Il ponte sullo stretto è insostenibile, sia dal punto di vista ambientale che su quello economico. Dopo il parere negativo della Corte dei Conti insistere su un progetto dannoso e costoso sarebbe una follia. Sono anni che il governo cerca fondi per un’opera che non dà alcuna certezza di migliorare la vita dei cittadini. E così, di fatto da anni si sottraggono risorse per altre infrastrutture fondamentali fino al saccheggio del Fondo Sviluppo e Coesione destinato alle regioni meridionali.
Più che prendersela con la magistratura contabile, Meloni farebbe meglio ad abbandonare un progetto ormai superato e pieno di forzature di carattere procedurale e legislativo. Le risorse promesse possono essere utilizzate per altri opere che incidano veramente nella vita delle persone, dalle strade alle ferrovie, a strutture sanitarie o scolastiche.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Intervengo a nome del gruppo del Partito Democratico per chiedere un’informativa urgente del governo su una situazione gravissima: la reazione di inaudita gravità del governo Meloni ai legittimi pronunciamenti della Corte dei Conti sul ponte sullo Stretto di Messina. Un comportamento che svela la volontà della premier Meloni e del ministro Salvini di porsi al di sopra della legge e della Costituzione, minando i fondamenti dell’equilibrio tra i poteri dello Stato”. Lo ha detto in Aula alla Camera Andrea Casu, segretario d’Aula del Gruppo PD intervenendo in apertura dei lavori.
“Il progetto del ponte – ha spiegato l’esponente dem – è passato da 3 a 13 miliardi di euro, un aumento del 400 per cento in violazione dell’articolo 72 del codice degli appalti. La Corte dei Conti ha chiesto il ritiro in autotutela di un progetto che non rispetta la legge, ma il governo intende riproporlo identico in Consiglio dei ministri, assumendosi una responsabilità politica e istituzionale gravissima. Ancora prima degli altri palesi rilievi, che sono stati posti nei confronti di questioni che non riguardano solo il ministro Salvini e la presidente Meloni, ma la sicurezza di tutti gli italiani, quando parliamo degli aspetti sismici relativi al ponte, quando parliamo degli aspetti di sicurezza, dovremmo essere tutti preoccupati dal fatto che le cose vengano fatte nel migliore dei modi e questa a prescindere dall'essere a favore o contrari al ponte.
“Questo attacco ai giudici – ha concluso Casu – è solo l’ennesimo tentativo del governo di spostare l’attenzione dai problemi reali del Paese: salari bassi, inflazione, caro bollette e difficoltà quotidiane delle famiglie e delle imprese. Il Parlamento non può restare in silenzio davanti a uno strappo così indegno. Il governo venga in Aula e risponda subito”.
Inutile, dannoso e costoso. Ecco il ponte di Salvini. Oggi la Corte di Conte offre l’opportunità per fermarsi. Ci pensi, Presidente Meloni. Usiamo quelle risorse per ospedali, scuole e lavoro. E lasci perdere la magistratura: per una volta pensi all’Italia e non prenda lezione da Orban.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo PD alla camera dei deputati
“La decisione della Corte dei Conti conferma quanto denunciamo da tempo: troppe irregolarità, troppe forzature. Gravissimo e ignobile che Salvini attacchi la Corte invece di assumersi le proprie responsabilità.
Meloni e Giorgetti prendano immediatamente le distanze da queste parole e da questo modo di fare: un atteggiamento spregiudicato e irresponsabile.
Il governo non può ignorare quanto sta accadendo. Ci appelliamo al rispetto delle leggi e del giuramento fatto da Meloni e dai suoi ministri. Servono serietà e trasparenza, non propaganda.”
Così Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera.
“Non so se all'interrogazione del Pd abbia risposto il ministro dei Trasporti o il Segretario della Lega che nel 2016, durante la manifestazione dei forconi, gridava 'no al Ponte, cosa ci faccio io del Ponte sullo Stretto se non ci sono linee ferroviarie che arrivano a Reggio Calabria e che poi ripartono da Messina'.” Lo dichiara il deputato Pd Nico Stumpo in replica al ministro Salvini durante il Question Time alla Camera, sottolineando che “occorre far presente a Salvini che oggi come allora ancora non ci sono quelle linee ferroviarie e che il ministro da convinto 'no-Ponte', in barba a tutte le leggi, ha cambiato completamente idea a prescindere dell'esistenza di quelle infrastrutture che riteneva necessarie e prioritarie a qualunque ponte”.
“La stessa Corte dei Conti parla chiaramente: il Ponte non è di pubblica utilità così come concepito da questo governo. Dobbiamo dunque essere onesti perché quando si prende una posizione politica bisogna mantenerla a prescindere dal ruolo che si ricopre al governo o all'opposizione”. “La priorità è sempre la stessa: costruire le infrastrutture necessarie alla Sicilia e alla Calabria, il Ponte può anche attendere”, conclude Stumpo.
"La Legge di Bilancio per le opere del Paese è stata un bagno di sangue. Meloni e Giorgetti hanno svenduto il futuro delle infrastrutture italiane lasciando intatte le risorse solo per il Ponte sullo Stretto. Una infrastruttura, peraltro, che adesso è soltanto sulla carta e con progetto e permessi che hanno ancora troppe incognite”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.
"La manovra economica trasmessa al Senato - aggiunge - mostra chiaramente che sono stati definanziati progetti essenziali, come le metropolitane di Roma, Milano, Napoli, la statale 106 Jonica, la statale 4 Salaria, la Tirrenica e la Salaria. Si tratta di Infrastrutture necessarie per la mobilità dell'intera nazione e dei centri urbani a maggiore densità. Questi tagli devastanti certificano l'assoluta inconsistenza politica di Matteo Salvini, che ha assistito impotente e nonostante le continue promesse mancate, alla completa messa in mora del suo Ministero. Come Partito Democratico - conclude - cercheremo di rimediare a questo disastro presentando emendamenti durante il passaggio parlamentare”.
La Corte dei Conti ha demolito il non-progetto del Ponte sullo Stretto. Come avevo previsto due anni fa, il Governo Meloni sarebbe potuto cadere sul Ponte o dal Ponte. E ci siamo quasi”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Questo pronunciamento così rigoroso e indipendente - continua Morassut - dimostra la nullità del Governo e di chi lo dirige. Giorgia Meloni, invece di prendersela con la Corte dei Conti, dovrebbe prendersela con i suoi collaboratori e con i suoi ministri pasticcioni, a cominciare dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini”.
“Gli strali lanciati contro la Corte - conclude il deputato Pd - mostrano solo disperazione. Senza la retorica del Ponte il Governo resta con un pugno di mosche in mano. E si avvicina il suo addio”.
Deputata Dem Giovanna Iacono presenta interrogazione al ministro dell’Ambiente
“Ho presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per chiedere interventi immediati e concreti a tutela della provincia di Agrigento, colpita lo scorso 1° ottobre da un violento nubifragio, che ha provocato enormi danni e la tragica scomparsa di una donna. ho così inteso evidenziare come la Sicilia, e in particolare il territorio agrigentino, resti altamente vulnerabile al dissesto idrogeologico e come le politiche di prevenzione e messa in sicurezza adottate fino ad oggi risultino inadeguate. Nonostante gli annunci e le risorse stanziate, la capacità di programmazione e spesa della Regione Siciliana – a cui è affidata l’attuazione degli interventi – rimane drammaticamente insufficiente”.
Nel testo si chiede al Governo di chiarire “quali interventi concreti e già finanziati riguardino la provincia di Agrigento e quali misure urgenti si intendano assumere per proteggere quei territori da nuove tragedie”.
Per Iacono, “È inaccettabile che in Sicilia si continui a vivere in condizioni di pericolo reale e quotidiano, mentre il Governo concentra la propria attenzione e le proprie risorse sulla grande e dannosa opera del Ponte sullo Stretto, che nulla ha a che vedere con la sicurezza del territorio.” “La Sicilia – conclude Iacono – non ha bisogno di progetti faraonici, ma di manutenzione ordinaria e straordinaria, di opere strutturali concrete e puntuali, in grado di proteggere le cittadine e i cittadini e restituire sicurezza a un territorio fragile”.
“Invece di andare in tv ad attaccare ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori il ministro Salvini venga in aula a rispondere a questa interpellanza sui conti che non tornano per il ponte sullo stretto e sui danni che il suo operato sta causando al Paese.
Non solo oggi ma ogni giorno per la crisi dei trasporti che solo lui e Giorgia Meloni fingono di non vedere gli italiani perdono visite mediche, giornate di lavoro, clienti e occasioni che attendevano da mesi e il Governo non sta facendo nulla per risarcirli. Evidentemente per il peggior ministro dei trasporti della storia disagi e disservizi sono un problema solo nei giorni di sciopero.
Invece di puntare il dito contro le lavoratrici e i lavoratori che rinunciano a una parte importante del proprio salario per esercitare un proprio sacrosanto diritto costituzionale che deve essere sempre difeso e rispettato cominci piuttosto a cercare i miliardi di euro che dovrà risarcire lui quando dovrà mettere le mani in tasca per rispondere del costo che dovremo sostenere come paese per la sua cartolina elettorale del ponte sullo stretto: un progetto che non sta in piedi come dimostrano le 5 pagine di rilievi della corte dei conti sulla delibera Cipess”. Lo ha detto in Aula in apertura di seduta Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione trasporti, illustrando l’interpellanza urgente presentata del gruppo Pd a prima firma della capogruppo Braga a proposito del ponte sullo stretto.
“La risposta del governo al question time in cui chiedevamo una replica precisa ai rilievi posti dalla Corte dei Conti è stata evanescente. La realtà è che l’esecutivo continua ad aggirare gli ostacoli posti dalla magistratura contabile. Eppure la Corte dei Conti ha bocciato la delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto con cinque pagine di rilievi tecnici e procedurali. Un documento che conferma tutte le criticità già emerse sulla sostenibilità economica, sul rispetto delle norme europee e sulle valutazioni ambientali. Avevamo chiesto al governo di informare puntualmente il Parlamento con chiarezza e trasparenza, proprio per non esporre le istituzioni al rischio concreto di un uso non corretto delle risorse pubbliche. Basta con la propaganda e con la consueta litania sul ‘progetto che non è in discussione’. Chiediamo che venga immediatamente ritirata la delibera Cipess, proprio perché la risposta del Ministero di oggi conferma tutti i nostri dubbi. Il governo abbia il coraggio di dire la verità ai cittadini italiani”.
Così i capigruppo Pd in commissione Ambiente, Marco Simiani, e in commissione Trasporti, Anthony Barbagallo.
“Quello della Corte dei Conti è un ulteriore schiaffo politico e istituzionale al ministro Salvini sul Ponte sullo Stretto”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, intervistato per i canali social dei deputati dem.
“La magistratura contabile – prosegue l’esponente Pd – ha confermato quanto il Partito Democratico denuncia da anni: il progetto presenta lacune evidenti sotto il profilo paesaggistico e della vulnerabilità sismica. Inoltre, la Corte ha fatto riferimento a quanto espressamente sancito dal Codice degli Appalti: il limite del 50 per cento è invalicabile. Significa che, a distanza di anni, se il costo dell’opera aumenta oltre questa soglia, è obbligatoria una nuova gara pubblica e nel caso del ponte siamo a piu' del 400 per cento. La decisione del governo quindi di affidare con decreto legge i lavori direttamente al consorzio Eurolink è quindi in palese violazione delle regole”.
“La Corte – conclude Barbagallo – in considerazione della mole dei chiarimenti richiesti, ha persino invitato a valutare il ritiro del progetto. Questo conferma che il Ponte non vedrà la luce neanche in questa legislatura. Tutte le forzature imposte dal centrodestra finiranno per infrangersi contro i ricorsi delle associazioni ambientaliste o le contestazioni di chi oggi subisce le procedure di esproprio. Da siciliano ribadisco che le vere priorità dell’isola sono altre: dal completamento della Siracusa-Gela alla Nord-Sud, dalla Palermo-Agrigento fino al nodo ferroviario di Catania. Salvini e la destra continuano a illudere il Sud con uno specchietto per le allodole utile solo alle campagne elettorali”.
“Il Pnrr doveva essere un’opportunità di rilancio per il nostro Paese ma il governo l’ha trasformato in un’occasione perduta. Le tante rimodulazioni hanno avuto il solo scopo di accentrare a Palazzo Chigi la programmazione e la spesa degli obiettivi indipendentemente dall’efficacia e dall’efficienza di questa scelta: un disastro per il Paese”. Così il deputato Claudio Michele Stefanazzi, intervenendo alla Camera sulle comunicazioni del ministro Foti sul Pnrr.
“L’anima del Piano, ovvero la coesione territoriale, la parità di genere e le politiche per i giovani sono scomparse. Che fine hanno fatto – chiede il parlamentare dem al ministro - i 60mila nuovi alloggi per studenti universitari e il potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro? La stessa sorte dei 100mila posti negli asili nido: tutti cancellati. Il target europeo di posti in asilo per popolazione sarà raggiunto solo perché il Governo ha consentito alle regioni del Nord di raggiungere percentuali oltre il 70%, condannando il sud a rimanere sotto il 10%. I fondi e gli investimenti per il Sud o vengono eliminati o finiscono in un progetto fallimentare come il Ponte sullo Stretto”.
“Il PNRR è un ‘regalo’ che questo governo ha ereditato e sprecato per la sua incapacità. Le risorse potevano essere spese per la sanità pubblica, invece che continuare a favorire quella privata e utilizzate per costruire infrastrutture laddove non esistono”, conclude Stefanazzi.
“La decisione della Corte dei Conti di non ammettere al visto di legittimità la Delibera CIPESS n. 41/2025 sul progetto del Ponte sullo Stretto è uno schiaffo in faccia a Salvini e un segnale chiarissimo che il Governo non può ignorare.
Sono numerose le irregolarità denunciate da istituzioni, esperti e realtà territoriali, e ora anche la magistratura contabile solleva seri dubbi di legittimità. È inaccettabile che un’opera di tale portata proceda nonostante i rilievi formali e sostanziali che continuano a emergere.
Ci appelliamo al giuramento di fedeltà alla Repubblica e alle sue leggi che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i suoi ministri hanno solennemente prestato. Non è possibile che un governo che si dice “patriota” ignori i vincoli di legalità e trasparenza che fondano la nostra Costituzione” così il capogruppo Pd in commissione trasporti alla camera, Anthony Barbagallo che conclude “é un sonoro schiaffo a Salvini, il governo si fermi”.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza era stato concepito anche come uno strumento per ridurre i divari sociali e territoriali, destinando maggiori risorse al Mezzogiorno, alla Sanità, alla scuola e agli asili nido. Il governo Meloni ha modificato profondamente quel piano, ma senza restituirgli la sua natura sociale: oggi il Sud è il grande assente”. Lo dichiara Nico Stumpo, deputato del Pd e componente della commissione Affari sociali, intervistato sui canali social dei deputati dem.
“Il ministro ha riferito che sono stati spesi 86 miliardi – aggiunge Stumpo – ma le risorse complessive sono 197 e l’esecutivo vorrebbe utilizzarne oltre 100 in un solo anno, quando in tre anni non è riuscito a superare i 97. È un ritardo clamoroso che rischia di tradursi in un fallimento per l’Italia. Senza il Pnrr, il nostro Paese sarebbe rimasto schiacciato dall’inflazione: eppure questo governo non trova il coraggio di ammettere i suoi limiti e di riconoscere il merito di chi aveva portato a casa le risorse europee”.
Secondo l’esponente dem, “anche quello che viene presentato come una grande scommessa, il ponte sullo Stretto, in realtà penalizza il Mezzogiorno, perché sono stati sottratti fondi di coesione a Sicilia e Calabria, tagliando risorse per l’alta velocità e lo sviluppo reale delle Regioni”.
“Se il governo non riuscirà a investire i 197 miliardi concessi dall’Ue – conclude Stumpo – perderemo una straordinaria opportunità per digitalizzazione, infrastrutture, sanità e scuola. Rischiamo un’occasione sprecata, l’ennesima del centrodestra”.
I rilievi formulati dalla Corte dei Conti sulla delibera CIPESS relativa all’approvazione del progetto definitivo e del Piano Economico Finanziario del Ponte sullo Stretto, confermano tutte le perplessità che come opposizione avevamo sollevato. Il governo continua a procedere con forzature e scorciatoie, senza rispettare né le procedure né le prescrizioni tecniche ed economiche richieste da norme nazionali ed europee". Lo dichiara Marco Simoni, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio.
"Il progetto, secondo le osservazioni della Corte dei Conti, è caratterizzato da atti trasmessi in modo anomalo, procedure incomplete, prescrizioni tecniche e pareri mancanti, stime economiche incoerenti e poco trasparenti, dubbi sulla qualificazione dei soggetti coinvolti e possibili incompatibilità con le direttive europee, delineando così un’opera segnata da improvvisazione, opacità e dal concreto rischio di tradursi in un enorme spreco di denaro pubblico. E' necessario che il governo ed il ministro Salvini facciano immediatamente chiarezza. Il tempo dei vittimismi e delle polemiche è finito", conclude Simiani.