25/03/2026 - 16:18

“Quando Delmastro era sottosegretario alla Giustizia è divenuto socio in affari di una ragazza di 18 anni, figlia di persona già sotto processo, condannata e poi arrestata per agevolazione di associazione mafiosa. Nei giorni antecedenti al voto per il referendum, la Capo di Gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi ha dichiarato 'votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura'. Di fronte a comportamenti così gravi, il ministro Nordio o ha taciuto o addirittura è stato difensore. Una cosa intollerabile”. Lo dichiara Federico Gianassi, deputato e capogruppo PD in Commissione Giustizia, durante il Question Time con il ministro Nordio alla Camera.
“Ancora ieri mattina – sottolinea il parlamentare dem - il ministro dichiarava che Delmastro avrebbe chiarito la sua posizione e poche ore dopo si è dimesso. Aveva detto che Bartolozzi sarebbe rimasta al suo posto e anche lei dopo poche ore si è dimessa. Poiché Nordio non è in grado di chiarire alcun ché, faccia l'unica cosa di buon senso che può fare: se ne vada anche lui”. “Nordio è stato sfiduciato da 15 milioni di italiani e oggi è la rappresentazione allegorica della sconfitta. La corsa di Nordio è finita: liberi il ministero dalla sua presenza e consenta alla giustizia italiana di ripartire”, conclude Gianassi.

24/03/2026 - 19:20

Voleva detenuti che non respirassero, ha accusato esponenti del PD in visita a un carcere di avere relazioni con uomini al 41 bis, era in società con personaggi legati ad ambienti mafiosi e ora si difende dicendo che non ha fatto niente di scorretto. Le dimissioni, tardive, sono il minimo. Ma perchè la Presidente Meloni lo ha difeso fino a poche ore fa?

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

24/03/2026 - 19:12

"Le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi solo dopo la vittoria schiacciante del No al referendum non sono certo il segno di quanto il governo si preoccupi della decenza dei comportamenti dei suoi componenti. Se avesse vinto il Sì, sarebbero rimasti al loro posto? Perché si sono dimessi solo oggi?
Un cinico calcolo politico che gli italiani hanno capito benissimo, come dimostra il voto di ieri.
Cosa aspetta Meloni a chiedere le dimissioni della ministra Santanchè, come avrebbe dovuto fare già mesi fa?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

24/03/2026 - 19:01

“Le dimissioni di Delmastro sono un atto dovuto anche se tardivo. Il sottosegretario, già condannato per rivelazione di segreto di ufficio, che aveva accusato esponenti del PD per un’ispezione in carcere di inchinarsi ai mafiosi, si è messo in società nel ramo della ristorazione a Roma, insieme a un pezzo del gruppo dirigente di Fratelli d’Italia del Piemonte, con una ragazza appena maggiorenne figlia di persona sotto processo e poi condannata e arrestata per agevolazione di associazione mafiosa. Di questa partecipazione societaria non c’è traccia nelle dichiarazioni che per la trasparenza devono essere pubblicate. Non è ingenuità, è gravissimo e per questo erano scontate le dimissioni. Così come sono scontate le dimissioni di Bartolozzi che invitata a votare Si per spazzare via la magistratura. Ma cosa dice Meloni che li ha difesi fino a poche ore fa, ha evitato di prendere provvedimenti prima del referendum e ha minimizzato i loro comportamenti?” Così il capogruppo democratico in commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi commenta le dimissioni di Bartolozzi e Delmastro.

 

24/03/2026 - 18:55

"Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, arrivate, tardivamente, dopo la sconfitta al referendum, dimostrano che persino nel centrodestra qualcuno ha ancora il senso delle istituzioni. Ma allora qualcuno spieghi agli italiani perché la ministra Santanchè è ancora al suo posto".
Lo dichiara il deputato Alberto Pandolfo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive.

"Santanchè – conclude Pandolfo - è sotto processo, eppure Meloni continua a tenerla in Consiglio dei Ministri. A questo punto la domanda è legittima: la Presidente del Consiglio ha qualcosa da nascondere? È questo il motivo per cui non riesce, o non vuole, obbligarla a dimettersi? Gli italiani meritano una risposta chiara".

 

24/03/2026 - 18:53

“Le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove sono un atto dovuto, che avrebbe dovuto compiersi subito, alla luce della gravità dei fatti emersi in questi giorni. Del resto, in questi anni, come Partito Democratico, abbiamo chiesto più volte un passo indietro davanti a dichiarazioni e comportamenti palesemente incompatibili con un ruolo istituzionale così delicato. Oggi appare chiaro a tutti che queste dimissioni, arrivate solo ora, sono il frutto di un tatticismo politico maturato a Palazzo Chigi”.

 

Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, componente della Commissione Giustizia della Camera.

 

24/03/2026 - 18:47

“Finalmente arrivano le dimissioni della Bartolozzi e di Delmastro, dimissioni tardive solo per meri calcoli politici, dimostratisi poi profondamente errati, da parte della maggioranza. I cittadini non sono stupidi e hanno capito che questo governo non fa altro che tattiche politiche per presenziare e occupare poltrone, ma non risolve i veri problemi. Inoltre è una vergogna avere un governo con ministri, sottosegretari e quant’altro indagati per reati penali gravi, che in qualsiasi altro Paese civile o contesto si sarebbero già dimessi da mesi. Attendiamo con ansia ora le dimissioni tardive, anche quelle, della Santanché, ma come si dice, meglio tardi che mai”. Lo dichiara Marco Lacarra, deputato Pd in commissione Giustizia della Camera.

24/03/2026 - 18:16

 

“Le dimissioni arrivate oggi rappresentano un atto tardivo ma doveroso sotto il profilo del rispetto del diritto e delle istituzioni. Il fatto che siano intervenute solo dopo il referendum costituisce un elemento politico evidente: è la conferma della spregiudicatezza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che per mere opportunità legate al voto ha scelto di trattenere un gesto che, alla luce dei fatti, non era più rinviabile. Siamo di fronte a un comportamento grave, che dimostra ancora una volta come questa maggioranza consideri le istituzioni strumenti da piegare a esigenze di parte. Chi mette quantomeno in imbarazzo le istituzioni non può continuare a ricoprire incarichi pubblici, tanto più se si tratta di ruoli estremamente delicati che richiedono rigore, equilibrio e senso dello Stato” Lo dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico commentando le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi.

 

24/03/2026 - 17:29

 “La valutazione dei se e dei come non ci basta: il sottosegretario Delmastro e la vicepresidente in Piemonte Chiorino, che oggi non si è presentata in Consiglio, devono dimettersi, senza se e senza ma”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, su Delmastro e Chiorino.

“Basta con le scuse trovate da Giorgia Meloni e Alberto Cirio, che parlano di leggerezza e di persone per bene: continuano a uscire foto che che smentiscono le, già timide, ricostruzioni dei protagonisti - prosegue la deputata dem - Nessuno però continua a spiegare perché Andrea Delmastro, Elena Chiorino ed altri rappresentanti piemontesi di Fratelli d’Italia abbiano aperto una società insieme ad una ragazza di 18 anni figlia di un prestanome del clan Senese”.

“Qui non c’è un problema penale. Non per ora, almeno. C’è un’enorme questione morale, etica e politica dalla quale non si può scappare. Questa vicenda non può essere archiviata o derubricata come “leggerezza”. Per dignità delle istituzioni che rappresentano, del Paese che dicono di amare, Delmastro, Chiorino, Zappalà e Franceschini devono dimettersi dalle loro cariche e chiarire una vicenda inquietante in ogni dettaglio” conclude Gribaudo.

 

 

24/03/2026 - 17:28

"Ieri più di 14 milioni di italiane e italiani hanno dato un segnale chiaro a questo governo, sulle sue scelte in tema di giustizia e sulle sue politiche. E Giorgia Meloni, che ama parlare di sovranità popolare, invece di prendere atto della volontà della maggioranza delle cittadine e dei cittadini, finge che non sia successo nulla e pensa di accelerare sulla legge elettorale.
La bocciatura è netta ma se davvero Nordio se ne intesta la responsabilità deve trarne le conseguenze, anziché blindare se stesso, il sottosegretario Delmastro e la sua capa di gabinetto Bartolozzi. Vogliono continuare a fingere che Delmastro non abbia aperto una società con la figlia diciottenne di un noto prestanome di un clan camorrista, mentendo ripetutamente sulla vicenda? Vogliono continuare a fingere che Bartolozzi non sia stata anche lei a cena nel famigerato ristorante e non abbia definito la magistratura "plotone d'esecuzione"? Cos'è? Una brutta puntata del Truman Show?
Mentre la maggioranza del Paese chiede dimissioni, Meloni tace sui disastri causati dal suo governo.
Una situazione surreale". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti nel mondo.

24/03/2026 - 13:48

Domani il Ministro della Giustizia Carlo Nordio sarà in Aula alla Camera per rispondere sul caso Delmastro. Il gruppo Pd ha presentato un’interrogazione a risposta immediata a cui il Guardasigilli dovrà rispondere nel corso del question time per chiarire la situazione del Sottosegretario, al centro di una vicenda che coinvolgerebbe persone legate alla criminalità organizzata. L’atto parte da quanto emerso “da inchieste giornalistiche si è appreso che Andrea Delmastro delle Vedove, Sottosegretario di Stato alla Giustizia, ha costituito nel 2024 a Biella la società ‘Le cinque forchette Srl’” insieme ad altri soci, tra cui “Miriam Caroccia, titolare del 50 per cento delle quote e amministratrice unica della società”. Un elemento centrale riguarda proprio la figura di Caroccia: “Miriam, studentessa romana allora diciottenne, è figlia di Mauro Caroccia, ‘imprenditore’ della ristorazione romana noto per i suoi trascorsi giudiziari e per i legami con il clan di camorra di Michele Senese”. L’interrogazione ricostruisce poi i fatti, a partire dalla sede della società “in via Tuscolana 452, presso ‘La bisteccheria italiana’”, fino al quadro giudiziario del padre, condannato definitivamente: “la sentenza è stata resa definitiva nel febbraio 2026 dalla Corte di Cassazione, ed è attualmente in carcere”. Sotto la lente anche una serie di passaggi societari: “il sottosegretario risulta essere protagonista di operazioni societarie a dir poco dubbie”, tra cui la cessione di quote: “nel novembre del 2025 avrebbe ceduto il suo 25% di ‘Le 5 forchette Srl’ alla ‘G&G Srl’”. E ancora: “solo otto giorni dopo la sentenza della Cassazione la G&G Srl avrebbe ceduto il 25% […] all’altra socia Donatella Pelle”, mentre “lo scorso 5 marzo, tutti gli altri soci […] avrebbero venduto le proprie quote a Miriam Caroccia”. Nel testo si segnala anche che “risulta poi che il Sottosegretario alla giustizia non abbia comunicato queste intestazioni e variazioni societarie né alla Camera dei deputati né al Ministero della giustizia” in violazione della normativa sul conflitto d’interessi. E che “sulla stampa continuano inoltre ad emergere elementi sempre più inquietanti […] che addirittura avrebbero visto Miriam Caroccia ‘risarcire’ in contanti i soci delle somme investite”. Su tutti questi aspetti le deputate e i deputati democratici - Serracchiani, Gianassi, Bonafé, Di Biase, Scarpa, Lacarra, Ghio, Ferrari, Fornaro, Casu -chiedono al Ministro Nordio chiarimenti urgenti in Aula.

 

23/03/2026 - 18:45

“Le italiane e gli italiani si sono espressi in maniera chiara bocciando sonoramente l’attacco di Giorgia Meloni e della destra alla Costituzione, ai padri e alle madri costituenti e all’indipendenza della Magistratura. È la sconfitta della Presidente del Consiglio che ci aveva messo direttamente la faccia”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla vittoria del no al referendum sulla giustizia.

“Il primo dato da sottolineare è una partecipazione al voto molto maggiore rispetto alle attese, un segnale positivo per la nostra democrazia - prosegue la deputata dem - Il secondo è che oggi, con ancora più vigore, si mostra con forza l’alternativa alla destra: una destra che sta governando male, che protegge i vari Delmastro e Santanché, che ha provato ad alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato ma è stata bocciata dagli elettori”.

“Abbiamo fatto una grandissima campagna referendaria, partendo dalla Segretaria Schlein. Casa per casa, strada per strada, città per città, spiegando le ragioni e provando a mantenere la discussione sui temi, nonostante le bugie e gli attacchi da destra e anche dalla Presidente del Consiglio. Da qui in avanti c’è un vento nuovo che fischia nel Paese” conclude Gribaudo.

 

21/03/2026 - 15:03

“Emergono oggi nuovi e inquietanti particolari sulla vicenda che riguarda il sottosegretario Delmastro, che rendono ancora più grave e incomprensibile la mancata presa di posizione della Presidente del Consiglio. Si parla di utilizzo di contanti nel passaggio di quote societarie e di indagini per riciclaggio e intestazione fittizia che coinvolgerebbero anche una giovane socia, indicata come amministratrice unica della società.

Siamo di fronte a elementi che, se confermati, delineano un quadro ulteriormente preoccupante, incompatibile con il ruolo delicato ricoperto dal sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria. Se tutti questi elementi fossero confermati non si tratterebbe più di episodi isolati o di leggerezze, ma di una sequenza di fatti che richiederebbero trasparenza immediata e assunzione di responsabilità.

È grave che la Presidente Meloni continui a difendere in modo acritico un esponente del suo Governo senza pretendere chiarimenti pubblici e azioni conseguenti su questioni così rilevanti. Di fronte a ombre di questa portata, occorre agire con tempestività e trasparenza per tutelare le istituzioni e la loro credibilità.

Chiediamo ancora una volta che Meloni riferisca con urgenza e spieghi quali siano le ragioni per cui non ritiene necessario intervenire. Il tempo delle omissioni è finito: gli italiani meritano risposte chiare e comportamenti all’altezza delle istituzioni”.

Lo dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.

 

20/03/2026 - 19:41

“Nel 2013 Giorgia Meloni auspicò le dimissioni della ministra PD Josefa Idem, colpevole di aver eluso il pagamento di un tributo locale.
La sua sosia oggi, diventata Presidente del Consiglio, non vede la chiara violazione da parte del sottosegretario Delmastro del principio contenuto nell’articolo 54 della Costituzione che impone ai cittadini ai cui sono affidate funzioni pubbliche di adempierle con disciplina e onore.
Che cosa deve ancora venire fuori affinché la Presidente Meloni chieda le dimissioni di Delmastro?
Altro che manine occulte.
Più il tempo passa, più può legittimamente crescere nell’opinione pubblica il dubbio che la difesa d’ufficio dei comportamenti del sottosegretario della Giustizia nasconda altro.
Presidente Meloni accompagni Delmastro all’uscita dal Governo coerentemente alle sue posizioni del 2013: ne guadagnerebbero le istituzioni della nostra Repubblica che non possono più tollerare quanto sta emergendo ogni giorno”

Lo scrive in una nota l’on. Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del gruppo PD alla Camera dei Deputati

 

20/03/2026 - 19:12

“Meloni parla di ‘manina’ a proposito di Delmastro. Per lei la responsabilità non è di chi fa una società con la figlia di un prestanome del clan Senese. Ma piuttosto di chi ha rivelato questa vicenda grave all’opinione pubblica. Meloni evoca complotti perché ha paura di perdere”.

Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

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