Dichiarazione di Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali
“In una manovra iniqua, ingiusta, che si accanisce sulle persone più deboli, siamo riusciti ad approvare una misura in totale controtendenza di cui sono particolarmente orgoglioso: il reddito alimentare”. Così Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali e primo firmatario dell’emendamento che ha introdotto nella legge di bilancio il reddito alimentare.
“600mila bambini, 3 milioni di italiani sono così poveri da dover ricorrere a mense o pacchi alimentari. E di fronte di questa tragedia, vi sono 200mila tonnellate di cibo che viene buttato nell’immondizia perché invenduto o perché non più utile al mercato. Questa norma permetterà, in collaborazione con comuni e terzo settore, di non sprecare cibo e farlo avere a chi ne ha bisogno. Ci siamo battuti con forza per introdurre norme a favore delle persone più bisognose in una manovra che si accanisce contro di loro”. Ha concluso Furfaro.
Le parlamentari del Gruppo Partito Democratico - Italia democratica e progressista di Camera e Senato hanno presentato, sulla legge di bilancio, una serie di proposte concrete e il rifinanziamento di misure per promuovere le pari opportunità, per migliorare una manovra del governo che sulle donne ha un segno regressivo, discrimina tra madri e non madri e non tutela la qualità del lavoro femminile. Il “pacchetto donne” delle democratiche prevede: la conferma di Opzione donna come vigente, i congedi parentali paritari per madre e padre, l’integrazione del finanziamento al Fondo pari opportunità e delle misure di contrasto alla violenza sulle donne – in particolare, reddito di libertà, formazione e informazione, estensione a 6 mesi per i congedi lavorativi e sostegno ai Centri antiviolenza - il rifinanziamento del Fondo per l’imprenditoria femminile, il finanziamento dello screening sul tumore al seno e l’acquisto di nuove apparecchiature, il finanziamento della legge sulla parità salariale, gli sgravi fiscali per le imprese che assumono donne con contratti di qualità e le borse di studio universitarie Stem per ragazze.
“Una Legge di bilancio che penalizza l’ambiente, i territori fragili, la mobilità sostenibile, la transizione ecologica e lo sviluppo delle rinnovabili”. Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente in merito alla discussione del provvedimento a Montecitorio.
“Nonostante le recenti tragedie - conclude Simiani - non ci sono interventi significativi contro il dissesto idrogeologico. Nonostante la crisi energetica mancano misure efficaci per promuovere l’autoconsumo da fonti pulite e le comunità energetiche e nonostante gli impegni presi a livello internazionale contro i cambiamenti climatici sono ancora presenti i sussidi ambientalmente dannosi. Le risorse per la gestione idriche sono marginali, il superbonus è stato accantonato e non vi è nessun nuovo stanziamento per la salvaguardia dei parchi e delle aree protette. E’ purtroppo evidente che le politiche ambientali e lo stesso ministero verranno rilegati ad un ruolo marginale. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin è evidentemente un ministro senza portafoglio”.
“Accelerare la messa in sicurezza del territorio, procedere con una legge contro il consumo di suolo e approvare al più presto il piano nazionale di adattamento climatico. Ma soprattutto utilizzare la prossima Legge di bilancio per destinare tutte le risorse a disposizione del Parlamento a rafforzare la prevenzione del dissesto idrogeologico, ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici e dedicare cura al territorio, evitando di disperderle in opere inutili e dannose. Incalzeremo il governo perché il tema del clima, della difesa del territorio, della manutenzione diventi una priorità per evitare altre tragedie come quella di Casamicciola. Ma soprattutto metteremo in campo ogni azione per scongiurare nuovi condoni edilizi. Preoccupano infatti le parole e le ambiguità del ministro perché non esiste un ‘abusivismo leggero’. Preoccupa perché le forze politiche che sostengono l’attuale governo sono state protagoniste in passato di condoni gravissimi, che precedono quello del 2018 che estese proprio a Ischia le norme del condono più permissivo di sempre. Chiediamo di garantire ai sindaci e ai prefetti strumenti e risorse per attuare i piani di salvaguardia e abbattere ciò che non poteva e non doveva essere costruito, per sbloccare le procedure di esproprio e per mettere davvero in sicurezza un territorio fragile come il nostro”.
Cosi la deputata del Pd, Chiara Braga, intervenendo a nome del Gruppo durante l’informativa del ministro Musumeci sulla tragedia di Ischia.
“La tragedia che sta vivendo la popolazione di Ischia conferma l'esigenza di contrastare ogni forma di condono edilizio e di dare al Paese una normativa nazionale sul consumo di suolo, che tenga insieme l'aspetto parallelo della riqualificazione dell'esistente, del quadro europeo e del riparto di competenze tra Stato e regioni. Chiediamo al ministro Pichetto Fratin se intenda promuovere e sostenere l'adozione di una normativa efficace per il contenimento del consumo di suolo che consenta di raggiungere l'obiettivo di «consumo di suolo zero al 2050» e quali iniziative intenda adottare per aggiornare e approvare senza indugi il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”. Così il capogruppo dem in commissione Ambiente, Marco Simiani, nel corso del Question time alla Camera al ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica.
Nella replica a Pichetto Fratin, il vicepresidente della commissione Trasporti Roberto Morassut si è detto “del tutto insoddisfatto della risposta del ministro, del resto nella relazione sulle linee programmatiche del suo governo la presidente Meloni ha completamente disatteso la conoscenza stessa di un fenomeno che ormi riveste un’importantissima rilevanza sociale per il nostro territorio, il tema del dissesto idrogeologico. C’è voluta l’ennesima tragedia di Ischia e prima ancora delle Marche a ricordarci che il nostro Paese è estremamente fragile. Dispiace che nella replica del ministro non ci sia alcun riferimento al primo decreto Semplificazioni per il Pnrr, che ha introdotto misure di accelerazione e soprattutto di potenziamento degli enti locali, che sono la prima frontiera per affrontare le opere di prevenzione, e che allo stato attuale risultano disattese se non del tutto ignorate da questo governo. Sul tema del consumo del suolo, non occorre solo stanziare dei fondi che purtroppo sono sempre molto pochi, ma finalmente portare a termine un lavoro che il Parlamento aveva impostato e dare così dopo 80 anni delle norme nuove alla rigenerazione urbana di questo Paese. Anche da questo punto di vista, non c’è nessuna traccia nelle linee programmatiche della presidente Meloni, per questo il nostro giudizio non può che essere del tutto negativo”.
“La guerra scatenata dalla Federazione russa contro l’Ucraina in maniera ingiustificata e illegale non è un conflitto tra due Stati, ma una guerra di aggressione, un’invasione violenta, in cui gli attacchi che si stanno susseguendo in queste ore, in questi giorni, non distinguono tra obiettivi militari e civili ucraini. La strategia politica russa è imperniata sulla logica di potenza. Il Partito democratico non ha oggi bisogno di capriole o di abiure. Per noi è sempre stata netta in questi nove mesi la richiesta di un cessate il fuoco e l'avvio di un negoziato, presupposto immancabile per una conferenza di pace. E’ un’urgenza soprattutto per coloro che sono dovuti scappare dal proprio Paese. Non vedo nessuna contraddizione fra questa aspirazione e le scelte fatte con l'aiuto economico, umanitario e di difesa del popolo ucraino, poiché senza quello sforzo europeo e degli alleati della Nato non saremmo qui a dibattere di negoziati e di come avviarli”.
Così il capogruppo dem in commissione Esteri alla Camera, Vincenzo Amendola, nella dichiarazione di voto in Aula sulle mozioni concernenti iniziative in relazione al conflitto tra Russia e Ucraina.
“Il sentimento profondo di pace e disarmo - ha aggiunto - non è un tema sconosciuto nel nostro Paese, anche per le tragedie che abbiamo vissuto, come testimonia la manifestazione dello scorso 5 novembre e le personalità che hanno sempre lavorato per la pace. Purtroppo ad oggi la sciagurata avventura militare russa non ha mai concepito una mediazione, perché questa non soddisfa le sue mire. Magari avessimo potuto con un tratto di penna negoziale cambiare la fase del conflitto. Aiutare chi è sotto il fuoco non vuol dire volere la guerra ad oltranza. Il negoziato che noi auspichiamo non può però rimuovere i principi che noi tutti difendiamo, non a caso si cita l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Qualunque cosa decidessimo qui oggi, con la calma della razionalità politica, dobbiamo essere comunque coscienti che ci sono valori insopprimibili, come l’indipendenza e la libertà, che non aspettano nessuna autorizzazione e nessuna analisi geopolitica. Oggi per fermare la guerra ci vuole una visione salda, testardaggine diplomatica per riaprire la via negoziale al cessate il fuoco, ma fermezza nei principi di chi è aggredito. Servirà l’Unione europea, certo. Seppure fragile, ancora in costruzione, comunque l’Ue è la nostra comunità di destino. In questa guerra - ha concluso - teniamocela stretta e continuiamo tutti insieme a costruire una politica differente”.
“Rinnoviamo oggi il cordoglio per le vittime e la nostra riconoscenza a quanti sono impegnati nei soccorsi e nell’assistenza alla popolazione colpita. Una tragedia che ci obbliga a ricordare come il nostro sia un paese fragile, segnato dal dissesto idrogeologico, da un consumo di suolo dissennato, dall’abusivismo edilizio. Sosterremo in questa fase tutte le iniziative che hanno l’obiettivo di aiutare i cittadini del territorio colpito. Non possiamo però dimenticare a questo proposito quanto sia stata sbagliata e dannosa la scelta del condono fatta nel 2018 dal primo governo Conte e supportata dal Movimento 5s e dalla Lega, con il voto favorevole di Fratelli d’Italia e l’astensione di Forza Italia. Ne va dimenticato come il gruppo del Partito democratico abbia combattuto, spesso solo, in Parlamento per evitarla e votato contro l’intero provvedimento proprio per la presenza nello stesso del condono edilizio. I goffi tentativi di negare la gravità di quell’errore lasciano sconcertati. Quello fu un condono vero e proprio, fatto passare con l’argomento inaccettabile che bisognava fare presto per il ponte di Genova.
Con l’articolo 25 del decreto del 2018 si stabilì infatti che tutte le pratiche di condono pendenti dovessero essere evase nei successivi sei mesi, applicando esclusivamente le norme del condono del 1985, il condono Craxi Nicolazzi. Ciò consentiva di sanare migliaia di abusi edilizi mai sanati e che sarebbero stati insanabili per i condoni successivi. Significava sanare abusi realizzati in aree a rischio idrogeologico, con la beffa di finanziare con risorse pubbliche dei cittadini italiani la ricostruzione di immobili abusivi anche in aree pericolose ed anche a beneficio di soggetti condannati in via definitiva per reati di stampo mafioso, esclusi invece ad esempio dal condono del 2003. L’effetto fu l’applicazione impropria proprio a Ischia del condono più permissivo di sempre con il blocco di tutte le pratiche di abbattimento degli immobili abusivi. Questa la semplice verità.
La nostra speranza, ora, è che dopo questa tragedia, l’indignazione generale aiuti ad approvare finalmente la legge contro il consumo di suolo, ad attuare il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, e a contrastare ogni nuovo condono dando invece strumenti e risorse a sindaci e prefetti per abbattere gli immobili abusivi. Solo così potremo evitare nuove catastrofi e di sopportare nuovi lutti”.
Lo dichiarano la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani e la deputata Chiara Braga, responsabile transizione ecologica Pd.
"Oltre alle risorse per la ricostruzione è necessario un progetto organico sulla sicurezza delle abitazioni e delle infrastrutture di Ischia. Le terribili tragedie ormai cicliche degli ultimi anni impongono un intervento diretto dello Stato finalizzato non solo alla fase emergenziale ma anche alla prevenzione di ulteriori catastrofi. È evidente che i rischi legati al dissesto idrogeologico rappresentano oggi un pericolo costante per i cittadini dell'isola": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Dolore e vicinanza alle famiglie e alle comunità colpite dall'alluvione ad Ischia. Le notizie e le immagini provenienti da Casamicciola sono drammatiche. Seguiamo con grande preoccupazione le ricerche dei numerosi dispersi. Abitazioni ed edifici sono stati travolti da fango e detriti: un'enorme tragedia. Ancora una volta ci troviamo di fronte a una catastrofe che ci pone la necessità improcrastinabile di avviare un piano straordinario per mettere in sicurezza il nostro territorio così fragile. Un sentito ringraziamento a quanti, soccorritori, protezione civile, vigili del fuoco e forze dell’ordine, stanno lavorando incessantemente per rintracciare i dispersi e assistere la popolazione colpita".
Lo ha dichiarato in una nota l’onorevole Piero De Luca, Vicecapogruppo Dem alla Camera dei Deputati
"Ancora donne vittime di femminicidio. Ogni giorno. Tutti i giorni. Per sradicare questa barbarie occorre fare di più, agire sull’educazione, la prevenzione, il contrasto. Rafforzare i percorsi già individuati, adottare nuovi strumenti, tutelare chi denuncia, proteggere i figli. Molto importanti i risultati della Commissione sul femminicidio istituita nella passata legislatura in Senato e guidata dalla senatrice Valeria Valente per indagare sulle cause di questa tragedia e indicare vie e mezzi per combatterla: una strada che può essere ripresa, in questa legislatura, dando vita ad una Commissione Bicamerale. Chiederemo a tutti i gruppi parlamentari di sostenere questa proposta nella convinzione che occorra compiere ogni sforzo per porre fine a una violenza che uccide una donna ogni 3 giorni".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
Dichiarazione di Elly Schlein deputata del Gruppo Pd- Italia democratica e progressista
In ventiquattr’ore altre quattro persone sono uscite di casa per andare a lavorare e non ci sono più tornate. Non è accettabile.
Un operaio di 41 anni è morto colpito dal gancio di una gru mentre lavorava nell’area portuale di Ortona.
Mustapha El Miski, 41 anni, è rimasto schiacciato da due tonnellate di acciaio a La Loggia (Torino) e Francesco Petito, 49 anni, è precipitato da un tetto mentre stava eseguendo dei lavori in un cantiere nel casertano.
Nicoletta Palladini, 50 anni, è morta incastrata tra un nastro trasportatore e una macchina porta bancali in una vetreria a Borgonovo (Piacenza). Oggi dalle 14 continuerà il presidio dei sindacati a cui do piena solidarietà e vicinanza, che già ieri hanno avanzato richieste che devono trovare ascolto nelle istituzioni. Il primo pensiero di vicinanza va alle famiglie delle vittime e ai loro colleghi e amici.
Sulle singole dinamiche sono in corso le indagini, però davanti a questa tragedia quotidiana non si può parlare di incidenti, perché non sono dovuti al caso ma al disinvestimento costante che abbiamo visto negli anni di crisi sulla sicurezza sul lavoro, sia in termini di dispositivi e tecnologie che di controlli, ma anche di formazione e cultura del lavoro sicuro.
Serve con urgenza un piano di investimenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e va affrontata concretamente la carenza di personale ispettivo, anche oggetto di una vertenza degli idonei che hanno passato il concorso ma non sono stati ancora assunti. Ci sono persone già pronte e formate per consentire controlli più efficaci e capillari.
Ma è chiaro che tutto questo sia strettamente legato alla battaglia contro la precarietà dilagante, che rende ricattabili lavoratrici e lavoratori e li costringe ad accettare condizioni di lavoro senza tutele adeguate.
Nelle aule parlamentari ci batteremo in questa direzione, ma il governo non può girarsi dall’altra parte, colpendo ogni giorno con beceri provvedimenti identitari le persone più fragili, e senza affrontare le urgenze di un lavoro sempre più povero, precario e insicuro.
Lo dichiara la deputata Elly Schlein, del Gruppo Pd-Italia Democratica e progressista
“Ieri la Presidente Meloni, nel suo discorso di insediamento, ha dato una dimensione di quanto il tema della sicurezza sul lavoro sia per loro marginale e secondario, tanto da non meritare più di qualche minuto su 70 di propaganda, rilanci e buone intenzioni, senza lo straccio di una proposta concreta”. Lo afferma la deputata del PD Chiara Gribaudo, che ha depositato alla Camera una proposta di delibera per l’istituzione di una commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro. I dati INAIL di quest'anno registrano un aumento del 43% degli infortuni sul lavoro nei primi sei mesi del 2022 rispetto all'anno precedente, con una media di 3 morti al giorno. Con l'allentamento delle misure restrittive del Covid e la ripresa dell'economia il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro torna centrale nel dibattito pubblico.
“Se tutti concordiamo sull'importanza di porre fine alla tragedia degli incidenti sul lavoro, allora chiedo uno sforzo a tutte le forze politiche su questo tema affinché si approvi in tempi rapidissimi l’istituzione di una Commissione d’inchiesta, uno strumento che possa monitorare e studiare in maniera approfondita le cause dell’aumento degli infortuni sul lavoro in Italia”, aggiunge la deputata dem.
Tra gli obiettivi dichiarati della proposta, oltre a quello di audire i soggetti coinvolti, c’è l’intenzione di avviare un lavoro specifico, territoriale, che individui misure e buone pratiche, e che verifichi con sopralluoghi sul campo ciò che avviene quotidianamente sui nostri luoghi di lavoro.
“Non una commissione per fare convegni, ma indagini e proposte concrete, grazie ai poteri specifici equiparati a quelli delle autorità giudiziarie che sono propri delle commissioni d’inchiesta. Così si difende il parlamentarismo, non a parole: riportando le istituzioni nei luoghi dei conflitti e dello sfruttamento” conclude Gribaudo.
Alla richiesta di istituzione della commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro hanno già aderito tutto il gruppo del Partito Democratico e di Alleanza Verdi-Sinistra, con la sottoscrizione, tra gli altri, del Segretario Enrico Letta, della capogruppo Debora Serracchiani, dell’ex ministro del lavoro Andrea Orlando, di Nicola Fratoianni e Aboubakar Soumahoro per Sinistra Italiana.