04/10/2024 - 16:25

“Oggi la Commissione presieduta da Sabino Cassese ha annunciato che per l’autonomia differenziata i LEP saranno definiti a dicembre. Il governo dovrebbe chiarire dove pensa di trovare i soldi per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Mentre sulla manovra stanno già litigando, con un Giorgetti smentito dalla stessa Meloni sulle nuove fantasiose coperture, ci troviamo di fronte a una politica economica confusa e a una maggioranza che naviga a vista. Le promesse sull’autonomia differenziata rischiano di crollare sotto il peso di nuove tasse a carico dei soliti noti, mentre agli evasori continuano a concedere condoni, o con tagli ai servizi essenziali. Come sempre, saranno i cittadini a pagarne le conseguenze”.

Così la deputata Silvia Roggiani, segretaria regionale Pd Lombardia.

03/10/2024 - 19:33

“Il ministro dell'Economia Giorgetti sta creando un clima di forte incertezza nel Paese. Mai prima d’ora avevamo assistito a una serie così contrastante di dichiarazioni riguardo alla manovra economica, con continui cambi di rotta e annunci confusi su nuove tasse. Questa situazione non solo genera preoccupazione tra i cittadini, ma ha già avuto ripercussioni negative sui mercati, come dimostrano gli effetti registrati in Borsa. La mancanza di chiarezza da parte del Governo sul contenuto e sulle misure della manovra economica è allarmante. In un momento così delicato per l’economia nazionale, l’Italia ha bisogno di stabilità e certezze, non di dichiarazioni contraddittorie che gettano nel panico imprese, famiglie e investitori. Una gestione irresponsabile”. Così in una nota il capogruppo democratico in commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.

03/10/2024 - 17:13

“Le recenti dichiarazioni del ministro Giorgetti, che annuncia una manovra di “lacrime e sangue”, e l’esortazione della presidente Meloni al ministro Giuli di intensificare i tagli al Ministero della Cultura, rappresentano un attacco inaccettabile a uno dei settori più vitali e strategici del nostro Paese. Se quanto apprendiamo fosse confermato nei fatti, per il secondo anno consecutivo, la cultura verrebbe brutalmente colpita da una politica di tagli che non solo mina il futuro di un comparto già fragile, ma dimostra anche un approccio cinico, volto a penalizzare volontariamente quei mondi culturali percepiti come ostili alla maggioranza attuale. La cultura non può e non deve essere trattata come una semplice voce di spesa da cui attingere per fare cassa. È una follia che, invece di investire in un patrimonio che ci rende unici al mondo, si scelga di infliggere tagli che si ripercuoteranno su teatri, cinema, musei, biblioteche, editoria e su tutti quei luoghi che danno vita alla nostra identità culturale e storica. Questo Governo dimostra ancora una volta di non avere una visione per il futuro del Paese, preferendo logiche punitive e miopi, che danneggiano i settori creativi e culturali che invece dovrebbero essere sostenuti e valorizzati. Giuli smentisca questa nuova sforbiciata” così la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi.

03/10/2024 - 17:08

“La maschera è caduta, le bugie della destra vengono svelate da Giorgetti. Sarà una Manovra lacrime e sangue che colpirà le pensioni, il welfare, la sanità, gli enti locali, le imprese, i lavoratori e i giovani. Il Paese è fermo, senza chiodi da incolpare, solo la loro incapacità.” Così la vicepresidente del Pd, la deputata democratica, Chiara Gribaudo.

03/10/2024 - 14:26

“Meloni predica bene e razzola male. In campagna elettorale aveva promesso l'abolizione delle accise sul carburante e a distanza di pochi anni, fa cassa sul trasporto privato aumentandole sul gasolio per racimolare 3 miliardi. Come vorrà giustificare l'ennesima promessa non mantenuta e addirittura aggravata per le tasche degli italiani?” Lo dichiara la deputata Ouidad Bakkali commentando il dietrofront del governo contenuto nel Piano strutturale di bilancio 2025-2029. “È fondamentale che l'esecutivo smentisca immediatamente e corregga una manovra che danneggia operatori e famiglie perché, citando Meloni, 'il grosso deve finire nella mia macchina e non in quella dello Stato”, conclude Bakkali.

03/10/2024 - 13:58

Aumentano le accise sul diesel e nemmeno un euro per il trasporto pubblico. Tasse per i cittadini e condoni per gli amici: ecco come fanno quadrare i conti rimangiandosi le promesse elettorali. Ve la ricordate la scenetta dal benzinaio?

Lo scrive su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

26/09/2024 - 14:54

“In Italia le donne ancora devono scegliere tra i figli e la carriera. É un gigantesco problema nazionale: il Paese è bloccato ormai da decenni in una spirale di bassa occupazione femminile, persistenti diseguaglianze di genere e bassa natalità. Per questo è necessaria una misura che intervenga strutturalmente, come il congedo di paternità paritario e universale, retribuito al 100%”  afferma la deputata del Pd Lia Quartapelle a seguito della presentazione dello studio condotto da Tortuga Think Tank “Genitorialità condivisa: esperienze dai congedi di paternità aziendali” oggi alla Camera dei Deputati. “Ciò che è emerso dallo studio è che l’estensione del congedo di paternità porta benefici sia per le aziende, sia per i lavoratori, ma non può essere un privilegio di pochi e dunque serve un intervento legislativo che porti un cambiamento concreto e definitivo. Rivolgiamo dunque un appello - anche in vista della legge di bilancio - al governo e alla presidente Meloni, che in questi anni ha fatto della genitorialità e della natalità una delle priorità nel suo lavoro: basta con tante piccole misure di poco impatto. Concentriamo le risorse della legge di bilancio in un intervento strutturale, il congedo di paternità paritario e universale a 5 mesi, che può essere la chiave per dare più diritti ai papà, aiutare le famiglie, ridurre le diseguaglianze tra lavoratori e lavoratrici e cambiare la società italiana”.

24/09/2024 - 16:09

Misura va potenziata, non certo tagliata

“In questi giorni si apprendono notizie sempre più preoccupanti riguardo la futura legge di bilancio e le possibili modifiche inerenti la misura dell’assegno unico e universale. Abbiamo chiesto al governo se intenda incrementare le risorse finora stanziate, anche al fine di uniformarsi a quanto richiesto dall’unione europea visto che tale strumento, ad oggi, ha raggiunto il 91% dei beneficiari. La risposta è stata sconfortante: il governo parla, infatti, di impegni compatibilmente con gli stringenti vincoli di bilancio. Firmano una cambiale in bianco con cui promettono di sostenere il potenziamento di tutte le misure a favore della famiglia e della natalità. Sì ma con quale risorse?”. Così in una nota la deputata democratica, componente della commissione affari sociali della camera, Ilenia Malavasi al termine del question time in commissione con il ministero del Lavoro. “Un linguaggio burocratese – sottolinea - per dire che i fondi ad oggi non ci sono e che non hanno idea di dove andarli a reperire. Per noi l’assegno unico e universale è uno strumento fondamentale di sostegno alla natalità e riteniamo che l’unica vera strada percorribile sia quella di aumentare le risorse attualmente stanziate visto che l’assegno unico andrebbe rafforzato, anche con modifiche, ma non certo tagliato. Si tratta, infatti, dell’unica misura che ha permesso fino ad ora di superare la frammentazione preesistente, in cui tanti piccoli provvedimenti, fra detrazioni fiscali e trasferimenti, avevano portato a un disegno totalmente casuale, da cui erano escluse ampie fette di popolazione. La verità è che il governo che ha fatto della difesa della famiglia un vessillo ideologico, non sta facendo un bel niente. Nessun atto concreto anzi la proposta surreale di cambiare le misure che funzionano. Finora sul tema della natalità sono state date risposte completamente inadeguate e lontanissime dalle promesse elettorali. Per il Pd la difesa dell’assegno unico è una priorità e le risorse per le famiglie un investimento. Ma bisogna crederci davvero senza propaganda. Faremo le nostre proposte in legge di bilancio e scopriremo che le promesse del governo erano l’ennesimo bluff”.

16/09/2024 - 12:38

Manzi: Giuli venga in parlamento a presentare priorità manovra

“Dal mondo dell’editoria arriva una sonora bocciatura all’azione del governo Meloni che in questi due anni con il ministro Sangiuliano ha messo in campo politiche fallimentari a 360 gradi. Il neo ministro Giuli venga urgentemente in parlamento a definire le proprie linee d’azione, le priorità per la manovra e spieghi come vuole rispondere ai tanti comparti della cultura che, giorno dopo giorno, stanno prendendo le distanze da quanto portato avanti dal governo finora. La “continuità nella discontinuità’ evocata dalla Meloni sarebbe un atroce fallimento, Giuli non perda altro tempo non accetteremo ulteriori tagli alla cultura anche in questa manovra di bilancio”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi.

15/09/2024 - 20:50

“E’ davvero un personaggio singolare questo ministro della Pubblica Amministrazione che annuncia che in manovra si batterà per togliere il tetto di 240.000 euro annui agli stipendi dei supermanager pubblici, ma ammette di non riuscire a trovare tutti i soldi per rinnovare il Contratto del Pubblico Impiego e consentire ai dipendenti dello Stato di recuperare il potere d’acquisto perduto in questi anni. Zangrillo fa parte della stessa combriccola di Governo che ha negato 9 euro orari di salario minimo a tre milioni e mezzo di lavoratori poveri spiegando che era una misura inutile. E’ immorale chiedere i sacrifici sempre agli stessi, a quelli che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo, a chi continua a portare avanti la sanità, la scuola, la Pubblica amministrazione nonostante gli stipendi più bassi d’Europa”.

Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd nella commissione Lavoro della Camera.

15/09/2024 - 18:28

“Il Ministro Giorgetti sta ‘bullizzando' il Parlamento e il presidente Fontana per nascondere il suo fallimento. La verità è chiara: i conti non tornano. La Manovra presentata dal governo manca di coperture adeguate ed è basata su una stima di crescita del Pil che l’Istat ha dimezzato, smentendo le previsioni dell'esecutivo. Di fronte a questi numeri, la corsa all’aumento delle tasse a cui stiamo assistendo è il risultato dell’incapacità politica e gestionale del ministro Giorgetti e di chi lo sostiene. Anche la tassazione agevolata al 5% per gli infermieri, presentata come una misura a favore di una categoria strategica e che in sostanza non vi vede contro, viene in realtà coperta sottraendo risorse al Fondo Sanitario Nazionale. Questo significa una riduzione ulteriore delle risorse disponibili per i rinnovi contrattuali, per compensare l’inflazione, per l’aggiornamento dei macchinari diagnostici, per l’introduzione dei nuovi LEA e per l’abbattimento delle liste d’attesa. A pagare saranno sempre gli stessi: famiglie e imprese, che subiranno un ulteriore aumento della pressione fiscale mentre l’economia rimane ferma. Chiediamo trasparenza. In queste condizioni, non è possibile un esame completo e serio degli emendamenti che il governo ha presentato tramite i relatori”. Così il capogruppo democratico in commissione Bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano.

13/09/2024 - 15:21

"Giorgia Meloni in questi anni ha ripetuto i suoi mantra continuamente, ma il governo dei patrioti e per la famiglia non è stato in grado di produrre nessuna piccola azione che risulti efficace in tal senso. Solo slogan e propaganda. Siamo un Paese in cui è sempre più complesso riuscire a conciliare occupazione, carriera e cura dei figli. Le madri lavoratrici che rassegnano le dimissioni sono in aumento e questo per mancanza di servizi adeguati a sostegno della genitorialità. Tutto il peso del lavoro di cura grava allora sulle spalle delle madri. Per questo le donne, a parità di istruzione o addirittura con istruzione superiore rispetto agli uomini, ricoprono posizioni e percepiscono retribuzioni più basse. L’assenza di servizi all’infanzia o di misure dirette al work-life balance, come settimana corta o smart working, non consentono di conciliare il ruolo genitoriale con quello professionale. Leggiamo da indiscrezioni di stampa che ci sarebbero 5-6 miliardi da destinare alla famiglia. Bene. Chiediamo al governo di usarli per una misura strutturale che cambierebbe la vita di tante persone e incentiverebbe davvero la natalità: si chiama congedo paritario per entrambi i genitori, con 5 mesi pagati al 100% non trasferibile. Approviamo subito un congedo paritario pienamente retribuito per entrambi i genitori. Sarebbe un segnale forte e un atto concreto verso le politiche a sostegno della genitorialità. Sia la madre che il padre avrebbero diritto allo stesso periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, senza differenze di genere, per partecipare alla crescita e alla cura del figlio. Si passerebbe dalle politiche, invocate e mai attuate, di conciliazione pensate per le sole donne, a politiche di condivisione e conciliazione pensate per entrambi i genitori.  Il governo esca dalla propaganda e si confronti con la nostra proposta che cambierebbe strutturalmente la legislazione attuale, che prevede solo 10 giorni di astensione dal lavoro per i papà, e rappresenterebbe un’azione diretta per il sostegno alle famiglie e di contrasto alla crisi della natalità". Lo dichiarano in una nota i deputati della segreteria nazionale PD Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche e welfare, e Cecilia Guerra, responsabile lavoro.

10/09/2024 - 14:21

Il PUN passato da 86 euro  MWh ad aprile a 128 euro nel mese di agosto e settembre

“L’ufficio studi di Confindustria aveva lanciato l’allarme già ad aprile con un ampio e documentato rapporto previsionale, e i sindacati del settore industria avevano rilanciato l’allarme, con diversi esponenti dei partiti di opposizione, ma in questi mesi il Governo è stato inerte” dichiara Silvio Lai, deputato PD della commissione bilancio a Montecitorio.
“Le aziende italiane che speravano in una ulteriore riduzione nel 2024 dei costi dell’energia si sono ritrovate una mazzata vera e propria in soli 5 mesi con il Prezzo Unico Nazionale dell’energia che è ritornato ai livelli di un anno prima quando è iniziata la discesa dopo l’anno orribile, il 2022.”
“Il PUN è passato da 86 euro per MWh di aprile a 128 euro di agosto con punte a settembre tra 134 e 168 euro. Le bollette energetiche sono schizzate del 50% da aprile ad agosto, chi pagava 12.000 euro al mese si è ritrovato con bollette da 18.000 euro, e non c’è una prospettiva di discesa né a settembre né ad ottobre” prosegue il deputato Dem “sono costi a cui vanno aggiunti gli interessi bancari di chi aveva fatto investimenti che sono anche quadruplicati, sommando i quali le piccole e medie imprese a rischio di chiusura sono numerosissime, soprattutto nel Mezzogiorno”.
“È un governo senza idee sulle politiche industriali o con altre priorità come emerge dalle prime ipotesi sulla manovra non sembrano porre all’ordine del giorno interventi che mantengano il tessuto delle piccole imprese italiane, sicuramente un governo con molte altre distrazioni” conclude Lai.

09/09/2024 - 13:48

“Concentrare risorse su sanità, scuola e politiche industriali”

“Una legge di bilancio in cui la destra continua a promettere tutto a tutti, quando in realtà le poche risorse a disposizione dovrebbero essere utilizzate per alcune missioni strategiche: rafforzare la sanità, garantire un'istruzione di qualità e delle politiche industriali che ci proiettino verso il futuro”.

Così Ubaldo Pagano, capogruppo PD in commissione Bilancio della Camera, in vista del vertice di maggioranza sulla manovra in programma oggi a palazzo Chigi.

03/09/2024 - 17:10

Scarse risorse per la sanità e nessuna riforma all’orizzonte. Siamo all’emergenza che diventerà drammatica con l’Autonomia. Si gioca con la vita dei cittadini in un Paese che invecchia e si impoverisce. Il Governo inverta la rotta nella manovra, la salute è un diritto per tutti.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati commentando i dati della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria.

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