22/08/2025 - 14:06

"Almeno un quarto della popolazione di Gaza, circa mezzo milione di persone, rischia di morire di fame. L’allarme è stato lanciato dall’Ipc delle Nazioni Unite, che ha dichiarato lo stato di carestia a Gaza, la prima in Medio Oriente. Una carestia che è il risultato apocalittico della decisione del governo israeliano di usare la fame come arma di guerra. Un dramma studiato a tavolino, come i bombardamenti degli ospedali, delle scuole, delle case, dei luoghi di culto. Come le uccisioni mirate delle persone affamate in coda per ricevere aiuti alimentari. Come gli ordini di evacuazione di massa da Gaza City quando non esistono, da molto tempo, luoghi sicuri dove rifugiarsi.
È un piano preciso di genocidio del popolo palestinese che deve essere fermato e non può restare impunito.
Non ci stancheremo mai di chiedere sanzioni per Israele, l'embargo sul commercio di armi e tecnologie militari, la sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele e l'invio dei caschi blu dell'Onu nella Striscia di Gaza. Di fronte a questo abisso il mondo non può restare a guardare. Non è più sopportabile l’inerzia del governo Meloni che si limita a criticare a parole l’operato dell’alleato Netanyahu senza prendere iniziative di alcun genere, trascinando l'Italia nella vergogna. l’Unione europea si svegli dal suo colpevole torpore e metta in atto azioni concrete per fermare Benjamin Netanyahu. L’Ue, che nasce come progetto di pace, non può farsi complice di un genocidio". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. 

21/08/2025 - 16:43

“Le azioni di Netanyahu e della destra israeliana radicale rappresentano una minaccia non solo per il popolo palestinese ma per la stabilità e la sicurezza internazionale. L’invasione di Gaza e l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania sono atti che violano il diritto internazionale e mettono a rischio la possibilità stessa di costruire un futuro di pace in Medio Oriente”. Lo dichiara il deputato Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa.

“Per questo - prosegue l’esponente dem - chiediamo al governo Meloni di abbandonare ogni ambiguità e di assumere una posizione chiara: servono sanzioni, embargo sulle armi, sospensione degli accordi di cooperazione con Israele, in linea con una risposta europea forte e unitaria. Non si può restare complici, né girare lo sguardo di fronte a un disegno che punta ad annientare il popolo palestinese”.

“L’Italia - conclude Graziano - deve contribuire attivamente a fermare Netanyahu e a rilanciare un percorso di pace giusta e duratura, basata sul riconoscimento dello Stato di Palestina e sulla garanzia di sicurezza per Israele. Ogni esitazione rischia di rendere vano l’impegno della comunità internazionale e di tradire i valori di umanità e giustizia che il nostro Paese è chiamato a difendere”.

 

10/08/2025 - 13:30

"L'appello allo sciopero generale lanciato da Yair Golan, leader del principale partito della sinistra israeliana, è  la dimostrazione che c'è  un'Israele democratica che vuole la pace e rifiuta l'avventura in cui Nethanyahu vorrebbe precipitare Israele e Gaza." Lo ha dichiarato Piero Fassino Presidente del Comitato Medio Oriente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. "L'appello di Golan - sottolinea Fassino - indica quanto acuti siano i rischi per la democrazia israeliana e la necessità di reagire per difendere il patrimonio liberale e democratico della società israeliana" "E' un dovere morale e politico - conclude Fassino - sostenere chi in Israele, e anche a Gaza, si batte per la fine della guerra, la salvezza degli ostaggi, la salvaguardia della popolazione  palestinese da una  ecatombe e la ricostruzione di un percorso di pace"

 

08/08/2025 - 12:28

 "La decisione del governo Nethanyahu di invadere e occupare l'intera striscia di Gaza e' una folle avventura che va fermata prima che la popolazione di Gaza debba subire altri lutti, altre sofferenze, altre distruzioni." Lo ha dichiarato Piero Fassino, Presidente del Comitato Medio Oriente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. "Una guerra senza quartiere e di totale distruzione - ha sottolineato Fassino - è quel che Hamas ha cercato fin dal 7 ottobre e Nethanyahu l'ha asseconda con una decisione che non è  condivisa dai vertici militari, dall'opposizione politica e da una vasta parte della societa israeliana". "Con insensata e irresponsabile decisione - sottolinea ancora Fassino -  Nethanyahu mette a rischio la vita degli ostaggi, provoca una catastrofe umanitaria, scatena una invasione da cui Israele non sapra' come uscire. E l'isolamento internazionale di Israele crescera' ancor di piu' ". "E indispensabile in queste ore - conclude Fassino - la piu' forte e immediata azione della comunità internazionale per ottenere la liberazione degli ostaggi, fermare l'escalation militare e garantire gli aiuti umanitari necessari alla sopravvivenza della popolazione palestinese".

04/08/2025 - 17:45

"Le immagini drammatiche delle condizioni disumane a cui sono sottoposti gli ostaggi israeliani impongono di mettere fine all'abisso dell'orrore. Si liberino subito tutti gli ostaggi, si interrompano le operazioni militari, si rimuova ogni ostacolo all'inoltro degli aiuti umanitari. Nulla più giustifica che si prolunghi una tragedia che già ha provocato un enorme numero di vittime, atroci sofferenze e la distruzione di un intero territorio." Lo ha dichiarato Piero Fassino, Presidente del Comitato Medio Oriente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa.

24/07/2025 - 11:57

“La fame come arma di guerra, bombe sui civili inermi, i bambini senza cibo. È la barbarie di Netanyahu a Gaza: contro diritto internazionale e umanità. L'UE esca dalla retorica, ogni azione è urgente fino all’invio dei caschi blu come è sempre avvenuto per fermare i crimini” così il capogruppo democratico nella commissione Esteri della Camera, Enzo Amendola.

16/07/2025 - 20:00

Netanyahu continua la sua politica di aggressione degli altri paesi del Medio Oriente spingendosi perfino a bombardare la capitale della Siria, Damasco, dove l'Idf ha colpito il palazzo presidenziale e il ministero della Difesa: un morto e 18 feriti è, al momento, il bilancio dell'azione.
Una mossa che niente ha a che vedere con la difesa dei drusi che Israele ha dichiarato di volere portare avanti. Tanto più che proprio i drusi avevano appena annunciato un accordo con le forze governative che li avevano attaccati nei giorni scorsi.
Benjamin Netanyahu si conferma la figura più destabilizzante per l'intera regione perché continua a violare la sovranità nazionale di altri paesi.
Pur di raggiungere l'obiettivo della "Grande Israele", che prevede l'invasione di territori di altri stati, è disposto anche ad andare contro i propri alleati. Come Trump, che aveva appena tolto le sanzioni alla Siria e aveva da poco incontrato a Ryad il leader siriano Al Jolani.
Come già successo con la guerra contro l'Iran, Netanyahu manipola Trump per renderlo funzionale ai suoi disegni espansionistici: Gaza, la Cisgiordania, il Libano, parte della Siria, dell'Iraq, oltre alla Giordania e a parte dell’Egitto devono diventare territorio israeliano.
Un piano folle che va fermato prima che sia troppo tardi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

03/07/2025 - 18:33

Anche l'assemblea parlamentare dell'OSCE chiede agli stati membri – ben 57! – di riconoscere lo stato di Palestina. La situazione è ogni giorno più drammatica, non si fermano le armi e non si fermano gli atti di crudeltà da parte di Netanyahu.
Per questo il Pd continua a chiedere a Giorgia Meloni di uscire dal silenzio e di condannare fermamente i crimini del governo israeliano. Ormai è in gioco la dignità del nostro Paese perché dalla Premier non arriva una parola di condanna, né un’azione per contribuire alla pace in Medio Oriente. Ci sono alcuni atti concreti come la sospensione dell'accordo di collaborazione tra l'UE e Israele e la sospensione del Memorandum di collaborazione militare tra Italia e Israele che possono essere passi importanti di pressione internazionale.
Spagna, Norvegia e Irlanda hanno già riconosciuto lo stato di Palestina. Che aspetta l’Italia?

Così in una nota, i capigruppo Pd di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, e il capo delegazione Pd al Parlamento Europeo, Nicola Zingaretti.

 

25/06/2025 - 18:24

Presentata interrogazione a Tajani su legittimità trasporto missili in Medioriente

“Quanto accaduto all’aeroporto di Brescia Montichiari con la mobilitazione promossa da USB segna un momento importante e coraggioso di consapevolezza civile e democratica. Il rifiuto di caricare e scaricare armamenti non è solo un atto sindacale, è una presa di posizione etica che trova piena legittimità nei valori costituzionali del nostro Paese, a partire dall’articolo 11 che stabilisce con chiarezza che l’Italia ripudia la guerra.” Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato democratico e componente della Commissione Affari Sociali della camera annunciando un’interrogazione parlamentare a Tajani sulla legittimità dell’invio in medioriente di armamenti e materiale bellico dall’aeroporto di Montichiari. “La possibilità di esercitare l’obiezione di coscienza va difesa e garantita, tanto per i singoli quanto per le organizzazioni dei lavoratori. È giusto e necessario che chi opera nei luoghi civili del lavoro possa scegliere di non essere parte di una filiera che alimenta conflitti e violenze. La politica deve ascoltare questo grido di responsabilità, non reprimerlo. Esprimo quindi il mio sostegno alla campagna promossa da USB e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che vi aderiscono. La pace non è un’utopia: è una scelta che si pratica, anche nei gesti concreti, anche rifiutandosi di caricare strumenti di morte. Lo dobbiamo alla nostra Costituzione, alla nostra coscienza e al futuro delle prossime generazioni”. Su questo tema il Pd ha depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo cosa intende fare per verificare la legittimità di questi trasporti.

 

25/06/2025 - 14:49

“Il governo Meloni arriva al Consiglio Europeo in una condizione di marginalità evidente. Mentre Francia, Germania e Regno Unito lavorano da tempo in modo coordinato per costruire una voce europea autorevole sullo scenario internazionale, a partire dalle crisi in Medio Oriente, l’Italia appare isolata e priva di una strategia. È una debolezza che non danneggia solo il governo, ma l’interesse dell’intero Paese”. Così il deputato dem Gianni Cuperlo.

“La presidente Meloni – prosegue l’esponente Pd - si difende dicendo che quel formato a tre esiste da vent’anni, ma questo non è un buon motivo per restare passivi. È urgente colmare il vuoto di credibilità e autorevolezza della nostra diplomazia. In merito al rapporto con gli Stati Uniti, preciso che parliamo di un alleato storico, che ha contribuito alla nostra liberazione. Ma l’amicizia vera si misura nella capacità di dire con franchezza quando l’alleato sbaglia. E oggi, le scelte dell’amministrazione Trump rischiano di incendiare il quadro globale. Prometteva pace in 48 ore, ma stiamo assistendo all’esatto contrario”.

“L’uso dello slogan ‘Si vis pacem, para bellum’ – conclude Cuperlo - va bene al liceo classico in tempo di esami, ma usato fuori contesto rappresenta una forzatura culturale. L’Unione Europea è nata per garantire pace dopo i drammi del Novecento, non per militarizzarsi. Serve un investimento politico e diplomatico nella pacificazione del continente, dove da tre anni l’Ucraina subisce un’aggressione che ha già provocato oltre 600 mila vittime. Il Partito Democratico chiede il riconoscimento dello Stato palestinese, il cessate il fuoco immediato, la liberazione incondizionata degli ostaggi e l’apertura di corridoi umanitari. Quella carneficina è un’offesa alla civiltà.

 

23/06/2025 - 17:35

“Vorremmo sapere a quale giustificazione vogliano appellarsi la presidente Meloni e il ministro Urso sull'andamento del prezzo del carburante cresciuto in modo esponenziale solo negli ultimi giorni. Al netto della situazione pericolosa della guerra in Medio Oriente e soprattutto nell'Iran, la benzina ha già sfondato la soglia psicologica dei 2,3 euro al litro in autostrada e si avvicina ai 2 euro nei self service. Non era forse Giorgia Meloni che annunciava l'abolizione delle accise? Che fine hanno fatto i cartelli obbligatori dei prezzi medi di riferimento nelle stazioni di servizio, volute dal ministro Urso? Il governo è assente ingiustificato”. Lo dicono in una nota i deputati Alberto Pandolfo e Anthony Barbagallo, rispettivamente capogruppo Pd in Commissione Attività Produttive e in Commissione Trasporti alla Camera.

“Alla vigilia delle vacanze estive di molti italiani – continuano i parlamentari - sarebbe necessario che il governo intervenisse seriamente e senza la solita propaganda che non porta a nulla. Oltre ad un pronto intervento sui prezzi, il governo deve dare un segnale forte per interrompere i fenomeni speculativi che sfruttano il conflitto e la possibile chiusura dello stretto di Hormuz che alimentano le variazioni al rialzo del prezzo dei carburanti. Se Meloni 'valuta', gli italiani pagano”, concludono Pandolfo e Barbagallo.

 

22/06/2025 - 16:11

“Occorre evitare in ogni modo un’ulteriore e pericolosissima escalation in Medio Oriente e riaprire quanto prima trattative negoziali. Trump prometteva di fermare i conflitti in corso in 24 ore. Il mondo oggi è invece in fiamme. La logica delle armi e della guerra può generare solo altra distruzione e terrore. L’Europa assuma un ruolo da protagonista per una ripresa dei negoziati diplomatici insieme con le istituzioni multilaterali internazionali per fermare gli attacchi ed evitare il rischio di ulteriori allargamenti del conflitto. Il governo italiano faccia la sua parte, sostenendo tutte le iniziative a livello europeo ed internazionale per la de-escalation”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd nella commissione politiche europee alla Camera.

17/06/2025 - 15:00

"L'Iran sarà libero, ma grazie alle sue figlie e ai suoi figli, non con la violenza esterna ma con la forza di una società civile che continua a resistere". Sono le parole di Parisa Nazari e Shady Alizadeh, attiviste iraniane del movimento "Donna, vita, libertà" in Italia in un appello pubblicato oggi su La Stampa
La democrazia è un processo politico e culturale: non si impone con le bombe e uccidendo civili innocenti. Ce lo insegna la storia recente: tutte le volte che il cosiddetto "Occidente" ha tentato di "esportare la democrazia" o ribaltare regimi autoritari con i bombardamenti i risultati sono stati disastrosi. Penso all'Iraq, all'Afghanistan, alla Siria, alla Libia.
L'aggressione arbitraria nei confronti del regime totalitario di Khamenei voluta dello stesso Netanyahu già accusato di crimini di guerra per lo sterminio in corso a Gaza, non solo destabilizza ulteriormente un'area, il Medio Oriente, già poco stabile, ma rischia di ricompattare la società iraniana che ora si sente minacciata oltre che dagli ayatollah anche dai missili israeliani. E' quello che ci stanno dicendo molto chiaramente, in queste ore, attiviste e attivisti iraniani e noi dovremmo ascoltare la loro voce. Se l'obiettivo è, davvero, un Iran libero e democratico, le bombe si devono fermare.
Ma l'obiettivo di Netanyahu non è questo e non è neanche la difesa di Israele, dato che le voci su una possibile arma nucleare iraniana si susseguono da 40 anni. Ha arbitrariamente scelto di bombardare l'Iran alla vigilia del sesto round di negoziati tra Teheran e Washington proprio sul nucleare e del vertice Onu per il riconoscimento dello Stato di Palestina facendo saltare entrambi gli appuntamenti e oscurando lo sterminio in corso a Gaza. Una scelta cinica a spese della popolazione civile iraniana e israeliana". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

15/06/2025 - 12:13

"Sto partecipando a Marzabotto alla bellissima manifestazione per la Pace. Davvero un fiume di gente in marcia verso Monte Sole. Una grande speranza in giorni così drammatici. Non bisogna rinunciare a battersi perché tacciano le armi e si riapra una prospettiva di dialogo. Marzabotto è ancora un volta terra di pace, in un lungo percorso di impegno sul conflitto in Medio Oriente, ricordo i campi di pace fra ragazzi palestinesi ed israeliani nella Scuola di Pace".  Così Andrea De Maria, deputato Pd, dalla marcia per la pace  marcia 'Save Gaza'.

13/06/2025 - 11:04

"Considero l'Iran un regime liberticida e sono per l'abolizione di tutte le armi nucleari, ma l'attacco di Israele di poche ore fa è una gravissima violazione del diritto internazionale e destabilizza ulteriormente l'intera regione mediorientale.
E' gravissimo che alla vigilia del sesto round di negoziati sul programma nucleare avviati dagli Usa, Tel Aviv decida di attaccare massicciamente l'Iran infiammando ulteriormente la già esplosiva situazione del Medio Oriente.
Bombardando siti, uccidendo scienziati, colpendo la capitale iraniana, Israele bombarda anche il negoziato, già molto difficile. L'Italia è sempre stata a favore del negoziato adoperandosi, in passato, per la sua riuscita. Oggi assistiamo ad un imbarazzato e imbarazzante silenzio del governo Meloni.
Netanyahu ha deliberatamente scelto di gestire i rapporti con gli altri paesi dell’area passando esclusivamente dall'uso della forza e delle armi, violando costantemente la sovranità nazionale altrui. Lo ha fatto con l'Iran, con la Siria, con il Libano e con la Palestina.
Questo ovviamente non è un modo per ottenere risultati: serve solo al premier israeliano per mantenere il suo potere. Sa benissimo che se finisce il conflitto, lui perde il suo ruolo. Per Netanyahu finché c'è guerra c'è speranza, ma noi non possiamo accettare questa logica che rischia di trascinarci tutti nel baratro. Netanyahu va fermato: a Gaza, in Cisgiordania e in tutto il Medio Oriente". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

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