“Giorgetti in audizione fa un bagno di realtà e la Meloni con il suo video prova a mentire per nascondere quello che faranno di qui a pochissimo. Lo hanno messo nero su bianco: non solo aumenteranno le accise sul gasolio, dopo che la Meloni qualche tempo fa faceva i video in cui prometteva di cancellarle completamente, insieme al suo sodale Matteo Salvini, ma addirittura hanno scritto che la spesa primaria netta, che è la spesa effettuata dalle Pubblica Amministrazione non potrà superare, per i prossimi cinque anni, l'uno e mezzo per cento. Solo per fare un parallelo, negli ultimi 25 anni, la spesa media è stata di 5 punti e mezzo. Quindi significa che ci sarà un livello di spesa che è quattro volte inferiore. Vuol dire che o aumenteranno le tasse per garantire ai servizi o taglieranno i servizi. Se non è una manovra lacrime e sangue questa, poco ci manca”. Lo ha detto il deputato dem Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio, intervistato sui social del Gruppo del Partito Democratico alla Camera.
“In merito a nuove tasse sulla casa, trovo profondamente ingiusto – ha concluso Pagano - che lo Stato, ancora una volta, provi a cambiare le regole del gioco, prendendosela in maniera finta con quelli che sono i fruitori del superbonus, che quando lo hanno realizzato non hanno fatto una cosa contro la legge. Anzi, hanno utilizzato un'opportunità che era prevista dal legislatore italiano. Andare a cambiare oggi le carte in tavola, senza che a monte si sapesse quali erano le regole di ingaggio, si corre il rischio di far perdere quella fiducia già flebile tra gli italiani, i cittadini e le istituzioni. Da questo punto di vista occorre poi distinguere tra colui il quale si è fatto ristrutturare la casa, ma magari è un operaio, un pensionato a reddito basso, che contando sulla cessione del credito ha potuto effettuare questa operazione straordinaria, e chi invece è un manager, un imprenditore, un professionista affermato, che evidentemente, dalla revisione catastale, non avrà un impatto importante sulla sua vita”.
“Sulle tasse la premier non dice la verità ed è stata smentita dal Ministro Giorgetti e dal piano strutturale di bilancio da lui presentato in Parlamento. Nei prossimi sette anni sono previsti sacrifici, tasse e tagli alla spesa: questa è la drammatica realtà. Verranno introdotte nuove tasse che sono state ampiamente annunciate dal diesel alla casa, proseguendo nel solco di quanto fatto con le precedenti leggi di bilancio che hanno alzato l’iva sulle bollette fino a quella sui prodotti per la prima infanzia e le donne. Ci saranno tagli che si aggiungono a quelli già fatti alla spesa sanitaria o nella scuola, e che colpiranno ulteriormente gli enti locali i quali rischiano di non riuscire più a garantire i servizi primari ai cittadini. Il governo è costretto a smentire le tante promesse e la propaganda fatta negli anni passati. C’è una distanza siderale tra gli annunci e la realtà. Siamo estremamente preoccupati perché si preannunciano sacrifici enormi per le famiglie e le imprese”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politche UE, a RaiNews 24
“La manovra del governo non affronta nessun tema reale che riguarda i cittadini come il lavoro, i trasporti e la sanità pubblica. Al contrario, andrà a colpire i soliti noti e renderà più poveri le italiane e gli italiani. Giorgia Meloni e la destra hanno detto che non avrebbero aumentato le tasse ed è falso perché i cittadini ne andranno a pagare di più: quella sulla casa, che il ministro dell’Economia Giorgetti ha confermato in audizione, e quella sulle accise dei carburanti, su cui Giorgia Meloni si era spesa in prima persona salvo poi smentire se stessa, visto che l’aumento delle accise è scritto nero su bianco nel ‘Piano strutturale di bilancio’ “.
Lo dichiara Silvia Roggiani, deputata Pd in Commissione bilancio.
“Il Psb è l'ennesima occasione mancata: è una manovra vuota e priva di progettualità, insomma è il compitino fatto per l’Europa in cui si dice poco e quello che si dice non può che preoccuparci. Mentre il Paese cresce meno di quello che vi siete affannati a raccontare in questi mesi, proponete misure dal cuneo fiscale al taglio dell’Irpef, senza dire come saranno realizzate. Giorgetti conferma che aumenterete le tasse sulla casa per fare cassa mentre sulla sanità non aumenterete di un solo euro le risorse che servono a salvare il SSN”. Così Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera intervenendo in Aula sul Psb.
“I 'sacrifici' – continua Braga - li dovranno fare sempre i lavoratori e i pensionati costretti a pagare una bella “tassa Meloni” sui carburanti – altro che eliminazione delle accise! – rinunciare alle cure mediche, vedere vuoto il carrello del supermercato e a pagare prezzi incontrollati dell’energia. Del Piano casa di cui non c’è traccia, al massimo un nuovo bel condono edilizio. Annunciate tagli pesantissimi a Comuni e Regioni e nuove privatizzazioni a partire dalle ferrovie, quelle che il Ministro Salvini non sa far funzionare e che pensate soltanto di svendere per fare un po’ di cassa”.
“Qui oggi muore il populismo con cui vi siete riempiti la bocca nelle promesse elettorali. Questo piano ci dice che così impegnati a fare la storia avete perso il senso della misura e soprattutto la misura dei vostri fallimenti”, conclude Braga.
“Dal ministro dell’economia nessuna risposta agli appelli delle parti sociali”
“Giorgetti ammette che la crescita del Pil dell’1% nel 2024 non ci sarà. Si sgonfia così tutta la propaganda della destra. Dopo mesi di slogan e promesse, il governo stesso ammette che l’obiettivo che si era dato è irraggiungibile. È molto grave che dal ministro dell’economia non sia arrivata nessuna risposta sulle sollecitazioni e sugli appelli di sindacati, Confindustria e enti locali, che hanno denunciato il pericolo di austerità selettiva per i prossimi anni. Il governo non sta mettendo in campo le necessarie misure per stimolare la crescita e garantire una vera transizione ecologica, mentre decide di portare avanti politiche che colpiranno i soliti noti: lavoratori, pensionati e servizi pubblici, mentre chi evade continuerà a beneficiare dei soliti condoni”.
Così Silvia Roggiani, Deputata Pd in Commissione bilancio.
“Eccesso di ottimismo, mancanza di trasparenza e nessuna chiarezza sul percorso per correggere i conti” è netto il giudizio del capogruppo democratico in commissione bilancio alla camera, Ubaldo Pagano che, nel corso dell’audizione alla camera del ministro Giorgetti ha stigmatizzato come “il Psb sconta gravissime carenze in termini di leggibilità e trasparenza che non consentono al parlamento di poter esaminare nel dettaglio la politica economica. Dal Mef targato destra una gestione torbida come non mai. Il Governo ha infatti approfittato della modifica delle procedure di bilancio per nascondere informazioni fondamentali che erano prima presenti nel Def e nella Nadef. La prossima manovra sarà una sorpresa per il parlamento e questo è sicuramente un passo indietro che non consente di poter valutare cosa dovremo attenderci dal governo. Ed il tutto è aggravato da alcune sibilline definizioni che non vengono chiarite come “il cuneo cambia fisionomia”. Vuol dire che il Governo vuole applicare un decalage ma è evidente che in tale ipotesi ci sarebbero dei/lle lavoratori/trici che ci perdono e la misura costerebbe meno. Solo una cosa è certa: l’ambizioso piano di privatizzazione presentato lo scorso anno è fallito, e nulla si sa su quali asset il governo vuole adesso mettere in vendita”.
Governo sia coerente, in manovra fondi per società sportive
“È stato approvato all’unanimità alla camera l’ordine del giorno del partito democratico che impegna il governo a dare piena attuazione alla riforma del lavoro sportivo. La conseguenza di questo importante impegno che ha preso davanti al parlamento deve essere che già dalla prossima manovra di bilancio il Governo definisca un sostegno economico da erogare direttamente alle società sportive, anche in considerazione del nuovo gettito fiscale che la riforma ha generato. È questo il passo necessario per portare a compimento questa importante riforma” così in una nota il responsabile nazionale Sport del Pd, il deputato democratico, Mauro Berruto.
“Nella prossima legge di bilancio il PD proporrà emendamenti al governo per invertire la rotta e ricominciare a mettere più risorse in sanità ed investire in salute. Il rischio che la salute non sia più un diritto garantito è enorme soprattutto se non verrà fermata l'autonomia differenziata che favorisce la qualità della vita di pochi a scapito di molti”. Così il deputato dem Gian Antonio Girelli a seguito del settimo rapporto Gimbe presentato oggi al Senato.
“Come emerge dal report Gimbe – continua il parlamentare - il SNN rischia l'implosione in termini di capacità di garantire il diritto universale alla cura consegnando al mercato privato l’offerta sanitaria”. “È inaccettabile che 4,5 milioni di persone rinuncino alle cure così come è inaccettabile il calo dell'investimento in prevenzione”, conclude Girelli.
“Un performer più che un ministro. Oggi Giuli alla Camera avrebbe dovuto indicare la linea del ministero che è chiamato a guidare protettore, ha invece interpretato una performance per dimostrare al parlamento, e probabilmente a se stesso, di essere preparato. Tante parole su illustri del passato, nessuna parola concreta sulle politiche del governo. Forse ha male interpretato le ragioni per cui era stato convocato, ci aspettiamo che corregga rapidamente non vorremmo che, come ha fatto Sangiuliano, Giuli consideri il suo ruolo per ambizioni e carriere personali. L’unica conferma che abbiamo avuto oggi è quella degli imminenti tagli che arriveranno con la manovra di bilancio”. Così i componenti democratici delle commissioni Cultura di Camera e Senato.
“Giuli vuole tassare i cittadini che vanno al museo. Ai tagli preannunciati da Giorgetti che peseranno sul ministero della cultura adesso spunta anche una nuova tassazione. Non ci sembra un buon inizio”. Così la capogruppo democratica in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi commenta l’audizione del ministro al parlamento nel corso della quale il neo ministro ha parlato esplicitamente di una tassa di scopo sui biglietti dei musei. “Parole preoccupanti - sottolinea Manzi - che confermano che anche quest’anno il governo Meloni intende utilizzare la cultura per reperire i fondi necessari a coprire il fallimento della propria azione economica”.
“Dagli enti locali arriva un No unanime all’imposizione di nuovi tagli da parte del governo. Il ministro Giorgetti prenda atto dell’avvertimento lanciato oggi dai rappresentanti di Anci e Upi: una nuova spending review indiscriminata come quella dell’ultima manovra rischia di mandare gambe all’aria migliaia di enti locali”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in commissione Bilancio alla Camera, commentando l’audizione dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani e dell’Unione Province d’Italia nell’ambito del Piano strutturale di bilancio di medio termine.
“Con questa legge di bilancio - aggiunge - tutti i nodi stanno venendo al pettine, ma se credono di poter spremere gli enti locali per racimolare risorse, è giusto che gli italiani sappiano quali sono le conseguenze: comuni in default finanziario e servizi pubblici azzerati”.
“Il tentativo del vicepremier Tajani di silenziare Giorgetti è una toppa peggiore del buco perché conferma che il ministro dell’economia è ormai commissariato” così in una nota il capogruppo democratico in Commissione Finanze della Camera, Virginio Merola, che sottolinea “i fallimenti dell’azione di politica economica del governo Meloni è stata certificata dall’Istat che ha rivisto a ribasso le stime di crescita del Pil, nascondere questi dati è impossibile: Il governo si appresta a mettere in campo una manovra di bilancio fatta di nuove tasse, incremento della pressione fiscale e tagli a welfare e sanità”.
“Mentre i dati ISTAT confermano le gravi difficoltà economiche del Paese, segnando un fallimento evidente delle politiche economiche messe in campo dal governo Meloni, il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti si arrampica sugli specchi per nascondere la realtà. Ma sul suo tavolo giace una bozza di manovra di bilancio che prevede nuove tasse, un complessivo inasprimento della pressione fiscale e drastici tagli a tutti i ministeri” così in una nota il capogruppo democratico nella commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano.
“Le tensioni e le contingenze internazionali hanno fatto aumentare il costo delle materie prime e di approvvigionamento di gas ed energia elettrica. L'aumento del costo della vita, del carrello della spesa, dei beni al consumo ha ridotto profondamente il potere d’acquisto delle famiglie e i costi fissi hanno inciso pesantemente sulla competitività delle aziende. Il governo Meloni non ha fatto quello che era necessario: non solo ha messo in atto misure fumose come il prezzo medio della benzina o l’algoritmo sui voli aerei, su cui peraltro hanno dovuto fare marcia indietro, ma ha anche attuato provvedimenti che vanno in direzione esattamente opposta. Il Governo finora ha aumentato le tasse sui beni per la famiglia e la prima infanzia, hanno aumentato l'IVA e gli oneri di sistema sulle bollette, ha ridotto la platea dei beneficiari del bonus sociale su cui noi avevamo fatto un intervento importante che chiedevamo di prorogare. Si tratta di precise scelte politiche che chiamano in causa una forte responsabilità della destra, che sta per confermarle peraltro nella prossima legge di bilancio. La drammatica verità è che l’esecutivo non ha tutelato e non sta sostenendo famiglie e imprese che oggi sono costrette a pagare di più, anzi. Stanno letteralmente mettendo le mani nelle tasche degli italiani”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche UE alla camera, a Punti di vista su Rai2.
“ISTAT conferma l’aumento della pressione fiscale, mentre il governo annuncia nuove tasse nella manovra. Tra queste, spiccano i 70 euro a famiglia sulle accise dei carburanti, la Meloni Tax, in netto contrasto con le promesse fatte dalla presidente del consiglio in campagna elettorale. Il ministro Giorgetti è stato chiaro: il conto sta per arrivare, e saranno gli italiani a pagarne il prezzo, con un aumento delle tasse e una riduzione dei servizi. Una realtà ben diversa da quella prospettata durante la campagna elettorale”. Così il capogruppo democratico nella commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano.