“Il diritto alla mobilità è il diritto dei diritti da cui dipendono l’accesso al lavoro, alla salute, allo studio e a tutti gli altri diritti garantiti dalla Costituzione. Per questo il tema dei trasporti deve tornare a essere una priorità politica nazionale”. Lo ha dichiarato Andrea Casu intervenendo al congresso nazionale della UIL Trasporti.
“Viviamo una fase delicatissima, in cui si stanno ridisegnando equilibri economici e geopolitici globali, con conseguenze dirette sul futuro del lavoro e delle politiche industriali europee. Dentro questa sfida il settore dei trasporti e della logistica è strategico e le vertenze aperte devono essere affrontate dentro una visione comune”, ha aggiunto Casu.
Nel suo intervento il vicepresidente della Commissione Trasporti ha ringraziato il segretario Verzari e la UIL Trasporti “per il lavoro quotidiano svolto sui territori e nelle aziende”, richiamando le principali emergenze del settore: sicurezza dei lavoratori, rinnovi contrattuali, innovazioni tecnologiche, caro energia, crisi del trasporto pubblico locale e tutela delle libertà sindacali.
“Le promesse tradite dalla Presidente Meloni e dal Ministro Salvini non possono essere pagate dai lavoratori. Penso al rinnovo del contratto del TPL se un accordo è stato firmato deve essere rispettato: non possono essere lavoratrici e lavoratori a subire le conseguenze dei passi indietro dell’esecutivo”, ha affermato Casu, aggiungendo che “visti i rincari energetici e il rischio che i costi ricadano ancora una volta sulle imprese del settore del trasporto pubblico locale, che devono fronteggiare già i tagli della manovra sul fondo nazionale, e dell’autotrasporto, che è stato addirittura penalizzato dagli ultimi interventi, è indispensabile che il Governo adotti subito misure adeguate alla gravità della situazione.”
Casu ha infine denunciato “l’attacco al diritto di sciopero e alle libertà sindacali”, sottolineando che “non si può affrontare il tema della competitività comprimendo i diritti. Sarebbe un arretramento che il Paese non può permettersi”.
Infine ha richiamato i dati sul trasporto pubblico: “Oggi in Italia sette persone su dieci non utilizzano mai il trasporto pubblico locale e sono costrette a spostarsi in automobile per andare al lavoro o a scuola. È un passo indietro che colpisce la qualità della vita, l’ambiente e l’accesso ai diritti fondamentali, in particolare nelle aree interne e nelle periferie. Serve uno scatto politico e istituzionale per rimettere davvero i trasporti al centro”.
“Il vergognoso ddl caccia selvaggia ha concluso oggi l'esame dei subemendamenti in commissione Ambiente al Senato riuscendo ad aggravare ulteriormente la portata di questa orrenda e pericolosa riforma aggiungendo nuove specie cacciabili, come l'oca, lo stambecco e il piccione o autorizzando la caccia in spiaggia. I cittadini italiani devono sapere cosa sta facendo questa maggioranza. E devono sapere anche che pagheranno i danni economici e ambientali se il Parlamento non avrà il necessario ripensamento per fermare lo scempio della Legge 157. Come ripetiamo da tempo, chiediamo al governo una ricognizione scientifica. I ministri non la fanno perché hanno paura di dover rivelare verità oggi nascoste ai cittadini. Ovvero che gli italiani pagheranno per le procedure d infrazione, per gli animali importati dai mercanti di selvaggina con l'aumento di tutti i rischi sanitari che questa pratica assurda comporta, pagheranno - in particolare gli agricoltori - per la mancanza di investimenti nella prevenzione dei danni da fauna, della gestione della PSA, gli italiani pagheranno per la maggiore circolazione di armi e l'assenza di carabinieri forestali nelle campagne. E pagheranno le nuove generazioni che vedranno sacrificate ancora una volta la natura, la biodiversità, la salute e l'ambiente per l'egoismo delle corporazioni armiere venatorie e di certa politica accondiscendente”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
I dati sono ormai inconfutabili. Due report indipendenti del 2026 - “Allevamenti intensivi in Lombardia” di EStà, Legambiente, Essere Animali e Terra!, e “Padania avvelenata” di Greenpeace e Università di Siena - fotografano una crisi ambientale e sanitaria che non ammette più rinvii.
In Lombardia si concentra il 40% dei capi bovini e suini nazionali. Il carico di azoto è oltremodo insostenibile e le emissioni climalteranti degli allevamenti lombardi crescono mentre quelle totali nazionali calano. Nel 2025, la stazione con i peggiori livelli di PM10 in Lombardia non era a Milano, ma a Soresina, in provincia di Cremona. L’Italia è il paese europeo con il maggior numero di morti attribuibili al particolato fine: 43.083 nel 2023. Su tutto questo incombono tre procedure di infrazione europea: per la Direttiva Nitrati, per i superamenti di PM10 e per l’NO2.
Di fronte a questo quadro, il Governo continua a non agire. La mia proposta di legge per il superamento degli allevamenti intensivi giace da due anni nei cassetti della Commissione Agricoltura senza che sia stata calendarizzata una sola audizione. È un’inerzia che ha un costo preciso, in termini di salute pubblica e crisi climatica. Ho presentato una - ennesima - interrogazione a Pichetto Fratin, Schillaci e Lollobrigida su questo argomento: entro fine 2026 la Commissione europea si pronuncerà sull’estensione della Direttiva IED agli allevamenti bovini: un’occasione che l’Italia ha già sprecato nella recente revisione e non può sprecare ancora. Chiedo al Governo di sostenerla e di avviare un piano di riconversione agroecologica della zootecnia padana. La proposta di legge è pronta. Il Parlamento la discuta”. Lo dichiara in una nota la Deputata del PD Eleonora Evi.
“Il voto favorevole del Pd alla relazione conclusiva della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Keu nasce dalla consapevolezza che questa vicenda rappresenti uno spartiacque nella lotta alle illegalità ambientali e nella gestione dei rifiuti industriali nel nostro Paese”.
Così i deputati dem Marco Simiani, relatore del filone d'inchiesta, e Stefano Vaccari, capogruppo in commissione Ecomafie.
“Il lavoro della Commissione - aggiungono - ha ricostruito in modo approfondito un sistema che ha prodotto gravi conseguenze ambientali e messo in evidenza criticità normative e controlli insufficienti. Il caso Keu non può essere considerato un episodio isolato, ma il segnale di vulnerabilità ancora presenti nella gestione dei rifiuti industriali. Il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno rappresenta un’eccellenza produttiva internazionale, composta in larga parte da imprese sane e rispettose delle regole, che non può essere danneggiata da comportamenti illeciti che rischiano di compromettere ambiente, salute pubblica e reputazione dell’intero comparto. È necessario rafforzare il principio di precauzione prevedendo controlli più rigorosi sui materiali recuperati e sul sistema End of Waste, soprattutto quando si tratta di sostanze che, pur classificate formalmente come non pericolose, possono generare contaminazioni nel tempo. In questo contesto il lavoro svolto da Arpat, Carabinieri Forestali e struttura commissariale per le bonifiche dimostra quanto sia importante investire nelle strutture pubbliche di controllo ambientale e nella capacità di prevenzione. Non è poi accettabile che i costi degli interventi ricadano prevalentemente sui cittadini e sui comuni. Serve un fondo nazionale che permetta agli enti locali di intervenire rapidamente nelle operazioni di messa in sicurezza e bonifica, rivalendosi poi sui responsabili. Il contrasto ai traffici illeciti di rifiuti - concludono - deve diventare una priorità strutturale del paese attraverso più controlli, maggiore trasparenza e una gestione dei rifiuti industriali più rigorosa ed efficace, affinché vicende come quella del Keu non si ripetano più”.
“La decisione della Commissione parlamentare Ecomafie di istituire un nuovo filone d’inchiesta sulle vicende legate alle cosiddette ‘navi a perdere’, ai traffici illeciti di rifiuti e alla morte del Capitano Natale De Grazia, dopo avere costituito a febbraio scorso anche su nostra richiesta, un gruppo di lavoro, rappresenta un passaggio importante e doveroso. Parliamo di una delle pagine più oscure della storia ambientale e giudiziaria del nostro Paese, rispetto alla quale permangono ancora troppi interrogativi irrisolti che anche Legambiente aveva rappresentato alla Commissione. L’avvio di un lavoro strutturato di approfondimento consentirà finalmente di valorizzare il patrimonio documentale acquisito nelle precedenti legislature, le nuove evidenze emerse negli ultimi anni e di poter impiegare le più avanzate tecnologie oggi disponibili per le attività di ricerca e accertamento sui fondali. Il Partito Democratico ha sostenuto con convinzione questa iniziativa e ha indicato come relatrice la senatrice Vincenza Rando, da sempre impegnata sui temi della legalità, della lotta alle mafie e della tutela ambientale. L’obiettivo è contribuire ad accertare la verità storica e istituzionale su traffici internazionali di rifiuti e materiali pericolosi che hanno interessato il Mediterraneo e il nostro Paese tra gli anni Ottanta e Novanta, facendo piena luce anche sulle circostanze della morte del Capitano De Grazia. Dobbiamo garantire trasparenza, desecretazione degli atti non coperti da reali esigenze di sicurezza nazionale e nuove attività d’indagine che possano finalmente dare risposte ai familiari, ai territori coinvolti e all’opinione pubblica".
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo PD in Commissione Ecomafie e segretario di Presidenza della Camera.
"Servono interventi urgenti per risolvere la grave carenza di personale specialista nei Vigili del Fuoco, in particolare tra piloti, specialisti di aeromobile ed elisoccorritori. Si tratta una situazione ormai insostenibile, aggravata da anni di ritardi nei passaggi di qualifica e nella gestione degli organici che rischia di compromettere la piena efficienza dei reparti volo proprio alla vigilia della stagione estiva". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente di Montecitorio depositando una interrogazione parlamentare sulla vicenda.
“Di fronte all’aumento costante degli incendi boschivi e al crescente ricorso ai mezzi aerei per le operazioni di soccorso e spegnimento, servono risposte immediate e strutturali. Occorre garantire percorsi formativi completi, il pieno riconoscimento economico e professionale del personale coinvolto e un rafforzamento stabile degli organici del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, oggi gravemente sottodimensionati rispetto alle reali necessità operative del paese. Serve agire subito: nel 2025 sono stati oltre 62mila gli interventi nel corso della stagione estiva. Serve programmazione e prevenzione e non rincorrere sempre l'emergenza", conclude il deputato dem.
“È una situazione surreale: mentre il ministro Fratin continua a ostentare sicurezza sul piano del governo per il ritorno al nucleare, la maggioranza viene battuta alla Camera proprio sulla nomina di chi dovrebbe garantire la sicurezza nucleare del Paese. Un cortocircuito politico e istituzionale che certifica il caos interno alla destra e l’incapacità del governo di sostenere persino le proprie scelte su un tema strategico come l’energia”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in commissione Ambiente della Camera, commentando la bocciatura nelle commissioni Attività produttive e Ambiente della proposta di nomina dell’ingegner Giorgio Graditi alla Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), fermatasi a 28 voti contro i 31 necessari.
“Parliamo - aggiunge l’esponente dem - di sicurezza nucleare, di approvvigionamenti energetici e di transizione ecologica: temi decisivi per il futuro del Paese. Eppure la maggioranza va sotto anche su una nomina indicata direttamente dal governo. È la prova evidente di un esecutivo ormai allo sbando, diviso e senza una linea credibile”.
“Il tentativo di rilanciare il nucleare è già fallito alla prova dei fatti. È una scelta sbagliata e ideologica che, così come la intende il governo, farebbe fare un passo indietro all’Italia invece di investire davvero sulle rinnovabili, sull’efficienza energetica e sulla sicurezza del sistema energetico nazionale”, conclude Simiani.
Le Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera hanno respinto la proposta di nomina governativa dell’ingegner Giorgio Graditi come componente della Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN). Erano necessari 31 voti, ma la maggioranza si è fermata a quota 28.
“La bocciatura in Commissione della proposta di nomina dell’ingegner Giorgio Graditi alla Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione rappresenta l’ennesima certificazione di una maggioranza che non c’è più, divisa e incapace persino di sostenere le scelte del governo su temi strategici per il Paese. Per il nucleare ieri hanno fatto un vertice a Palazzo Chigi concludendo che è l’unica idea a disposizione contro il caro energia”. Lo dichiara Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera.
“Parliamo di sicurezza nucleare e di politica energetica, questioni centrali in una fase segnata da emergenze internazionali e dalla necessità di garantire approvvigionamenti, sicurezza e transizione energetica. Eppure la maggioranza va sotto anche su una nomina indicata dal governo. È una sconfitta parlamentare grave e politicamente evidente, che conferma tutte le difficoltà e le spaccature interne alla destra”, conclude Braga.
“Sul caro bollette il governo deve intervenire subito. Dopo quasi quattro anni siamo ancora davanti a scelte tardive, deboli e sbagliate. L’Italia avrebbe dovuto puntare con decisione sulle rinnovabili, come ha fatto la Spagna, dove gli effetti sulla riduzione dei costi sono evidenti.
Invece restano ferme migliaia di autorizzazioni al Ministero dell’Ambiente, senza una spiegazione. È una responsabilità politica precisa: non si può scaricare tutto sui conflitti internazionali.
Le bollette aumentano anche perché in questi anni non si è voluto cambiare davvero strada. Il governo non ha più alibi, sblocchi le rinnovabili e agisca adesso”, lo dice Stefano Graziano, capogruppo PD in Commissione Difesa e Vigilanza Rai, ospite ad Agorà su Rai 3.
"Mi complimento con il governo per due record: 124 decreti legge e 117 fiducie. Voi pensate che questo sia il modo di governare l'Italia? Io penso proprio di no. Questo provvedimento è stato discusso alla Camera un'ora in commissione e un paio di giorni in Aula. Non è così che si legifera in un Paese serio. In questo decreto c'è un aspetto inquietante: c'è un commissario per tutto. Si arriva persino al commissario per un faro sul lago di Como. E ora volete istituire un supercommissario di RFI, che accentra tutto al ministero delle Infrastrutture di Salvini, ignorando Regioni ed Enti locali. È il segnale che quanto fatto finora non ha funzionato. Il Partito Democratico proporrà di tornare a una sana ordinarietà: le Regioni e le società devono tornare ad avere una funzione gestionale piena". Lo ha detto in Aula alla Camera Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, annunciando il voto contrario sul decreto commissari straordinari e concessioni.
"Sul Ponte: 2,7 miliardi sottratti dal capitolo infrastrutture e trasferiti nel patrimonio di Cassa Depositi e Prestiti, senza che si sappia esattamente cosa ci farete. E soprattutto il Ponte è di fatto morto – ha aggiunto l’esponente dem - non esiste oggi nessun atto che ne confermi la continuazione dell'iter. Sbloccate quei 13 miliardi e dateli al Sud: infrastrutture idriche, edilizia, dissesto idrogeologico. Non teneteli bloccati. Sui balneari siamo a una disfatta totale. Avete promesso di andare in Europa a cambiare le regole, non ci siete riusciti perché era giusto così: le gare vanno fatte, e vanno fatte bene. Invece in questo decreto mettete in campo tre assurdità: il rilancio al rialzo del canone, che favorisce solo le grandi aziende; il mancato riconoscimento delle reti di imprese e dei consorzi che hanno investito per anni sulla tutela costiera e il salvamento; e un sistema di indennizzi insufficiente, che dovrebbe invece essere strutturale e garantito anche per i futuri imprenditori. Avete preso in giro le imprese balneari per troppo tempo".
"Infine – ha concluso Simiani - il gassificatore di Piombino: nessuna compensazione a un'area degradata che ha bisogno di lavoro e di risposte ambientali, e che punta su un'infrastruttura che l'Europa ha già smesso di finanziare. E poi ci sono gli ordini del giorno: parrocchie, investimenti locali, sicurezza urbana. Il Parlamento fa le leggi, non le mance, per questo voteremo contro".
“La scoperta di oggi della lettera della Commissione europea, inviata a dicembre scorso e tenuta nascosta dal governo italiano, con cui Bruxelles boccia l’orribile Ddl di riforma della caccia, è un fatto grave per due ordini di ragioni: nel metodo, perché la maggioranza si è assunta la responsabilità di seppellire in un cassetto un documento ufficiale europeo nascondendolo alle opposizioni; nel merito, perché il documento evidenzia le gravi violazioni contenute nel testo in discussione al Senato rispetto alle Direttive Ue ‘Uccelli’ e ‘Habitat’ e che riguardano l’ossatura stessa del Ddl tra cui: l’estensione della caccia fuori stagione; l’indebolimento del parere scientifico di Ispra; l’uso di visori ottici; la liberalizzazione dei richiami vivi con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali. Si tratta, dunque, di una severa bocciatura del Ddl di riforma della caccia giunta addirittura in anticipo rispetto all’approvazione parlamentare come da prassi consolidata. La maggioranza prenda atto della situazione, riparta dalla nostra Costituzione, si adegui alle Direttive dell’Ue e ritiri il disegno di legge”.
Così le parlamentari e i parlamentari democratici delle commissioni Ambiente e Agricoltura di Camera e Senato
"Gli aggiornamenti sull'incendio del Monte Faeta sono positivi e sembrano escludere scenari catastrofici. Resta comunque l'allarme per gli ettari di boschi e terreni coltivati distrutti dalle fiamme. Tra Pisa e Lucca l’impegno degli operatori dei vigili del fuoco di canadair, forze dell’ordine e soccorsi è stato comunque continuato, straordinario ed encomiabile. È ora necessario intervenire per comprendere nel dettaglio le dinamiche dell'incendio e garantire risarcimento adeguati e rapidi a chi ha subito danni. Nel rinnovare la mia piena solidarietà alle comunità e alle realtà colpite dall’incendio, assicuro la pronta risposta del Partito Democratico anche in sede parlamentare, perché aiuti e soluzioni concrete arrivino nel più breve tempo possibile". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, annunciando una interrogazione parlamentare su quanto accaduto.
"Con la nomina di Pierpaolo Danieli a segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale la struttura è finalmente operativa. Il Presidente Davide Gariglio è riuscito a garantire un management competente e capace di affrontare nel migliore dei modi le sfide del futuro. Dai progetti e dell'attività dell'Autorità portuale passa infatti la crescita sostenibile e lo sviluppo economico e sociale della comunità. Serve adesso che il governo metta le risorse necessarie per garantire al Porto di Livorno il ruolo di volano territoriale che merita": è quanto dichiarano Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, e Alessandro Franchi, consigliere regionale Dem della Toscana.
"Abbiamo depositato oggi un'interrogazione parlamentare rivolta a quattro Ministri - Agricoltura, Ambiente, Interno e Difesa - per chiedere conto dello stato di attuazione della riforma che nel 2016 ha assorbito il Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, istituendo il CUFAA. La depositiamo sia alla Camera che al Senato: un segnale preciso dell'importanza che il Partito Democratico attribuisce a questo tema.
Quella riforma aveva un obiettivo dichiarato: rafforzare la tutela ambientale, forestale e agroalimentare valorizzando duecento anni di storia e di competenze specialistiche. A quasi dieci anni di distanza, le segnalazioni dei sindacati sulla prevista chiusura di Comandi regionali, Gruppi forestali e Nuclei investigativi NIPAAF ci impongono di fare chiarezza. Non possiamo permetterci di depotenziare un presidio specialistico dello Stato proprio mentre incendi boschivi, abusivismo edilizio in aree vincolate, reati contro gli animali - dal bracconaggio, al maltrattamento, al traffico di specie protette - e criminalità agroalimentare richiedono capacità investigative sempre più sofisticate.
Vogliamo sapere se esiste un piano per la terza fase del 2027, quante unità di personale forestale restano operative rispetto alla dotazione iniziale, quali risorse sono destinate ai mezzi e alle strutture, e se i Ministeri competenti abbiano mai verificato il reale esercizio delle funzioni attribuite al CUFAA. Chiediamo infine che il Governo riferisca al Parlamento con una relazione dettagliata. E' oggi più che mai necessario garantire la piena valorizzazione, autonomia operativa e coerenza organizzativa delle competenze specialistiche dei Carabinieri Forestali". Così una nota della deputata del Pd, Eleonora Evi, prima firmataria dell’interrogazione alla Camera insieme ai parlamentari del Pd Chiara Braga (Presidente Gruppo PD), Marco Simiani (capogruppo Ambiente), Antonella Forattini (capogruppo Agricoltura), Matteo Mauri (Responsabile Sicurezza PD), Augusto Curti, Sara Ferrari, Patrizia Prestipino e il senatore Michele Fina, primo co-firmatario della medesima interrogazione al Senato.
“Sulla vicenda delle concessioni balneari siamo di fronte all’ennesima figuraccia della destra, che continua a navigare a vista tra propaganda e contraddizioni. È quello che succede quando si affrontano situazioni complesse con superficialità, rinvii e soluzioni facili che inseguono solo consenso immediato. Ancora una volta l'intero settore viene penalizzato da scelte improvvisate e prive di visione. Usare emergenze reali come erosione costiera e maltempo, senza programmazione e per giustificare rinvii e proroghe, è un segno di debolezza politica, non di responsabilità. Servono serietà e soluzioni strutturali, non annunci smentiti nel giro di poche ore: la destra smetta di fare propaganda sulla pelle delle imprese e si assuma finalmente la responsabilità di governare con coerenza”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente, Marco Simiani, sull'emendamento della maggioranza al Decreto Infrastrutture prima approvato e poi bocciato al Senato.