10/02/2026 - 17:39
Ogni intervento pubblico del ministro Nordio conferma un’idea inquietante: l’obiettivo non è riformare la giustizia, ma sottomettere la magistratura e affermare il principio secondo cui chi vince le elezioni deve poter governare senza contrappesi e senza limiti". Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico, commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che oggi ha affermato che un’eventuale vittoria del No non sarebbe "una vittoria della Schlein ma delle procure".
"Siamo davanti a una vera e propria ossessione – prosegue Serracchiani –. Per Nordio, se vince il Sì sarà una vittoria della politica che vuole le mani libere, che pretende di agire indisturbata, senza controlli e senza equilibri. È una visione pericolosa e sbagliata della democrazia".
"La “sovranità limitata” evocata dal ministro non è quella del popolo, ma quella di una politica che, una volta vinte le elezioni, pensa di dover comandare su tutto e su tutti, inclusa la magistratura. Noi crediamo esattamente nel contrario: nella separazione dei poteri, nei contrappesi, nello Stato di diritto. Senza scorciatoie autoritarie".

Giustizia: Serracchiani (Pd), da Nordio ossessione per una politica senza controlli
 
"Ogni intervento pubblico del ministro Nordio conferma un’idea inquietante: l’obiettivo non è riformare la giustizia, ma sottomettere la magistratura e affermare il principio secondo cui chi vince le elezioni deve poter governare senza contrappesi e senza limiti". Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico, commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che oggi ha affermato che un’eventuale vittoria del No non sarebbe "una vittoria della Schlein ma delle procure".
"Siamo davanti a una vera e propria ossessione – prosegue Serracchiani –. Per Nordio, se vince il Sì sarà una vittoria della politica che vuole le mani libere, che pretende di agire indisturbata, senza controlli e senza equilibri. È una visione pericolosa e sbagliata della democrazia".
"La “sovranità limitata” evocata dal ministro non è quella del popolo, ma quella di una politica che, una volta vinte le elezioni, pensa di dover comandare su tutto e su tutti, inclusa la magistratura. Noi crediamo esattamente nel contrario: nella separazione dei poteri, nei contrappesi, nello Stato di diritto. Senza scorciatoie autoritarie".

02/02/2026 - 13:29

“Carlo Nordio continua imperterrito a prendere in giro l’intelligenza degli italiani. Oggi si erge a difensore della ‘sacralità’ del Parlamento, arrivando a definire addirittura ‘blasfeme’ le critiche alla riforma costituzionale sulla giustizia. Peccato che dimentichi un dettaglio fondamentale: quella riforma il Parlamento, nei fatti, non l’ha mai vista.” Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico. “Il testo approvato dalle due Camere è esattamente identico a quello uscito dal Consiglio dei ministri. Identico parola per parola. Non perché fosse perfetto, ma perché la maggioranza ha imposto una chiusura totale, impedendo qualsiasi modifica e qualsiasi reale confronto parlamentare. Nessuno ha potuto ‘metterci bocca’. Una visione piuttosto distorta del concetto di democrazia e della presunta sacralità delle istituzioni. Nordio dice che il Parlamento è sacro, ma lo riduce a un passacarte. Rivendica il rispetto delle decisioni parlamentari, salvo poi svuotare il Parlamento del suo ruolo più importante: discutere, emendare, migliorare le leggi. Se questa è la sua idea di democrazia parlamentare, allora c’è poco da stare tranquilli” conclude Serracchiani.

 

31/01/2026 - 11:24

“Le parole del ministro Nordio all’apertura della anno giudiziario confermano un attacco diretto a un principio fondamentale della Costituzione: l’indipendenza della magistratura. Con il referendum è in atto un tentativo di delegittimarla e di piegarla al controllo del potere politico”. Lo ha detto a Sky Chiara Braga, Capogruppo Pd al Camera dei deputati.

“Per questo - ha sottolineato l’esponente dem - votare no significa difendere la Costituzione e lo Stato di diritto. Questa riforma non migliora il funzionamento della giustizia né rende i processi più efficienti, ma vuole creare una nuova super casta di pm che inevitabilmente sarà poi assoggettata al controllo dell’esecutivo”.

Sulla frana di Niscemi Braga ha ribadito che “le parole del ministro Musumeci sono offensive verso le famiglie sfollate e ancora più gravi perché arrivano da chi ha avuto precise responsabilità, prima come presidente della e oggi come ministro”.

“La Sicilia - ha aggiunto - è un territorio fragile che, come tutto il Paese, avrebbe bisogno di un vero piano di messa in sicurezza. Invece il governo taglia le risorse per la prevenzione e il contrasto al dissesto idrogeologico  e trova miliardi per il Ponte sullo Stretto, per accontentare Salvini. È uno schiaffo ai territori colpiti: 100 milioni per tre Regioni a fronte di danni per oltre 2 miliardi”. Chiediamo il blocco dei tributi e delle scadenze fiscali e interventi immediati. La nostra proposta di usare i fondi bloccati dai rilievi della Corte dei Conti per il Ponte sullo Stretto - 1,3 miliardi solo nel 2026 -  per opere essenziali ha trovato consenso anche nel centrodestra siciliano".

"Basta tradire il Sud. Occorre fermare scelte dissennate, a partire dai condoni edilizi che aggravano i disastri e che la destra continua a proporre senza nessuna vergogna. Servono risposte immediate a chi ha perso tutto, responsabilità e prevenzione”, ha concluso Braga.

 

29/01/2026 - 14:30

“La morte del detenuto ventinovenne nel carcere di Sollicciano è l’ennesima tragedia annunciata dinanzi alla quale silenzio e latitanze non possono avere cittadinanza. Parliamo di una persona con gravi problemi di tossicodipendenza e fragilità psichica, che non avrebbe mai dovuto essere rinchiusa in un istituto sovraffollato e strutturalmente compromesso come Sollicciano, ma seguita in una struttura alternativa. Da anni il Ministro Nordio annuncia misure per i detenuti vulnerabili, ma la realtà è che le Rems mancano, le comunità terapeutiche non sono operative e il Decreto Carceri del 2024 non ha prodotto alcun risultato concreto, smentendo clamorosamente le promesse di riduzione dell’affollamento nelle case di reclusione”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia di Montecitorio Federico Gianassi annunciando una interrogazione sulla tragica vicenda.
“Chiediamo al Ministro della Giustizia interventi immediati su una situazione ormai incompatibile con i principi costituzionali. A Sollicciano si continua a morire: nel solo 2025 si sono registrati cinque decessi, suicidi e decine di atti di autolesionismo, in un carcere con celle inagibili, infiltrazioni d’acqua, riscaldamenti malfunzionanti e condizioni climatiche disumane. Il governo deve intervenire: servono subito misure alternative reali per i detenuti fragili e un piano straordinario, con risorse e tempi certi, per restituire dignità, sicurezza e legalità al carcere di Sollicciano e al sistema penitenziario nel suo complesso”: conclude.

29/01/2026 - 12:31

“La richiesta di una informativa al Ministro Nordio sull’attività della commissione covid da parte della maggioranza denota il clima sempre più inaccettabile che caratterizza i lavori della Commissione stessa. Come più volte segnalato sta sempre più diventando un tribunale aggiunto al lavoro a suo tempo svolto dalla magistratura, mettendone in discussione le decisioni. Così come esponenti di maggioranza sempre più assumono atteggiamenti aggressivi nei confronti di alcuni auditi e persino di colleghi di commissione. Con il palese tentativo non di condurre un approfondimento su come riorganizzare il servizio sanitario per il futuro, ma come arma politica nei confronti di chi a quel tempo governava. Con un atteggiamento diametralmente opposto rispetto quello avuto dal PD nei confronti di governi regionali dove il confronto politico, anche se puntuale,  non si è mai trasformato in attacchi personali né in strumentalizzazione politica. A questo punto è la Presidenza di Camera e Senato che dovrebbero interessarsi a come si svolgono i lavori della Commissione, garantendone serenità nei lavori e rispetto delle regole, non certo da parte del Governo al quale, ancora una volta, la destra chiede di Commissariare Parlamento e Magistratura. Con buona pace di basilari principi costituzionali”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato Pd e vicepresidente della commissione d’Inchiesta sul Covid.

 

28/01/2026 - 19:21

 “È evidente che il governo non ha visto la trasmissione Report o, comunque, non ha capito quello che ha visto. Nel senso che il problema non è che l’Ecm sia disabilitato, perché tutti sono disabilitati se non fanno l'aggiornamento. La questione centrale è che nonostante siano disabilitati l’inchiesta della trasmissione televisiva, attraverso la testimonianza del giudice Tirone, ha svelato che un informatico da remoto riesce a leggere esattamente quello che sta scrivendo il magistrato sul suo computer. E questo nonostante l’Ecm sia disabilitato e l'accesso da remoto sia fatto senza alert e senza richiesta di autorizzazione. Adesso, se il governo ha capito che questo meccanismo può creare problemi alla segretezza e alla sicurezza, perché insiste nel dire che va tutto bene e non interviene per le opportune modifiche? E siccome il governo, sempre rispondendo alla nostra interrogazione, dice che sono in corso accertamenti al ministero della Giustizia, allora non è vero che il ministro Nordio non se ne sta preoccupando: perché se ci sono degli accertamenti, vuol dire che ha deciso di verificare ciò sta succedendo. Allora delle due l’una: o Nordio c’è o ci fa”.

Così la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, commentando la risposta del governo in commissione Giustizia all’interrogazione del Pd sulla vicenda Ecn svelata dalla trasmissione Report.

 

22/01/2026 - 12:07

Dopo la denuncia alla magistratura per i manifesti del Comitato civico GiustodireNO, dopo aver minacciato di denunciare la sottoscritta che ha osato esercitare le proprie prerogative costituzionali chiedendo spiegazioni in aula su una inchiesta di Report, apprendiamo da alcuni quotidiani che il ministro  avrebbe  deciso di segnalare i suddetti manifesti all’AGCOM, Autorità garante per le Comunicazioni, evocando, cosi sembra sia scritto in una risposta che il ministro ha dato sul tema a FDI, “possibili violazioni dell’equità e correttezza informativa nell’ambito della campagna referendaria in corso”. Siamo certi che con la medesima sollecitudine denuncerà, a titolo di esempio, le improvvide affermazioni pubbliche della premier che ha avuto modo di di dire che bisogna votare la riforma costituzionale “perché non ci sia più una vergogna come quella che stiamo vedendo a Garlasco”. Si tratta di una dichiarazione falsa e tendenziosa che meriterebbe l’attenzione del Ministro che ha avuto modo di dire più volte che la riforma non migliora l’efficienza della giustizia. Ci stupisce, inoltre, che proprio questo Governo che ha aperto un conflitto con la magistratura, pensi di vincere il referendum utilizzando la via giudiziaria e rivolgendosi proprio a quella giudici che quotidianamente denigra. Eterogenesi dei fini o denuncia facile. Fate voi.

 

21/01/2026 - 17:26

“Il ministro Nordio risponda nel merito invece di intimidire chi esercita legittimamente il proprio ruolo di parlamentare. Gli attacchi rivolti alla deputata Debora Serracchiani sono inaccettabili e fuori luogo.

Serracchiani è intervenuta in Aula nel pieno delle proprie prerogative per chiedere conto al ministro della Giustizia di quanto denunciato da un’inchiesta giornalistica di Report. Di fronte a questioni così gravi e delicate, che riguardano l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della giurisdizione, il ministro dovrebbe fornire risposte chiare e puntuali, non attaccare i deputati che svolgono il loro dovere di controllo democratico.

Il Parlamento non può essere intimidito. Il ministro della Giustizia è chiamato a rispondere nel merito delle questioni sollevate, nel rispetto delle istituzioni e della Costituzione” Così Federico Gianassi, capogruppo PD in Commissione Giustizia della Camera.

 

21/01/2026 - 16:47

Minacciare un deputato nell’esercizio delle sue funzioni è grave e inaudito. Le parole di Nordio nei confronti di Debora Serracchiani che semplicemente chiedeva lumi su un’inchiesta giornalistica che racconta di magistrati italiani spiati, sono inaccettabili. Il ministro si preoccupasse di smentire una vicenda da dittatura sudamericana e impari a rispettare il Parlamento.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

21/01/2026 - 14:40

“Dopo aver ascoltato il ministro Nordio mi verrebbe da dire parafrasando un suo collega di governo che la 'giustizia vale fino ad un certo punto'. Il ministro parla di un mondo quello della giustizia che apparentemente non conosce, non frequenta e non capisce. Le tante interrogazioni, proposte di legge e audizioni avanzate dal PD in questi tre anni, raccontano un mondo della giustizia completamente diverso da quello narrato da Nordio che continua solo a dire di no a tutte le proposte e risoluzioni che gli vengono presentate e porta avanti il triste record di una riforma che non verrà intaccata neanche da un piccolo emendamento. Non è una 'petulante litania' ricordare che la Costituzione appartiene a tutti gli italiani, e che va rispettata e trattata con cura”. Lo dichiara la deputata e responsabile giustizia del PD, Debora Serracchiani.
“Se va tutto bene come sostiene Nordio ed è stato rispettato il Pnrr  - sottolinea la parlamentare dem - perché fare un decreto urgente per spostare i magistrati da una parte all'altra del Paese? Perché i giudici di pace fissano le udienze al 2032? Perché nel processo di digitalizzazione, le richieste di archiviazioni si stanno facendo a mano? Per non parlare poi del precariato presso il ministero della Giustizia e le gravissime carenze di personale amministrativo”. “È offensivo sentire che i suicidi nelle carceri avvengono per paura di liberazione e che il sovraffollamento evita i suicidi. Sulla sicurezza il fallimento è totale e lo ammette anche la premier Meloni che le chiede un cambio di passo. Ma Nordio continua con l'aumento dei reati e delle pene omettendo anche una sola parola su prevenzione, formazione e informazione, elementi fondamentali per rendere più sicure le città”, conclude Serracchiani

 

21/01/2026 - 13:47
“Capisco il tentativo del ministro Nordio di parlare del referendum di 'domani' per non parlare dello stato in cui versa la giustizia oggi. Ma inviterei il ministro a rimanere fedele nell'illustrazione annuale dell'amministrazione della giustizia. Ogni volta che Nordio viene in Aula fa l'iconografia dell'immagine della bilancia della giustizia, ma quando parla di carceri e detenzione non cita mai l'articolo 27 della Costituzione che ci dice come dovrebbe essere la funzione della pena all'interno del nostro Paese, ovvero tutto ciò che oggi non si verifica all'interno delle carceri italiane”. Lo dichiara in Aula la deputata PD, Michela Di Biase.
“Il mondo che questo governo descrive – sottolinea la parlamentare dem - e il Piano Carceri che Nordio più volte cita, non corrisponde alla realtà che si vive: il sovraffollamento ha infatti raggiunto vette inimmaginabili con punte pari al 200%. Invece di risposte concrete per far fronte a questa emergenza, continuiamo ad assistere ad una furia panpenalistica del governo che ha introdotto 50 nuove fattispecie di reati e 400 anni di pena in più per le aggravanti”. “Questo è un governo sordo agli appelli dei garanti dei detenuti e all'accorato appello del Presidente del Senato. Incurante anche della questione delle carceri minorili, ora al collasso, nonostante gli sbandierati e propagandistici decreti Caivano e Sicurezza. Solo promesse, mai mantenute”, conclude Di Biase.

 

21/01/2026 - 12:45

Se notizie confermate, Nordio si dimetta

“Apprendiamo con sgomento da indiscrezioni di stampa che tutti i pc dei magistrati italiani sarebbero sottoposti a controlli da remoto che violano la segretezza delle indagini, la riservatezza delle inchieste e degli stessi atti processuali. Una questione di sicurezza nazionale e una evidente lesione dell’indipendenza e autonomia della magistratura.
Un fatto gravissimo che se confermato smaschererebbe ancora una volta il governo e sarebbe la conferma che il Governo Meloni vuole controllare la magistratura.
Tanto più grave se corrisponde al vero che il caso sollevato da una importante procura sarebbe stato messo a tacere nel 2024, secondo fonti ministeriali citate, dai dirigenti del ministero su richiesta della presidenza del Consiglio. Una violazione di fondamentali principi costituzionali e di sicurezza nazionale di cui il ministro Nordio e palazzo Chigi dovranno rispondere con immediatezza.
Questa volta come minimo ci aspettiamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga in Aula a spiegare se quanto rivelato da Report corrisponde al vero e in caso affermativo che il Ministro Nordio si dimetta immediatamente”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.

 

21/01/2026 - 11:56

“Mentre la giustizia è al collasso, il ministro Nordio ci spiega che invece tutto funziona meravigliosamente, evidentemente vive in un mondo fantastico che però non esiste e i dati parlano chiaro: il suo ministero è peggiore per l'adempimento del Pnrr, il giudice di Pace fissa le prime udienze al 2032, la digitalizzazione è in tilt e la carenza di personale è ormai strutturale. Le carceri stanno esplodendo e si assiste al fallimento della giustizia penale, con tante nuove fattispecie di reato che non hanno inciso per nulla sulla questione sicurezza nel Paese che mostra lacune clamorose”. Lo dichiara il deputato e capogruppo Pd in Commissione Giustizia, Federico Gianassi.
“Il ministro – sottolinea il parlamentare -  ha già dichiarato che la riforma della giustizia non serve a migliorare il sistema giudiziario e allora perché continua ad accanirsi? Il sottosegretario Delmastro Delle Vedove ha usato parole talvolta peggiori di quelle che usa l'opposizione nel criticare la riforma. Questa è una riforma pericolosa perché è mossa da intendimenti punitivi verso la magistratura, lo provano le parole della premier e dei membri del governo”. “In democrazia non esistono poteri illimitati per chi vince le elezioni, ma l'obbligo di rispettare la legge, la cui verifica compete ad un corpo di magistrati autonomi e indipendenti.”, conclude Gianassi.

 

14/01/2026 - 14:57

“Il Dap, dipartimento della polizia penitenziaria, ha negato al comune di Modena la possibilità di svolgere una seduta del Consiglio Comunale presso la casa circondariale di Sant’Anna. Una decisione grave che rappresenta non solo uno sgarbo istituzionale verso la città di Modena, ma anche il tentativo di impedire da parte di un organismo alle dirette dipendenze del governo che vengano accesi i riflettori su una serie di criticità e interrogativi sul sovraffollamento, sull’assistenza sanitaria, sulle condizioni di lavoro del personale, sulle carenze e di progetti e di reinserimento all’interno di quella struttura carceraria”.

Lo dichiarano di deputati del Pd, Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra e Debora Serracchiani, che hanno depositato alla Camera un’interrogazione al ministro della Giustizia per chiedere conto delle motivazioni della decisione del Dap e per conoscere le iniziative che il ministro Nordio intende adottare per consentire che l’assemblea richiesta possa svolgersi come accaduto in altre città.

“Non si spiega perché - insistono i parlamentari del Pd - consigli comunali straordinari siano stati autorizzati e poi tenuti nelle strutture carcerarie di Milano e di Roma e a Modena venga negata questa possibilità. Non da oggi il Comune di Modena assieme all’Ausl e al terzo settore, sono impegnati per offrire sul territorio di competenza una proficua collaborazione, indispensabile per supportare il carcere sia da un punto di vista istituzionale e sanitario, sia nei rapporti con le associazioni e i volontari per i progetti e le attività culturali, sociali, cosi come di reinserimento lavorativo".

 

 

30/12/2025 - 14:35

“Ieri la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l'unica misura del decreto carceri del 2024, che ricordo essere stato l’anno record dei suicidi, adottata dal Governo che incideva sull'ordinamento penitenziario: la riforma del procedimento per la concessione della liberazione anticipata che precludeva ai detenuti di chiedere ogni semestre la valutazione della loro condotta. La norma è stata dichiarata incostituzionale. Non solo. E’ stata dichiarata parzialmente incostituzionale anche una disposizione del decreto Caivano del 2023 con la quale era stata esclusa la messa alla prova dei minori  per alcuni reati nei casi di minore gravità. Due norme penali fortemente volute dal ministro Nordio. Altri due fallimenti in materia penale del Governo Meloni. E sia chiaro: non è colpa dei giudici ma di chi pensa di poter fare a meno dei principi  fissati dalla nostra Costituzione.” così una nota della responsabile Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.

 

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