“Gli eventi storici di questi mesi ci pongono nelle condizioni, senza indugi, di condannare Hamas per i terribili attacchi del 7 ottobre, da cui è scaturita la legittima difesa di Israele. Tuttavia, è essenziale sottolineare che la difesa, benché necessaria, deve avvenire nel pieno rispetto del diritto internazionale”.
Così il capogruppo democratico in commissione difesa alla Camera, Stefano Graziano nel suo intervento in aula sulle mozioni sul Medioriente.
“Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a una tragedia umanitaria che si sta consumando a pochi passi dal continente europeo, come evidenziano i dati e i numeri: attualmente, si contano 25.000 morti a Gaza, e il 70% delle vittime sono donne e bambine. Questa emergenza umanitaria richiede un intervento immediato e urgente.
L'instabilità nella regione del Medio Oriente ci tocca profondamente, e se non affrontiamo questo problema come continente, come Europa, rischiamo un'escalation ancora più drammatica in quei territori. Dopo 70 anni di pace, l'Europa si trova al centro di conflitti come quelli tra Russia e Ucraina, Palestina e Israele, Serbia e Kosovo. Il tema umanitario deve essere affrontato con unità. Non possiamo permetterci divisioni di fronte a una catastrofe umanitaria di questa portata.
La mozione deve sostenere con forza e determinazione, a tutti i livelli e in tutte le sedi, il cessate il fuoco a Gaza (in conformità con le Nazioni Unite), sostenere l'Europa per una de-escalation delle tensioni in Medio Oriente e il riconoscimento del popolo palestinese”.
Perché la storia non si trasformi in tragedia occorre tenere viva la memoria, non oscurare il dolore e non banalizzare il male. Oggi a Como, per non dimenticare.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Nel decreto legge Milleproroghe il Governo Meloni aumenta le tariffe autostradali senza motivate ragioni legate alla verifica del rispetto degli investimenti previsti dalle convenzioni con i concessionari.
Per questo come gruppo del Pd abbiamo chiesto con diversi emendamenti di non applicare gli aumenti, ma di verificarne la fattibilità solo al momento della scadenza dei piani economico finanziari e dei rendiconti sugli investimenti come previsto dalla normativa vigente. Abbiamo chiesto al Mit e alla Autorità di regolazione (Art) di verificare che l’aumento delle tariffe non sia automatica. Quanto proposto è grave perché dimostra che la tragedia di Genova non ha insegnato nulla e che la sudditanza al potere dei concessionari è dura a morire”.
Così i deputati democratici della commissione Trasporti, Roberto Morassut (vicepresidente) e Anthony Barbagallo (capogruppo Pd).
Dichiarazione di Federico Gianassi, capogruppo Pd commissione Giustizia della Camera
"La vicenda dello sparo alla festa di fine anno a cui hanno partecipato il sottosegretario Delmastro, la sindaca di Fdi e sorella di Delmastro e il deputato di FdI Pozzolo , che si è presentato armato e che poteva sfociare in tragedia, offre la dimensione del livello della squadra che governa il nostro paese. Mentre tutte le istituzioni nei giorni prima di capodanno si impegnano con incessanti campagne comunicative a prevenire tragedie per botti e armi, nella festa con i dirigenti di fratelli d’Italia partecipa un parlamentare della Repubblica armato e vengono sparati colpi da arma da fuoco. In attesa di capire quali provvedimenti urgenti a tutela della sicurezza collettività saranno presi dalle autorità competenti su questa incresciosa vicenda, la Premier Meloni non può trincerarsi ancora una volta nel silenzio per difendere i suoi uomini. Con questo silenzio Meloni antepone gli interessi del suo partito a quelli del Paese che richiedono uomini all’altezza dei compiti assegnati. Ma questo fatto, che si somma ai precedenti, dimostra con tutta evidenza che non è così”. È quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia di Montecitorio Federico Gianassi.
Siamo allibiti e senza parole. Com'è possibile che un deputato di FdI partecipi con una pistola ad un veglione di capodanno insieme al sottosegretario alla giustizia Delmastro e si sfiori la tragedia per un colpo partito da quella pistola? Pretendiamo spiegazioni immediate.
Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“Dobbiamo trasformare la tragedia in una spinta per il cambiamento”. Sono le parole che abbiamo ascoltato ieri a Padova da Gino Cecchettin. Lo ha detto anche a noi che siamo parte delle istituzioni e abbiamo il potere di creare le condizioni per il cambiamento. Il PD ha ottenuto la formazione degli operatori nella nuova legge a contrasto della violenza sulle donne: ma la norma è senza risorse e la Ministra si era impegnata a trovarle. Perciò le abbiamo chiesto oggi quali iniziative siano state adottate o abbia intenzione di adottare per finanziare la formazione degli operatori e sostenere i centri antiviolenza". Lo ha detto in Aula la vice presidente del Gruppo Pd Valentina Ghio, illustrando il question time alla ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità. "
Nella replica la deputata Sara Ferrari, capogruppo PD in commissione femminicidio, si è detta insoddisfatta “perché ci sarebbe piaciuto dire oggi al padre di Giulia che non ci saremmo accontentati dei soldi che già ci sono. Ci sarebbe piaciuto sentire dal governo che avrebbe colto l'occasione per un passo ulteriore, invece di chiedere ai vari settori dello stato di provvedere con proprie risorse alla formazione specifica del personale e dei magistrati, sottraendola necessariamente ad altri servizi e strumenti per le donne. Significa non rispettare l’impegno che Roccella stressa ha assunto quando abbiamo approvato all’unanimità la nuova legge, che risulta vana nel rafforzare le misure cautelari, se tutti gli operatori e quelli della giustizia non sono preparati sulla specificità del fenomeno della violenza, non sanno riconoscerla e compiere una corretta valutazione del rischio, che possa evitare di piangere anche l'anno prossimo altre cento donne uccise e contare altri cento assassini”.
“Trasformare questa tragedia in una spinta per il cambiamento”
La delegazione del Partito Democratico al funerale di Giulia Cecchettin, composta dalle deputate Sara Ferrari, capogruppo in commissione femminicidio e Valentina Ghio, vicecapogruppo PD alla Camera, insieme al responsabile diritti della segretaria nazionale Alessandro Zan e al senatore Andrea Martella, dichiara il proprio impegno e la disponibilità a cercare la massima condivisione possibile dentro il Parlamento, per rendere reale l’auspicio espresso oggi dal padre di Giulia Cecchettin nel suo discorso durante la cerimonia funebre. “Alle istituzioni politiche chiedo di mettere da parte le differenze ideologiche per affrontare unitariamente il flagello della violenza di genere. Abbiamo bisogno di leggi e programmi educativi mirati a prevenire la violenza, a proteggere le vittime e a garantire che i colpevoli siano chiamati a rispondere delle loro azioni” ha detto. “Si è appena aperto alla Camera il percorso per una legge sull’educazione all’affettività e alla parità nelle scuole, noi siamo pronti al confronto costruttivo e al massimo dialogo per trovare soluzioni condivise che siano permanenti dentro i programmi scolastici, per cambiare la cultura e costruire rapporti uomo-donna corretti e rispettosi” annunciano i parlamentari dem, che aggiungono “preferiamo ignorare invece i commenti indegni emersi in queste ore".
"In Italia nel 2022 ci sono stati oltre 165 mila scontri stradali: ogni giorno 9 morti, 612 feriti e 48 investimenti di pedoni. Oggi nella giornata dedicata a tutte le #vittimedellastrada in Piazza a Roma alle 11 a Via dei Fori Imperiali e in tutta Italia per onorare il ricordo di chi ha perso la vita in tragedie quotidiane che dobbiamo smettere di chiamare incidenti perché nella quasi totalità dei casi sono violenze che si sarebbero potute evitare con maggiore attenzione alla guida sicura, minore velocità, attività di prevenzione, formazione, informazione e controlli più efficaci. Oggi e sempre al fianco delle famiglie delle vittime e di tutte le persone che si battono ogni giorno per scrivere nuove regole che rendano la strada #sicurapertutti rinnovando l’impegno nelle istituzioni a fermare questo bollettino di guerra attraverso le proposte di legge che abbiamo scritto insieme alle associazioni e depositato in Parlamento”. Lo scrive su X il deputato dem Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
"Nel nostro paese in 48 ore si sono verificati 73 eventi estremi: in Italia circa 11 milioni di persone sono a rischio alluvione e frane e chi continua a negare che siano in corso mutamenti climatici che mettono a rischio la vita dei cittadini è moralmente colpevole dei disastri": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"Oggi ricorre l'anniversario dell'alluvione di Firenze e la Maremma: nel 1966 si verificò una tempesta perfetta ed un evento meteorologico straordinario che unito all’assenza di un sistema moderno di monitoraggio e di soccorso ha portato alla tragedia che tutti ricordiamo. Da quell'evento in questi decenni abbiamo imparato molto, creando la Protezione Civile, le autorità di bacino dei fiumi ed intervenendo per limitare le conseguenze disastrose del maltempo. Il surriscaldamento globale sta però compromettendo questi interventi limitandone gli effetti e mettendo a rischio zone del paese sempre più numerose. Proprio quando occorreva investire di più e meglio in prevenzione, anche grazie ai finanziamenti del Pnrr, il governo Meloni non solo non ha messo risorse nella Legge di Bilancio ma ha di fatto cancellato 1 miliardo e 300 milioni di euro di progetti contro il dissesto idrogeologico soprattutto per i territori fragili. La destra ha trovato il tempo per stravolgere la Costituzione con la riforma del Premierato e le risorse per il Ponte sullo Stretto dimenticando colpevolmente la prevenzione contro i disastri ambientali, alimentando addirittura il negazionismo contro i mutamenti climatici. Le tragedie degli ultimi mesi di Marche, Emilia Romagna e Toscana sono un monito per questa maggioranza incapace e pericolosa": conclude Marco Simiani.
"Mentre in Toscana siamo ancora in piena emergenza, dove purtroppo si contano non solo i danni ma i morti e mentre il Governatore Giani è in stretto contatto con i sindaci, il governo e il ministro Musumeci per far fronte ad una situazione gravissima ed insostenibile, ci sono alcuni esponenti politici di primo piano di Forza Italia che cercano disperatamente visibilità politica strumentalizzando la tragedia. Da questi personaggi politici ci aspettiamo adesso la stessa reattività ed almeno il pieno sostegno agli emendamenti che presenteremo alla Legge di Bilancio per stanziare risorse adeguate per i danni e per sostenere immediatamente famiglie che hanno perso tutto. A questa ricerca di protagonismo non c'è proprio limite". Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente.
“Noi qui nel dibattito parlamentare abbiamo espresso delle posizioni, l’Italia è andata al Consiglio europeo che ha espresso delle posizioni e l’Europa, e questa è una pagina triste, due giorni dopo nell’assemblea generale dll’Onu si è divisa in maniera molto fragorosa. Ma dato che c’era il presupposto del nostro dibattito, quello di avere una posizione diplomatica non solo per la finalità di due popoli per due stati ma per intervenire in quello che è successo dopo l’orrore del 7 ottobre, noi chiediamo un’informativa del governo con l’audizione del ministro degli Affari esteri Tajani per spiegare questi passaggi e capire cosa succederà nei prossimi giorni. Il ministro della Difesa, ad esempio, ha annunciato l’invio di navi militari nel Mediterraneo. Inoltre, mi spiace dirlo, perché noi siamo un’opposizione che ha dei principi solidi, ma sappiamo anche usare bene le parole, quando il ministro degli Affari esteri, commentando quello che abbiamo detto noi sul voto dell’Onu, ha detto che abbiamo fatto propaganda politica, bene allora siamo proprio fuori da un altro film, non è questa la realtà. Qui nessuno di noi fa propaganda politica. Il Pd di fronte a questa tragedia è lontano dalla propaganda politica. Per rispetto del Parlamento e della democrazia parlamentare è giusto che il governo sia presente in maniera continuativa e non usi queste espressioni che sono tipiche della politichetta italiana. E’ giusto che il governo spieghi i suoi atti, come quello del ministro della Difesa, ed anche quello di alcuni nostri partner europei. Dobbiamo cercare di capire quali sono gli spazi per due obiettivi: liberare gli ostaggi e salvare le vite dei civili innocenti sotto i bombardamenti”.
Lo ha detto intervenendo in Aula il capogruppo del Pd in commissione Esteri alla Camera, Enzo Amendola.
“Di nuovo un gravissimo episodio ai danni di un operatore delle ferrovie lungo la tratta Roma-Lido che solo per un puro caso non si è trasformata in una vera e propria tragedia. Insieme al vicepresidente della Commissione Trasporti Roberto Morassut, al capogruppo Anthony Barbagallo, e alle colleghe parlamentari Ouidad Bakkali e Valentina Ghio esprimiamo la nostra totale vicinanza al lavoratore e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno subiscono aggressioni verbali e fisiche nell’esercizio del proprio dovere. A seguito di questa ennesima violenza abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere al governo di intervenire immediatamente per rafforzare la sicurezza per tutto il personale del frontline. Come abbiamo indicato chiaramente, anche attraverso la nostra risoluzione in discussione in commissione, ormai la situazione del trasporto pubblico locale è critica e necessita immediatamente di maggiori finanziamenti nazionali, che possono essere garantiti dalle maggiori entrate ottenute tramite l’Iva per effetto dei rincari sul carburante.
Così Andrea Casu, deputato dem e primo firmatario della Risoluzione PD per il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale.
Prendersi cura dell’ambiente affinché mai più si ripetano tragedie come quella del Vajont, con le 1910 vite spezzate e intere comunità cancellate dalla geografia locale. Facciamo nostre le parole del presidente Mattarella in occasione del 60° anniversario che ci spronano a mettere in sicurezza il nostro territorio, a non far prevalere le ragioni del profitto dell’uomo su quelle della tutela delle persone e del rispetto dell’ambiente. Proteggere e rispettare la natura con una legislazione mirata ed attenta alle diversità del paese, è un dovere della politica e delle istituzioni. Ed è una questione di giustizia perché a pagare non siamo sempre i più fragili.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Siamo di fronte alla ennesima tragedia sul lavoro che colpisce la nostra città e la nostra Regione. Occorre una necessaria presa di coscienza da parte di tutte le istituzioni preposte. Per questo abbiamo condiviso con la presidente della commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro e sulla tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro Chiara Gribaudo, che presto si possa svolgere proprio in Campania una missione di questo organismo parlamentare per alzare il livello di attenzione su questa drammatica emergenza.
Così i deputati dem Marco Sarracino, responsabile Pd per la Coesione territoriale, e Arturo Scotto capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
“Facciamo fatica a comprendere le parole della ministra del Lavoro. Vediamo solo uno scaricabarile dinnanzi ad una verità fattuale: mentre avvengono nei luoghi di lavoro grandi tragedie, Marina Calderone ha allargato i subappalti a cascata. La bozza di accordo con le Regioni che prevede il taglio delle ore di formazione sulla sicurezza, peraltro non discussa neanche in Conferenza Stato-Regioni, sta circolando mentre è lei la ministra. Si tratta di una scelta che danneggia le lavoratrici e i lavoratori e testimonia il fatto che il governo non ha alcuna volontà di agire concretamente per contrastare le morti sul lavoro. L’esecutivo non manda alcun segnale che vada nella direzione di attuare una strategia nazionale di contrasto. Mentre la sicurezza dovrebbe essere in cima alle priorità, come ci ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.
Lo ha detto la deputata dem e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo, replicando in Aula alla ministra Marina Calderone nel corso del Question time alla Camera. Nell’illustrazione Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd, aveva chiesto al governo di “rivedere e correggere la bozza di accordo con le Regioni, non solo per non pregiudicare il livello di formazione dei lavoratori, ma per renderla sempre più appropriata e al passo con l’evoluzione della ricerca scientifica e tecnologica”.