29/01/2025 - 17:59

"Il caso Almasri assume ogni ora che passa contorni sempre più inquietanti. Dopo avere liberato un feroce criminale, contravvenendo ad un mandato di arresto della Corte penale internazionale, e averlo accompagnato con un aereo di Stato in Libia, esattamente dove ha commesso e continuerà a commettere i gravissimi reati di cui è accusato, il governo Meloni si rifiuta di fornire alle Camere le spiegazioni che è tenuto a dare.
E ora il parlamento è bloccato perché i ministri Piantedosi e Nordio hanno annullato le informative previste per oggi pomeriggio. Cosa che dovrebbe fare prima di tutti Giorgia Meloni, ma preferisce fare i video sui social, senza contraddittorio per di più diffondendo notizie imprecise.
I ministri si sottraggono al Parlamento trincerandosi dietro un presunto segreto istruttorio scaturito dalla denuncia sporta contro Meloni, Piatendosi, Nordio e Mantovano. Falso: è già successo decine di volte che ministri indagati riferissero in aula.
Per l'ennesima volta, Meloni e i suoi scappano e non rendono conto delle loro responsabilità politiche nell'unica sede in cui devono farlo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

29/01/2025 - 10:40

“La presidente del Consiglio racconta un sacco di bugie: sventola un foglio che chiama avviso di garanzia ma l'atto giudiziario che ha tra le mani è semplicemente dovuto a seguito della denuncia presentata dall'avv. Li Gotti.

Non capisco di cosa si preoccupi visto che considera sè e il suo governo al di sopra della legge.

L'unico ricatto di cui si dovrebbe parlare è quello della Libia che, mentre Almasri era sotto arresto, ha rimesso i migranti sui barconi per attraversare il mediterraneo.

Ragionare, pensare, criticare, scegliere.
Non facciamoci abbindolare”. Lo scrive sui social il deputato del Pd e capogruppo in commissione Finanze di Montecitorio, Virginio Merola.

28/01/2025 - 18:09

“Mi trovo all'esterno dell'hotspot di Shengjin in Albania, dove si stanno concludendo le operazioni di identificazione e di screening medico delle 49 persone migranti sbarcate qui questa mattina e deportate in occasione di questa terza operazione ‘Albania’. Continuano a essere tanti i problemi proprio a livello sistemico di tutto questo impianto, del protocollo Italia-Albania. In particolare, questa volta riscontriamo un problema in più nella fase di pre-screenning, quella che avviene sulla nave, quando si sceglie chi può o non può andare in Albania, perché mancava l’Oim, l'Agenzia collegata alle Nazioni Unite che, con competenze specifiche, si deve occupare proprio di capire questo. Le visite mediche per scegliere chi fosse idoneo le ha fatte il personale medico della Marina Militare”. Lo dice la deputata dem Rachele Scarpa, in un video girato fuori l’hotspot di Shengjin.

“Siamo qui – ha concluso Scarpa - come deputati del Partito Democratico, perché crediamo che sia importante garantire una presenza fisica costante per tutto il tempo che sarà necessario. Vogliamo lanciare di nuovo un messaggio di critica profonda a tutta questa idea di esternalizzazione delle frontiere che, non solo non funziona perché non incide sui flussi, ma costa 9 volte quello che costa l'accoglienza e che porta solo sofferenza e stress aggiuntivo a persone che già hanno alle spalle dei viaggi di migrazione dolorosi e probabilmente anche i centri di tortura in Libia”.

23/01/2025 - 13:45

“La liberazione, da parte del governo italiano, del generale libico Almasri, accusato di gravissimi crimini contro l’umanità dalla Cirte Penale Internazionale, a nostro avviso è un fatto gravissimo. Il Partito Democratico chiede perché, dopo il suo arresto, è stato prima rilasciato e poi accompagnato il Libia. Su questa vicenda dobbiamo fare luce”. Così il deputato democratico Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa, intervistato per i social dei deputati dem.

“E’ inimmaginabile – ha concluso Graziano – che non ci sia stata una complicità da parte del governo Meloni, altrimenti sarebbe stato impossibile liberarlo e poi rimpatriarlo”.

23/01/2025 - 11:20

La Presidente Meloni deve venire in Aula a spiegare al paese perché Almasri, capo della polizia giudiziaria libica e del centro detenzione di Mitiga, accusato di crimini contro l’umanità, perseguito dalla Corte penale internazionale, sia stato liberato dopo l’arresto in Italia e riportato in Libia con un aereo di Stato. Meloni deve assumersi la responsabilità perché è stata una decisione politica, deve spiegare perchè non c’è stata alcuna interlocuzione con il Tribunale dell’Aja e non si è rispettato un accordo internazionale".
Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla camera dei Deputati, intervenendo oggi a Rainews 24.
“Meloni deve anche chiedere a Daniela Santanchè di dimettersi: accuse rivolte alla ministra del Turismo e il rinvio a giudizio la mettono nelle condizioni di dover lasciare il governo il prima possibile. Meloni deve pretendere le dimissioni anche per averle chieste in situazioni analoghe. Spero non si arrivi alla mozione di sfiducia perché il governo venga sollevato prima da una presenza inadeguata” ha aggiunto Braga.

22/01/2025 - 13:52

"La vicenda della scarcerazione e del rimpatrio del generale libico Almasri, accusato di crimini gravissimi come torture, violenze sessuali e traffico di esseri umani, è una pagina oscura per il nostro Paese. Il rilascio di un individuo ricercato dalla Corte Penale Internazionale rappresenta un atto gravissimo che calpesta la giustizia internazionale e i principi fondamentali del diritto. È inaccettabile che l’Italia, anziché collaborare con gli organismi internazionali, scelga di rimpatriare un criminale con tanta fretta. Per questo motivo chiediamo alla presidente Giorgia Meloni di riferire immediatamente in Parlamento per chiarire chi ha autorizzato questa decisione e perché l’Italia ha scelto di non rispettare i propri obblighi internazionali dando, di fatto, un grave schiaffo alla Cpi. La complicità con chi viola i diritti umani è indegna di un Paese che si definisce democratico e rispettoso delle leggi internazionali. Questa vicenda non riguarda solo la giustizia, ma anche la dignità e la credibilità dell’Italia a livello internazionale”, così il capogruppo democratico nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

22/01/2025 - 12:46

Una vicenda surreale e inquietante scuote il rispetto delle norme internazionali e dei diritti umani: il generale libico Najeem Osema Almasri Habish, accusato di torture, violenze sessuali e traffico di esseri umani, viene arrestato a Torino e, nel giro di 24 ore, rimesso in libertà. Non solo: Almasri, su cui grava un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale, viene immediatamente rimpatriato, sottraendolo a ogni possibilità di giustizia. Siamo davanti all’ennesima dimostrazione di un governo forte con i deboli e servile con i forti. Almasri non è un criminale qualsiasi, ma un perno del sistema di gestione dei flussi migratori della Libia, un sistema che il governo italiano sostiene con i nostri soldi e che produce sistematiche violazioni dei diritti umani. La liberazione di questo criminale serve a tenere in piedi la macchina di propaganda del governo: raccontano di aver rallentato i flussi, mentre si girano dall’altra parte davanti a chi quei flussi li alimenta.

Quando si tratta di difendere i diritti umani e rispettare la giustizia internazionale, il governo si dimostra pericolosamente negligente. Meloni e il suo esecutivo preferiscono chiudere entrambi gli occhi sulle violazioni dei diritti umani pur di sostenere una politica fallimentare e disumana. Chi ha deciso di rimandare in libertà Almasri? Come è possibile che un criminale ricercato dalla Corte Penale Internazionale sia stato rilasciato con tanta facilità? Questo governo deve assumersi la responsabilità politica di coprire un pericoloso trafficante. Giorgia Meloni deve riferire immediatamente in Parlamento. L’Italia non può essere complice di chi calpesta i diritti umani e ostacola la giustizia internazionale. Questa battaglia riguarda la dignità del nostro Paese e il rispetto dei Trattati a cui aderiamo.

22/01/2025 - 12:24

"Com'è possibile che il governo che doveva dare la "caccia ai trafficanti su tutto il globo terracqueo" ha permesso la liberazione del torturatore Almasri consentendogli di tornare in Libia, a quanto pare, con un aereo dell’aeronautica militare italiana?
Su Almasri prende un mandato di cattura emessa dalla Corte penale internazionale che l'Italia ha il dovere di rispettare. È accusato di torture, sparizioni forzate, violenze di ogni genere inflitte ai migranti detenuti in uno dei tanti campi libici dove si consumano crimini efferatissimi. Un sistema del tutto funzionale al traffico di esseri umani. Perché è stato liberato?
Le ricostruzioni dei giornali di oggi che parlano di "pressioni della Libia a suon di barconi e allusioni ai dossier bilaterali" con riferimento all'energia e alla ricostruzione sono inquietanti.
L'Italia è sotto scacco dei malavitosi libici coinvolti nel traffico dei migranti? Il governo chiarisca immediatamente". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

22/01/2025 - 09:38

"L'arresto e il successivo rapido rilascio del comandante libico sollevano interrogativi gravissimi. Chiediamo alla presidente Meloni e al ministro Nordio di spiegare cosa sia avvenuto e perché si sia arrivati a questo epilogo." Con queste parole, il deputato democratico Paolo Ciani è intervenuto alla Camera sostenendo la richiesta unanime delle opposizioni di un’informativa urgente del Governo in merito all’arresto e al conseguente rilascio del generale Almasri, nonostante il mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte Penale Internazionale.

"In Libia esistono veri e propri 'lager', come li ha definiti Papa Francesco, e la persona liberata ieri è ritenuta uno dei principali responsabili degli orrori che vi si compiono. È indispensabile comprendere per quale motivo Almasri fosse in Italia e, soprattutto, perché sia stato rimesso in libertà con tale urgenza, nonostante i mandati di cattura internazionale".

“Questa decisione, che rappresenta una violazione degli impegni assunti dal nostro Paese nei confronti della Corte Penale Internazionale, appare come il risultato di una scelta politica sulla quale è indispensabile garantire piena trasparenza. Il Governo ha il dovere di fornire spiegazioni chiare e dettagliate per ristabilire la credibilità dell’azione dello Stato e riaffermare l’impegno dell’Italia verso la giustizia internazionale”.

21/01/2025 - 19:50

È persona accusata da Cpi di crimini orribili in materia di immigrazione

“Il governo chiarisca immediatamente perché Almasri, arrestato su mandato della corte penale internazione, è stato scarcerato e rimandato in Libia. Parliamo di una persona accusata di crimini orribili, centrale nel sistema di gestione dei flussi migratori operato dalla Libia su mandato del nostro paese e che produce la sistematica violazione dei diritti umani.
Rimandarlo in Libia significa rendere impossibile per la corte procedere e di fatto coprire i suoi crimini. Oggi il governo si assume una responsabilità enorme della quale gli chiederemo conto con ogni strumento a nostra disposizione” così in una nota il deputato democratico, Matteo Orfini.

21/01/2025 - 16:32

“La richiesta della Corte Penale Internazionale di arresto del cittadino libico Najeem Osema Almasri Habish va applicata. Parliamo di uno dei capi della Mafia libica. L’Italia aderisce alla Cpi e dunque deve essere conseguente con i trattati internazionali. Da questo arresto arriva, se era necessario, la conferma che il sistema che gestisce i migranti in Libia e nelle mani criminali senza scrupoli”.

 

Così il deputato del Partito Democratico, Arturo Scotto.

07/11/2024 - 18:44

"Nei primi 6 giorni di novembre sono arrivati a Lampedusa quasi 2000 migranti. Sulla nave Libra, che in questo momento pare sia al largo del porto di Shengjin, ci sono appena 8 persone. Il governo dovrebbe essere in imbarazzo per questa situazione inverosimile: una nave militare di 80 metri, con almeno 64 membri dell'equipaggio a bordo, che vaga per il Mediterraneo alla disperata ricerca di migranti da portare nei centri in Albania, mentre le barchine arrivano indisturbate a Lampedusa, nel cui centro questa mattina c'erano circa 700 persone. Ma la Libra non trova abbastanza migranti che soddisfino i requisiti, stabiliti dal governo stesso, per essere portati nei centri di Shengjin e Gjader. E come fanno a trovarne, se uno dei criteri è, giustamente, la non vulnerabilità? Stiamo parlando di persone che spesso arrivano dai paesi subsahariani, hanno attraversato il deserto, sono state detenute in Libia subendo stupri, torture e violenze di ogni genere. E' ovvio che sono vulnerabili e quindi non possono essere trasferite in Albania. Anche lo screening fatto a bordo della stessa nave è del tutto inappropriato. Ma davvero pensiamo che una persona ancora sotto shock per il viaggio che per di più ha subito torture e violenze lo racconti a uno sconosciuto ufficiale della Marina che non è neanche formato per valutare il livello di vulnerabilità o a chiunque altro sia presente?
Un sistema che non può funzionare, che costa tantissimi soldi, che viola i diritti dei richiedenti asilo e non contribuisce in alcun modo alla gestione del fenomeno migratorio. Propaganda allo stato puro a spese delle italiane e degli italiani". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

24/09/2024 - 14:57

"Abbiamo dato l'ok alla ripartizione dei fondi per le missioni internazionali. Abbiamo di nuovo stigmatizzato la posizione del Pd contraria alla questione che riguarda la Libia e gli interventi di cooperazione allo sviluppo e di sminamento umanitario e abbiamo ribadito che i ministri di esteri e difesa vengano a riferire nelle commissioni sulla situazione di crisi in Libano". Così in una nota il capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, Stefano Graziano, a margine delle commissioni riunite Difesa ed Esteri sull'ok al rifinanziamento delle missioni internazionali.

16/07/2024 - 10:44

"Crudeltà e disumanizzazione delle persone migranti. Questo ci raccontano le immagini, diventate virali, girate al confine di Ventimiglia in cui si vede un camionista prendere a frustate con una cinghia con un terminale di ferro alcune ragazze migranti che erano salite sul suo tir. Su di lui ora indagano le autorità competenti e ci auguriamo che venga individuato prima possibile e che risponda di questo orrore. Si tratta di persone che  lasciano  i propri paesi a causa di conflitti, violazioni dei diritti umani e condizioni climatiche che non consentono la sopravvivenza. 
Costretti a rischiare la vita in mare e nelle traversate del deserto, tenuti senza alcuna dignità e spesso sottoposti a tortura nei centri di detenzione in Libia o in Tunisia, segregati in baraccopoli ai margini delle città italiane senza alcun diritto, schiavizzati nei campi e sfruttati dai caporali fino a morire in modi orribili com'è successo a Satnam Singh nelle campagne di Latina.
A questo porta la retorica razzista e ipocrita che addita nei migranti il nemico pubblico numero uno, salvo poi chiudere uno o tutti e due gli occhi su chi li sfrutta poiché quel "nemico" fa comodo ed è funzionale alla produttività.
Il camionista di Ventimiglia è il frutto avvelenato di questa ipocrisia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

26/06/2024 - 18:00

"Che imbarazzo la presidente del Consiglio in Aula che rimprovera Salvini e Tajani perché non si alzano durante l'applauso dell'aula a Satnam Singh. Un'immagine dell’attenzione che il governo ha verso la vita dei migranti, soprattutto se irregolari. Satnam Singh era un bracciante irregolare che veniva sfruttato per meno di 5 euro l’ora nelle campagne laziali. La sua storia e il modo barbaro e disumano in cui è morto denuncia tutta l’ipocrisia di chi dichiara guerra a chi arriva sulle nostre coste dopo avere rischiato la vita e subìto torture di ogni genere, come accade in Libia, e poi chiude un occhio – anzi, tutti e due – quando quelle stesse persone vengono ridotte in schiavitù nelle campagne italiane, diventando funzionali alla produttività. Del resto, abbiamo sentito il ministro Lollobrigida, all’indomani della morte di Singh, preoccuparsi innanzitutto dell’immagine delle aziende agricole italiane, non della dignità, dei diritti e dell’ incolumità dei braccianti.
Salvini e Tajani che aspettano l’invito esplicito ad alzarsi in aula alla Camera durante il tributo a Singh fanno venire la pelle d’oca per la totale mancanza di empatia, fosse anche per salvare la faccia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo in un'intervista a Today.it

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