“Meloni tace. Roccella liquida tutto come le reazioni di un padre. Non posso credere che due donne, una Presidente del Consiglio e l’altra Ministra alle Pari opportunità, non sentano il dovere di dire che una donna che denuncia violenza non può essere vittima una seconda volta”.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.
«La ragazza ha lamentato che “la mia infanzia è stata rubata”. Per quella cifra [un miliardo di dollari di risarcimento per lo stupro subito] è lecito chiedersi quanti si farebbero derubare dell’infanzia, non una, ma anche due, tre volte…» Filippo #Facci, 2018.
«Risulterà che una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo Apache La Russa…» Filippo Facci, 2023.
Passano gli anni, ma non passa il disprezzo di Facci per il genere femminile, reiterato nel tempo in svariate occasioni. Evidentemente, incolpare le vittime di stupro ed essere misogini sono diventati precondizioni per ottenere la conduzione di una striscia quotidiana su Rai2.
Vergogna assoluta per chi ha sostenuto questa scelta. Per Giorgia #Meloni, prima donna Presidente del Consiglio, va tutto bene? Come per le inqualificabili esternazioni del sottosegretario #Sgarbi, anche qui nulla da dire?“. Lo scrive su twitter la deputata del Pd, Laura Boldrini.
“Basta. Il Presidente del Senato mina la credibilità delle donne che denunciano violenza e la Ministra delle Pari Opportunità lo giustifica. Roccella dovrebbe difendere tutte le famiglie di questo Paese, non solo quelle dei colleghi di partito”. Lo scrive su twitter il deputato del Pd, Alessandro Zan.
“Non entro in vicende delicate, che spetta solo alla magistratura chiarire. Colgo, però, l’occasione per invitare alla massima prudenza quando si tratta di violenza sessuale, anche nel linguaggio. Una donna che si sente vittima ha il diritto di denunciare nei tempi che ritiene, che possono essere anche lunghi per elaborare l’accaduto. Usare parole di dubbio e discredito, ancora più se fatto da chi ha un ruolo istituzionale, non si riflette solo sulla donna in questione, ma anche su tante altre che possono rinunciare a denunciare perché temono di non essere credute”, lo scrive sui social la deputata del Partito Democratico, Antonella Forattini , membro della commissione d’inchiesta sul femminicidio, che aggiunge: “Le indagini, che accerteranno i fatti, spettano alla magistratura, non di certo al Presidente di una Camera del Parlamento”.
“Dubbi sulla ragazza”. Trovarlo scritto in una nota ufficiale del Presidente del Senato è inaccettabile. Sarà la magistratura a fare chiarezza su quanto accaduto, ma queste parole sono indegne da parte della seconda carica dello Stato.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.
“La Russa è sconcertante: la seconda carica dello Stato libera il figlio da ogni responsabilità, indagato in una vicenda delicata, di fatto pressando forze dell’ordine e magistratura e alimenta la narrazione tossica e perversa di colpevolezza delle vittime di violenza sessuale”. Lo scrive su twitter Alessandro Zan, deputato Pd.
“Una giornata che ci permette di ricordare il percorso fatto fino ad oggi, grazie al quale poter immaginare un’Europa ancora più unita e solidale. La festa della Ue infatti è di una straordinaria importanza e lo è ancor di più in questo momento storico, dopo una drammatica pandemia e con una guerra ai nostri confini causata dall'inaccettabile aggressione russa dell'Ucraina. I risultati raggiunti finora nella tutela dei diritti e delle libertà fondamentali ci devono far riflettere sulle sfide che ancora ci attendono nei prossimi anni. Sfide da affrontare insieme perché solo insieme possiamo costruire un’Europa sempre più giusta, equa e solidale. E solo insieme possiamo immaginare il futuro dell'Italia, indissolubilmente legato a quello di tutta l’Unione”. Così il deputato democratico Piero De Luca capogruppo in Commissione Politiche europee.
"La Russa: “L’antifascismo non è in Costituzione”. La Costituzione: “E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Siamo al negazionismo. La Russa è sempre più imbarazzante e inadeguato". Lo scrive su Twitter il deputato dem Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico con delega ai diritti.
“‘E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista’. Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, dovrebbe leggere la nostra bellissima Costituzione fino alla fine antifascista”.
Lo scrive su Twitter la deputata del Partito democratico, Michela Di Biase.
Conferenza stampa oggi, giovedì 13 aprile, ore 12, Sala Stampa Camera
Partecipa: Lia Quartapelle
La deputata del Pd e vicepresidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle, e Andrea Gullotta, presidente dell’associazione Memorial-Italia, presenteranno oggi, giovedì 13 aprile, alle ore 12, nella Sala Stampa di Montecitorio, la Pdl Dissenso: una proposta di legge per tutelare la permanenza in Italia dei cittadini della Federazione Russa a rischio persecuzione nel loro Paese.
Alla conferenza stampa parteciperanno anche Mikhail Velizhev, slavista di fama mondiale e traduttore in russo dei lavori di Carlo Ginzburg, e Ekaterina Lapina-Kratasyuk, culturologa, docente universitaria, costretta a fuggire dopo aver protestato contro la guerra.
Memorial-Italia è parte dell’associazione Memorial fondata in Russia nel 1989 dal Nobel per la pace Sakharov e altri dissidenti sovietici per documentare l’orrore dei Gulag. Nel 2021 è stata chiusa da un tribunale russo e ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 2022.
Conferenza stampa domani, giovedì 13 aprile, ore 12, Sala Stampa Camera
Partecipa: Lia Quartapelle
La deputata del Pd e vicepresidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle, e Andrea Gullotta, presidente dell’associazione Memorial-Italia, presenteranno domani, giovedì 13 aprile, alle ore 12, nella Sala Stampa di Montecitorio, la Pdl Dissenso: una proposta di legge per tutelare la permanenza in Italia dei cittadini della Federazione Russa a rischio persecuzione nel loro Paese.
Alla conferenza stampa parteciperanno anche Mikhail Velizhev, slavista di fama mondiale e traduttore in russo dei lavori di Carlo Ginzburg, e Ekaterina Lapina-Kratasyuk, culturologa, docente universitaria, costretta a fuggire dopo aver protestato contro la guerra.
Memorial-Italia è parte dell’associazione Memorial fondata in Russia nel 1989 dal Nobel per la pace Sakharov e altri dissidenti sovietici per documentare l’orrore dei Gulag. Nel 2021 è stata chiusa da un tribunale russo e ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 2022.
Conferenza stampa, giovedì 13 aprile, ore 12, Sala Stampa Camera
Partecipa: Lia Quartapelle
La deputata del Pd e vicepresidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle, e Andrea Gullotta, presidente dell’associazione Memorial-Italia, presenteranno giovedì 13 aprile, alle ore 12, nella Sala Stampa di Montecitorio, la Pdl Dissenso: una proposta di legge per tutelare la permanenza in Italia dei cittadini della Federazione Russa a rischio persecuzione nel loro Paese.
Alla conferenza stampa parteciperanno anche Mikhail Velizhev, slavista di fama mondiale e traduttore in russo dei lavori di Carlo Ginzburg, e Ekaterina Lapina-Kratasyuk, culturologa, docente universitaria, costretta a fuggire dopo aver protestato contro la guerra.
Memorial-Italia è parte dell’associazione Memorial fondata in Russia nel 1989 dal Nobel per la pace Sakharov e altri dissidenti sovietici per documentare l’orrore dei Gulag. Nel 2021 è stata chiusa da un tribunale russo e ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 2022.
Dichiarazione di Alessandro Zan, deputato Pd
“La destra usa armi di distrazioni di massa per evitare di occuparsi dei problemi concreti del Paese come l’inflazione, il caro bollette la precarietà del lavoro. Parla invece di liceo made in Italy, di maternità surrogata, di carne sintetica che poi sintetica non è : tutti argomenti che vogliono distrarre l’attenzione da quelli molto più seri che sono invece le priorità per il nostro paese”. Così il deputato del Partito democratico Alessandro Zan ai microfoni di Radio Immagina. “E ogni volta che il governo è in difficoltà sui temi economici – ha proseguito Zan- interviene per colpire i diritti come è stato per la trascrizione dei bambini per le famiglie omogenitoriali. Per non parlare poi di temi “identitari” legati alla vicende storiche nazionali. Si pensi all’ultima, vergognosa affermazione di La Russa su via Rasella. Altro che “sgrammaticatura istituzionale” come l’ha definita la presidente del Consiglio Meloni. Qui stiamo parlando di un vero colpo alla nostra storia patria, a un tentativo di delegittimare la resistenza antifascista che è stata la base della nostra democrazia e di legittimare, viceversa, la storia del fascismo. Non è una questione di galateo o di sgrammaticature istituzionali – ha concluso Zan- ma è una cosa molto grave: la seconda carica dello Stato fa delle dichiarazioni inaccettabili. Abbiamo e confermiamo la nostra richiesta di dimissioni di la Russa. In altri paesi si sarebbe già dimesso”.
"La storia non si riscrive, si ricorda. In Via Rasella insieme alle forze democratiche e antifasciste perché chi nega la realtà per dividere il Paese non è degno di occupare la seconda carica dello Stato. La Russa dimettiti". Lo scrive su Twitter il deputato del PD Andrea Casu.
“Per Meloni la frase di La Russa su Via Rasella è una sgrammaticatura istituzionale. No, è l’ennesimo tentativo di riscrivere la storia del Ventennio, come ha fatto lei sulle Fosse Ardeatine. Svilire l’antifascismo è la priorità di Fdi nelle istituzioni: non lo consentiremo”.
Lo scrive la deputata del Pd, Laura Boldrini, su Twitter.