10/04/2026 - 15:06

“Nello stesso giorno in cui la presidente Meloni non ha mai citato la parola 'trasporti' nella sua informativa alla Camera, viene certificato che del futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del settore non le importa davvero nulla con l'approvazione dell'articolo 22 del Dl Pnrr e le ingiustificate bocciature degli emendamenti e dell'odg che abbiamo presentato come Partito Democratico per chiedere di garantire la clausola sociale nazionale, la sicurezza e i diritti di tutto il personale che opera nei servizi ferroviari Intercity”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu.
“Abbiamo portato in Parlamento le preoccupazioni espresse unitariamente dai sindacati  – sottolinea l'esponente dem - in occasione dell’incontro dello scorso 10 marzo tra il Ministero e FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL-Trasporti, UGL-Trasporti, FAST-Confsal e ORSA-Ferrovie. Il Governo non può continuare a fare finta che non servano clausole sociali nei bandi di gara per garantire la continuità occupazionale e l'applicazione del CCNL del settore mobilità al fine di prevenire fenomeni di dumping. Occorre mettere nero su bianco meccanismi di controllo degli obblighi contrattuali, nonché degli standard di qualità e sicurezza del servizio previsti nei contratti di servizio, insieme ai percorsi formativi obbligatori per il personale per l'adeguatezza professionale e i necessari livelli di sicurezza del sistema ferroviario”.
“Davanti all'ennesimo no da parte del Governo alle richieste di tutti i sindacati è  sempre più chiara la volontà di Meloni e Salvini di andare avanti voltando completamente le spalle alle lavoratrici e ai lavoratori del settore”, conclude Casu.

09/04/2026 - 12:11

“Nel Decreto Pnrr ci sono già le risorse per realizzare la Tirrenica, utilizzando i fondi non spesi che il provvedimento riassegna ad opere specifiche non ancora finanziate. Mi appello ai deputati di destra perché sostengano questa scelta, votando il mio ordine del giorno che vincolerebbe il Governo Meloni a completare una infrastruttura fondamentale per la Toscana e l’intero centro Italia”.

Così Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, sulla discussione del provvedimento prevista per oggi, giovedì 9 aprile, nell’Aula di Montecitorio.

“Il governo in questi tre anni non ha rispettato alcun impegno togliendo addirittura risorse già stanziate. Gli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della strada sono necessari e non più rinviabili anche per fermare una scia drammatica di incidenti che si verificano lungo il percorso. Confido nella sensibilità dei colleghi della maggioranza per ottenere un risultato condiviso ma qualora anche questo tentativo fallisse sarebbe un tradimento verso elettori, cittadini ed interi territori. Chi in Parlamento vota contro la Tirrenica abbia almeno la decenza di non presentarsi venerdì 17 aprile alla manifestazione pubblica promossa a Capalbio”: conclude.

 

08/04/2026 - 15:25

«Il governo si impegni ad adottare, con la massima urgenza, iniziative, anche normative, nel primo provvedimento utile, finalizzate a fronteggiare gli effetti della frana nel territorio di Petacciato (Cb), assicurando il sostegno alle popolazioni coinvolte e il rapido ripristino della funzionalità della viabilità stradale, autostradale e ferroviaria della dorsale adriatica».

Lo chiedono, in un’interrogazione parlamentare e in un ordine del giorno al Dl Pnrr, i deputati democratici D’Alfonso, Braga, Simiani, Casu, Manzi, Curti, Stefanazzi, Viggiano e Lacarra.
Negli atti parlamentari si chiede soprattutto di «assicurare l’attivazione e il completamento degli interventi di messa in sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico già programmati per l’area interessata, nonché di promuovere ulteriori interventi strutturali nelle zone limitrofe a rischio, e di adottare iniziative volte al rifinanziamento e all’aggiornamento continuo dell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Iffi), nonché all’istituzione, presso Ispra, di un Osservatorio permanente sulle frane, quale struttura di coordinamento tecnico-scientifico, al fine di rafforzare il monitoraggio, la prevenzione e la pianificazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico».

 

03/04/2026 - 18:26

“Esprimiamo piena e convinta condivisione alla lettera che 58 associazioni animaliste, ambientaliste e scientifiche hanno indirizzato alla Presidente del Consiglio Meloni, chiedendole di fermare il ddl Caccia che rischia di cancellare decenni di tutele per la fauna selvatica e per la sicurezza dei cittadini”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Secondo i sondaggi Ipsos ­– sottolineano le parlamentari dem – l’85% degli italiani è contrario a qualsiasi ampliamento dei diritti dei cacciatori: questi numeri non si ignorano, si ascoltano. Chiediamo alla Presidente Meloni di prenderne nota invece di cedere alle lobby che mercanteggiamo sulla vita degli animali e sul patrimonio naturale che appartiene a tutti”. “I cittadini – aggiungono le deputate - chiedono di disarmare la società incivile che spara per farsi giustizia da sola, che traffica illecitamente con armi e munizioni, che organizza safari a Sarajevo, che chiude un occhio davanti al bracconaggio”.
“Il ddl Caccia è un provvedimento che introduce più fucili, meno controlli, meno aree protette, più specie cacciabili, e stranieri che potranno cacciare in Italia senza alcun limite. Denunciamo con forza anche l’ennesimo attacco all’autonomia scientifica dell’ISPRA, che il governo continua a svuotare di competenze per sostituire la scienza con le convenienze elettorali e clientelari”, concludono Evi e Prestipino.

28/03/2026 - 11:00

“Il decreto bollette è intempestivo, senza risorse adeguate e soprattutto senza affrontare il vero problema di famiglie e imprese: il costo dell’energia. Parliamo di un provvedimento che è arrivato prima dell’escalation del conflitto in Medio Oriente ma che già allora risultava insufficiente e fuori tempo. Oggi appare ancora più inadeguato rispetto alla situazione reale”. Lo dichiara Alberto Pandolfo, deputato del Partito Democratico e capogruppo in commissione Attività produttive.

“Ci saremmo aspettati – prosegue l’esponente dem – un intervento strutturale capace di incidere davvero sulle bollette, con un investimento significativo sulle energie rinnovabili, che rappresentano la vera chiave per abbassare i costi e garantire sicurezza energetica. Al contrario, questo decreto non interviene su quel fronte e il governo continua a non agire, rischiando di alimentare nuove dipendenze dal gas invece di puntare sulla transizione”.

“Si tratta – conclude Pandolfo - di una scelta politica precisa: sulle rinnovabili il governo Meloni ha girato la testa dall’altra parte, evitando di assumere posizioni chiare anche sul piano internazionale e creando nuove dipendenze. L’Italia dovrebbe invece puntare con decisione su autonomia e indipendenza energetica, come hanno fatto altri Paesi europei. La Spagna, ad esempio, ha investito da tempo sulle rinnovabili e oggi raccoglie risultati concreti in termini di risparmio”.

 

28/03/2026 - 10:00

La sicurezza si costruisce investendo sulle forze dell'ordine e sulla prevenzione, non con il panpenalismo.

"Non riusciamo più nemmeno a tenere il conto di quanti interventi hanno fatto sul tema della sicurezza. E tra l'altro sono tutti interventi che non hanno raggiunto nessun obiettivo, anche perché in questi anni i reati sono aumentati, soprattutto quelli predatori e quelli violenti verso le persone. La percezione di insicurezza sta crescendo in maniera significativa. Dicono di essere i grandi difensori della sicurezza e gli amici delle forze dell'ordine e poi fanno esattamente il contrario. Il Pd sta recuperando terreno su questo tema, mettendo ogni giorno il governo di fronte alle proprie responsabilità. E i cittadini, ultimamente, stanno facendo esattamente la stessa cosa". Così il deputato Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico.

“Il governo – sottolinea l’esponente dem - ha cercato sistematicamente capri espiatori invece di affrontare il problema: un giorno è colpa dei sindaci del Pd, un altro dei governi precedenti, poi sono diventati responsabili i magistrati. Gli elettori hanno già rimandato al mittente questa accusa con il referendum, e spero che riusciremo a fare lo stesso con questo decreto, che continua a contenere le solite ricette che non funzionano: panpenalismo, aumento delle pene, nuovi reati. Cose che hanno dimostrato sul campo di non funzionare, ma su cui continuano a insistere probabilmente perché non hanno niente di meglio da dire".

"La sicurezza – conclude Mauri - si costruisce su due pilastri: la repressione del crimine e la prevenzione. Questo governo riesce nell'impresa straordinaria di non fare niente o di peggiorare la situazione su entrambi i fronti. Non mette risorse per aumentare il personale delle forze dell'ordine, che è sotto organico, e per migliorare le condizioni di vita di chi lavora per la nostra sicurezza. E dall'altra parte ha tagliato in maniera significativa le risorse ai comuni sulla spesa corrente, cioè quei soldi che servono per fare politiche sociali e di comunità, che sono la vera prevenzione".

 

26/03/2026 - 13:42

“Basta inerzia. Mentre negli Stati Uniti le corti iniziano a chiamare per nome le responsabilità delle grandi piattaforme digitali come Google (YouTube) e Meta, (Instagram) nella dipendenza dai social media, in Italia il Governo continua a voltarsi dall’altra parte. È inaccettabile che non si colga nemmeno l’opportunità concreta offerta dal lavoro parlamentare già avviato, a partire dall’emendamento Malpezzi nel DL Sicurezza in discussione al Senato. Sarebbe un atto di responsabilità verso milioni di giovani e famiglie”.

Lo dichiara il deputato PD, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.

“I dati - aggiunge - parlano chiaro. Oltre il 62% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni possiede un account social, spesso creato aggirando le regole; un terzo dei bambini tra i 6 e i 10 anni usa quotidianamente lo smartphone; solo il 30% delle famiglie utilizza strumenti di parental control. Non è più un fenomeno marginale, ma una vera emergenza educativa, sociale ed economica. Le più recenti direttive europee indicano con chiarezza la strada: trasparenza, stop alle pratiche commerciali ingannevoli e predatorie, tutela rafforzata dei minori e principio di ‘protezione per impostazione predefinita’. Non recepirle pienamente significa lasciare i nostri ragazzi esposti a dinamiche assimilabili, in molti casi, a forme di dipendenza e di gioco d’azzardo mascherato. Per questo ho anche presentato alla Camera un disegno di legge specifico, in virtù della mia attività parlamentare sul gioco d'azzardo e riprendendo le scelte fatte dal governo Sanchez, che punta a rafforzare gli strumenti di tutela dei minori nell’ecosistema digitale e a responsabilizzare concretamente le piattaforme. Il governo smetta di nascondersi. Servono scelte chiare e immediate. La salute e il futuro dei nostri giovani - conclude - non possono più aspettare”.

25/03/2026 - 15:59

“Il parere favorevole della commissione Ambiente al DL 19/2026 è un atto di cinismo istituzionale. In un colpo solo si avvelenano i campi, si blindano bonifiche opache, si zittiscono i Sindaci e si affossa l'economia circolare. Non è semplificazione, è Far West normativo”.

Così la deputata e i deputati democratici, Francesca Viggiano, Marco Simiani e Augusto Curti, commentando il via libera della commissione Ambiente a un pacchetto di norme che “rappresenta il più grave arretramento ambientale degli ultimi decenni: dietro la maschera dell'efficienza per il Pnrr, si nasconde un'operazione di smantellamento dei presidi di sicurezza che tutelano i cittadini e il territorio. Il decreto compie un artificio giuridico pericoloso: le soglie di contaminazione per i terreni agricoli non dipenderanno più dall'uso reale del suolo, ma da un timbro sulla carta urbanistica”.

Secondo i deputati democratici “ci troviamo davanti a una follia che ignora sentenze del Consiglio di Stato e del Tar. Un terreno coltivato, se non formalmente registrato come agricolo, potrà contenere veleni oltre i limiti di sicurezza: stanno mettendo a rischio la filiera alimentare italiana”.

Con la modifica all'Art. 242 del Codice dell'Ambiente, i permessi per le bonifiche diventano “assegni in bianco”. Una volta ottenuti, restano validi per anni senza monitoraggi automatici o obblighi di revisione, nonostante i veleni nel sottosuolo si muovano e cambino.

Viggiano, Simiani e Curti sostengono che “la maggioranza ha scelto il silenzio-assenso sulla sicurezza dei siti inquinati. Così si cristallizzano autorizzazioni che diventano inadeguate nel tempo. Il comma 3 è il colpo di grazia alla prevenzione sanitaria locale. Esentare le industrie con autorizzazione ambientale dalla classificazione di ‘insalubri’ significa togliere ai Sindaci il potere di imporre distanze minime o misure di tutela per la popolazione. L’Aia certifica la tecnologia, non la salute delle persone. Confondere i due piani è un errore tecnico grossolano o, peggio, un favore consapevole alle grandi lobby industriali. Il sindaco - concludono - massima autorità sanitaria locale, viene ridotto a uno spettatore muto mentre le fabbriche operano a ridosso delle case”.

 

12/03/2026 - 14:31

"Spiace per l’agitazione di Rizzetto e Mazzetti, ma i fatti parlano chiaro. E stanno a zero. Gli esponenti della destra parlano sulla stampa e organizzano di tanto in tanto qualche passerella ministeriale in città, ma sono sempre stati assenti quando Prato, il distretto, le famiglie chiedevano risposte concrete. Parlano di giustizia e il Tribunale è senza un euro. Parlano di sicurezza e non ci sono nuove forze dell'ordine. Strumentalizzano le alluvioni e famiglie e imprese aspettano ancora rimborsi e ristori. Sulla città di Prato abbiamo presentato oltre 50 atti parlamentari. La destra, nel frattempo, è rimasta spaccata. Il punto vero è un altro: la maggioranza ha sistematicamente bocciato le nostre richieste di intervento - sostegni alla filiera produttiva, aiuti alle imprese e alle famiglie colpite dalle alluvioni. Su interrogazioni precise sullo stato di violenza, illegalità e sfruttamento che colpisce il territorio, molti ministri non hanno ancora risposto, così come sui ritardi ferroviari. Sul caro energia hanno prodotto un DL bollette completamente inefficace per le aziende pratesi, mentre i costi continuano ad aumentare. Più che attaccare l'opposizione, Rizzetto, Mazzetti e la destra, al potere da oltre tre anni, dovrebbero chiedere conto al loro governo delle risposte che mancano. Noi continueremo a portare in Parlamento i problemi della città e a pretendere soluzioni concrete”. Lo dichiarano Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale PD, e Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore reggente del PD Prato.

09/03/2026 - 14:28

“Mentre il prezzo del petrolio torna a salire per le tensioni internazionali dovute all’attacco all’Iran, il nostro Paese continua a non avere un’azione stabilizzatrice che garantisca la sicurezza di cittadini e imprese rispetto al caro carburanti in atto. La tensione geopolitica aumenta, e l’Italia non contrasta i rincari dei carburanti. Per le famiglie italiane i costi sono ormai insostenibili e il governo è immobile. Non si riducono i prezzi alla pompa, non è aumentata la concorrenza e non è si interviene sulle dinamiche che determinano la formazione dei prezzi. Anche sulle accise mobili continua la propaganda del governo. La verità è che la presidente del Consiglio Meloni è inerte mentre servirebbero strumenti automatici e trasparenti per calmierare i prezzi”.

Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo.

 

06/03/2026 - 16:42

"Se sul rigassificatore di Piombino il governo volesse forzare la mano, come peraltro già tentato con il Milleproroghe ed annunciato dal Ministro Pichetto Fratin, allora le compensazioni per il territorio, promesse e mai attuate, devono essere contestuali. Per questo motivo abbiamo presentato un emendamento al Decreto Bollette, attualmente in discussione a Montecitorio, affinché qualsiasi proroga venga obbligatoriamente affiancata dai benefici per i cittadini e le imprese locali. La destra non si azzardi a mantenere il rigassificatore penalizzando ancora una volta la popolazione": così i deputati Pd Marco Simiani, Emiliano Fossi, Simona Bonafè e Laura Boldrini.

"L'emendamento nello specifico contiene disposizioni per il rilancio economico, occupazionale, sociale, ambientale, infrastrutturale e culturale dell’area di Piombino (compresi i comuni del Golfo di Follonica) e la riduzione del prezzo dei costi dell’energia per gli utenti domestici e imprese del territorio. Gli interventi, per cui è previsto uno stanziamento complessivo di circa 870 milioni di euro, verranno definiti da un apposito accordo di programma fra Stato, Regione Toscana ed enti locali interessati e riguarderanno la messa in sicurezza del porto, la bonifica delle aree industriali presenti, lo sviluppo di impianti di fonti rinnovabili, l’ammodernamento delle infrastrutture viarie, la valorizzazione delle aree archeologiche della zona e la realizzazione di un gasdotto per metanizzare l’Isola d’Elba. Altre misure specifiche riguardano la promozione di nuovi investimenti nell’area portuale, con particolare riferimento alla banchina Metinvest, ed ulteriori stanziamenti per la reindustrializzazione per l’area di crisi industriale complessa di Piombino. Il provvedimento prevede inoltre che per imprese e cittadini del comune di Piombino sia concessa una riduzione del 50 per cento dei costi energetici”.

 

27/02/2026 - 15:40

“La maggioranza deve ritirare la proposta di riforma della legge 157/92, il cosiddetto “Ddl sparatutto”, perché fortemente contestato dall'opinione pubblica come dimostrano le oltre 400.000 firme raccolte dalle associazioni di varia natura e considerato anche il recente sondaggio che vede il 59% degli italiani contro la caccia.

Ma non solo, il provvedimento è contestato anche da voci nella stessa maggioranza, come quelle di Noi Moderati, che annunciano un voto contrario. La riforma è stata scritta in una logica chiaramente corporativa, clientelare, elettorale a favore di produttori di armi e munizioni e si fa beffe della Costituzione e del fatto che la fauna selvatica sia patrimonio indisponibile dello Stato consentendo una caccia selvaggia, sempre più “a scopo di lucro” e consumistica, a discapito di tutte le altre attività economiche nella natura.

Inoltre, un ennesimo segnale di allarme che questo governo dovrebbe cogliere, è il rinvio alla Corte costituzionale da parte del Consiglio di Stato per una impropria e potenzialmente rischiosa incostituzionalità del CTFVN Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, di fatto un comitato venatorio di comodo del Ministro e delle lobby armiero-venatorie che, nell’esprimere i pareri vincolanti sui calendari venatori, dimostra di agire in chiave antiscientifica legittimando una prassi antidemocratica.

Proponiamo ai parlamentari e alle parlamentari sensibili alla tutela della natura di dare vita immediatamente ad un osservatorio sulle norme che calpestano biodiversità, il benessere animale, l’ambiente, la sicurezza delle persone e impediscono e danneggiano lo sviluppo di tutte le altre attività economiche che si basano sulla natura, anche attivando una regia per presentare interrogazioni e provvedimenti legislativi.

Infine, riteniamo doveroso ricordare che, proprio sulla tutela ambientale e del benessere animale, il ruolo e l'autonomia della magistratura hanno fatto storicamente argine, in Italia e nel mondo, allo sfruttamento delle risorse ambientali, naturali e degli animali, ed è per questo che lobby e produttori senza scrupoli che sostengono il governo italiano vedono nella magistratura il pericolo alla loro sopravvivenza al potere. Un altro motivo per votare No al Referendum sulla giustizia”. Lo dichiarano in una nota congiunta, le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino, invitando a votare NO al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.

 

26/02/2026 - 19:20

“Nel testo del Dl sicurezza è grave la totale assenza del trasporto pubblico locale e del trasporto aereo. Nel settore dei trasporti servono interventi in grado di garantire la sicurezza come diritto fondamentale per tutte le lavoratrici e i lavoratori, dobbiamo puntare sulla prevenzione oltre che sulla repressione, garantire il presidio umano stabile delle stazioni, tecnologie per la sicurezza, diritto di autotutela del personale, formazione e cultura della sicurezza, oltre al rafforzamento normativo delle tutele legali, assicurative e psicologiche dei lavoratori, come indicato dal manifesto per la sicurezza ferroviaria presentato unitariamente dai sindacati del settore ferroviario nell’audizione in Parlamento del 5 febbraio. Su questi punti specifici siamo pronti al confronto con il Governo, nell’interesse di tutte le lavoratrici e i lavoratori in prima linea ogni giorno per garantire il diritto alla mobilità e di tutti i cittadini. Questa riflessione non può e non deve limitarsi a singoli interventi spot ma garantire un’azione di sistema più ampia che deve necessariamente riguardare anche le lavoratrici e i lavoratori del TPL, a partire dall’ascolto delle loro istanze, per questo abbiamo chiesto che anche i sindacati del settore possano essere auditi al più presto. L’esclusione del TPL da tutte le misure previste nel testo del dl sicurezza, nonostante il lavoro portato avanti unitariamente da sindacati e parti datoriali in attuazione del protocollo per la sicurezza, è un segnale grave. Il Governo non può continuare a ignorare le continue aggressioni e il pericolo che subiscono ogni giorno oltre 110 mila autoferrotranvieri e internavigatori e il personale del trasporto aereo a cui devono essere garantite le stesse tutele dei loro colleghi ferrovieri”
Lo dichiarano in una nota il senatore e responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture Pd, Antonio Misiani e il deputato dem e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu.

 

 

25/02/2026 - 18:37

“Oggi il Ministro Piantedosi utilizza i canali social per annunciare un bando per ispettori superiori della polizia. E prova a vendere la cosa come se fosse un aumento straordinario degli organici.
Peccato che in realtà si tratta solo di posti  per chi è già nelle forze dell’ordine. Niente di più che ordinaria amministrazione, nessun nuovo agente arriverà sulle strade.
E non a caso il Ministro dell'Interno lo fa proprio il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sicurezza, che non contiene il tanto richiesto piano straordinario di assunzioni per le forze di polizia. Siamo al gioco delle tre carte, ai trucchetti di bassa lega per nascondere la realtà: con il Governo Meloni, gli agenti di polizia diminuiscono di ameno 1.000 all'anno, non aumentano di certo, e la sicurezza dei cittadini resta indietro.”
Così Matteo Mauri, deputato e responsabile sicurezza del Pd.

25/02/2026 - 18:00

“Questo ennesimo decreto Sicurezza non affronta i problemi reali del Paese e non dà alcuna risposta concreta alle legittime richieste dei cittadini e dei territori. Sono misure esclusivamente propagandistiche, pensate per strizzare l’occhio a chi è allergico al dissenso. La verità è che al di là degli annunci di Meloni, Salvini e Piantedosi, non esiste alcun piano straordinario di assunzioni nelle forze di polizia né un rafforzamento strutturale degli organici. Il risultato è paradossale: da quando la destra è al governo, ogni anno perdiamo almeno mille agenti della Polizia a causa dei pensionamenti, di una gestione inefficace del turn over e della mancanza di investimenti nelle scuole di Polizia”.
Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico. “Le misure messe in campo sono gravemente insufficienti e non sono in grado di rimediare ai drammatici tagli che le manovre del governo hanno apportato alle politiche sociali dei Comuni. Sindaci e amministratori locali denunciano una progressiva riduzione di fondi e dei presìdi di sicurezza, mentre agli uomini e alle donne in divisa si chiedono sempre più compiti senza garantire adeguate assunzioni, mezzi, risorse economiche e valorizzazione salariale. Non si può continuare a pretendere di più da chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese senza investire davvero sulle risorse umane e materiali necessarie. La sicurezza non si costruisce con la propaganda, ma con scelte strutturali, programmazione e investimenti seri” conclude Mauri.

Pagine