“La Corte dei Conti ha bocciato la delibera CIPESS sul Ponte sullo Stretto con cinque pagine di rilievi tecnici e procedurali. Un fatto che conferma le criticità già emerse sulla sostenibilità economica, sul rispetto delle norme europee e sulle valutazioni ambientali.
Non si tratta di un passaggio formale, ma di una sonora bocciatura che mette in discussione l’impianto stesso del progetto. Salvini e il Governo devono smetterla con gli annunci propagandistici e spiegare al Paese cosa sta realmente accadendo.
Presenteremo diverse interrogazioni parlamentari perché il Parlamento deve essere informato punto per punto, con la massima chiarezza e trasparenza. È in gioco la credibilità delle istituzioni e l’uso corretto delle risorse pubbliche” così una nota del capogruppo Pd e del vicepresidente della commissione trasporti della camera, Anthony Barbagallo e Andrea Casu.
“Fino a dicembre il traforo del Monte Bianco resterà chiuso, nel frattempo le priorità di questo Governo sono lo spreco di denaro pubblico per opere controverse come il Ponte sullo Stretto. Per questo presento un’interrogazione parlamentare al ministro Salvini: i territori non vanno abbandonati”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha presentato questa mattina un’interrogazione parlamentare al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture in merito ai collegamenti transalpini e sul traforo del Monte Bianco.
“La chiusura di quel passaggio, fondamentale all’Italia per collegarsi con Francia, Svizzera e Germania, rappresenta un reale problema per le imprese e mette a rischio la competitività del nostro sistema produttivo - prosegue Gribaudo - Chiediamo quindi che venga immediatamente attivato un tavolo tecnico-istituzionale con le Regioni interessate, Confindustria, Camere di Commercio, per lavorare insieme e gestire l’emergenza”.
“Nessuna certezza né sulla data di riattivazione dell’Autostrada ferroviaria alpina, né sul percorso per arrivare alla seconda canna del Frejus, misture che comunque ad oggi non potrebbero affrontare per tempo i gravi danni economici che l’isolamento del nord ovest, con la chiusura del tunnel del Monte Bianco. Anzi la Giunta regionale ha sottolineato come la chiusura fosse annunciata dal 2023, quindi è ancora più grave non aver attivato per tempo le contromisure”.
Così Nadia Conticelli, consigliera in Regione Piemonte per il Pd e vicepresidente della Commissione Trasporti a Palazzo Lascaris, dopo aver interpellato la Giunta Cirio.
“Il Governo, a fronte di una riapertura dell’Autostrada ferroviaria alpina annunciata per l’inizio di settembre, si è attivato solo recentemente col Governo francese per sollecitarne la riattivazione. A breve in Commissione Trasporti audiremo Confindustria su questo problema, che sta penalizzando le nostre imprese in un momento in cui la situazione internazionale è già molto pesante.
Torino a ottobre ospiterà gli Stati generali della logistica in una situazione paradossale di isolamento, che rischia di tagliare il Nord Ovest fuori dal corridoio europeo” conclude Conticelli.
Il centrodestra continua la narrazione del Ponte sullo Stretto usato come specchio per le allodole e nel frattempo il Tar conferma la multa in primo grado dell’Antitrust inflitta alla società Caronte per l'eccessivo costo dell'attraversamento. Da tempo denunciamo infatti che il prezzo dei traghetti è elevatissimo e totalmente ingiustificato, considerata anche la pessima qualità dei servizi offerti. I passeggeri in attesa dell’imbarco sono abbandonati a loro stessi con bambini piccoli sotto il sole cocente. E così abbiamo visto passare l'ennesima estate con prezzi altissimi e servizi zero per viaggiatori e cittadini siciliani e calabresi. Non solo ma continuiamo a contestare le offerte della società particolarmente cervellotiche. Non si capisce per quali ragioni il prezzo di un biglietto A/R debba aumentare se il ritorno è previsto oltre il terzo giorno. Chiediamo che il governo esca dalla sua assoluta indifferenza e intervenga per garantire un attraversamento dinamico funzionale e sostenibile, in linea con gli altri paesi europei.
Così Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera.
A chi serve il Ponte sullo stretto? È la vera priorità per la Sicilia? Che impegni ci sono per garantire sicurezza, trasparenza e legalità in una realtà difficile?
Questi e altri temi territoriali, ma di valenza nazionale, saranno al centro della conferenza stampa che si terrà oggi venerdì 22 agosto alle ore 12.00, presso la Sala Ovale di Palazzo Zanca a Messina e a cui parteciperà Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati. Con lei, il segretario provinciale Armando Hyerace e altri esponenti del Pd della Sicilia.
La spesa farmaceutica delle Regioni, le risorse del Pnrr per la sanità pubblica, i costi per risanare il buco delle pensioni della pubblica amministrazione; ma anche la decarbonizzazione dell'economia italiana, o il sistema di deduzioni e detrazioni fiscali per l’industria italiana.
Ecco quanto costerà il Ponte sullo Stretto, l’impuntatura e il giocattolo elettorale di Salvini. Quasi 15 miliardi di euro per un’opera che andrà a stravolgere l’ecosistema di interi territori e la vita di interi quartieri colpiti da violenti espropri per diversi chilometri quadrati, il tutto a rischio altissimo di infrazioni comunitarie e in violazione di prescrizioni ambientali che ci si ostina a ignorare o ad aggirare.
Intanto si continua a illudere chi chiede da sempre un Sud più moderno e integrato, dotato delle infrastrutture fondamentali che davvero servono – ferrovie, acquedotti – dove i giovani possano decidere di rimanere a vivere e lavorare.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Altro che giornata storica: oggi è una giornata triste per il Mezzogiorno e per tutto il Paese. Il via libera del CIPESS al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto rappresenta un colossale spreco di risorse pubbliche, un monumento all’inutilità e alla propaganda di Salvini. Un’opera vecchia, contestata, irrealizzabile nei tempi e nei modi raccontati, che cancella con un colpo di spugna le vere priorità del Sud: trasporti locali, ferrovie moderne, scuole sicure, sanità accessibile e infrastrutture sostenibili.”
“Il ministro dei selfie oggi festeggia con emozione, mentre affossa ogni seria politica di riequilibrio territoriale. Parla di punto di partenza, ma l’unico punto certo è la distrazione di miliardi da opere davvero utili. Altro che sviluppo: ci troveremo con contenziosi, cantieri fantasma e promesse non mantenute. Il Partito Democratico continuerà a opporsi in tutte le sedi a questa scelta scellerata. La battaglia non è finita.”
Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati.
"Non possiamo restare in silenzio davanti a un progetto che calpesta ambiente, sicurezza, norme europee e buon senso. Quest’opera del Ponte sullo Stretto di Messina è sbagliata, pericolosa e nasce su presupposti infondati".
Così la deputata Pd, Maria Stefania Marino.
"Il governo ha ignorato completamente le prescrizioni ambientali della Commissione VIA VAS e ha costruito una narrativa artificiosa per evitare il parere vincolante dell’UE. Si invocano motivi di sicurezza militare, sanitaria e di protezione civile, senza alcun fondamento concreto, mentre si minimizzano o si ignorano del tutto gli impatti certi e irreversibili sull’ambiente, già ammessi perfino dai proponenti dell’opera. Senza dimenticare che per un'opera di tali dimensioni non sono stati richiesti i pareri di enti fondamentali come l'Ingv, mentre l'Ispra ha sollevato perplessità e dubbi e le penali a carico dello Stato in caso di stop ai lavori sarebbero enormi. Occorre fermare tutto prima che si traduca in un danno irreparabile per il nostro territorio e per il futuro delle prossime generazioni": conclude.
“Mentre Salvini suona la fanfara e e si appresta a celebrare l'approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto da parte del CIPESS come una “giornata storica”, la realtà racconta ben altro. Non c’è nulla di storico, se non lo spreco colossale che questo intervento rappresenta: miliardi di euro destinati a un’opera inutile, che sarà ricordata nei manuali di storia come uno dei più grandi errori nella gestione delle risorse pubbliche italiane.
Il Governo, anziché affrontare con serietà il divario infrastrutturale che penalizza il Mezzogiorno — investendo su trasporti efficienti, scuole, sanità e mobilità sostenibile — sceglie la strada della propaganda, dell’improvvisazione e dell’irregolarità. Le violazioni delle norme sono numerose e gravi, e tutto lascia presagire che questa vicenda si concluderà tra carte bollate e contenziosi, con un enorme dispendio di tempo e denaro pubblico. Altro che sviluppo del Sud: questo progetto è l’ennesima occasione persa per il Paese” così il capogruppo Pd in commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
“Il Governo Meloni ha deciso di colpire ancora una volta la Sicilia, riducendo in modo arbitrario e inaccettabile i fondi del PNRR destinati alle nostre infrastrutture strategiche. Un vero e proprio scippo che offende la dignità dei cittadini siciliani e mette a rischio lo sviluppo dell’intera isola": è quanto dichiara Maria Stefania Marino, deputata del Partito Democratico, commentando i dati del rapporto Anac-Cresme-Camera sullo stato di attuazione delle opere strategiche del PNRR.
“Dietro le parole vuote della propaganda di Palazzo Chigi c’è un Sud depredato delle sue opportunità. In Sicilia, progetti fondamentali come l’ammodernamento della tratta ferroviaria Palermo-Catania vengono messi da parte, sacrificati in nome di un'opera simbolica e divisiva come il Ponte sullo Stretto, utile solo a fini propagandistici. Ancora una volta, si preferisce l’ideologia allo sviluppo reale. Siamo dinanzi all’ennesimo atto di accanimento contro il Mezzogiorno: prima il taglio al fondo perequativo infrastrutturale, poi la cancellazione degli sgravi per il Sud, ora questa nuova amputazione ai fondi del PNRR. Una politica miope e antimeridionalista che ci riporta indietro di decenni. E il silenzio del sottosegretario al Sud Sbarra è assordante e complice": conclude.
“Il potenziamento della terza corsia dell’autostrada A1 tra Incisa e Valdarno è un’infrastruttura strategica non solo per il traffico lungo la dorsale Nord-Sud del Paese, ma anche per la vivibilità e lo sviluppo del territorio del Valdarno. È inaccettabile che il progetto definitivo, depositato da mesi, sia ancora fermo al ministero delle Infrastrutture. Chiediamo al governo di fare chiarezza sui ritardi accumulati e di garantire tempi certi per la realizzazione dell’opera”.
Lo dichiarano i deputati Dem Marco Simiani, Emiliano Fossi, Simona Bonafè e Laura Boldrini, che hanno presentato un’interrogazione per sollecitare il completamento del tratto autostradale e delle opere complementari, tra cui la bretella Valvigna–casello Valdarno e il ponte sull’Arno.
“Dalle notizie riportate dalla stampa - aggiungono - emergono forti preoccupazioni rispetto alla possibilità che le risorse inizialmente stanziate per questo intervento siano state dirottate sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Se ciò fosse confermato, sarebbe un fatto gravissimo, che penalizzerebbe un’area già congestionata dal traffico e fortemente penalizzata da una viabilità inadeguata. E' necessario che il governo ed il ministro Salvini assumano un impegno chiaro per tutelare il Valdarno, avviando immediatamente le procedure per l’approvazione definitiva del progetto e garantendo le risorse originariamente previste".
“Nel dibattito parlamentare e nell’agenda del governo Meloni le aree interne continuano a essere completamente assenti. Nessuna visione, nessun investimento strutturale, nessuna strategia per contrastarne lo spopolamento. È una scelta politica precisa: Giorgia Meloni ha abbandonato questi territori”. Lo dichiara Marco Sarracino, deputato Pd e responsabile nazionale per il Mezzogiorno, intervistato sui social dei deputati dem.
“Per questo – prosegue l’esponente Pd - come Partito Democratico, abbiamo presentato una proposta di legge per proteggere e valorizzare le aree interne, con la prima firma della segretaria Elly Schlein. Riteniamo che la vivibilità di questi territori sia una priorità nazionale. Non accettiamo l’idea, contenuta nel Piano strategico del governo, secondo cui lo spopolamento sarebbe un fenomeno irreversibile: è possibile invertire la rotta”.
“Lo si può fare – conclude Sarracino - sostenendo chi vuole avviare attività imprenditoriali, incentivando lo smart working, investendo in trasporto pubblico locale e sanità di prossimità. Per farlo, proponiamo un piano da 6 miliardi di euro, indicandone con chiarezza la copertura: non un euro in più, ma un euro speso meglio. Togliamo risorse da un’opera inutile e dannosa come il Ponte sullo Stretto e le destiniamo ai bisogni reali delle persone. Dopo tre anni di tagli infrastrutturali e alla decontribuzione per il Sud, il governo continua a voltare le spalle alle aree interne. Noi, invece, le consideriamo la più grande occasione di sviluppo sostenibile, sociale ed economico per tutto il Paese”.
Anche la deputata agrigentina del Pd, Giovanna Iacono, è tra i firmatari della proposta di legge presentata alla Camera dei deputati dal Partito Democratico per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne, con un investimento per i territori di 6 miliardi di euro.
La proposta di legge introduce misure strutturali per rivitalizzare i territori: benefici fiscali per le imprese che investono nelle aree interne; agevolazioni per l'acquisto della prima casa e per favorire lo smart working; incentivi per il personale scolastico e sanitario per garantire servizi di qualità; un piano straordinario di investimenti pubblici per infrastrutture, mobilità e servizi essenziali. Le coperture per sostenere questi investimenti sono ricavate prevalentemente da un diverso utilizzo del fondo per il Ponte sullo stretto di Messina: un'opera inutile che sottrae
sviluppo, diritti e futuro.
“Così come detto dalla nostra segretaria Elly Schlein – commenta Iacono - le aree interne d'Italia non sono periferie dimenticate, ma ‘sono il cuore vivo e spesso ignorato del nostro Paese’. Per questo ho sottoscritto la proposta di legge del mio Partito, che è in linea con le attività politiche che ho fin qui svolto nel mio ruolo”.
Iacono è infatti promotrice della costituzione dell’intergruppo parlamentare ‘Per il Diritto a Restare’ e prima firmataria della mozione per contrastare lo spopolamento delle aree interne del Paese e per promuoverne uno sviluppo equo e inclusivo.
"Il diritto a restare è una sfida nazionale. Non riguarda solo chi abita nei borghi, nelle aree interne e montane o nelle isole, ma l’idea di un’Italia più giusta, coesa e sostenibile. È un diritto di cittadinanza. Non vogliamo un’Italia a due velocità, ma un Paese che riconosca pari dignità e opportunità a tutte e a tutti. Sostenere questa legge significa dare un segnale di speranza e di futuro a intere comunità", conclude.
Schlein e Sarracino, ‘usiamo i soldi del Ponte per il futuro del Paese’
“Le aree interne dell’Italia non sono periferie dimenticate: sono il cuore vivo e spesso ignorato del nostro Paese. Sono terre ricche di bellezza, storia, saperi e relazioni. Ma sono anche luoghi feriti dalla disattenzione del governo, da tagli, da mancate risposte e dalla totale assenza di una strategia di crescita e sviluppo” così la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein annuncia la presentazione alla Camera della proposta di legge per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne per un investimento pari a 6 miliardi di euro.
“Con la nostra proposta di legge vogliamo rimettere al centro una visione alternativa che sia in grado di combattere lo spopolamento e affermare il diritto a restare. Troppe ragazze e ragazzi sono costretti ogni anno ad andarsene, a lasciare i luoghi in cui sono cresciuti perché lì non trovano possibilità di futuro. A loro vogliamo offrire un’alternativa concreta” prosegue il responsabile coesione, sud e aree interne del Pd, Marco Sarracino.
La proposta di legge - a cui ha lavorato anche il responsabile del dipartimento aree interne del Pd, Marco Niccolai - introduce misure strutturali per rivitalizzare questi territori: benefici fiscali per le imprese che investono nelle aree interne; agevolazioni per l’acquisto della prima casa e per favorire lo smart working; incentivi per il personale scolastico e sanitario per garantire servizi di qualità; un piano straordinario di investimenti pubblici per infrastrutture, mobilità e servizi essenziali. Le coperture per sostenere questi investimenti sono ricavate prevalentemente da un diverso utilizzo del fondo per il Ponte sullo stretto di Messina: “un’opera inutile che sottrae sviluppo, diritti e futuro”.
“La nostra proposta di legge non resterà chiusa nei cassetti del Parlamento - concludono Schlein e Sarracino - la porteremo in ogni regione, in ogni valle, in ogni borgo e ne chiediamo una rapida calendarizzazione. Perché crediamo che il rilancio delle aree interne sia una sfida nazionale, non locale: una battaglia per l’equità territoriale, ma anche per un’Italia più giusta, più coesa, più sostenibile”.
“Nonostante la costruzione del Ponte Milena sulla SS189, sia stata annunciata nel 2020, gli automobilisti delle province di Agrigento e di Caltanissetta continuano a percorrere una arteria regolamentata da semaforo a senso unico alternato e in pessime condizioni. Le ripercussioni sul tessuto economico e sociale e il conseguente isolamento sono diventate particolarmente gravi. Ciononostante il ministro Salvini, anche nella sua recente vista in Sicilia, continua a parlare solo del Ponte sullo Stretto trascurando il resto della viabilità di competenza governativa, che in Sicilia è al collasso. Solo ieri il ministro è stato a Caltanissetta per inaugurare il ponte sul viadotto di San Giuliano, ma del Ponte Milena nessuna traccia o evoluzione”. Così si legge nell'interrogazione presentata oggi dal deputato Pd Peppe Provenzano (e sottoscritta dai deputati Iacono, Barbagallo e Marino) al ministro delle Infrastrutture sulle legittime sollecitazioni del territorio e delle forze sociali, al fine di realizzare con un cronoprogramma certo per la costruzione del Ponte Milena.
“Sarebbe doveroso – sottolinea il parlamentare dem - che il peggior ministro d'Europa venisse in Sicilia non a fare passerelle ma a spiegare perché il governo abbia tagliato i fondi FSC per la Sicilia per destinarli alla propaganda sul ponte sullo stretto, eliminato i fondi PNRR per i lotti della Ferrovia PA-CT, e perché abbia trasferito 900 milioni destinati alle strade della Sicilia alle regioni del nord”, conclude Provenzano.
“La denuncia di Assoutenti non può restare inascoltata: gli oltre 1200 cantieri ferroviari attivi al momento faranno aumentare i tempi di percorrenza dei treni anche 100 minuti in più, solo nel mese di agosto. La presenza di lavori lungo le rotaie non può certo essere una giustificazione, l'ennesima, per il peggior ministro dei Trasporti d'Europa, Matteo Salvini. Il caos dei treni è sotto l'occhio di tutti. Occorre, dunque, aiutare i passeggeri che non possono solo essere considerati come pedine di un gioco dove sono solo costretti a subire senza avanzare alcun diritto. Ben venga quindi la costituzione di un fondo di indennizzo a compensare questi enormi disagi”. Così in una nota il deputato Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera.
“Spero che almeno il MEF, ministero che può autorizzare il fondo, sia più solerte nella sua azione perché se dovessimo aspettare una risposta da Salvini si otterrebbe a conclusione del Ponte sullo Stretto, nel mese del poi e nell'anno del mai”, conclude Barbagallo.