25/11/2025 - 14:34

«La risposta fornita oggi in Commissione Finanze dalla sottosegretaria Albano è del tutto insoddisfacente e conferma un problema strutturale che il Governo continua a ignorare: la progressiva erosione della base imponibile IRPEF dovuta al proliferare dei regimi sostitutivi, più volte denunciata da autorevoli analisi indipendenti.»

Lo dichiara il deputato Virginio Merola (PD–IDP), a seguito della risposta del MEF all’interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo.

«È un dato di fatto – prosegue Merola – che quote crescenti di reddito vengono sottratte alla progressività, esentando dal pagamento delle addizionali regionali e comunali i redditi assoggettati a imposta sostitutiva, come quelli del regime forfettario o della cedolare secca sugli affitti. Questa architettura fiscale produce una evidente iniquità orizzontale tra contribuenti con pari capacità contributiva: da un lato lavoratori dipendenti e pensionati che continuano a finanziare i servizi pubblici locali e il Servizio sanitario nazionale; dall’altro una platea crescente di soggetti che ne è esentata.»

«Alla nostra richiesta di una stima aggiornata e puntuale delle maggiori entrate potenziali per Regioni ed Enti locali qualora anche i redditi oggi in regime sostitutivo fossero assoggettati alle aliquote medie delle addizionali, con scomposizione regionale e per fascia di reddito, la sottosegretaria non ha fornito alcun dato numerico. Si è limitata ad affermare che le minori entrate delle Regioni sarebbero compensate dallo Stato attraverso una maggiore compartecipazione IVA, e quelle dei Comuni tramite i trasferimenti del Ministero dell’Interno.»

«Una risposta che non chiarisce l’impatto reale dei regimi sostitutivi sul gettito locale e che, anzi, contiene un’ammissione grave: dipendenti e pensionati pagano due volte. La prima volta attraverso le addizionali trattenute direttamente in busta paga o sulla pensione; la seconda attraverso la fiscalità generale, che deve compensare i mancati introiti degli enti territoriali. In pratica – conclude Merola – chi paga già tutto continua a sostenere anche ciò che altri non pagano.»

«Il Partito Democratico continuerà a chiedere trasparenza, numeri chiari e un confronto serio sulla riforma dell’IRPEF, affinché il principio costituzionale di equità fiscale non rimanga solo un enunciato.»

 

 

13/11/2025 - 17:41

“Venerdì pomeriggio parteciperò con piacere all’iniziativa ‘Ai ferri corti’ promossa dai Giovani Democratici di Roma, un momento di confronto sul futuro della mobilità nella nostra città e nel nostro Paese. Ringrazio i GD per aver messo al centro un tema che riguarda la qualità della vita di tutte e di tutti.” Lo dichiara in una nota il deputato del Partito Democratico e Vice Presidente della Commissione Trasporti Andrea Casu, che aggiunge: “Purtroppo, mentre le giovani generazioni chiedono più trasporto pubblico locale, più piste ciclabili, maggiore sicurezza stradale e tariffe accessibili, il governo Meloni continua a voltarsi dall’altra parte. Nessuna risorsa aggiuntiva in manovra per il TPL, nessun investimento per potenziare la mobilità sostenibile, nessun fondo per rendere gratuito il trasporto pubblico per gli studenti e per il diritto al ritorno a casa dei fuori sede come richiesto dal Partito Democratico con le proposte di legge che abbiamo presentato insieme alla segretaria Elly Schlein e il coordinamento dei circoli trasporti. Inoltre, non possiamo dimenticare che il rinnovo dei contratti per le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico locale è a forte rischio per il mancato rispetto da parte del Governo degli impegni siglati il 20 marzo con sindacati e imprese. Un segnale chiaro di disinteresse verso chi ogni giorno lavora nel settore e verso chi sceglie di spostarsi con mezzi pubblici per studiare o lavorare.” E sull’iniziativa di Fratelli d’Italia Roma, Casu conclude: “E come se non bastasse, domenica Fratelli d’Italia organizzerà un corteo di automobili contro il limite dei 30 km/h e contro i ciclisti, in una giornata particolarmente significativa essendo la Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada. Una provocazione che dimostra tutta la distanza di questa destra dalla realtà e dal dovuto rispetto verso le oltre 3000 persone che ogni anno perdono la vita negli scontri stradali e le loro famiglie. Mentre in tutto il mondo si punta a ridurre insieme le vittime della strada e le emissioni, loro tornano indietro di decenni. Noi continueremo a batterci, dentro e fuori il Parlamento, per una mobilità più efficiente, sostenibile e sicura.”
Così l’on. Andrea Casu, vice presidente commissione trasporti Camera che sarà ospite dell’iniziativa dei Giovani Democratici di Roma sulla mobilità, in programma venerdì 14 novembre alle ore 18.30 in Via P. Giannone. L’evento, voluto dal segretario GD Roma Jacopo Augenti e dal responsabile mobilità Gabriele Vernucci, vedrà la partecipazione anche dell’assessore di Roma Capitale Eugenio Patanè, della Consigliera Regionale Michela Califano, del Presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale Giovanni Zannola, della Presidente della Consulta cittadina per la sicurezza stradale, mobilità dolce e sostenibilità di Roma Capitale, e del responsabile mobilità del PD Roma Mario Sala.

 

12/11/2025 - 16:54

“La cessione di Iveco a un gruppo extraeuropeo rappresenta un campanello d’allarme per il futuro del nostro sistema industriale e per la capacità dell’Italia di difendere i propri asset strategici. Iveco è uno degli ultimi grandi costruttori industriali italiani nel settore dell’automotive pesante. Il trasferimento del controllo fuori dall’Unione Europea rischia di indebolire il presidio industriale nazionale e di spostare le principali leve decisionali all’estero. È indispensabile che il governo garantisca che la sede torinese mantenga un ruolo strategico e che una parte della governance resti in Italia. È necessario tutelare i lavoratori e la filiera produttiva mentre le garanzie occupazionali appaiono limitate a un orizzonte di due anni. Chiediamo un piano industriale dettagliato, con impegni vincolanti e pluriennali su stabilimenti, livelli occupazionali e investimenti in ricerca e sviluppo, per proteggere l’indotto, in particolare in Lombardia ed Emilia-Romagna.
Il caso Iveco è il sintomo di una fragilità più ampia: la mancanza di una politica industriale nazionale ed europea capace di proteggere e rilanciare i settori strategici. L’Italia deve farsi promotrice di un quadro comune europeo di difesa industriale, con strumenti pubblici d’intervento sul modello francese e tedesco. Su questi aspetti fondamentali il ministro Urso oggi in audizione non è stato in grado di assumere impegni chiari. Rimangono aperti tutti i problemi emersi: tutelare l’interesse nazionale, garantire la continuità produttiva e assicurare che Iveco resti un presidio industriale e tecnologico italiano all’interno di una strategia europea condivisa”.
Così i deputati del Pd Vinicio Peluffo, Antonella Forattini, Alberto Pandolfo, Arturo Scotto e Gian Antonio Girelli.

 

11/11/2025 - 14:24

"Questa mattina sono stata in Piazza di Monte Citorio al fianco delle precarie e dei precari del CNR e degli Enti Pubblici di Ricerca. Parliamo di migliaia di ricercatrici, ricercatori, tecnologi, tecniche e personale amministrativo che da anni portano avanti la ricerca italiana in condizioni di precarietà intollerabile. Il governo non può continuare a ignorare la loro voce: servono subito fondi per le stabilizzazioni nella Legge di Bilancio". Così la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa.

"Solo al CNR - aggiunge la deputata Pd - ci sono 4000 lavoratrici e lavoratori precari, molti dei quali rischiano di rimanere senza contratto già nei prossimi mesi con la fine dei progetti PNRR. Almeno 1500 di loro hanno pieno diritto alla stabilizzazione ai sensi della legge Madia. È assurdo che, mentre l’Italia dice di voler investire in innovazione, università e ricerca, chi manda avanti i laboratori e i progetti fondamentali per il Paese venga lasciato nell’incertezza più totale. L’anno scorso, grazie alla mobilitazione dei Precari Uniti CNR e all’impegno parlamentare trasversale di AVS, M5S e PD, si erano ottenuti 10 milioni di euro per le stabilizzazioni, fondi ancora oggi non spesi e comunque sufficienti appena per il 10% degli aventi diritto. È evidente che ora serva un intervento strutturale: non si costruisce ricerca con contratti a tempo, ricatti e fughe all’estero, ma investendo sul capitale umano".

"Sarò accanto a queste lavoratrici e lavoratori in Parlamento e nelle piazze, perché non c’è futuro per il Paese che non metta al centro la ricerca e chi la fa vivere ogni giorno. Il governo dimostri serietà: investa nella stabilizzazione e riconosca dignità a chi tiene in piedi la conoscenza", conclude Scarpa.

07/11/2025 - 13:56

"Tassare i patrimoni e le rendite elevate, oltre una soglia ragionevolmente alta, attraverso un contributo solidale allo sforzo del Paese per ridurre l’ingiustizia sociale crescente è una misura riformista non radicale. Tutti dovrebbero trovarsi d’accordo. E si può fare in Italia senza attendere decisioni europee. In Italia si può subito intervenire, per esempio, sulla fiscalità urbana graduando il prelievo degli oneri di urbanizzazione sulla base del profitto generato dalla rendita immobiliare e urbana. L’Italia, in questo specifico ambito, è la Cenerentola d’Europa. Il prelievo tocca in media il 2% del valore aggiunto delle trasformazioni urbane. Mentre in Europa oscilla tra il 20 e il 50%”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

“Le norme presenti nel Testo unico per l’edilizia che dal 2015 hanno, in parte, introdotto dei correttivi a favore dagli interessi pubblici - continua Morassut - vengono applicate o rispettate assai raramente. E numerosi recenti casi di procedimenti urbanistici discutibili lo dimostrano. Su questo il Pd deve fare una battaglia rigorosa  e accelerare su questo, per tutelare le città dalla spoliazione che grandi interessi strutturati sono ormai in grado di esercitare. Il riformismo non può essere un richiamo letterario o ideologico ma deve tradursi in misure concrete e incisive che cambino i rapporti sociali e di classe nella direzione della giustizia sociale e della equa collaborazione tra privato e pubblico”.

 

05/11/2025 - 10:24

“Ha vinto contro i miliardari, contro Donald Trump ed Elon Musk, contro una macchina del potere che sembrava imbattibile.
Ha vinto parlando chiaro, guardando le persone negli occhi, rimettendo la politica dove deve stare: per strada, tra la gente.
Ha parlato di affitti che divorano stipendi, di autobus gratuiti, di scuole accessibili, di supermercati pubblici per combattere il carovita, di un’economia che non lasci indietro nessuno.
Ha difeso Gaza, la giustizia sociale, i diritti civili.
Ha detto le cose come stanno, senza paura di perdere voti o di urtare i potenti.
Per questo Zohran Mamdani, figlio di migranti, musulmano, socialista democratico, cresciuto tra le scuole pubbliche del Bronx e del Queens, non ha semplicemente vinto: ha stravinto.
E lo ha fatto come si dovrebbe sempre fare: mettendo gli orecchi a terra, tra la gente.
Ascoltando, camminando, rispondendo ai problemi veri, non alle chiacchiere dei talk show o alle lezioni di chi da trent’anni perde le elezioni e continua a spiegarti come si vince.
Oggi è davvero un bel giorno.
Complimenti, Zohran.
Buon lavoro, sindaco Mamdani”. Lo scrive su Facebook Marco Furfaro, deputato e responsabile Welfare del Pd.

23/10/2025 - 10:48

“Quella del governo Meloni è una manovra figlia di nessuno: improvvisata, scritta all’ultimo minuto per tenere insieme una maggioranza divisa e senza visione. È un provvedimento che si caratterizza soprattutto per ciò che non c’è: misure per la crescita, per il lavoro stabile, per i salari, per contrastare la povertà. Si regalano piccole mance a categorie diverse, ma senza una strategia complessiva”. Lo afferma la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Partito Democratico, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati dem.

“Sul fisco – aggiunge l’esponente Pd – il governo restituisce solo briciole dopo aver tolto 25 miliardi ai lavoratori dipendenti, e sul lavoro continua a ignorare la necessità di regole sulla rappresentanza e sulla contrattazione negli appalti. Sulle pensioni poi siamo di fronte a un vero arretramento: cancellata ‘Opzione donna’, bloccati i canali di pensione anticipata e dimenticati disoccupati, persone con disabilità e donne con carichi familiari. È un’impostazione che tradisce ogni promessa elettorale.”

“Anche sulla Sanità – conclude Guerra – le risorse sono del tutto insufficienti. La spesa cresce, ma i finanziamenti non tengono il passo: a pagare saranno ancora una volta i cittadini, con l’aumento delle addizionali regionali e l’impossibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza. E il tetto sulle assunzioni resta, condannando ospedali e servizi pubblici alla paralisi. È una manovra sbagliata nel metodo e nel merito, e a farne le spese saranno i più fragili”.

 

17/10/2025 - 15:50

“Le biblioteche indipendenti custodiscono manoscritti, incunaboli, edizioni rare e archivi che costituiscono una parte essenziale della memoria storica del Paese. Tuttavia, non essendo formalmente riconducibili né allo Stato né alla Chiesa, sono escluse dai principali strumenti di sostegno pubblico. Per questo ho depositato una proposta di legge per dare finalmente riconoscimento e strumenti di tutela a un patrimonio diffuso ma spesso dimenticato. Luoghi che rappresentano un presidio di conoscenza e memoria collettiva: un pezzo fondamentale del nostro patrimonio culturale, che spesso rischia la dispersione per mancanza di un quadro normativo adeguato”. Lo dichiara la deputata Pd, Giovanna Iacono, prima firmataria della pdl 'Disposizioni per la disciplina delle biblioteche indipendenti'.
“La legge - continua l'esponente dem -  prevede l’istituzione, presso il Ministero della Cultura, del Registro Nazionale delle Biblioteche Indipendenti (RNBI), per censire e classificare queste realtà, e di un Fondo speciale destinato a interventi di restauro, digitalizzazione, messa in sicurezza e valorizzazione dei fondi librari, promuovendo anche la collaborazione con le Regioni, gli enti locali e altri enti pubblici. Il fenomeno riguarda un numero limitato ma significativo di biblioteche tra cui vanno citate la Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, la Biblioteca Lancisiana dell’Ospedale Santo Spirito di Roma, la Biblioteca Morcelliana di Chiari e la Biblioteca Capitolare di Verona, considerata la più antica biblioteca al mondo tuttora in attività.
“Oggi lo Stato ha il dovere di garantire che questo patrimonio sia protetto, valorizzato e tramandato alle nuove generazioni e dare futuro a queste istituzioni, riconoscendone il ruolo di custodi della memoria e di promotrici della conoscenza, e il loro valore per la comunità”, conclude Iacono.

 

 

16/10/2025 - 17:34

"Dovevano arrivare meno tasse per tutti, pensioni minime più alte, tredicesime detassate e nuovi aiuti alle famiglie numerose. Ma nella realtà la Legge di Bilancio del Governo Meloni si traduce in pochi euro per gran parte del ceto medio e in un aumento dell’età pensionabile per la maggioranza dei lavoratori, con solo qualche eccezione per i lavori gravosi". Lo dichiara Emiliano Fossi, deputato e segretario regionale del Pd Toscana.
"È la solita narrazione della destra - continua l'esponente dem - fatta da tanti annunci mediatici e zero misure strutturali. Le famiglie e i lavoratori toscani, come quelli di tutto il paese, non hanno bisogno di slogan, ma di risposte concrete: salari più alti, sostegno vero alle pensioni minime, investimenti nei servizi pubblici e nella sanità. Invece il governo preferisce distribuire briciole e rimandare le riforme che servirebbero davvero a rilanciare l’economia e ridurre le disuguaglianze".
"Il Partito Democratico presenterà le proprie proposte in Parlamento per correggere questa manovra sbilanciata e restituire centralità a chi lavora, alle famiglie e ai territori che ogni giorno tengono in piedi il paese", conclude Fossi.

14/10/2025 - 19:21

“Ancora un nulla di fatto sulla manovra. La maggioranza continua a rimandare la presentazione di un testo, paralizzata da un braccio di ferro interno che dimostra l’assenza di una visione comune. Non emergono misure concrete e tutto lascia prevedere che sarà il terzo flop della politica economica del governo Meloni. In questi anni solo le risorse del PNRR hanno permesso al Paese di non scivolare in recessione, mentre il ministro dell’Economia Giorgetti si sta rivelando ininfluente: non c’è traccia di una vera politica economica né di una politica industriale. Le dichiarazioni odierne del ministro – “La prospettiva è abbastanza delineata, venerdì i particolari” – confermano la confusione e l’improvvisazione con cui il governo sta affrontando una fase delicata per famiglie, imprese e conti pubblici. L’Italia ha bisogno di scelte serie e di una manovra capace di sostenere crescita, lavoro e investimenti, non di annunci e rinvii continui” così il capogruppo democratico nella commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano commenta l’ennesimo rinvio da parte del CdM, dell’approvazione della manovra.

 

10/10/2025 - 17:04

“L’approvazione del nostro emendamento segna un passaggio fondamentale per la modernizzazione dei servizi consolari e per il riconoscimento concreto dei diritti degli italiani all’estero. Da oggi, i Comuni italiani saranno tenuti a rilasciare la Carta d’Identità Elettronica anche ai cittadini residenti fuori dai confini nazionali, mettendo fine a una disparità che per troppo tempo ha penalizzato milioni di connazionali”.

Lo dichiara Nicola Carè, deputato del Partito Democratico, eletto nella Circoscrizione Estero – Ripartizione Europa. L’emendamento è stato presentato dai parlamentari del Pd eletti all’estero – Ricciardi, Carè, Di Sanzo e Porta – nel corso dell’esame del disegno di legge “Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero”, approvato dalla Camera.

“Si tratta di un risultato politico e istituzionale di grande rilievo – sottolinea Carè – perché risponde in modo diretto a un’esigenza reale, segnalata da anni dalle nostre comunità. Ottenere la carta d’identità è un diritto basilare, e garantire la possibilità di farlo direttamente dal proprio Comune d’origine significa avvicinare lo Stato ai cittadini, semplificare le procedure e dare una risposta moderna ed efficiente a chi vive oltreconfine.”Carè evidenzia inoltre la portata simbolica e politica della misura: “La cittadinanza non si esercita solo sul territorio nazionale. Milioni di italiani residenti all’estero contribuiscono ogni giorno alla crescita economica, culturale e diplomatica del nostro Paese. Garantire loro gli stessi servizi di chi vive in Italia è un atto di pari dignità e un modo concreto per rafforzare il legame con la comunità nazionale. La carta d’identità elettronica non è solo un documento, ma uno strumento di riconoscimento, accesso e appartenenza. Con questo emendamento, rendiamo possibile per tanti italiani ottenere più facilmente un titolo di identità moderno e riconosciuto a livello internazionale, indispensabile per viaggiare, accedere ai servizi pubblici e privati, e rafforzare il proprio legame con l’Italia. Come Pd– conclude Carè – continueremo a lavorare con determinazione per rimuovere ogni ostacolo burocratico e garantire servizi all’altezza dei tempi a tutti i cittadini italiani, ovunque si trovino. Questo è il senso profondo della rappresentanza estero: trasformare i bisogni delle nostre comunità in diritti riconosciuti per legge.”

 

09/10/2025 - 18:45

Niente per le pensioni, nulla per gli enti locali, 13 miliardi in meno per la sanità pubblica. Di politiche industriali neanche a parlarne e i servizi pubblici essenziali a rischio di tenuta. Colpite dunque sia imprese che famiglie. Ecco cosa contiene il Dpfp, il documento che prepara la prossima legge di bilancio: manca qualsiasi misura che possa favorire la crescita, mentre crescono quei tagli che fanno aumentare le disuguaglianze. E intanto la pressione fiscale cresce e si preannuncia l’ennesimo condono.

Avremo un’altra manovra all’insegna della propaganda, ma con quella gli italiani non fanno la spesa.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

08/10/2025 - 12:01

“Oggi aggiungiamo un altro tassello per migliorare la vita dei cittadini e per eliminare le ingiustizie: le palestre scolastiche aperte e restituite alla comunità. Un provvedimento semplice e rivoluzionario, che ci fa tornare ad essere orgogliosi della polis”. Lo afferma in dichiarazione di voto il deputato Pd Mauro Berruto, primo firmatario della proposta di legge relativa all’utilizzo degli impianti sportivi scolastici.
“Questo è un provvedimento che parla di palestre scolastiche e del loro utilizzo in orario extracurricolare, ma in realtà parla di un Paese che vuole liberare e far vivere i suoi spazi pubblici”, continua il responsabile Sport del Pd. “Ogni palestra scolastica chiusa è una ferita della polis, è un’occasione mancata di educazione, di salute, di inclusione. Oggi, finalmente, mettiamo fine a questa anomalia. Oggi, finalmente, mettiamo fine a questa ingiustizia”.
“Questa legge non risolve tutto, ma dà un segnale politico fortissimo: dice che dove le palestre ci sono, devono essere aperte e usate il più possibile; e dove non ci sono, devono essere costruite, magari allestendo quei tantissimi spazi aperti di pertinenza delle scuole”, conclude Berruto.

 

24/09/2025 - 19:38

“L’Assestamento 2025 viene presentato come una manovra tecnica, ma in realtà fotografa la paralisi del governo: rafforza stanziamenti per difesa e incentivi alle imprese; non destina risorse straordinarie alla sanità; e congela Poste in attesa della Legge di bilancio 2026. Ci troviamo di fronte a un atto difensivo, che rinvia ogni scelta, scaricando i problemi sulle prossime sessioni di bilancio”.

Così il deputato democratico della commissione Bilancio, Silvio Lai, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo.

“Il Partito Democratico - ha aggiunto - nel denunciare queste criticità, chiede una chiara e netta inversione di rotta: sulla sanità, occorre portare la quota statale almeno a 100 miliardi per coprire davvero i Lea; su istruzione e ricerca, è necessario invertire i tagli e finanziare stabilmente scuola, università e giovani ricercatori; sul debito, servono politiche di gestione attiva, per ridurre la spesa per interessi; sull’Europa, sono necessarie risorse certe per i programmi comunitari, evitando crolli come quello della missione ‘Italia in Europa e nel mondo’; sul metodo, dobbiamo affrontare i ritardi nei pagamenti della Pa, perché ogni giorno di ritardo è un costo per imprese e lavoro. Il Rendiconto 2024 certifica una verità: i conti tornano solo sulla carta, non nella realtà. L’Assestamento 2025 non corregge nulla: ma rinvia e difende l’indifendibile. Noi diciamo con chiarezza: non serve un bilancio che vive di inflazione e scarica i costi sui cittadini. Serve un bilancio - ha concluso - che investa su sanità, scuola, ricerca, lavoro e che riporti trasparenza nel sistema bancario”.

 

24/09/2025 - 18:54

“Dietro i numeri del bilancio si nascondono scelte politiche profonde, e quei numeri ci parlano della vita concreta delle persone. La propaganda del governo non può nascondere la realtà: l’Italia non sta meglio, anzi famiglie e imprese sono sempre più in difficoltà. I dati Istat ci dicono che quasi un italiano su dieci vive in povertà assoluta, e tra loro il 14% sono bambini e adolescenti. L’Eurostat certifica che oltre il 10% dei lavoratori sono poveri, anche a tempo pieno, mentre il governo ha cancellato la proposta di salario minimo e rinunciato a dare risposte concrete. Sul fronte della sanità, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi e le liste d’attesa sono sempre più lunghe”.

Così Silvia Roggiani, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula alla discussione generale sul Rendiconto e Assestamento.

“Nonostante la propaganda - ha aggiunto - la spesa sanitaria in rapporto al Pil resta sotto la media europea e Ocse. La crescita economica è ferma: produzione industriale in calo da oltre due anni, previsioni di crescita ridimensionate allo 0,5% nel 2025 e 0,7% nel 2026. Anche il Pnrr è stato sprecato: sono stati tagliati più di 100mila posti nido, un’occasione persa per il Paese e un peso scaricato ancora una volta sulle donne. Mentre la pressione fiscale resta al 42,5%, record dal 2020, il governo continua con condoni e rottamazioni, arrivati ormai alla quarta edizione in tre anni. E mentre le banche registrano utili stratosferici, si rifiuta di introdurre una tassa sugli extraprofitti che potrebbe restituire risorse a cittadini e servizi. Questi sono i numeri che ci avvicinano alla prossima legge di bilancio. Dobbiamo dare un’anima ai numeri: l’anima di un Paese che si occupa di chi non ha lavoro, di chi lavora ma è sfruttato, di chi non riesce a pagare l’affitto, dei giovani che lasciano l’Italia e delle donne che rinunciano a una famiglia perché il peso della cura grava solo su di loro. Questo - ha concluso - è il vero senso della politica, e su questo il governo Meloni continua a mancare l’appuntamento”.

 

 

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