25/06/2024 - 20:18

Mauri: Lollobrigida batta un colpo

“L'emendamento ‘anti-canapa’ presentato dal Governo al ddl sicurezza, che potrebbe essere votato in commissione già domani, distruggerebbe senza appello il settore della canapa industriale. Stiamo parlando di oltre 10.000 occupati e di 3.000 imprese.
L'emendamento del Governo è una norma senza senso, figlia di un approccio ideologico, che avrà gravissimi effetti economici e occupazionali. Il Ministro Lollobrigida batta un colpo  e dimostri di difendere veramente il suo comparto.
L'intervento a gamba tesa degli esponenti della destra prende le mosse da un ingiustificato pregiudizio che hanno nei confronti della canapa in tutte le sue varie definizioni e declinazioni".

"Siamo di fronte a un vero e proprio tentativo di instaurare un regime proibizionista. Facendo diventare illegale quello che oggi è legale e su cui si sono fatti grandi investimenti in questi anni.
Se seguissimo la logica che usa il Governo, e leggendo il testo depositato, si dovrebbe dichiarare illegale addirittura l'alcool. Cosa evidentemente assurda e improponibile".

Così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato Matteo Mauri che ha promosso oggi a una conferenza stampa, organizzata con le associazioni inprenditoriali della categoria
contro l’emendamento ‘anti-canapa’.
Erano presenti anche i rappresentanti di due importanti associazioni agricple come Coldiretti e Cia.

La richiesta degli imprenditori al Governo e alla maggioranza è di fermarsi, riflettere con loro, valutare le conseguenze disastrose e rinunciare a questo emendamento. Una richiesta che il Partito Democratico sostiene con forza e per la quale continuerà a battersi in commissione e in Aula.

12/06/2024 - 16:14

Pd presenta interrogazione su organizzazione sicurezza G7

“I fondi stanziati dal governo in tutta fretta nel Cdm di due giorni fa per il G7 sono del tutto insufficienti per garantire condizioni di lavoro e di vita dignitose alle Forze dell'Ordine che devono garantire la sicurezza dell'evento. Lo denuncia il responsabile sicurezza del Pd, ex viceministro dell'Interno, Matteo Mauri, che attacca il Governo per la modalità con cui sta gestendo l'organizzazione della sicurezza del prossimo G7. “Le condizioni fatiscenti della nave che avrebbe dovuto ospitare le forze dell’ordine dimostrano la scarsa attenzione con cui il governo tratta le forze dell’ordine. E non è certo lo scaricabarile del ministro Piantedosi, che ha provato a incolpare il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, a salvare la faccia al governo. Siamo davanti a una figuraccia di livello planetario con la polizia che sequestra la nave che avrebbe dovuto ospitare gli agenti impegnati al G7 perché “versava in pessime condizioni igienico sanitarie, con alloggi sporchi e danneggiati, servizi igienici inutilizzabili, docce fatiscenti, cabine allagate”. E da quanto apprendiamo – aggiunge Mauri - anche la nuova nave che è stata individuata presenta molti problemi visto che si tratta di una di quelle precedentemente scartate. In ogni caso – sottolinea Mauri – è grave che a pochi giorni dall’inizio del G7 vi siano ancora problemi organizzativi così profondi nell’organizzazione della sicurezza di un appuntamento istituzionale così importante. I fondi sono insufficienti, la logistica inadeguata, cos’altro poteva andare peggio? Questa è la gestione Meloni-Piantedosi: si riempiono la bocca di parole a sostegno delle forze dell’ordine ma poi, per il G7 come anche per la sicurezza ordinaria, i fondi non ci sono mai.

E questo è evidente anche nel ddl in discussione alla Camera sulla Sicurezza.

Abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare a riguardo per conoscere i dettagli della gestione dell’organizzazione della sicurezza del G7”.

01/06/2024 - 15:15

“L'emendamento della Lega che sottrae al Pubblico Ministero la possibilità di indagare sull'uso illegittimo delle armi è una delle tante norme scandalose che la destra vuole far passare con questo ddl. Una norma palesemente incostituzionale che contrasteremo in parlamento”. Così il responsabile Sicurezza del Pd, ex viceministro dell'Interno, Matteo Mauri.

“Invece di provare a trasformare l'Avvocatura dello Stato in una corpo di indagine giudiziaria solo per la Polizia, il governo pensi a pagare gli straordinari alle Forze dell'Ordine, fermi da 20 mesi, e a come aumentare il numero degli agenti. Questa è l'ennesima legge che non fa altro che inventare nuovi reati e aumentare le pene, senza mettere un solo in più euro.  La vuota propaganda viene elevata a sistema", conclude.

28/05/2024 - 15:52

A rischio intera filiera di lavoratori e imprenditori

“Avevamo denunciato qualche giorno fa l’emendamento al Ddl Sicurezza in cui si vieta la coltivazione e la vendita delle infiorescenze, anche di cannabis a basso contenuto di Thc. Ora il governo aggiunge un comma per spiegarci il perché dell’attacco alla cannabis light. Si conferma lo stop alla produzione e commercializzazione della cannabis light che metterà a rischio un’intera filiera, fatta di lavoratori e lavoratrici, imprenditori ed esperti che forse andavano ascoltati quantomeno. L’equiparazione della stessa alle droghe non è solo una follia dal punto di vista scientifico, ma lo è a maggior ragione dal punto di vista della lotta alle mafie e alla criminalità che proprio dalla depenalizzazione e dall’autocoltivazione sarebbero state sminate”.

Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.

“Per la cannabis - aggiunge - l'autoproduzione e le regole chiare garantirebbero proprio la maggiore qualità del prodotto e dunque la sicurezza di non ingerire sostanze con cui spesso le mafie rendono la cannabis dannosa per chi la consuma. Questa sarebbe la sicurezza, non un emendamento ad un Ddl Sicurezza che tutto fa tranne che rendere più sicuro questo Paese. Per queste e per molte altre ragioni ho firmato tempo fa la proposta di legge io coltivo. Per questa e per molte altre ragioni - conclude - continueremo a batterci perché equiparare le droghe non serve a combatterle, perché la cannabis light non ha mai ucciso nessuno, il mercato nero, che così troverà nuova linfa, sì”.

28/05/2024 - 14:47

“Siamo rimasti molto sorpresi nell’apprendere, dal resoconto della prima commissione del Senato, che il presidente Balboni ha detto che alla Camera ci sarebbe stata un’intesa con le opposizioni per accelerare l’esame del ddl cybersicurezza al Senato. Non abbiamo fatto alcun accordo di questo tipo: la nostra astensione alla camera non era un via libera indiscriminato al testo, anche perché riteniamo inaccettabile il fatto che su un tema così delicato per l'Italia il Governo non abbia messo nemmeno un euro”, così il deputato democratico Vicepresidente della commissione affari costituzionali della camera, Matteo Mauri.

27/05/2024 - 18:29

“Continuare a sostenere che i luoghi di culto siano un grimaldello utilizzato dalle comunità islamiche per insediarsi nel territorio italiano è qualcosa davvero di aberrante” così la deputata democratica, Ouidad Bakkali commenta l’emendamento della lega al ddl sicurezza che vorrebbe i riti islamici in italiano. “Ogni intervento di questa maggioranza è una provocazione, non accettano che vi possano essere cittadini, cittadine, lavoratori e lavoratrici che chiedono di poter professare il proprio credo religioso.  Questo emendamento allude al fatto che le moschee italiane non siano luoghi destinati al culto, ma luoghi in cui formare terroristi. Siamo davanti a una forma chiara di razzismo e xenofobia”.

23/05/2024 - 17:48

“Ci siamo opposti a una insopportabile forzatura, ovvero la compressione dei termini per andare in Aula su un provvedimento che riguarda sicurezza e giustizia che il governo voleva portare all'attenzione del Parlamento solo a fine propagandistico vista la vicinanza con le elezioni europee. Abbiamo conquistato due settimane. Non sono tante, ma è un tempo utile per modificare questo provvedimento che è radicalmente sbagliato nel merito. Tocca sicurezza e giustizia e non fa né sicurezza, né giustizia”. Così il deputato dem Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, intervistato per i profili social dei deputati Pd.

“Non ci sono – ha aggiunto l’esponente Pd - investimenti sulle forze dell'ordine. Non ci sono investimenti sul comparto giustizia. Quando tutti sappiamo che abbiamo bisogno di più presenza nel territorio, di agenti delle forze dell'ordine per svolgere una funzione preventiva rispetto alla commissione dei reati”.

“Anche tutti i nuovi reati che vengono creati con questo provvedimento – ha concluso Gianassi - sono pericolosi, non offrono sicurezza e criminalizzano il dissenso come la criminalizzazione della resistenza passiva. Noi siamo una democrazia matura, non si può criminalizzare il dissenso. Si fa sicurezza senza criminalizzare il dissenso. Per questo presentiamo 100 emendamenti per cambiare radicalmente questo testo, che ad oggi, è sbagliatissimo”.

20/05/2024 - 19:47

Ddl comprime libertà costituzionalmente garantite

I capigruppo di opposizione hanno scritto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, per stigmatizzare l’accelerazione impressa dai presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia sull’esame del ddl sicurezza e chiedere la convocazione di una capigruppo per riesaminare i tempi di approdo in aula di un provvedimento che “comprime libertà costituzionalmente garantite in particolare nel campo del diritto penale, del diritto dell’immigrazione e del diritto penitenziario”. La lettera - firmata da Chiara Braga, Francesco Silvestri, Matteo Richetti, Luana Zanella, Davide Faraone e Riccardo Magi - chiede che il presidente garantisca tempi adeguati di discussione “nel rispetto delle prerogative di tutti i gruppi, di tutte le deputate e di tutti i deputati, tanto di maggioranza quanto di opposizione”.

Ecco il testo integrale

Egregio Presidente,
il disegno di legge AC 1660 recante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario” contiene numerose norme altamente complesse per l’impatto che possono determinare nel nostro ordinamento giuridico, anche per le limitazioni che possono esplicare su talune libertà fondamentali, in particolare nel campo del diritto penale, del diritto dell’immigrazione e del diritto penitenziario.
L’iter di esame del provvedimento seguito sino ad oggi è parso altamente lesivo di alcune fondamentali norme e procedure parlamentari, prima tra tutte quella stabilita dall’articolo 79 del Regolamento della Camera con riferimento alla necessità di un’adeguata istruttoria parlamentare.
Occorre infatti ricordare che tale provvedimento pur essendo stato approvato in Consiglio dei Ministri il 16 novembre 2023, è stato presentato alla Camera dei deputati solo il 22 gennaio del 2024, per essere infine assegnato alle Commissioni riunite I Affari Costituzionali e II Giustizia in sede Referente solo il 9 febbraio 2024. Bisognerà attendere il 27 febbraio perché sia iniziato l’esame in sede referente, seguito da un’unica ulteriore seduta il 28, e dalla necessità di indicare per i gruppi parlamentari i nominativi dei possibili auditi entro e non oltre la data perentoria del 29 di febbraio. A partire da tale ultima data il provvedimento è scomparso dall’ordine del giorno delle commissioni, ricomparendo solo il 7 maggio in sede di Conferenza dei Capigruppo quando il Governo ha deciso di chiedere l’esame in Aula del provvedimento già per il mese di maggio.
Giovedì 16 maggio, alle 18.00 circa, è arrivata una convocazione delle Commissioni riunite I e II relative alla giornata di venerdì 17 maggio, con l’inserimento senza alcun preavviso, alle ore 12.30 di un Ufficio di Presidenza delle due commissioni riunite, e a seguire lo svolgimento di audizioni relative all’AC 1660, violando tutti gli accordi in precedenza assunti dai gruppi nelle commissioni nel non fissare audizioni o uffici di presidenza al di fuori dei giorni d’Aula in considerazione dei numerosi impegni elettorali dei deputati nell’imminenza dello svolgimento delle elezioni europee.
Ancor più grave è stata poi l’inattesa e improvvida decisione assunta dalle Presidenze delle Commissioni I e II, e comunicata nell’ufficio di Presidenza di venerdì 17 maggio, di anticipare il termine di presentazione degli emendamenti, già concordato e fissato per la giornata di giovedì 23 maggio, di ben 48 ore, alla data di martedì 21 maggio, nonostante la ferma contestazione e le ripetute proteste di tutti i gruppi di opposizione.
È evidente infatti che a fronte di un iter formalmente lunghissimo, che è iniziato nel Consiglio dei Ministri lo scorso novembre, l’istruttoria del provvedimento in commissione è stata del tutto inadeguata e incompleta. Molti dei soggetti segnalati per le audizioni hanno dovuto rinunciare a causa dei tempi anticipati in modo imprevisto, e non sono ancora pervenuti alcuni dei contributi scritti da parte stessi auditi, molti dei quali stanno svolgendo le audizioni ancora nel pomeriggio dilunedì 20 maggio, del tutto a ridosso del termine fissato per la presentazione degli emendamenti. Occorre ricordare che le audizioni così organizzate smarriscono la loro importante funzione informativa, ossia quella di restituire ai parlamentari una fotografia efficace di tutti gli interessi in gioco su una specifica tematica in discussione in Parlamento, mettendoli così in grado di aiutare a compiere scelte più informate e bilanciate.
È altrettanto evidente che anche la fase di esame degli emendamenti – che rebus sic stantibus non potrà iniziare prima della serata del prossimo mercoledì o addirittura nella giornata di giovedì - sarà compressa e sacrificata in modo insostenibile, se restasse confermata per l’approdo in aula la data del 27 maggio prossimo.
Alla luce di quanto premesso, e ulteriormente stigmatizzando quanto sin qui avvenuto, Le chiediamo - in considerazione da un lato dell’estrema delicatezza del provvedimento sotto il profilo della possibile compressione di libertà costituzionalmente garantite, e dall’altro alla luce dell’assoluta inadeguatezza e incompletezza sia della fase istruttoria svolta siadell’ulteriore compressione dei tempi che verrà necessariamente operata per la fase di esame e votazione degli emendamenti qualora venisse confermata la data del 27 maggio - di convocare quanto prima una capigruppo al fine di riesaminare i tempi di approdo del provvedimento in Aula, così consentendo un’adeguata istruttoria nelle commissioni di merito, uno slittamento del termine attualmente previsto per la presentazione degli emendamenti, e una fase di esame e approvazione degli stessi conforme alle basilari norme e consuetudini parlamentari.
Ci auguriamo che per l’esame di questo disegno di legge così complesso e articolato, e per i futuri provvedimenti all’esame di questo ramo del Parlamento, Lei sappia garantire un’efficace istruttoria legislativa, e tempi adeguati di esame degli emendamenti, nel rispetto delle prerogative di tutti i gruppi, di tutte le deputate e di tutti i deputati, tanto di maggioranza quanto di opposizione.

On Chiara Braga, On. Francesco Silvestri, On. Matteo Richetti, On. Luana Zanella, On. Davide Faraone, On Riccardo Magi

20/05/2024 - 18:48

“I fatti di cronaca parlano chiaro, la situazione della sicurezza non è migliorata con il governo Meloni che in questo anno e mezzo ha saputo fare solo annunci e false promesse. Oggi la maggioranza è in difficoltà e lo dimostra la fretta che vorrebbe imporre sul ddl sicurezza che è rimasto congelato da novembre scorso, quando è stato approvato in Cdm e che adesso vorrebbero approvare con urgenza. Sono passati sei mesi e, guarda caso a poche settimane dalle europee, lo ritirano fuori perché serve alla propaganda della campagna elettorale. Non accetteremo ulteriori strappi e forzature regolamentari, chiediamo che il parlamento possa discutere nel merito” così il deputato democratico componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd alla Camera, Andrea Casu, ai microfoni di tg Parlamento.

17/05/2024 - 19:44

“Non accettiamo il nuovo tentativo della maggioranza di strozzare il dibattito parlamentare sul ddl sicurezza nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. Quel provvedimento è stato approvato in Cdm a novembre scorso, è arrivato in parlamento a febbraio e da allora non è mai stato incluso tra le priorità della maggioranza”. Così in una nota la capogruppo democratica alla camera, Chiara Braga, che sottolinea: “dopo 6 mesi di stallo adesso si svegliano e vogliono stravolgere il calendario dei lavori parlamentari per chiudere tutto in 5 giorni e mandare il testo in aula il 27 maggio, guarda caso a dieci giorni dalle elezioni. Il Parlamento- sottolinea Braga- non può sottostare alla dittatura della maggioranza e piegarsi alle sue esigenze elettorali. Sulla sicurezza - conclude - il governo è in evidente difficoltà e vorrebbe utilizzare questa mossa per prendere in giro ancora una volta gli elettori. Non permetteremo questo ennesimo strappo istituzionale che risponde solo a un’esigenza di vuota propaganda della destra.”

15/05/2024 - 16:13

“Il nostro giudizio sul comportamento del governo sul ddl Cybersicurezza non può che essere molto negativo. Primo perché per rafforzare le capacità difensive dell'Italia contro gli attacchi informatici il governo non stanzia nemmeno un euro dal bilancio dello Stato e stabilisce molti obblighi per Enti Locali e aziende, prevedendo multe salatissime. È una scelta assurda per un obiettivo così strategico. Abbiamo provato fin da subito a far aprire i cordoni della borsa ma abbiamo sempre trovato un muro di gomma. Siamo molto stupiti che una figura di primissimo piano come il sottosegretario Mantovano non abbia usato il suo peso politico per fare l'unica cosa utile al Mef, cioè mettere i soldi. Secondo, siamo molto critici per come il governo si è comportato con l'opposizione. Una legge come questa avrebbe potuto essere un terreno di collaborazione nell'interesse collettivo e su un obiettivo condiviso. Sembrava possibile all'inizio dell'iter alla Camera. Peccato che poi il governo abbia dimostrato ancora una volta che 'il lupo perde il pelo ma non il vizio' e ha trasformato una legge importante nell'ennesimo spot elettorale a favore delle telecamere del prossimo G7 e delle elezioni. Emendamenti dell'opposizione approvati all'unanimità in commissione sono stati bocciati in Aula, disponibilità data e poi negata sulla possibile riformulazione di alcuni testi. La solita logica emergenziale usata per tagliare i tempi. Ci siamo trovati di fronte a un governo che non si è fatto scrupolo di travolgere il percorso democratico parlamentare. Un governo che non risponde nemmeno di se stesso. Questo è il punto reale, un governo che non è in grado nemmeno di aprire un’interlocuzione seria con l'opposizione e lo fa solo per propaganda”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato dem Matteo Mauri, vicepresidente della commissione Affari costituzionali, annunciando il voto di astensione del Gruppo Pd al ddl sulla cybersicurezza.

“In Italia – ha concluso Mauri – c’è il G7 e uno degli argomenti principali sarà la cybersicurezza e il poter dire ‘il governo Meloni per la prima volta ha messo mano al tema della cybersicurezza’ ma non è vero niente, non nasce sempre tutto con voi. Voi avete fatto solo il minimo sindacale, la verità è che si perde una grande occasione perché non avete stanziato le risorse necessarie. Voi pretendete che soggetti che fino a ieri non avevano fatto niente e a cui non era stato chiesto di fare niente da domani mattina siano i campioni della cybericurezza a costo zero. Questa è inaccettabile. Ma noi ci teniamo al Paese e cerchiamo di essere responsabili e vogliamo dare un segnale positivo e di disponibilità, però questo segnale non può continuamente cadere nel vuoto. E dopo le forzature sull’Autonomia, speriamo queste parole possano far riflettere in maniera più attenta chi, al governo, ha veramente il potere di decidere le cose”.

09/05/2024 - 18:40

Serracchiani, Dem presenteranno emendamento soppressivo a norma Costa su accessi banche dati

“L’emendamento Costa che è stato approvato con il parere positivo del governo è un grimaldello per controllare dal buco della serratura le indagini delle procure” così la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani, ai microfoni di Radio radicale commenta la norma approvata nell’ambito della discussione in commissione giustizia alla Camera del ddl cybersicurezza. “La necessità di un provvedimento sulla cyber sicurezza – aggiunge la democratica - non giustifica interventi di controllo degli ispettori del ministero sugli accessi  alle banche dati presso gli uffici giudiziari. Siamo di fronte  all’ennesimo intervento teso a minare l’indipendenza della magistratura. Il controllo degli ispettori del ministero così previsto sugli accessi alle banche dati da parte degli organi giudiziari, va oltre il limite del rispetto e della leale collaborazione tra le istituzioni ”.

08/05/2024 - 17:04

“Il Partito Democratico vuole contribuire a rafforzare la cybersicurezza nazionale ma il ddl presentato dal governo è una scatola vuota, senza fondi e senza finanziamenti, che richiede alle amministrazioni e alle aziende di fare tutto da sole. Il risultato finale è che nessuno farà nulla”. Lo dichiara Matteo Mauri vicepresidente della commissione Affari Costituzionali alla Camera intervistato da CyberSicurityItalia.
“Se il ddl cybersicurezza deve essere approvato senza coperture – ha aggiunto Mauri - il governo deve spiegare anche come si possano pagare le figure professionali dei referenti di CyberSicurity senza poterle prendere fuori l'Amministrazione attingendo al mercato. Il ddl non finanzia la necessaria formazione continua del personale addetto alla cybersicurezza”.

29/04/2024 - 16:17

“Oggi è il giorno in cui questo Parlamento si dividerà tra chi come noi vuole difendere l’unità e la coesione del nostro Paese e chi non vuole farlo. Oggi approda in quest'Aula il peggior disegno di legge di questa legislatura che aumenta le diseguaglianze che nel nostro Paese hanno raggiunto livelli non più accettabili. Questo ddl non conviene al Nord e non conviene al Sud. Finora nessuno ci ha spiegato come si possa solo pensare di far competere il nostro Paese nel mondo con venti politiche energetiche differenti mettendo a rischio la sicurezza energetica del Paese, per non parlare di quello che accadrà al nostro sistema sanitario nazionale”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Pd per il Sud e la coesione territoriale, durante la discussione generale sul ddl per l’attuazione dell’autonomia differenziata.

“È gravissimo - ha concluso Sarracino - quello che state per fare alla scuola pubblica, da domani noi rischieremmo di avere programmi differenziati, concorsi differenziati tra Regione e Regione, ma soprattutto avremo gli insegnanti del Sud pagati meno del loro colleghi del Nord o delle città metropolitane. Il tema non è determinare i livelli essenziali delle prestazioni, il tema è garantirli. Oggi i patrioti distruggono la Patria, dove sono i parlamentari del Sud eletti dalla destra, non sentono la responsabilità di votare un provvedimento che condanna il Mezzogiorno ad una condizione di irreversibilità economica e sociale? Qui qualcuno non vuole l'autonomia, qui qualcuno ha voglia di secessione. Noi del Pd vi ricorderemo per sempre che l’Italia è una e indivisibile e resterà tale nonostante voi, fatevene una ragione”.

20/03/2024 - 15:06

“Ieri con tutta fretta il Ministro Ciriani ha convocato una capigruppo per calendarizzare il passaggio in Aula del ddl sulla cybersicurezza facendoci pensare a ragioni di sicurezza nazionale. Oggi ci viene comunicato che il Governo rinuncia alla procedura d’urgenza. A questo punto ci chiediamo se il Governo ha un’idea chiara su questo argomento, cosa che chiedo da cittadina prima ancora che da presidente del mio gruppo parlamentare. Non stiamo parlando di una delle tante leggi di dubbia utilità che la maggioranza chiede di esaminare in Aula: riguarda una questione d’interesse nazionale. E’ preoccupante la confusione con cui il Governo si sta rapportando a un tema cosi delicato”.

Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, intervenendo in aula a fine seduta.

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