19/03/2026 - 16:15

“L'affare che coinvolge il Sottosegretario alla Giustizia Delmastro, vari esponenti di Fratelli d'Italia in Piemonte, tra cui la Vicepresidente regionale Chiorino, e la figlia di un prestanome del clan Senese è gravissimo e va chiarito, per questo porteremo la vicenda in Commissione Antimafia. Come poteva Delmastro non sapere o non informarsi sul conto del padre di una ragazza di diciotto anni con cui faceva affari? Delmastro ha mai incontrato il padre? E perché non ha dichiarato alla Camera questa società, com’era doveroso fare? E Giorgia Meloni sapeva? E quando ha saputo? Sono interrogativi inquietanti. Delmastro non può più ricoprire una funzione così delicata, ne va della credibilità e dell’onorabilità delle istituzioni”, così il deputato democratico Peppe Provenzano.

18/03/2026 - 16:18

 

"In una democrazia è compito di chi ricopre incarichi istituzionali, soprattutto se di enorme responsabilità come il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, con delega al Dap, chiarire se coinvolti in vicende opache e con molte ombre. Secondo ricostruzioni di stampa, Delmastro sarebbe stato in affari con una diciottenne figlia di un prestanome di mafiosi. Oggi tutta la vicenda è stata rivelata dal Fatto quotidiano, e in parte ammessa dallo stesso sottosegretario, che tuttavia si beffa del dovere di dare spiegazioni serie e vorrebbe farci credere che non sapeva chi fosse il padre. Ma davvero prendono per stupidi gli italiani? O è la presunzione di impunità che lo tiene ancora al suo posto di Governo, dopo la condanna in primo grado? Il fatto lo stesso Delmastro, qualche mese fa, con diffamatoria sicumera e sprezzo del ridicolo, aveva detto che "il Pd aveva accettato di fare un inchino ai mafiosi", rende tutto paradossale ma non meno grave. Questa vicenda, che dovrà essere affrontata in Commissione Antimafia, non può essere liquidata come stanno facendo i vertici di Fratelli d’Italia. Perché colpisce la credibilità delle istituzioni, e dunque va chiarita dal Governo, prima del voto di domenica. Se fosse confermata la ricostruzione del Fatto, Delmastro non potrebbe restare un minuto in più al suo posto. Perché chi ricopre incarichi di così grande responsabilità non può avere ombre inquietanti sul proprio operato". Così il deputato Peppe Provenzano, componente della Commissione Antimafia e membro della segreteria nazionale Pd.

 

24/02/2026 - 14:30

“Vorrei esprimere piena solidarietà e vicinanza all’arcivescovo di Palermo Lorefice, oggetto di attacchi violenti sui social per aver espresso il suo pensiero, nell’esercizio del suo ministero.
Sono parole piene di umanità, quelle di don Corrado Lorefice, che denunciano la strage di migranti che si consuma nel Mediterraneo, l’indifferenza di chi avrebbe la responsabilità politica, in Italia e in Europa, di fermare questa sistematica omissione di soccorso verso i naufraghi.
Uomini di Chiesa come Lorefice, testimoni quotidiani del Vangelo, non hanno certo bisogno di difensori politici. Ma è dovere di tutti noi difendere la libertà di chi richiama le istituzioni al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da ogni forma di intimidazione e violenza” così il deputato democratico, componente della commissione Antimafia Peppe Provenzano.

03/02/2026 - 17:39

 “Garantire piena autonomia e indipendenza alla magistratura è una condizione essenziale per rendere efficace il contrasto alle mafie”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico, a margine dell’iniziativa per i 50 anni della presentazione della relazione di minoranza in Antimafia redatta da Pio la Torre insieme al giudice Cesare Terranova. “Ogni scelta che riduce i controlli o delegittima il ruolo della giurisdizione finisce per favorire la criminalità organizzata - sottolinea Serracchiani - la lotta alle mafie non è solo una questione repressiva, ma una battaglia di legalità e di democrazia. Anche per questo voteremo con convinzione ‘No’ al prossimo referendum costituzionale” conclude.

03/02/2026 - 17:38

"Una relazione che rappresenta una pietra miliare nella lotta alla mafia, una relazione oggi attuale più che mai a distanza di 50 anni. La Sicilia oggi vive una connivenza preoccupante della criminalità organizzata negli enti locali, nelle stazioni appaltanti con una evidente capacità della mafia ora come allora di infiltrarsi nei centri di potere che garantiscono la distribuzione delle risorse. Oggi assistiamo ad un calo preoccupante delle denunce rispetto al passato e rileggere quella relazione ci fa riflettere e continuare ad andare avanti, a combattere. Pio La Torre e Cesare Terranova avrebbero avuto tante cose da dire sulle vicende scandalose che ancora oggi accadono in Sicilia. Un sistema che ancora è messo in discussione e il Pd ha il dovere di intervenire e di costruire un percorso che coinvolga le giovani generazioni per continuare a contrastare tutti i fenomeni mafiosi". Lo ha detto Anthony Barbagallo, deputato e segretario Pd Sicilia, nel corso della conferenza stampa del Pd per ricordare i 50 anni dalla relazione di minoranza in commissione antimafia di Pio La Torre e Cesare Terranova.

 

03/02/2026 - 17:35

Oggi presentiamo la Relazione di minoranza del 1976, redatta da Pio La Torre insieme al giudice Cesare Terranova. Questo documento, riconosciuto per il suo valore storico, politico e giudiziario, denunciava il rapporto tra sistema mafioso e apparato statale e politico, criticando le omissioni della Relazione di maggioranza.

La relazione conteneva anche le premesse della proposta di legge sul reato di associazione mafiosa, approvata nel 1982 come Legge Rognoni-La Torre, pietra miliare dell’antimafia italiana, modello anche per legislazioni straniere.

Resta per noi fonte di ispirazione non solo per promuovere iniziative legislative di contrasto alla mafia, ma anche per richiamare il Governo alle sue responsabilità, di fronte a un contesto in cui controlli e strumenti di prevenzione rischiano di essere indeboliti.

Il nostro impegno parlamentare e amministrativo mira a garantire a tutte e a tutti le libertà fondamentali, a rendere il Paese più giusto, sicuro e libero dallo sfruttamento, specialmente nelle aree di maggiore fragilità dove le mafie cercano di sostituirsi allo Stato. La lezione di Pio La Torre rimane oggi più viva e necessaria che mai.

 

03/02/2026 - 10:28

Il Gruppo del Partito Democratico della Camera dei Deputati promuove, oggi martedì 3 febbraio alle ore 15:30 presso la Sala Berlinguer, il convegno dal titolo “1976-2026: 50 anni dalla relazione che ha cambiato l’antimafia”. L’iniziativa intende celebrare e rilanciare l’eredità politica e civile della relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Pio La Torre e Cesare Terranova: un documento che, per la prima volta, ebbe il coraggio di esplicitare il legame organico tra potere politico, sistema economico e criminalità organizzata, intuendo con straordinario anticipo la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra.

“In un’epoca segnata da maldestri tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese e di depotenziare gli strumenti di contrasto alle mafie, la lezione di La Torre e Terranova appare più attuale che mai”, si legge nella nota del Gruppo PD. La relazione del 1976 non fu solo un atto giudiziario e parlamentare, ma una pietra miliare che ha definito il metodo della moderna antimafia sociale e politica, lo stesso impegno che oggi vede il Partito Democratico in prima linea per la tutela della legalità e la trasparenza delle istituzioni.

L’incontro sarà introdotto dal segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, e vedrà la partecipazione di figure chiave della lotta alla criminalità e rappresentanti istituzionali: Antonello Cracolici, Franco La Torre, Francesca Terranova, Emilio Miceli, Walter Verini ed Enza Rando. Il dibattito vedrà inoltre gli interventi della capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e di Giuseppe Provenzano. Le conclusioni saranno affidate alla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein.

 

02/02/2026 - 17:24

Il Gruppo del Partito Democratico della Camera dei Deputati promuove, domani martedì 3 febbraio alle ore 15:30 presso la Sala Berlinguer, il convegno dal titolo “1976-2026: 50 anni dalla relazione che ha cambiato l’antimafia”. L’iniziativa intende celebrare e rilanciare l’eredità politica e civile della relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Pio La Torre e Cesare Terranova: un documento che, per la prima volta, ebbe il coraggio di esplicitare il legame organico tra potere politico, sistema economico e criminalità organizzata, intuendo con straordinario anticipo la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra.

“In un’epoca segnata da maldestri tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese e di depotenziare gli strumenti di contrasto alle mafie, la lezione di La Torre e Terranova appare più attuale che mai”, si legge nella nota del Gruppo PD. La relazione del 1976 non fu solo un atto giudiziario e parlamentare, ma una pietra miliare che ha definito il metodo della moderna antimafia sociale e politica, lo stesso impegno che oggi vede il Partito Democratico in prima linea per la tutela della legalità e la trasparenza delle istituzioni.

L’incontro sarà introdotto dal segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, e vedrà la partecipazione di figure chiave della lotta alla criminalità e rappresentanti istituzionali: Antonello Cracolici, Franco La Torre, Francesca Terranova, Emilio Miceli, Walter Verini ed Enza Rando. Il dibattito vedrà inoltre gli interventi della capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e di Giuseppe Provenzano. Le conclusioni saranno affidate alla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein.

 

30/01/2026 - 12:45

Il Gruppo del Partito Democratico della Camera dei Deputati promuove, per il prossimo martedì 3 febbraio alle ore 15:30 presso la Sala Berlinguer, il convegno dal titolo “1976-2026: 50 anni dalla relazione che ha cambiato l’antimafia”. L’iniziativa intende celebrare e rilanciare l’eredità politica e civile della relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Pio La Torre e Cesare Terranova: un documento che, per la prima volta, ebbe il coraggio di esplicitare il legame organico tra potere politico, sistema economico e criminalità organizzata, intuendo con straordinario anticipo la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra.

“In un’epoca segnata da maldestri tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese e di depotenziare gli strumenti di contrasto alle mafie, la lezione di La Torre e Terranova appare più attuale che mai”, si legge nella nota del Gruppo PD. La relazione del 1976 non fu solo un atto giudiziario e parlamentare, ma una pietra miliare che ha definito il metodo della moderna antimafia sociale e politica, lo stesso impegno che oggi vede il Partito Democratico in prima linea per la tutela della legalità e la trasparenza delle istituzioni.

L’incontro sarà introdotto dal segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, e vedrà la partecipazione di figure chiave della lotta alla criminalità e rappresentanti istituzionali: Antonello Cracolici, Franco La Torre, Francesca Terranova, Emilio Miceli, Walter Verini ed Enza Rando. Il dibattito vedrà inoltre gli interventi della capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e di Giuseppe Provenzano. Le conclusioni sar

 

10/01/2026 - 10:22

“Tutta la mia solidarietà al Sindaco di Carlentini, in provincia di Siracusa, Giuseppe Stefio, che ha ricevuto una gravissima intimidazione, una busta con un proiettile e minacce dirette alla sua persona e ai suoi familiari. A Giuseppe Stefio vorrei dire che tutta la comunità del Partito Democratico è al suo fianco, certi che il suo impegno andrà avanti con coraggio e determinazione. È urgente che tutte le istituzioni si uniscano per fare chiarezza su quanto accaduto, il crimine, l’illegalità, la violenza e l’intimidazione non prevarranno”. Lo dichiara il Peppe Provenzano, membro della segreteria nazionale del Pd e componente della commissione Antimafia.

28/12/2025 - 09:46

“Complimenti a tutte le articolazioni dello Stato, Procura di Genova, Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, AISE, per l’operazione antiterrorismo che ha condotto all’arresto di esponenti accusati di aver finanziato Hamas. A loro il mio ringraziamento per il lavoro che quotidianamente svolgono a servizio della sicurezza dello Stato”.

Così Lorenzo Guerini, in relazione agli arresti operati oggi con l’accusa di avere finanziato surrettiziamente Hamas.

 

13/11/2025 - 14:49

“Le gravi e preoccupanti vicende societarie del Rimini Football Club necessitano di adeguato chiarimento in sede istituzionale da parte dei ministri della Giustizia, dell’Interno e dello Sport. Mi riferisco in particolare all’accordo di compravendita di azioni tra la società DS Sport e la società Building Company S.r.l al prezzo di un euro. Quote azionarie sulle quali grava un sequestro del Tribunale delle imprese di Milano, con la nomina di un custode giudiziario. Un acquisto, quello della Building Company, che ha suscitato forti perplessità circa la sua solidità economico-finanziaria e le modalità di acquisizione della società calcistica. A novembre, poi, la Building Company ha annunciato la cessione delle quote societarie all'imprenditore campano, Nicola Di Matteo, che nel 2019, da AD del Teramo, era stato al centro di forti polemiche per alcune sue affermazioni sul tema camorra (‘è una scelta di vita, loro hanno sempre rispetto nei miei confronti e io per loro’). Dichiarazioni che portarono ad una sospensione da ogni evento ufficiale dopo una segnalazione alla Procura Federale. Chiediamo che il Governo attivi tutte le azioni necessarie volte a verificare i diversi passaggi di proprietà ed eventuali profili di legittimità  e investa anche la locale Prefettura affinché vigili sull’ottemperanza alle normative preposte al contrasto di ogni tipo di azione fuori dal perimetro rigoroso delle norme e che siano attivate tutte le procedure atte a prevenire eventuali infiltrazioni della criminalità  nell’economia legale”.

Così il deputato dem, Andrea Gnassi, promotore dell’interrogazione sottoscritta anche da Mauro Berruto, responsabile Sport, e Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd. L’interrogazione verrà riproposta anche in commissione Antimafia.

 

12/11/2025 - 12:36

“Dall’audizione di Ismaele LaVardera emergono diversi punti di criticità che riguardano i controlli non effettuati da parte delle istituzioni preposte. la Regione Siciliana non ha provveduto alle verifiche antimafia sui concessionari del demanio regionale.  Altrettanto allarmante è che anche da parte ministeriale non siano scattate le verifiche antimafia sulle società che ottengono i finanziamenti del PNRR”. Così il segretario del Pd Sicilia e componente della Commissione parlamentare antimafia Antimafia a margine dell’audizione del deputato regionale siciliano Ismaele La Vardera che ha denunciato le infiltrazioni della criminalità organizzata nella società Italo belga e in altre società che hanno ottenuto risorse pubbliche.

“Presenteremo una interrogazione urgente – ha aggiunto – affinché vengano appurate omissioni ed eventuali responsabilità in una regione come la Sicilia dove è invece  fondamentale un  surplus di prudenza in materia di mafia e delle infiltrazioni da parte di cosa nostra negli gangli dell’amministrazione pubblica”.

 

11/11/2025 - 19:10

Nel corso degli interventi di fine seduta, il deputato dem Gian Antonio Girelli ha ricordato Jole Garuti, figura centrale dell’impegno civile e della cultura della legalità.
“Ha fatto della coerenza e dell’impegno civile una forma di educazione alla libertà”, ha detto Girelli, sottolineando come Garuti, insegnante, formatrice e anima del Centro di documentazione ‘Saveria Antiochia – Osservatorio Antimafia’, abbia dedicato la vita a costruire una cultura della legalità concreta e quotidiana.

L'esponente dem ha ripercorso le tappe principali del suo percorso, dal ruolo tra le fondatrici di Libera a Milano fino al lavoro svolto al fianco di Saveria Antiochia, madre del poliziotto Roberto, ucciso dalla mafia: “Insieme hanno trasformato il dolore in impegno, creando un luogo di memoria attiva e cittadinanza consapevole. E ha ricordato anche l’impegno di Garuti nell’educazione dei giovani: “Ha insegnato che contrastare la mafia non significa solo denunciare il male, ma scegliere ogni giorno la giustizia, la responsabilità e il rispetto dell’altro”.

Con il suo intervento, Girelli ha voluto rendere omaggio alla testimonianza personale di Garuti: “La ricordiamo per la sua voce ferma, la sua mitezza ostinata, il suo passo lento e coraggioso. In lei vive la parte migliore della nostra società civile, quella che non si arrende e continua, con pazienza e tenacia, a costruire giustizia ogni giorno”.

 

06/11/2025 - 15:53

“Un’intervista rivelatrice, che spiega con chiarezza il punto di vista del governo e il fastidio nei confronti di una trasmissione come Report — e, più in generale, del giornalismo d’inchiesta. Allusioni e intimidazioni, mancava solo che Fazzolari dicesse che le puntate dovrebbero essere supervisionate e autorizzate prima di andare in onda” così i componenti del Pd in commissione di vigilanza rai.

“Davanti alle dichiarazioni di Fazzolari, secondo cui la richiesta di secretare la risposta di Ranucci in Commissione antimafia sarebbe stata un modo per alimentare sospetti - aggiungono i democratici - viene in mente il vecchio adagio: “la malizia è nell’occhio di chi guarda”. Forse è lui a vedere ombre dove non ce ne sono — o, chissà, sa qualcosa che noi non sappiamo. La solita strategia, alzare il polverone pur di non rispondere alla domanda principale: il governo ha spiato Report e Ranucci?” concludono.

 

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