“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Protezione civile, delle Infrastrutture e dell’Ambiente per chiedere chiarimenti urgenti sulla grave frana che il 16 gennaio scorso ha colpito il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, mettendo a rischio abitazioni, infrastrutture e la sicurezza di cittadine e cittadini”.
Così i deputati democratici, Peppe Provenzano e Giovanna Iacono.
“La vicenda di questi giorni - aggiungono - riporta drammaticamente alla memoria quanto già accaduto nel 1997, quando un’altra frana colpì Niscemi causando ingenti danni e l’evacuazione di circa 400 persone. Nonostante allora fossero state adottate misure straordinarie di protezione civile, il versante ovest – oggi nuovamente interessato dal dissesto – presentava già evidenti condizioni di instabilità.
Con l’interrogazione chiediamo al Governo di chiarire se esistano progetti esecutivi per la stabilizzazione dei versanti, se siano state richieste o ottenute risorse finanziarie e se siano stati effettuati studi geologici aggiornati. E, soprattutto, quali interventi urgenti si intendano mettere in campo per il ripristino in sicurezza della Strada provinciale 12, arteria fondamentale per il territorio. La sicurezza delle persone non può dipendere da interventi tampone o da promesse rimaste sulla carta. È indispensabile conoscere lo stato reale della programmazione e delle risorse disponibili, e soprattutto, avviare finalmente opere strutturali di messa in sicurezza. Niscemi non può continuare a vivere nell’emergenza permanente. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e l’iter della nostra interrogazione - concludono - mantenendo costante il confronto con le istituzioni preposte e con la Protezione civile”.
“Il maltempo che in queste ore sta colpendo duramente Sicilia, Sardegna e Calabria non è un evento isolato né imprevedibile, ma l’ennesima emergenza che mette in ginocchio territori già fragili, con danni ingenti a infrastrutture, abitazioni, attività produttive e servizi essenziali. Di fronte a piogge torrenziali, allagamenti, frane e mareggiate, non bastano dichiarazioni di circostanza: è indispensabile che il governo riconosca immediatamente lo stato di emergenza nazionale e stanzi risorse adeguate per le prime necessità, la messa in sicurezza dei territori e i ristori a famiglie e imprese colpite. Ogni ritardo rischia di aggravare ulteriormente una situazione già drammatica”. Lo dichiara il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
“È ora - conclude Simiani - di smontare definitivamente la falsa narrazione della destra, che per anni ha negato o minimizzato il cambiamento climatico, per poi tagliare risorse alla prevenzione, alla manutenzione del territorio e alla protezione civile. Il surplus termico del Mediterraneo, ampiamente documentato dalla comunità scientifica, è uno dei fattori principali all’origine di questi eventi estremi sempre più frequenti e violenti. Continuare a ignorare questa realtà significa condannare intere regioni a vivere in un’emergenza permanente. Servono scelte nette, investimenti strutturali e una strategia seria di adattamento climatico: tutto il resto è propaganda”.
“Il decreto sulla Transizione 5.0 arriva alla Camera con tempi inaccettabili e conferma tutte le divisioni interne a un Governo privo di una linea politica chiara. Quella che doveva essere una svolta per il futuro energetico e industriale del Paese si è trasformata in un caos amministrativo che sta paralizzando le imprese, tra piattaforme bloccate, fondi esauriti e regole cambiate in corsa.
Questa non è politica industriale ma improvvisazione, con continui annunci smentiti dai fatti e promesse non mantenute. Dopo oltre tre anni di Governo Meloni il costo dell’energia è aumentato, l’incertezza normativa è cresciuta e realizzare impianti da fonti rinnovabili è diventato più difficile. Il decreto è ambizioso nel titolo ma debole nei contenuti, contraddittorio sul rapporto con i territori e incapace di dare risposte strutturali su comunità energetiche e aree idonee. All’Italia serve una transizione reale, coerente e credibile”. Lo ha detto in Aula Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera, dichiarando il voto contrario del Pd al dl Transizione 5.0.
“La discussione sull’accordo Ue-Mercosur impone di tenere insieme apertura commerciale e tutela concreta delle nostre filiere agricole. In particolare, destano preoccupazione alcune importazioni sensibili, soprattutto le carni, che rischiano di arrivare sul mercato europeo da sistemi di allevamento e produzione non conformi agli standard Ue su ambiente, sicurezza alimentare e benessere animale, alterando la concorrenza a danno dei produttori italiani ed europei. È su questi aspetti che servono controlli stringenti e clausole di salvaguardia realmente efficaci; meno esposti, invece, risultano settori come vino e formaggi, già fortemente regolati e competitivi”.
Così Maria Stefania Marino, deputata Pd in commissione Agricoltura.
“In questo quadro si colloca il voto espresso a livello europeo dal Partito Democratico, favorevole all’accordo solo nella misura in cui siano garantite reciprocità e tutele per l’agricoltura europea. Una posizione responsabile e diversa da quella di molte forze di destra, che in Europa votano in modo disomogeneo o strumentale: talvolta contro gli accordi commerciali in nome della difesa degli agricoltori, salvo poi indebolire nei fatti le politiche comuni di controllo, sostenibilità e qualità che sono l’unico vero scudo per il nostro sistema agroalimentare”: conclude.
“L’autorizzazione al rigassificatore di Piombino è temporanea, ha una durata di tre anni e deve essere rispettata. Non siamo disponibili ad alcun prolungamento della permanenza dell’impianto nel porto di Piombino. La posizione della Regione Toscana, confermata dal Presidente Giani, è netta e coerente con gli atti approvati e con il programma di governo regionale: il rigassificatore deve lasciare il porto nei tempi previsti. La richiesta di Snam è quindi irricevibile ed occorre adesso una rapida e ferma presa di posizione da parte del Governo Meloni ”. Così in una nota congiunta Emiliano Fossi, deputato e segretario Pd della Toscana; Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio; Alessandro Franchi, consigliere regionale Pd della Toscana; Simone De Rosas, segretario Pd Elba – Val di Cornia e Fabio Cento, segretario Unione Comunale Pd di Piombino.
“Fermo restando lo spostamento del rigassificatore, Piombino merita da subito compensazioni e investimenti concreti. Non come contropartita per una proroga, ma come riconoscimento di un sacrificio sostenuto da un territorio e dal suo porto per un’opera di interesse nazionale. In questi anni il rigassificatore ha garantito un contributo economico alle aziende portuali di Piombino, ma insufficiente rispetto ai vincoli imposti allo sviluppo complessivo portuale, industriale e siderurgico. Servono per questo immediatamente investimenti strutturali: potenziamento delle infrastrutture portuali, e completamento delle infrastrutture terrestri e ferroviarie, nuove banchine, impulso allo sviluppo industriale e occupazionale, per creare più lavoro stabile e duraturo al porto, alla città di Piombino e al comprensorio della Val di Cornia”.
“A noi sembra più che altro che sia il ministro Salvini ad inventare e non i giornali, considerando il clamoroso ritardo nelle opere pubbliche e tenendo conto del fatto che guarda caso il dl è stato subito rinviato con la scusa dei balneari, del ponte sullo stretto e via dicendo. La verità è che il ministro Salvini ieri ha preso una bella batosta e ora si sta arrampicando sugli specchi cercando di distogliere l’attenzione del pubblico e dei cittadini dal vero problema: le opere pubbliche non sono state fatte e Lega e Fdi sono in perenne disaccordo”. Lo dichiarano i deputati del Pd Andrea Casu e Marco Simiani, rispettivamente vicepresidente della commissione Trasporti e capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera.
"La scomparsa di Rolando Nannicini segna una perdita importante per il Valdarno e per la Toscana. È stato un amministratore e parlamentare che ha svolto i propri incarichi con serietà ed impegno, mantenendo sempre un forte legame con il territorio. Da sindaco di Montevarchi prima e da deputato poi, ha contribuito in modo concreto alla vita istituzionale locale e nazionale, distinguendosi per competenza e attenzione ai temi economici e sociali". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio.
"Rolando Nannicini è stato un riferimento del centrosinistra toscano, capace di unire il lavoro nelle istituzioni a un rapporto costante con i cittadini. Il suo impegno pubblico, improntato al senso di responsabilità e alla partecipazione, rappresenta un’eredità significativa per chi oggi continua a operare nella politica e nell’amministrazione. Alla moglie Stefania, al figlio Tommaso e a tutta la famiglia va il mio più sincero cordoglio e quello dell’intera comunità democratica", conclude il capogruppo dem.
"La sicurezza dei trasporti non può più essere affrontata con norme frammentate e approcci emergenziali: serve una visione unica, moderna e fondata su dati scientifici. Per questo motivo abbiamo depositato una proposta di legge per definire in modo chiaro e trasparente i livelli di rischio accettabili per tutti i sistemi di trasporto e per le relative infrastrutture, superando l’attuale divisione per settori e allineando finalmente l’Italia agli standard europei e internazionali più avanzati in materia di sicurezza". Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani.
"L’aumento della complessità dei flussi di traffico, l’invecchiamento delle infrastrutture e l’ingresso massiccio di tecnologie digitali e di intelligenza artificiale impongono regole nuove e strumenti di controllo più efficaci. Questa riforma, elaborata grazie alla collaborazione con il professor Fabio Croccolo già dirigente del Mit e direttore di Ansfisa, introduce criteri uniformi di valutazione del rischio, rafforza il monitoraggio lungo l’intero ciclo di vita delle opere, razionalizza le investigazioni indipendenti e promuove una cultura della prevenzione e della responsabilità. Si tratta di una scelta necessaria per proteggere cittadini e operatori, garantire innovazione sicura e costruire un sistema di trasporti più affidabile e resiliente per il paese", conclude il dem.
Ulteriore tassa sulle imprese obbligare ad assicurarsi
"La proroga al 31 marzo 2026 dell’obbligo di stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali per micro e piccole imprese, prevista dal Decreto Milleproroghe 2026, non solo non risolve il problema di fondo ma penalizza ulteriormente le imprese. Si tratta infatti di una misura che continua a imporre un onere ingiustificato alle imprese, con una proroga limitata solo ad alcune categorie, senza una logica chiara e con evidenti disparità di trattamento tra settori produttivi omogenei". Lo dichiara in una nota il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
"Questo obbligo va abrogato, perché rappresenta una vera e propria tassa occulta: oltre al costo della polizza, circa il 21,5 per cento del premio finisce infatti allo Stato. Si tratta di un ulteriore subdolo balzello che colpisce chi fa impresa, senza offrire reali tutele e senza una strategia pubblica efficace di prevenzione e gestione dei rischi", conclude Simiani.
Destra senza vergogna: parlamentari del territorio in religioso silenzio
"Il Governo Meloni ha cancellato l’ammodernamento e la messa in sicurezza della Tirrenica, ma continua a colpire cittadini e imprese aumentando i pedaggi. Dal 1° gennaio 2026 il casello di Rosignano arriva, ad esempio, a costare 1 euro per appena 14 chilometri. Dal tre anni ad oggi gli aumenti sono stati continui, pesantissimi ed esponenziali. Una sequenza assurda di rincari che dimostra una sola cosa: si fa cassa sulla pelle degli utenti senza offrire alcun servizio in cambio". E' quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
«Prima si eliminano gli investimenti, poi si fanno pagare di più gli automobilisti. Questo è il metodo della destra, del binomio Salvini-Meloni e dei parlamentari del territorio completamente asserviti a questo scempio. Una scelta cinica e irresponsabile che penalizza la costa toscana, i pendolari e il sistema economico locale. La Tirrenica è diventata il simbolo di una politica infrastrutturale fallimentare, fatta di promesse cancellate e di pedaggi aumentati. Far pagare di più una strada insicura e abbandonata non è solo inaccettabile: è senza vergogna", conclude Simiani.
"La carenza di personale nei Vigili del Fuoco non è una novità né un’emergenza improvvisa: da mesi, come Partito Democratico, la denunciamo con interrogazioni e atti parlamentari rimasti senza risposta. In Toscana, come nel resto del paese, si sono perse centinaia di unità operative, con conseguenze dirette sui tempi di intervento e sulla qualità del servizio. Meno vigili in servizio significa più straordinari, maggiore stress e un sistema di soccorso che fatica a reggere l’aumento delle emergenze": è quanto dichiara il Capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani sul grido di allarme lanciato dalle associazioni sindacali.
"Di fronte a questa realtà il governo sceglie di non intervenire sul vero problema, cioè il rafforzamento degli organici e degli investimenti, e punta invece a una riforma che rischia di militarizzare il Corpo, snaturandone la funzione civile e di protezione dei cittadini. È una scelta che non risolve le carenze, ma le aggrava. Servono assunzioni, stabilizzazioni e mezzi adeguati, non un cambio di modello che allontana i Vigili del fuoco dalla prevenzione e dal soccorso. Continuare a ignorare i dati significa assumersi una responsabilità politica precisa. Anche le ultime norme sul reclutamento inserite nel Milleproroghe senza però risorse contestuali adeguate sono insufficienti": conclude.
“Accogliamo con cauta soddisfazione lo stanziamento delle nuove risorse approvate dal Consiglio dei Ministri per far fronte ai danni causati dagli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito la Toscana nei mesi di febbraio e marzo 2025. Parliamo di 2.170.000 euro per i territori interessati dagli eventi del 12-14 febbraio e di 96.870.000 euro per quelli colpiti a partire dal 14 marzo nella Città Metropolitana di Firenze e nelle province di Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia e Prato. Un risultato comunque significativo, seppur tardivo e non esaustivo delle richieste dei territori, ottenuto soprattutto grazie alla forte e costante pressione politica del Partito Democratico": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Le comunità colpite hanno atteso troppo a lungo risposte concrete, mentre i danni a infrastrutture, abitazioni e attività produttive erano sotto gli occhi di tutti. Il governo avrebbe dovuto intervenire prima e con maggiore tempestività e va inoltre sottolineato come per le alluvioni dell'autunno 2023 in Toscana serva subito una proroga dello stato di emergenza e ristori per imprese e cittadini. Il Partito Democratico continuerà a vigilare affinché queste risorse vengano utilizzate rapidamente ed efficacemente e affinché la gestione delle emergenze climatiche diventi finalmente una priorità strutturale dell’azione di governo”: conclude.
“La Legge di Bilancio del Governo è una manovra che rinvia le risposte e non affronta le vere priorità del Paese.”
Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico.
“Mancano scelte strutturali sulla sanità pubblica e sulla prevenzione. Al di là degli annunci, non vi è un reale rafforzamento del Servizio sanitario nazionale: come evidenziato anche dalla Fondazione GIMBE, la spesa sanitaria cresce in valori assoluti ma continua a ridursi il suo peso sul PIL, segno di un progressivo definanziamento.”
“Non ci sono risorse adeguate per il trasporto pubblico locale, che è una leva fondamentale per la coesione sociale, per il diritto alla mobilità e per la transizione ambientale. Così come risultano deboli e frammentari gli interventi su ambiente e politiche climatiche.”
“Preoccupa inoltre l’assenza di un vero sostegno agli investimenti produttivi e all’innovazione: le imprese, in particolare le piccole e medie, non trovano in questa manovra strumenti capaci di accompagnare la crescita e affrontare le difficoltà economiche.”
“Completamente dimenticate sono le aree interne e la montagna, che avrebbero bisogno di politiche dedicate per contrastare spopolamento, isolamento e carenza di servizi. Una mancanza grave, che accentua i divari territoriali.”
“Sul fronte sociale, la manovra non offre risposte concrete alle famiglie, ai giovani e alle donne: non vi sono misure strutturali per la casa, per l’occupazione femminile e giovanile, né una visione chiara sul tema delle pensioni, su cui emergono peraltro evidenti divisioni all’interno della stessa maggioranza di Governo.”
“Il Governo ha accolto, seppur con una riformulazione, un nostro ordine del giorno sulla povertà alimentare: un segnale positivo, ma insufficiente se non inserito in una strategia complessiva che affronti lavoro povero, salari bassi e perdita di potere d’acquisto.”
“Questa Legge di Bilancio – conclude Girelli – manca di una visione di sviluppo equo e sostenibile. Servivano scelte coraggiose su sanità, lavoro, trasporti, ambiente e coesione territoriale. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché queste priorità tornino al centro dell’agenda politica.”
“L’ennesima bocciatura del nostro ordine del giorno sulla Tirrenica da parte del governo e della maggioranza alla Legge di Bilancio è un atto di gravità inaudita e l’ennesima presa in giro ai danni dei territori e dei cittadini. Dopo anni di annunci, promesse e passerelle, l’esecutivo conferma nei fatti di non avere alcuna intenzione di realizzare un’infrastruttura strategica per il paese, arrivando perfino a sottrarre risorse già stanziate. È inaccettabile che tratti fondamentali della SS1 Aurelia vengano cancellati dal Contratto di Programma MIT-Anas e catalogati ‘oltre piano’, nonostante pareri tecnici favorevoli e cantieri pronti a partire, come nel caso del Tarquinia–Pescia Romana. Siamo di fronte a un clamoroso fallimento politico e amministrativo”. Lo dichiara il capogruppo in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, sulla discussione della Legge di Bilancio svolta alla Camera.
“Il governo ha tradito ancora una volta gli impegni assunti - sottolinea il parlamentare dem - bloccato senza spiegazioni il passaggio di competenze tra Anas e Sat e dirottato altrove centinaia di milioni di euro già finanziati per la Tirrenica. Tutto questo mentre cittadini, lavoratori e imprese continuano a viaggiare su una strada pericolosa, segnata da incroci a raso, accessi privati incontrollati e un numero inaccettabile di incidenti, spesso mortali. La destra, ed in particolare i deputati del territorio, si assumono una responsabilità enorme sul piano della sicurezza stradale e dello sviluppo economico: dire no a questo ordine del giorno significa dire no alla vita delle persone e al futuro di interi territori". "Noi del Partito democratico non ci fermeremo di fronte a questa inerzia; continueremo a incalzare questa destra irresponsabile finché non verranno stanziate e programmate le risorse per tutta l'opera, sbloccati i cantieri e garantita finalmente una viabilità moderna e sicura per i territori del sud della Toscana”, conclude SImiani.
“La farsa è durata anche troppo. Nell’informativa resa oggi in Consiglio dei Ministri, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha messo in scena l’ennesima supercazzola, rinviando ancora una volta qualsiasi decisione chiara sul futuro della centrale di Cerano. Un rinvio che equivale a una scelta precisa: la chiusura definitiva dell’impianto. La decisione peggiore, ignorando completamente questioni decisive come il futuro dei lavoratori dell’indotto e il destino dell’esperienza industriale di Brindisi. Il Governo sta portando avanti, attraverso le sue partecipate Enel ed Eni, la più grande operazione di de-industrializzazione mai subita dal territorio brindisino". Così in una nota il deputato pugliese del Pd, Claudio Stefanazzi.
"È in atto un vero e proprio abbandono della città e di un intero sistema imprenditoriale - continua il parlamentare dem - cresciuto per decenni attorno a due colossi pubblici, senza uno straccio di strategia alternativa, senza garanzie occupazionali, senza certezze sul futuro. Tutto avviene nell’assoluta incertezza e in totale spregio delle legittime aspettative dei cittadini brindisini".
"Dopo aver spremuto questo territorio per anni, dopo averne condizionato ambiente e salute, oggi lo Stato saluta e se ne va, senza nemmeno sentire il dovere di ringraziare. È una pagina indegna. Vergogna è l’unica parola che viene in mente", conclude Stefanazzi.