27/05/2025 - 18:55

“La maggioranza chiede la fiducia su questo decreto che insiste a chiamare Sicurezza, ma la verità è che questo governo non merita nessuna fiducia. Sia per quello che c’è scritto in questo decreto, ma anche per quello che non c’è scritto. Il governo pensa di risolvere i problemi del Paese aumentando le pene o inventandosi nuovi reati. Viene posto il tema dell'urgenza su un provvedimento che è andato il consiglio dei ministri a novembre del 2023. Poi lo lasciano per un anno e mezzo in Parlamento e quando è nella fase conclusiva al Senato viene stoppato e il Governo vara un decreto identico solo perché la Lega voleva rivendicare a sé il tema della sicurezza durante il congresso e Salvini voleva sventolare una bandierina. Con buona pace di Forza Italia che dimostra ancora una volta di non contare niente".

Così il deputato dem, Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Pd, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo sulla fiducia al Dl Sicurezza.
“Un decreto - aggiunge - con norme inumane, liberticide e inutili. Un modo sbagliato di governare e un’idea sbagliata di società, dove prevale la logica securitaria: agli operai e agli studenti che protestano viene detto ‘statevene a casa o vi arrestiamo’. Alla domanda di protezione e alle paure dei cittadini, spesso alimentate da certa politica, si risponde solamente con l'ordine e la sicurezza. Una risposta sbagliata e inefficace perché la sicurezza si costruisce su due pilastri: uno è quello della repressione, ma l'altro è quello della prevenzione. La destra in realtà non vuole rispondere a paure e ansie, ma solo cavalcarle. L’accusa rivolta alla sinistra di essere ‘complice morale dei delinquenti’ è disgustosa e vergognosa. Chi ha dimostrato una vicinanza verso criminali certificati è la destra che ha rimandato il Libia un torturatore e trafficante di uomini arrestato dalla polizia. Noi - conclude - siamo di fronte a un pericolo reale, vi è il rischio che l'idea che ha la destra di società possa tramutarsi in realtà. Ma non ci riuscirà”.

 

27/05/2025 - 10:53

“In questi giorni nel Mediterraneo c'è stato un caso Sar tanto complesso quanto discutibile. Un'imbarcazione in difficoltà con più di 100 persone a bordo è stata soccorsa a più riprese da assetti navali differenti. In un primo caso c'è stato un respingimento illegale in Libia, e verificheremo nelle prossime ore chi ha la responsabilità di questa decisione. Alcune persone risultano disperse. Le altre messe in salvo sono state portate in porti differenti, probabilmente smembrando nuclei familiari. Alla Ocean Viking che ha partecipato alla fase finale del soccorso è stato consentito il trasbordo dei minori a Porto Empedocle (dopo l'intervento del tribunale dei minori), ma è stato assegnato per gli altri il porto di Livorno. 1.000 km di navigazione in più per persone in condizione di evidente fragilità e disagio.
È una scelta ostile e punitiva. Chiediamo al ministero di consentire lo sbarco di tutti i naufraghi in un porto più vicino e di smettere con queste gratuite e inutili persecuzioni verso degli esseri umani e chi li ha messi in salvo” così il deputato democratico Matteo Orfini.

 

08/05/2025 - 18:17

“Il decreto Albania, che sarà discusso in Aula alla Camera la prossima settimana, rappresenta la fotografia del fallimento del progetto di Giorgia Meloni. Ciò che è stato presentato come un modello per la gestione dei flussi migratori si è rivelato un’idrovora di risorse pubbliche. L’accordo tra Italia e Albania non funziona e non funzionerà: lede i diritti fondamentali delle persone e ha già un costo per gli italiani superiore al miliardo di euro. A questo si aggiungono le ulteriori regalie imposte dalla maggioranza in Commissione, come le motovedette alla Libia e l’assegnazione della nave militare Libra all’Albania. In Commissione, abbiamo espresso un voto convintamente contrario e ribadiamo che porteremo avanti una ferma opposizione in Aula. Il Governo dovrebbe fermare questa deriva istituzionale, che sta volontariamente alimentando uno scontro senza precedenti tra poteri costituzionali” così una nota dei componenti democratici della Commissione Affari Costituzionali della Camera Simona Bonafè, Gianni Cuperlo, Federico Fornaro e Matteo Mauri.

25/03/2025 - 20:20

Doveva trasmettere gli atti non valutarli, ministro, e le chiedo chi le ha detto di stare fermo e di riportarlo in Libia con un volo di Stato. E' stata Giorgia Meloni? Perché non ce lo dite? Lei ha gravi responsabilità, oggettive e politiche, perché ha mentito al Paese. Vi siete limitati ad attaccare la Cpi, nata proprio qui a Roma. Il vostro modello Caivano, securitario e punitivo, vale solo per i poveri cristi". Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo nell'aula della Camera per la dichiarazione di voto sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni (a eccezione di Azione) nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo il caso Almasri

25/03/2025 - 11:21

"Il paese ha il diritto di sapere la verita': chi ha deciso il rilascio di Almasri e riportarlo in Libia, la presidente Meloni? Lei ministro ha gravi responsabilita', giuridiche e politiche e con il solito vittimismo vi siete limitati ad attaccare la Corte penale internazionale". Lo ha detto in Aula della Camera la segretaria del Pd, Elly Schlein, rivolgendosi al ministro Nordio

25/03/2025 - 11:21

Nordio poteva, "ma non ha scelto, di far rimanere in carcere" un torturatore, poteva "trasmettere gli atti. Mi chiedo chi le ha chiesto di stare fermo?" e di rimandare Almasri in Libia "è stata Meloni? Deve dirci la verità", è stato fatto perché altrimenti "sarebbe emerso tutto il fallimento dei vostri inumani centri in Albania". Lo ha detto la segretaria Dem Elly Schlein intervenendo in Aula alla Camera nelle dichiarazioni di voto sulla sfiducia al ministro Carlo Nordio. "Sono costretta a chiedere ancora una volta - ha detto ancora - dov'è la premier? perché fugge?". Il Paese deve conoscere la verità su "scelte che lei ha imposto o avallato stando nell'ombra voterete la fiducia "Lei - ha concluso - non può continuare a ricoprire il ruolo di ministro perché poteva e doveva evitarlo e ha scelto di non farlo ha scelto la ragione di partito".

21/03/2025 - 13:49

“Gheniwa, è il nome con cui è conosciuto il capo delle milizie libiche Al-Kikli, e, secondo quanto apprendiamo da fonti di stampa e dall’organizzazione 'Refugees in Libya' è sbarcato in Italia. Ci chiediamo quindi cosa ci faccia nel nostro paese un torturatore, responsabile secondo il dipartimento di Stato Usa di crimini contro l'umanità nelle prigioni di Ayn Zarah e Abu Salim e sotto accusa per oltre 500 casi di stupri, omicidi e abusi”. Così in una nota il deputato dem Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del PD, per chiedere al governo di riferire sulla presenza di Al-Kikli in Italia. “È urgente che la presidente Meloni chiarisca la presenza di un criminale sul nostro territorio nazionale anche perché è già la seconda volta che si verifica dopo la finale del campionato di calcio libico disputata in Italia lo scorso luglio”, conclude Mauri.

 

27/02/2025 - 18:23

"Due anni fa ci davano per morti e invece siamo qui, in piena forma, il primo partito dell'opposizione. Ho apprezzato che Elly Schlein abbia iniziato la sua relazione da un'analisi dello scenario internazionale che stiamo vivendo, condannando fermamente le parole del vice presidente della Knesset che ha parlato dei palestinesi di Gaza come "feccia e subumani" auspicando l'eliminazione degli adulti. E la ringrazio per avere condannato altrettanto fermamente il raccapricciante video di Trump su Gaza "riviera del Medio Oriente".". Lo ha dichiarato, intervenendo alla direzione del Pd, Laura Boldrini, deputata dem e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

"Se siamo tornati a crescere è perché abbiamo una linea politica chiara: lo è sull'immigrazione, avendo preso le distanze dalla stagione dei memorandum con la Libia, lo è sulle questioni sociali che riguardano da vicino le vite delle persone: il salario minimo, la sanità pubblica, le crisi aziendali sulle quali le lavoratrici e i lavoratori sanno che sanno che siamo al loro fianco - ha proseguito -. Questo impegno ci porta naturalmente a sostenere i cinque referendum della CGIL, in perfetta coerenza con le nostre scelte per un lavoro stabile e sicuro, oltre che per la riduzione dei tempi per ottenere la cittadinanza italiana per quei ragazzi e quelle ragazze che sono nati e cresciuti in Italia".
"Ora serve meno timidezza sulla tassazione dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari: i fondi per il welfare vanno cercati dove ci sono - ha sottolineato Boldrini -. E serve anche che il Pd spinga il Partito socialista europeo e l'Ue a una risposta compatta e ferma alle pulsioni autocratiche degli Usa di Trump dove i pilastri dello stato di diritto stanno pericolosamente vacillando con l'attacco al diritto internazionale, i licenziamenti in massa di dipendenti pubblici e delle agenzie federali, le deportazioni di migranti, l'annullamento delle politiche per le persone LGBTQIA+, l'offensiva contro la libertà di stampa e l'autodeterminazione delle donne. Difronte a questa minaccia, l'Europa come ha reagito? Finora si è limitata a parlare solo di alzare la spesa militare magari pensando che ogni Stato debba riarmarsi fino ai denti, forse comprando le armi dagli Usa. Questa non è difesa comune e non è la risposta adeguata alla gravità del momento che impone un'elaborazione politica che manca". "Questi temi devono essere al centro del dibattito, anche pensando a mobilitazioni pubbliche per costruire, insieme, proposte politiche concrete che arginino questa deriva e dare un futuro alle nuove generazioni". ha concluso.

06/02/2025 - 10:59

“Ieri, durante l’informativa, è mancata la figura principale e centrale di questo dibattito, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che è letteralmente fuggita al confronto, schermandosi dietro due ministri che hanno indebolito ulteriormente la posizione del governo. Abbiamo assistito a una sconcertante pantomima che ha fatto emergere tutte le contraddizioni e le bugie di questa vicenda oscura. La posizione del Ministro Nordio è stata inquietante: ha messo in discussione il contenuto e la validità sostanziale della richiesta della CPI -diventando l’avvocato difensore di Almasri e attaccando la magistratura- quando il suo compito era semplicemente quello di dare esecuzione al mandato di cattura e di arresto. Ha invece deciso deliberatamente, con la sua inazione, di liberare un criminale di guerra, n torturatore e assassino che è tornato con tutti gli onori in Libia e si rifiutano di dare spiegazioni. Il Ministro Piantedosi, al contrario di Nordio, ha sostenuto che Almasri era talmente pericoloso da essere stato costretto a rimpatriarlo. Una saga di contraddizioni e di ipocrisia che nasconde molte cose che devono essere ancora chiarite. Noi vogliamo capire le ragioni di una precisa scelta politica: per questo chiediamo ancora una volta che la premier Meloni venga a chiarire in aula perché hanno rimpatriato, con volo di Stato e in tempi record, un pericoloso criminale senza dare esecuzione al mandato di cattura internazionale”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee alla Camera, questa mattina a restart su Rai3.

03/02/2025 - 16:06

Nel mondo al contrario di Meloni si incarcerano le vittime e si liberano i torturatori

"Non siamo disponibili a riprendere i lavori dell’Aula finché il governo non avrà riferito in Parlamento sul caso Almasri." Lo ha dichiarato, intervenendo alla Camera, la capogruppo del Pd Chiara Braga, accusando l’esecutivo di "scappare dalle proprie responsabilità e svilire il ruolo del Parlamento".

"Le immagini che abbiamo visto in questi giorni nei centri di detenzione in Albania sono una vergogna" – ha continuato Braga, ricordando la staffetta delle deputate e dei deputati democratici che si sono alternati nel centro di Gjader per verificare il rispetto delle procedure e dei diritti dei migranti.

"In Albania – ha aggiunto Braga – abbiamo ascoltato le voci di persone che sono state torturate nei campi libici, proprio per mano di quel generale che il governo ha deciso di rimandare in Libia, ignorando il mandato di arresto internazionale. È inaccettabile. Siamo di fronte a un ‘mondo al contrario’, dove i torturati finiscono in carcere e i torturatori vengono assolti, protetti e fatti viaggiare comodamente sui voli di Stato".

“Il caso Almasri – ha proseguito la democratica – svela però il vero volto della destra. In questi giorni, diversi esponenti del governo e della maggioranza hanno mostrato le loro reali priorità: reintrodurre l’impunità per ministri e parlamentari, mettere i pubblici ministeri sotto il controllo dell’esecutivo e intervenire sul sistema giudiziario per potersi addirittura scegliere i giudici.

"Siamo davanti a un attacco diretto alle basi della nostra democrazia. Per questo non accettiamo il silenzio della Presidente del Consiglio, che parla nei talk show degli amici ma non nelle sedi istituzionali. Il governo deve riferire immediatamente in Parlamento: non siamo disponibili a riprendere i lavori dell’Aula facendo finta di nulla”, conclude Braga.

 

03/02/2025 - 09:35

“C’è un’operazione di comunicazione di distrazione di massa, cioè si vuole parlare della vicenda della giustizia per non dare spiegazioni su che cosa è accaduto sulla vicenda Almasri, un torturatore, un seviziatore di bambini e di donne che è stato liberato e nessuno sa per quali ragioni. Non era la presidente Meloni che voleva  perseguitare in tutto il globo terracqueo i torturatori e trafficanti di esseri umani? Allora spieghi perché ha ricondotto il torturatore Almasri in Libia con aereo di stato e non si sottragga al confronto”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo PD in commissione di difesa di Montecitorio ospite di agorà Rai3.
“Si vuole spiegare che in realtà è la magistratura, ma la verità è che il governo, con il ministro Nordio, poteva e doveva confermare il fermo e invece sostanzialmente scappa via dal confronto”, ha aggiunto Graziano.
“Se davanti ad una cosa così grave e così seria non si viene in Parlamento a spiegare quali sono le ragioni per cui è accaduta una cosa del genere penso che siamo in un momento davvero grave della storia della Repubblica.
E non si venga oggi a dire che si può mettere il segreto di Stato perché se si mette il segreto di Stato è evidente che cosa è accaduto a tutto il mondo”, ha concluso Graziano.

31/01/2025 - 20:19

“Per la terza volta, il governo ha trasferito migranti in Albania senza rispettare le norme, e per la terza volta questi dovranno essere rimpatriati. Il cosiddetto ‘modello Albania’ si conferma un fallimento totale: una violazione dei diritti umani che spreca milioni di euro degli italiani solo per alimentare la propaganda ideologica della destra. Tornano tutti in Italia. Di nuovo.”

“Appena due giorni fa ho potuto parlare con uno di loro. Ho trovato una persona spaventata e disorientata, che si commuoveva ricordando la detenzione e le violenze subite in Libia, che mi chiedeva: ‘ma è vero che forse andrò in Italia?’ Oggi, è avendo in testa quel ragazzo, non troppo più grande di me, che accolgo con sollievo la decisione della Corte d’Appello di sospendere il trattenimento delle 43 persone portate a Gjader, in attesa della pronuncia della Corte Europea di Giustizia sui paesi sicuri. Ma anche con sdegno.”

“Sdegno per la deportazione che hanno subito queste persone, tra cui quattro minori e due vulnerabili. Sdegno per i soldi dei contribuenti buttati. Un’operazione disumana, inutile e costosissima, orchestrata solo per alimentare la propaganda del governo.”

31/01/2025 - 20:16

La sentenza conferma che i centri sono inutili e i migranti non possono essere rimpatriati forzatamente. La visita di oggi ci ha mostrato che la legge e il sistema che ne è generato produce una oggettiva e grave compressione del diritto di asilo: nessuna delle persone con cui abbiamo parlato ha interloquito direttamentein in questi giorni  con un avvocato. Ci sono persone che hanno subito violenze inaudite in Libia mentre il torturatore Almasri è stato liberato dal Governo italiano e rimpatriato con un aereo di Stato.

Non esiste nessun Modello Albania, Meloni se ne faccia una ragione: è solo uno spreco insostenibile di risorse che deve finire al più presto.

Così in una nota congiunta Chiara Braga, Andrea Casu, Matteo Orfini e Marco Simiani, ultima delegazione dei deputati del Partito Democratico che in questi giorni hanno visitato i centri in Albania.

30/01/2025 - 12:38

“Al netto della discussione giuridica sulla iscrizione al registro degli indagati con il rinvio al Tribunale dei ministri, che è atto molto diverso comunque dall’avviso di garanzia, noi condanniamo la vicenda della scarcerazione del torturatore libico da un punto vista politico. Qui si tratta di un mandato d'arresto emesso dalla Corte penale Internazionale nei confronti di un criminale, un torturatore, un assassino, un trafficante di uomini. Almasri dopo essere stato arrestato dalla polizia, è stato scarcerato per l'inerzia del ministro della Giustizia che ha violato lo Statuto della Corte Penale Internazionale, facendo decorrere i termini per la conferma dell'arresto. Ma come se non bastasse il governo oltre a liberare questo criminale, addirittura lo messo su un volo di Stato pagato dai contribuenti. E lo ha fatto tornare nell'unico posto, la Libia, dove godrà ovviamente dell'impunità per i crimini commessi. Andava inviato all'Aja e non in Libia. Dal nostro punto di vista non c'è nessuna ragione di Stato, nessuna questione di interesse pubblico o di sicurezza nazionale che giustifichi questo atteggiamento. Il governo e la presidente del Consiglio Meloni hanno il dovere di intervenire in Parlamento e di chiarire le ragioni di questa vicenda grave e inquietante. Noi crediamo sia stata gravemente minata la credibilità internazionale del nostro Paese. Meloni doveva cercare i trafficanti lungo il globo terraqueo e invece li rimanda a casa con i voli di stato a proseguire il loro lavoro”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche europee, a Restart su Rai3.

29/01/2025 - 19:21

"Oggi abbiamo parlato con le vittime del sistema criminale di traffico di esseri umani in Libia: persone rapite dalla polizia libica e consegnate ai trafficanti, dopo essere arrivate nel Paese con la speranza di lavorarvi. Il loro viaggio si è trasformato in un incubo di estorsioni e torture: riscatti da migliaia di euro imposti alle famiglie, tariffe differenziate per nazionalità e la minaccia costante di violenze". Così in una nota i deputati democratici Rachele Scarpa, Toni Ricciardi e Nadia Romeo, in missione in Albania.
"Mentre noi ascoltiamo le storie di chi ha subito queste atrocità – sottolineano i parlamentari del PD – Meloni non si degna neanche di venire in Parlamento a spiegare perché il suo governo ha liberato il carnefice di questo sistema di violenze".
"Inoltre – aggiungono Scarpa, Ricciardi e Romeo – il governo continua a sostenere che il nuovo centro in Albania abbia un effetto deterrente. Ma nessuna delle persone con cui abbiamo parlato ne conosceva l’esistenza, né tantomeno ha influito sulla loro decisione di partire. L’idea che questi centri fuori dall’Italia servano a fermare i flussi migratori è solo una grande menzogna della propaganda di governo. E a pochi mesi dall’inaugurazione, i gravi limiti dei lavori fatti in fretta e furia sono già evidenti: appalti diretti e secretati hanno portato a strutture precarie e materiali scadenti, con uno spreco enorme di denaro pubblico per un progetto inefficace e crudele. Invece di evocare complotti, il governo spieghi perché ha scelto di liberare i carnefici invece di proteggere le vittime".

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