08/09/2025 - 08:22

Non disturbare il manovratore. È la linea del governo sulle riforme. Nel secondo passaggio alla Camera della riforma costituzionale della giustizia, la maggioranza non ha intenzione di effettuare audizioni. Per questo il Gruppo del Pd ha deciso di promuovere una consultazione tra i rappresentanti del mondo della giustizia, dell’associazionismo e delle parti sociali. Le audizioni informali si terranno oggi, lunedì 8 settembre, a partire dalle ore 11 per tutta la giornata presso la Sala Berlinguer. Hanno aderito CGIL con Christian Ferrari, Segretario Confederale, Cesare Parodi, Presidente ANM, Margherita Cassano, Prima Presidente della Corte di Cassazione, Ugo De Siervo, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Mitja Gialuz, Professore ordinario di Diritto processuale penale Università Genova, Gaetano Azzariti, Professore ordinario di Diritto costituzionale Università Sapienza Roma, per le ACLI Vice Pres. Avv. Italo Sandrini e Valerio Martinelli, Consigliere del Presidente Nazionale, per ANPI Emilio Ricci, Vice presidente, Franco Coppi, Avvocato Giurista, per la UIL Ivana Veronese Segretaria Confederale.

Per il Gruppo del Pd oltre alla Capogruppo Chiara Braga e all’Ufficio di Presidenza, parteciperanno i capigruppo delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia Simona Bonafè e Federico Gianassi, la Responsabile Giustizia della segreteria nazionale Pd Debora Serracchiani, deputate e deputati Pd e rappresentanti del Gruppo del Pd al Senato.

 

07/09/2025 - 17:42

«Manovra alle porte e Salvini come sempre torna in modalità venditore di pentole: oggi a Cernobbio ha promesso flat tax anche per i lavoratori dipendenti, pace fiscale con rottamazione delle cartelle e altri improbabili regali. Tutte misure prive di coperture, che non faranno altro che gonfiare il deficit e scaricare il peso sui cittadini onesti, quelli che le tasse le pagano davvero.
Salvini recita la parte di Robin Hood al contrario: annuncia condoni e sconti a pioggia per chi evade, mentre lascia sulle spalle delle famiglie e dei lavoratori i costi reali di bilancio, senza veri interventi per restituire capacità di spesa alle famiglie. E per giustificarsi delle favole che racconta, invece di assumersi le proprie responsabilità accusa Bruxelles, dimenticando che è lui stesso vicepresidente del Governo Meloni e non un passante.
Chissà cosa penserà del suo collega il ministro dell’Economia Giorgetti, che sia al Meeting di Rimini sia oggi a Cernobbio ha richiamato alla prudenza, alla sostenibilità dei conti pubblici, al rispetto delle regole europee e alla necessità di misure concrete per famiglie e imprese.

Intanto l’economia italiana rallenta da mesi, aumenta il lavoro precario e insicuro, diminuiscono le entrate pubbliche. Servirebbero investimenti pubblici in scuola e sanità, interventi strutturali e un piano industriale nazionale, lotta all’evasione e aumento dei salari, contrasto alle politiche dei dazi americani e rafforzamento dell’Europa. Salvini invece propone invece fantasie e promesse inconciliabili.
Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio della Camera.

 

06/09/2025 - 09:24

Non disturbare il manovratore. È la linea del governo sulle riforme. Nel secondo passaggio alla Camera della riforma costituzionale della giustizia, la maggioranza non ha intenzione di effettuare audizioni. Per questo il Gruppo del Pd ha deciso di promuovere una consultazione tra i rappresentanti del mondo della giustizia, dell’associazionismo e delle parti sociali. Le audizioni informali si terranno lunedì 8 settembre a partire dalle ore 11 per tutta la giornata presso la Sala Berlinguer. Hanno aderito CGIL con Christian Ferrari, Segretario Confederale, Cesare Parodi, Presidente ANM, Margherita Cassano, Prima Presidente della Corte di Cassazione, Ugo De Siervo, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Mitja Gialuz, Professore ordinario di Diritto processuale penale Università Genova, Gaetano Azzariti, Professore ordinario di Diritto costituzionale Università Sapienza Roma, per le ACLI Vice Pres. Avv. Italo Sandrini e Valerio Martinelli, Consigliere del Presidente Nazionale, per ANPI Emilio Ricci, Vice presidente, Franco Coppi, Avvocato Giurista, per la UIL Ivana Veronese Segretaria Confederale.
Per il Gruppo del Pd oltre alla Capogruppo Chiara Braga e all’Ufficio di Presidenza, parteciperanno i capigruppo delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia Simona Bonafè e Federico Gianassi, la Responsabile Giustizia della segreteria nazionale Pd Debora Serracchiani, deputate e deputati Pd e rappresentanti del Gruppo del Pd al Senato.

25/08/2025 - 15:52

"Il sottosegretario Durigon propone di usare i soldi del TFR per consentire l’anticipo della pensione a 64 anni. Omette di specificare che quelli sono soldi dei lavoratori e dunque da parte del governo sarebbe una manovra a costo zero. Nessuna restituzione, nessun effettivo superamento della Fornero. Una misura spot che potrebbe essere persino ritenuta poco conveniente dai lavoratori vicini alla pensione. Chiediamo che prima delle interviste sui giornali, il governo venga in Parlamento a spiegare che vuole fare sulle pensioni e dia continuità al tavolo con i sindacati. I messaggi arrivati finora sono troppo contraddittori e non si può fare campagna elettorale sulle aspettative di milioni di persone". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

 

06/08/2025 - 10:03

“Durigon oggi spiega che l’abolizione dell’aumento dell’età pensionabile di tre mesi avverrà nel 2029. Ovvero - guarda caso - dopo le elezioni politiche del 2027. Nel frattempo, cercheranno i soldi per sospendere l’incremento nella prossima manovra di bilancio. Una toppa, non una riforma strutturale. Nei fatti la Lega firma un assegno postdatato ai lavoratori che hanno diritto di andare in pensione a 67 anni impegnando i prossimi governi e non il suo. Basta con la propaganda elettorale sulla pelle dei lavoratori: votino la nostra proposta di legge che elimina definitivamente lo scatto dei tre mesi in base all’aspettativa di vita, senza andare avanti di deroga in deroga”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

31/07/2025 - 19:00

“Con l’ultima revisione delle risorse destinate agli investimenti, il governo Meloni ha tolto oltre 11 miliardi di euro al Sud Italia, sottraendo fondi fondamentali per la realizzazione di opere strategiche. È l’ennesima dimostrazione che questo esecutivo continua a penalizzare il Mezzogiorno sacrificando progetti indispensabili per il suo sviluppo.”
Lo dichiara il deputato dem Marco Lacarra, commentando i dati del Rapporto Camera-Cresme.

“Il rapporto– spiega l'esponente Pd – mostra un taglio che colpirà tanti interventi, tra cui anche il Nodo ferroviario di Bari Nord, un’opera attesa da decenni. Si tratta di interventi cruciali per il nostro territorio perché avrebbero dovuto ridurre il divario infrastrutturale tra Nord e Sud. Invece, con una manovra burocratica e senza alcun confronto con i territori, il governo li ha cancellati con un tratto di penna”.

“Il risultato – conclude Lacarra – è che il Mezzogiorno viene ancora una volta trattato come una zavorra, mentre i cittadini del Sud si vedono negare opportunità di sviluppo e di crescita. È una scelta grave e inaccettabile, che denunceremo con forza in Parlamento e nel Paese".

 

28/07/2025 - 10:59

“Il ministro Giorgetti lo aveva detto chiaramente: dazi oltre il 10% sarebbero stati insostenibili per l’economia italiana. Ora quella soglia è stata superata. Il governo non può più far finta di nulla.

Serve trasparenza: Meloni e Giorgetti vengano subito in Parlamento a spiegare come intendono salvaguardare i conti pubblici. Il rischio di una manovra correttiva non è più un’ipotesi remota, ma un tema concreto che riguarda famiglie, imprese e stabilità economica.

Continuare a tacere o minimizzare sarebbe irresponsabile. Davanti a un impatto potenzialmente devastante per il nostro sistema produttivo, servono verità e risposte immediate” così il vicepresidente della commissione attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo.

 

08/07/2025 - 14:13

Le opposizioni hanno abbandonato oggi i lavori della Commissione sul DL Infrastrutture in segno di protesta contro l’ennesima forzatura della maggioranza e del governo.

“Siamo ormai alla terza versione dell’emendamento ANAS, segno evidente della confusione totale in cui versa l’esecutivo”, dichiarano Marco Simiani e Anthony Barbagallo, capigruppo del Partito Democratico nelle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera. “Si continua a giocare con norme improvvisate e incerte, tentando di scaricare sulle spalle dei cittadini i costi di scelte politiche sbagliate.”

“Dopo il tentativo fallito di introdurre una tassa estiva attraverso l’aumento dei pedaggi autostradali, arriva una nuova proposta che elimina l’obbligo di comunicazione preventiva alla Commissione europea sulla proroga della concessione fino a 50 anni ad ANAS. Il tutto senza chiarire come verranno finanziati gli investimenti sulla rete stradale. Una manovra opaca e pericolosa.”

“Per questo abbiamo deciso di lasciare i lavori della Commissione: non è possibile continuare a discutere un provvedimento che viene modificato fuori sacco, senza condivisione e senza rispetto per gli impegni assunti. Solo pochi giorni fa, il governo aveva dichiarato che non ci sarebbero stati ulteriori emendamenti. Una promessa puntualmente tradita.”

“Non accetteremo che l’incapacità della maggioranza venga pagata dai cittadini. Le risorse per le infrastrutture esistono: basterebbe investirle nella manutenzione e nel potenziamento della rete viaria nazionale, anziché sperperarle in un’opera ideologica e insostenibile come il Ponte sullo Stretto, che continua ad assorbire miliardi sottraendoli alle vere priorità del Paese.”

 

02/07/2025 - 11:44

Mentre le comunità locali continuano a farsi carico dei bisogni dei territori, il Governo Meloni impone nuovi tagli che rischiano di compromettere la tenuta sociale e istituzionale del Paese.

È questo il senso dell’iniziativa promossa dall’On. Nadia Romeo, parlamentare del Partito Democratico, e dal Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani, che mercoledì 2 luglio, alle ore 16.00, terranno una conferenza stampa presso la sala stampa della Camera dei Deputati sul tema “Tagli senza precedenti: il futuro degli enti locali – Dal collasso della finanza locale alle proposte di rilancio dei Comuni”.

Accanto alla deputata Romeo e al portavoce del Coordinamento, Virgilio Caivano, interverranno Elena Maria Gubetti, sindaca di Cerveteri (Roma), Nicola Zanca, sindaco di Gaiba (Rovigo), e Alessandro Gisoldi, tra i promotori della proposta di legislazione differenziata per i piccoli Comuni.

Nel corso della conferenza verrà lanciato l’allarme sui tagli indiscriminati previsti dalla manovra finanziaria: oltre 3 miliardi di euro sottratti agli enti locali tra il 2025 e il 2029. Si tratta di misure che colpiscono in modo particolare i Comuni più piccoli, cancellando risorse vitali per garantire servizi essenziali, manutenzione delle opere pubbliche, interventi per le fasce più deboli e contrasto allo spopolamento.

Ma l’incontro non sarà solo occasione di denuncia. I promotori presenteranno anche proposte concrete per invertire la rotta: dalla riallocazione delle risorse inutilizzate del PNRR al rifinanziamento del Decreto Crescita, fino all’avvio di una nuova stagione legislativa per i piccoli Comuni, fondata su semplificazione, autonomia e responsabilità.

In particolare, la proposta di legislazione differenziata, elaborata dal Coordinamento, punta a riconoscere una cornice normativa più adatta alla realtà dei piccoli centri, per garantire loro strumenti specifici, risorse adeguate e maggiore capacità decisionale.

Per i Comuni italiani, e per l’Italia intera, non è più il tempo dei tagli, ma delle scelte coraggiose.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale ufficiale della Camera dei Deputati.

 

01/07/2025 - 14:25

Stiamo cercando di convincere il governo che da qui ai prossimi anni avremo assoluto bisogno di persone capaci e competenti che affrontino le grandi sfide della giustizia italiana, a partire dall’intelligenza artificiale, dalla digitalizzazione, ma anche da professionalità e forze fresche che aiutino gli uffici giudiziari a funzionare al meglio. Abbiamo presentato, anche grazie ai sindacati, tanti emendamenti e in alcuni casi siamo riusciti ad ottenere qualche passo in avanti che speriamo trovi posto nella prossima manovra di bilancio perché servono risorse per la prima tranche di stabilizzazioni.  Ma non basta, perché nei prossimi tre anni il numero delle persone che andranno in pensione sarà notevolmente superiore a quelli che noi riusciremo a stabilizzare. Quindi ci troveremo con un vuoto che è bene venga colmato con risorse che sono già dentro l'amministrazione giudiziaria, lavorano tutti i giorni e sanno appunto come si svolge questo lavoro. Il Partito democratico è al vostro fianco e continuerà a lavorare in questa direzione, difendendo professionalità che noi riteniamo essenziali per il corretto funzionamento del sistema giustizia.

Così la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, intervenendo oggi al presidio dei precari della giustizia in corso a Roma.

 

11/06/2025 - 12:38

“PNRR a rischio, lavoratori penalizzati e spazi di bilancio prosciugati. Il quadro tracciato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio demolisce pezzo dopo pezzo la narrazione di un’economia in salute, come cercano di raccontarci da tempo la Presidente del Consiglio e il ministro Giorgetti. La realtà, purtroppo, è molto diversa. Le risorse dell’ultima manovra per abbassare l’IRPEF ai lavoratori dipendenti sono già state neutralizzate dall’inflazione dell’ultimo biennio, le speranze di crescita del Paese sono sempre più aggrappate alla piena attuazione di un PNRR che sembra irrealizzabile ogni giorno di più e per rispettare gli impegni internazionali sulla difesa o le promesse agli italiani sulla sanità, il governo Meloni, che ha già aumentato la pressione fiscale da quando si è insediato, sarà costretto ad aumentare ancora le tasse e a tagliare ulteriormente i servizi pubblici tra cui sanità e trasporti pubblico. È questa l’Italia di Giorgia Meloni, dopo appena due anni e mezzo di governo. Un Paese fragile che usa la carota con i ricchi e il bastone con gli ultimi”.

Così il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio, in merito al rapporto dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio presentato oggi.

 

30/05/2025 - 15:15

"Sulla questione dei dazi americani, il governo Meloni si sta muovendo in maniera pericolosamente superficiale, sottovalutando le ricadute concrete sull’economia italiana, in particolare sul Mezzogiorno e su settori strategici come l’agroalimentare e il Made in Italy". Così il deputato dem Claudio Michele Stefanazzi, componente della commissione Finanze.

"È difficile comprendere – prosegue l’esponente Pd - quale sia la vera strategia del presidente Trump. Siamo di fronte a un’alternanza confusa di mosse che, anziché rafforzare l’economia americana, sembrano danneggiarla. I dati economici USA sono allarmanti. Esistono due possibili letture: una, più improvvisata, che sarebbe motivo di forte preoccupazione; l’altra, più calcolata, che punta a ridurre in termini reali il peso del debito pubblico statunitense tramite l’inflazione. Una manovra che, pur essendo folle dal punto di vista economico, avrebbe almeno una sua coerenza interna".

"Quel che è certo – conclude Stefanazzi – è che le conseguenze di questa strategia sono già gravi per l’Italia. In particolare, il Sud rischia di essere colpito in modo devastante. Province come Salerno, Napoli, Nuoro e Crotone vivono in gran parte di export agroalimentare verso gli Stati Uniti. Se il mercato americano si chiude, quelle economie locali vengono spazzate via. Alcuni soggetti vicini al governo hanno provato a minimizzare l’impatto dei dazi, ma è una narrazione fuorviante. I dati parlano chiaro: il 15% del PIL nazionale derivante dal settore Agrifood è in parte legato all’export verso gli USA. Se le tariffe doganali colpiranno fino al 50% delle esportazioni, come si teme, l’impatto sarà catastrofico. Serve subito una strategia nazionale seria per sostenere i produttori più esposti e tutelare territori che rischiano il collasso economico. Il governo non può continuare a ignorare la realtà".

 

22/05/2025 - 19:29

 “La pezza di Salvini è peggiore del buco perché riesce addirittura a mentire due volte. Dice di aver tagliato i fondi per la manutenzione stradale per coprire gli extra-costi del Terzo Valico di Genova e non per il Ponte sullo Stretto ma sono le carte a smentirlo. Il primo taglio fatto nell’ultima manovra, 20 milioni sul 2025, 15 sul 2026 e 275 milioni tolti sul 2029, così come l’emendamento dell’On. Molinari che toglie altri 1,1 miliardi a decorrere dal 2030 sono fatti proprio per destinare quelle risorse allo stesso Ponte. Mentre solo nel secondo taglio, nel Milleproroghe 2025, con cui hanno ridotto lo stanziamento di ben 175 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, compare la giustificazione del Terzo Valico, tra l’altro non in solitaria ma insieme ad altre tratte di Alta Velocità del Nord Italia.”
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“Il Ministro è un bugiardo patologico e in un colpo solo ha provato a imbonirsi i cittadini genovesi che domenica si recheranno alle urne e prendere in giro tutti gli italiani che invece vedranno fermarsi migliaia di cantieri già programmati sulle strade di tutto il Paese. Ambedue i tentativi si rivelano soltanto una pessima figura, l’ennesima nella sua bacheca. E da oggi in avanti, ogni buca sulle strade d’Italia ci ricorderà soltanto la sua incompetenza e l’indegna scorrettezza con cui sta cercando di inquinare quelle elezioni amministrative.”

31/03/2025 - 18:53

“Gli effetti dei dazi imposti da Trump si fanno già sentire: tutte le borse europee, Milano inclusa, hanno chiuso in calo. Ma mentre gli altri Paesi si muovono con determinazione, il governo Meloni resta immobile, prigioniero della scelta irresponsabile di non disturbare il manovratore d’oltreoceano. Proprio ora, più che mai, servirebbe un approccio unitario in sede europea per affrontare questa sfida. È un’emergenza economica reale e il governo italiano ha il dovere di agire subito per promuovere una risposta coordinata e incisiva. Ma Meloni non può permetterselo, perché di fatto è commissariata dai suoi alleati”. Così in una nota il capogruppo democratico nella Commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.

28/03/2025 - 17:16

Interrogazione a Musumeci: chiarire motivo ritardo

“A due settimane dall’ondata di maltempo che ha investito la Toscana provocando danni ingenti a famiglie, aziende e infrastrutture, il governo - nonostante le ripetute richieste del presidente Eugenio Giani - non ha ancora proclamato lo stato di emergenza per la nostra regione. L’area del Mugello è tra quelle più duramente colpite: frane e allagamenti hanno reso inagibili molte abitazioni, oltre che aver interrotto collegamenti stradali e ferroviari. I comuni interessati hanno la necessità di ripristinare nel minor tempo possibile le infrastrutture, ma non esiste nei loro bilanci margine di manovra che permetta di investire risorse. È necessario che il governo non rinvii più il riconoscimento dello stato di emergenza per la Toscana, condizione essenziale per snellire le procedure che permetteranno a enti locali, famiglie e aziende di ottenere le risorse nazionali necessarie a ripristinare le infrastrutture compromesse e sostenerli nella fase di ripresa. Non possiamo lasciare soli le cittadine ed i cittadini del Mugello. Per questo abbiamo presentato alla Camera e al Senato un’interrogazione rivolta al ministro della Protezione civile, Musumeci, per chiarire i motivi di questo ritardo”.

Lo dichiarano i parlamentari Pd eletti in Toscana, Emiliano Fossi, Marco Furfaro, Silvio Franceschelli, Dario Parrini e Ylenia Zambito firmatari delle interrogazioni.

 

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