiare davvero strada. Il governo non ha più alibi, sblocchi le rinnovabili e agisca adesso”, lo dice Stefano Graziano, capogruppo PD in Commissione Difesa e Vigilanza Rai, ospite ad Agorà su Rai 3.
"Mi complimento con il governo per due record: 124 decreti legge e 117 fiducie. Voi pensate che questo sia il modo di governare l'Italia? Io penso proprio di no. Questo provvedimento è stato discusso alla Camera un'ora in commissione e un paio di giorni in Aula. Non è così che si legifera in un Paese serio. In questo decreto c'è un aspetto inquietante: c'è un commissario per tutto. Si arriva persino al commissario per un faro sul lago di Como. E ora volete istituire un supercommissario di RFI, che accentra tutto al ministero delle Infrastrutture di Salvini, ignorando Regioni ed Enti locali. È il segnale che quanto fatto finora non ha funzionato. Il Partito Democratico proporrà di tornare a una sana ordinarietà: le Regioni e le società devono tornare ad avere una funzione gestionale piena". Lo ha detto in Aula alla Camera Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, annunciando il voto contrario sul decreto commissari straordinari e concessioni.
"Sul Ponte: 2,7 miliardi sottratti dal capitolo infrastrutture e trasferiti nel patrimonio di Cassa Depositi e Prestiti, senza che si sappia esattamente cosa ci farete. E soprattutto il Ponte è di fatto morto – ha aggiunto l’esponente dem - non esiste oggi nessun atto che ne confermi la continuazione dell'iter. Sbloccate quei 13 miliardi e dateli al Sud: infrastrutture idriche, edilizia, dissesto idrogeologico. Non teneteli bloccati. Sui balneari siamo a una disfatta totale. Avete promesso di andare in Europa a cambiare le regole, non ci siete riusciti perché era giusto così: le gare vanno fatte, e vanno fatte bene. Invece in questo decreto mettete in campo tre assurdità: il rilancio al rialzo del canone, che favorisce solo le grandi aziende; il mancato riconoscimento delle reti di imprese e dei consorzi che hanno investito per anni sulla tutela costiera e il salvamento; e un sistema di indennizzi insufficiente, che dovrebbe invece essere strutturale e garantito anche per i futuri imprenditori. Avete preso in giro le imprese balneari per troppo tempo".
"Infine – ha concluso Simiani - il gassificatore di Piombino: nessuna compensazione a un'area degradata che ha bisogno di lavoro e di risposte ambientali, e che punta su un'infrastruttura che l'Europa ha già smesso di finanziare. E poi ci sono gli ordini del giorno: parrocchie, investimenti locali, sicurezza urbana. Il Parlamento fa le leggi, non le mance, per questo voteremo contro".
“La scoperta di oggi della lettera della Commissione europea, inviata a dicembre scorso e tenuta nascosta dal governo italiano, con cui Bruxelles boccia l’orribile Ddl di riforma della caccia, è un fatto grave per due ordini di ragioni: nel metodo, perché la maggioranza si è assunta la responsabilità di seppellire in un cassetto un documento ufficiale europeo nascondendolo alle opposizioni; nel merito, perché il documento evidenzia le gravi violazioni contenute nel testo in discussione al Senato rispetto alle Direttive Ue ‘Uccelli’ e ‘Habitat’ e che riguardano l’ossatura stessa del Ddl tra cui: l’estensione della caccia fuori stagione; l’indebolimento del parere scientifico di Ispra; l’uso di visori ottici; la liberalizzazione dei richiami vivi con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali. Si tratta, dunque, di una severa bocciatura del Ddl di riforma della caccia giunta addirittura in anticipo rispetto all’approvazione parlamentare come da prassi consolidata. La maggioranza prenda atto della situazione, riparta dalla nostra Costituzione, si adegui alle Direttive dell’Ue e ritiri il disegno di legge”.
Così le parlamentari e i parlamentari democratici delle commissioni Ambiente e Agricoltura di Camera e Senato
"Gli aggiornamenti sull'incendio del Monte Faeta sono positivi e sembrano escludere scenari catastrofici. Resta comunque l'allarme per gli ettari di boschi e terreni coltivati distrutti dalle fiamme. Tra Pisa e Lucca l’impegno degli operatori dei vigili del fuoco di canadair, forze dell’ordine e soccorsi è stato comunque continuato, straordinario ed encomiabile. È ora necessario intervenire per comprendere nel dettaglio le dinamiche dell'incendio e garantire risarcimento adeguati e rapidi a chi ha subito danni. Nel rinnovare la mia piena solidarietà alle comunità e alle realtà colpite dall’incendio, assicuro la pronta risposta del Partito Democratico anche in sede parlamentare, perché aiuti e soluzioni concrete arrivino nel più breve tempo possibile". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, annunciando una interrogazione parlamentare su quanto accaduto.
"Con la nomina di Pierpaolo Danieli a segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale la struttura è finalmente operativa. Il Presidente Davide Gariglio è riuscito a garantire un management competente e capace di affrontare nel migliore dei modi le sfide del futuro. Dai progetti e dell'attività dell'Autorità portuale passa infatti la crescita sostenibile e lo sviluppo economico e sociale della comunità. Serve adesso che il governo metta le risorse necessarie per garantire al Porto di Livorno il ruolo di volano territoriale che merita": è quanto dichiarano Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, e Alessandro Franchi, consigliere regionale Dem della Toscana.
"Abbiamo depositato oggi un'interrogazione parlamentare rivolta a quattro Ministri - Agricoltura, Ambiente, Interno e Difesa - per chiedere conto dello stato di attuazione della riforma che nel 2016 ha assorbito il Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, istituendo il CUFAA. La depositiamo sia alla Camera che al Senato: un segnale preciso dell'importanza che il Partito Democratico attribuisce a questo tema.
Quella riforma aveva un obiettivo dichiarato: rafforzare la tutela ambientale, forestale e agroalimentare valorizzando duecento anni di storia e di competenze specialistiche. A quasi dieci anni di distanza, le segnalazioni dei sindacati sulla prevista chiusura di Comandi regionali, Gruppi forestali e Nuclei investigativi NIPAAF ci impongono di fare chiarezza. Non possiamo permetterci di depotenziare un presidio specialistico dello Stato proprio mentre incendi boschivi, abusivismo edilizio in aree vincolate, reati contro gli animali - dal bracconaggio, al maltrattamento, al traffico di specie protette - e criminalità agroalimentare richiedono capacità investigative sempre più sofisticate.
Vogliamo sapere se esiste un piano per la terza fase del 2027, quante unità di personale forestale restano operative rispetto alla dotazione iniziale, quali risorse sono destinate ai mezzi e alle strutture, e se i Ministeri competenti abbiano mai verificato il reale esercizio delle funzioni attribuite al CUFAA. Chiediamo infine che il Governo riferisca al Parlamento con una relazione dettagliata. E' oggi più che mai necessario garantire la piena valorizzazione, autonomia operativa e coerenza organizzativa delle competenze specialistiche dei Carabinieri Forestali". Così una nota della deputata del Pd, Eleonora Evi, prima firmataria dell’interrogazione alla Camera insieme ai parlamentari del Pd Chiara Braga (Presidente Gruppo PD), Marco Simiani (capogruppo Ambiente), Antonella Forattini (capogruppo Agricoltura), Matteo Mauri (Responsabile Sicurezza PD), Augusto Curti, Sara Ferrari, Patrizia Prestipino e il senatore Michele Fina, primo co-firmatario della medesima interrogazione al Senato.
“Sulla vicenda delle concessioni balneari siamo di fronte all’ennesima figuraccia della destra, che continua a navigare a vista tra propaganda e contraddizioni. È quello che succede quando si affrontano situazioni complesse con superficialità, rinvii e soluzioni facili che inseguono solo consenso immediato. Ancora una volta l'intero settore viene penalizzato da scelte improvvisate e prive di visione. Usare emergenze reali come erosione costiera e maltempo, senza programmazione e per giustificare rinvii e proroghe, è un segno di debolezza politica, non di responsabilità. Servono serietà e soluzioni strutturali, non annunci smentiti nel giro di poche ore: la destra smetta di fare propaganda sulla pelle delle imprese e si assuma finalmente la responsabilità di governare con coerenza”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente, Marco Simiani, sull'emendamento della maggioranza al Decreto Infrastrutture prima approvato e poi bocciato al Senato.
"Il Ministro Salvini nel 2022 aveva promesso di sbloccare la Tirrenica ma, nei fatti, il percorso si è fermato. Quanto emerso in Commissione Ambiente di Montecitorio nel corso dell’audizione di Anas è chiaro, così come appare evidente che l’Agenzia nazionale abbia svolto correttamente il proprio ruolo mentre il Ministero delle Infrastrutture abbia rallentato l’avanzamento dell’opera”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani, sull’audizione di Anas svolta ieri, martedì 28 aprile, a Montecitorio sulle tematiche riguardanti gli investimenti e la manutenzione della rete stradale nazionale.
“Anas ha inoltre confermato che la Tirrenica è stata esclusa dal Contratto di Programma 2021-2025 e che l’eventuale reinserimento potrà avvenire soltanto nel prossimo aggiornamento programmatorio. Non si è trattato solo di burocrazia ma di un preciso indirizzo politico: dopo quattro anni, l’advisor incaricato dal Mite non ha ancora definito il valore economico dei progetti necessari al passaggio di consegne da Sat ad Anas, determinando il definanziamento di risorse già stanziate e successivamente dirottate verso altre finalità. I lotti, compresi quelli immediatamente cantierabili, sono usciti dal Contratto di Programma e ad oggi non sappiamo se e quando verranno concretamente reintrodotti nella prossima programmazione. Purtroppo questi sono i fatti: la destra si assuma le proprie responsabilità di fronte ai cittadini e alle imprese dei territori": conclude.
“Da troppi anni, oltre quattro, il Consorzio del Parco Museo delle Miniere dell’Amiata è in regime commissariale, una condizione straordinaria che si è trasformata in ordinaria e che oggi rischia di compromettere la valorizzazione di un patrimonio storico, culturale e ambientale di rilievo nazionale. Il susseguirsi di commissari straordinari non può sostituire una governance stabile, necessaria per programmare interventi, strategie di crescita e rafforzare le relazioni istituzionali”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani depo aver depositato una interrogazione parlamentare al Ministro Pichetto Fratin.
“È urgente nominare gli organi statutari, restituire piena operatività al Parco e colmare le lacune normative che penalizzano i parchi geominerari. Serve una revisione dello statuto per semplificare le procedure di nomina e, soprattutto, un intervento legislativo che inserisca il museo tra i parchi nazionali, garantendo strumenti di pianificazione autonomi e una dotazione finanziaria certa e stabile. Solo così il Parco Museo delle Miniere dell’Amiata potrà svolgere pienamente la propria funzione di tutela e valorizzazione, diventando un volano di sviluppo sostenibile per i territori coinvolti”: conclude.
"Diciotto lupi morti in pochi giorni nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e in Toscana. Diciotto. È una strage, e chiamarla diversamente sarebbe un atto di omertà istituzionale. Una strage che ha la dimensione del disastro ambientale. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione ai Ministri dell'Ambiente, dell'Interno e della Difesa, chiedendo risposte concrete su quanto sta accadendo in una delle aree protette più importanti d'Europa.
Vogliamo sapere se dietro questa sistematica campagna di avvelenamento vi sia il concorso di organizzazioni criminali. La scala degli episodi, la loro reiterazione, l'utilizzo di sostanze vietate in aree di pregio naturalistico non possono essere liquidati come atti isolati di bracconaggio.
Chiediamo un rafforzamento immediato dei controlli nel Parco, a partire dai Carabinieri forestali, oggi in grave carenza di organico, e dal Corpo dei Guardiaparco. E chiediamo di valutare misure di tutela rafforzata nelle aree colpite, sul modello di quanto già previsto dalla legge 353 del 2000 per i territori percorsi dagli incendi.
Chiediamo inoltre di colmare l'inaccettabile vuoto nel monitoraggio nazionale e regionale delle popolazioni di lupi che raccolga anche i dati conseguenti ad atti delinquenzali di bracconaggio e gli incidenti stradali.: in Italia non esiste ancora un database centralizzato, pubblico e trasparente. Senza dati non si fa politica, si fa propaganda.
Il Governo ha scelto di declassare la protezione del lupo e di rimettere in moto l'iter del DDL 1552 e alimentando un clima di legittimazione del bracconaggio. E oggi deve assumersi la responsabilità politica della strage in corso. Noi chiediamo, ancora una volta, che si ascolti la scienza e si lavori sulla prevenzione, convivenza, indennizzi seri per gli allevatori che proteggono il bestiame". Lo dichiarano le deputate del Pd, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Mentre i principali competitor europei puntano al solare e all'eolico, l'unico approccio realistico che il ministro Pichetto Fratin propone per superare la crisi energetica è il ritorno nostalgico al carbone. Con l'ultimo decreto energetico, il governo ha puntato a mantenere in piedi fino al 2038 le centrali del carbone e poco serve se ora la risposta del ministro ci elenca dati sull'utilizzo di energie alternative. Invece di presentarsi alla Conferenza di Santa Marta sulla transizione oltre i combustibili fossili, il governo parla di un ipotetico nucleare e il disastroso ritorno al carbone”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani in replica al ministro Pichetto Fratin durante il Question Time alla Camera.
“Ci troviamo davanti ad un problema politico – sottolinea il parlamentare dem - che nasce dalla contraddizione su quanto affermato nel 2024 nel Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima sull'abbandono del carbone. Oggi il governo Meloni mette in discussione la scelta europea di puntare sulle energie rinnovabili e spinge l'Italia verso un futuro diverso da quello del resto del mondo, da quello che vogliono i cittadini e soprattutto le nuove generazioni”. “La partecipazione alla Conferenza di Santa Marta deve essere centrale su un cambio di rotta del governo, con le rinnovabili al centro della strategia italiana sulla transizione ecologica”, conclude Simiani.
"L'antico popolo Ayoreo Totobiegosole che vive in Paraguay corre il rischio di sparire per via della deforestazione selvaggia che sta subendo la terra in cui vivono.
Durante l'ultima seduta del Comitato diritti umani della Camera, che presiedo, abbiamo ascoltato le testimonianze di Porai Picanerai, leader indigeno del popolo Ayoreo, e di Rosalino Darajidi Picanerai, insegnante e attivista indigeno.
Le famiglie Ayoreo vivono nella foresta del Chaco che, ad oggi, sparisce più velocemente di qualsiasi altra foresta del pianeta, secondo gli studi di Global Forest Watch. A sfruttare quest'area sono multinazionali e grandi aziende che allevano bovini per commercializzare la carne, ma anche le pelli il 50% delle quali vengono esportate proprio in Italia. Questo accade nonostante per la Costituzione del Paraguay le terre dove vivono le popolazioni indigene sono di loro esclusiva proprietà.
Un danno gravissimo sia per l'ambiente sia per gli Ayoreo che non solo perdono le loro terre, ma che vedono le loro vite totalmente stravolte e corrono rischi altissimi anche per la salute. Doversi spostare e venire in contatto con i bianchi, infatti, li espone a malattie e infezioni sconosciute per il loro sistema immunitario provocandone spesso la morte. Le loro comunità, infine, sono vere e proprie custodi della terra che rispettano e proteggono.
Facciamo nostro l'appello degli Ayoreo e delle rappresentanti di Survival International Italia che li hanno accompagnati che chiedono anche al governo italiano di agire per fermare questo scempio.
Scriverò una lettera al ministro Tajani perché chieda al suo omologo paraguaiano le necessarie tutele per il popolo Ayoreo, per il loro diritto a rimanere nelle loro comunità e, in ultima istanza, per la vita". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.