16/01/2025 - 18:06

“La notizia dell'ammissibilità dei ricorsi presentati al Tar del Lazio dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria contro il parere positivo della commissione Via Vas al progetto di Ponte sullo Stretto era una possibilità che avevamo anticipato ed evidenziato da tempo. Questo è un progetto approvato sulla sabbia, fa acqua da tutte le parti e non regge. Il notevolissimo rischio di impugnative incidentali davanti la Corte Costituzionale rafforzano l’idea che questo progetto sia soltanto lo specchio per le allodole per le campagne elettorali di Salvini e del centrodestra, che continua a speculare sulle infrastrutture del Mezzogiorno. Il progetto del Ponte sullo Stretto è appeso ad un filo e quello di oggi è solo il primo ricorso di una lunga serie che arriveranno è sveleranno il progetto per quello che è: una colossale presa in giro per il Sud, portata avanti dal peggior ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture dal dopo guerra ad oggi”. Così il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti.

21/12/2024 - 13:16

“Torna l'austerità per tutti, le mancette elettorali, il ponte sullo Stretto, i tagli al Mezzogiorno e alla sanità, mentre la crescita si avvia verso lo zero virgola”. Così, sui social, il Gruppo parlamentare del Partito Democratico evidenzia le principali criticità della manovra approvata ieri sera dalla Camera, che la capogruppo a Montecitorio, Chiara Braga, ha definito “ingiusta, inefficace e iniqua”. I democratici stigmatizzano i tagli indiscriminati a regioni ed enti locali (-12 miliardi di euro) e la sforbiciata lineare a tutti i ministeri, il cui conto – sottolineano – come sempre, sarà pagato dai più poveri: lavoratori dipendenti e pensionati, a cui non solo verranno aumentate le tasse, ma saranno ridotti i servizi pubblici essenziali, come sanità, welfare, scuola e trasporto pubblico locale. I democratici evidenziano anche il diritto alla sanità negato, mentre oltre 4 milioni di italiani rinunciano a curarsi. Il governo fa crollare gli investimenti nella sanità al minimo storico, bocciando l’emendamento presentato dal PD, che chiedeva 5,5 miliardi in più all'anno per il Servizio Sanitario Nazionale.

Colpite anche le pensioni minime e gli italiani all’estero. Le pensioni minime, che dovevano arrivare a 1.000 euro al mese, crescono solo di 3 euro lordi al mese. Previsti tagli anche per le pensioni degli italiani all’estero. Ignorate le infrastrutture del Mezzogiorno e le aree interne abbandonate.
Le infrastrutture del Sud restano ferme, mentre il governo destina 15 miliardi per il ponte sullo Stretto, sottraendo risorse cruciali a tutto il Mezzogiorno, alle infrastrutture e alle strade locali già programmate dalle amministrazioni. Nuove tasse per i cittadini: aumenta il carico fiscale. Dal 1° gennaio, 17 milioni di italiani che possiedono un’auto diesel scopriranno che il carburante costerà di più, a causa dell’aumento delle accise, così come il canone Rai. Il governo aumenta il carico fiscale senza prevedere un reale intervento a favore delle famiglie, riducendo nel contempo le detrazioni fiscali. Tagli alla scuola, all’università e alla cultura.
Il diritto all’istruzione è messo in crisi con centinaia di milioni di euro di tagli a un sistema educativo che avrebbe bisogno di risorse e misure per rafforzare l’insegnamento di sostegno, potenziare il tempo pieno e le mense scolastiche e garantire la gratuità di libri e trasporti scolastici per tutti. Colpite anche l’università e la ricerca: nessun intervento strutturale e ulteriori tagli a tutti i settori culturali.

No al salario minimo. È stata bocciata la proposta del PD di introdurre il salario minimo, ribadendo che sotto i 9 euro l’ora non è lavoro, ma sfruttamento. “Continueremo la nostra battaglia”, affermano i democratici, che hanno appena depositato oltre 120mila firme per mettere la legge d’iniziativa popolare in cima all’agenda politica.
Assenza di politiche industriali per la transizione ecologica. Mancano completamente all’appello politiche industriali adeguate, come conferma il drastico taglio al fondo per l’automotive e l’assenza di misure per supportare la transizione ecologica e affrontare l’emergenza climatica. Privatizzazione delle infrastrutture pubbliche. Restano forti dubbi e incertezze sulla privatizzazione di Anas e Ferrovie, un altro passo verso la cessione di asset strategici dello Stato. Colpito il terzo settore. Il governo estende la spending review colpendo le donazioni alle realtà del terzo settore, che quotidianamente offrono supporto alle comunità locali. Ritorno della legge "mancia". Torna la legge mancia, con 113 milioni di euro distribuiti in micro-interventi settoriali che appaiono più come “micro-mance” clientelari che come misure utili al Paese.

20/12/2024 - 11:26

Ciò che abbiamo visto nel iter di questa manovra è talmente imbarazzante che la 76esima fiducia dall’inizio della legislatura è l’ultimo dei nostri problemi: con le auto-accuse di Bignami in Commissione, siete la prima maggioranza della storia che si fa ostruzionismo da sola. Siamo alla terza legge di bilancio del Governo Meloni e le uniche misure utili al Paese sono quelle che avete ereditato dal Governo precedente. Per il resto torna in voga l’austerità per tutti, le mancette elettorali, il Ponte sullo Stretto, il Sud al guinzaglio del potente di turno. Il punto non è far quadrare semplicemente i conti, ma a chi far pagare il conto: avete deciso di farlo pagare ai più poveri!” Così il deputato dem Ubaldo Pagano annunciando il voto contrario del Pd alla fiducia sulla Legge di Bilancio.
“Avete ucciso il terzo settore – continua il capogruppo Pd in Commissione Bilancio - tagliato risorse alla scuola, state facendo morire la sanità pubblica perché per voi è più importante bruciare 800 milioni di euro per la farsa in Albania che assumere 6.000 infermieri e spendere 113 milioni per ripristinare la Legge Mancia. Avete aumentato le pensioni minime di soli 3 euro lordi e rubato 13 miliardi a tutto il Sud per realizzare l’unico collegamento stabile di cui siete capaci: non il ponte sullo Stretto ma quello tra un fallimento e un altro!” “Vi negheremo convintamente, come sempre e fino alla fine di questo incubo, la nostra fiducia”, conclude Pagano.

19/12/2024 - 15:42

“Una manovra di galleggiamento, piena di mance, che dimentica i più fragili e il Sud scippato di 4 miliardi per la decontribuzione. Nessuna risposta sul lavoro dove nella sola Sicilia 2000 persone rischiano di perdere l'occupazione il 31 dicembre e 62000 sono lavoratori irregolari. Nulla viene fatto per la lotta alla mafia quando i dati Cgia ci parlano di 15000 infiltrazioni di stampo mafioso - di cui il 10% in Sicilia - e addirittura la maggioranza mette in discussione la legge Rognoni-La Torre, incisiva norma di contrasto alla mafia”. Così il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti e segretario regionale siciliano.
“Per non parlare dell'assenza – continua il parlamentare - di un piano per le infrastrutture: ancora 2 miliardi in più per il Ponte sullo stretto di Messina, sapendo che i costi lieviteranno. Siamo alla follia: un pugno in faccia ai calabresi e siciliani che avrebbero bisogno di ben altre risposte”. “Insomma una manovra iniqua e dannosa per l'Italia”, conclude Barbagallo.

19/12/2024 - 12:03

"Il Governo ha cancellato, per la seconda volta, il fondo contro i disturbi alimentari. Già nella scorsa legge di bilancio, Giorgia Meloni lo aveva spazzato via, salvo poi fare marcia indietro dopo la battaglia dell'opposizione e le denunce di associazioni e cittadini. Adesso, la storia si è ripetuta: la maggioranza ha bocciato il mio emendamento per rifinanziare in legge di bilancio, con 20 milioni di euro, il fondo contro i DCA. Giorgia Meloni trova miliardi e miliardi di euro per un canile in Albania, per i rimborsi spese dei ministri, per il Ponte sullo Stretto, per costruire campi da golf, per marchette agli amici, ma non 20 milioni di euro per la salute di di 4 milioni di persone affette da anoressia, bulimia e da patologie legate alla psiche e al corpo. Un insulto ai 4000 morti, oltre 10 al giorno.
E morti non perché affetti da una malattia terminale, ma per mancanza di cure, di fondi e di leggi non applicate. Continueremo a batterci, a partire dal decreto Milleproroghe, per costringere il Governo a fare, ancora una volta, marcia indietro. Il diritto alla salute delle persone, presidente Meloni, viene prima dei costi della sua propaganda". Lo denuncia sui social Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.

17/12/2024 - 18:56

Salvini si fa il regalo di Natale: in un nuovo emendamento alla legge di bilancio, 6 miliardi di euro dei 24 destinati nei prossimi anni alle infrastrutture vengono sottratti per finanziare il Ponte sullo stretto. Opera inutile, costosa e pericolosa che oggi viene finanziata con risorse che potevano essere utilizzate per strade, ferrovie e infrastrutture diffuse.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

13/12/2024 - 17:52

Non si smentiscono mai. Il governo Meloni sposta risorse da una parte all’altra per mera propaganda. Oggi è stato depositato un emendamento del governo alla legge di bilancio che istituisce l'articolo 38 bis e prevede che le risorse del Fondo caregiver, destinato al riconoscimento dell'attività di cura svolta dal caregiver familiare, confluiscano nel Fondo nazionale per la non autosufficienza. Così facendo tolgono soldi ai caregiver - con il risultato che andranno a morire anche i progetti già avviati - per poter dire che aumentano le risorse per gli anziani non autosufficienti. In realtà, non stanziano nemmeno un euro in più, ma girano le risorse da una parte all’altra, mettendo in contrapposizione i caregiver con gli anziani. Un giochino ignobile. Giorgia Meloni e il suo governo la smettano, una volta per tutte, di giocare con la vita delle persone. La politica è priorità: sui non autosufficienti mettano i soldi per i condoni, per il centro in Albania, per il Ponte sullo Stretto. Non certo i soldi per chi cura le persone sostituendosi allo Stato". Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale

11/12/2024 - 17:56

“Il sottosegretario Ferrante del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ammesso che l’operazione Ponte sullo Stretto, fortemente voluta dal vicepremier Matteo Salvini, sta gravando pesantemente sui conti dell’Anas. Rispondendo a un’interrogazione parlamentare nella Commissione Ambiente, il governo ha dichiarato che la svalutazione delle partecipazioni in Stretto di Messina S.p.A. ha generato una perdita di 69,8 milioni di euro, incidendo negativamente sul capitale netto di Anas, che ha subito una flessione del 7%. “Queste cifre, già rilevanti, si sommano a un progetto totalmente sbagliato, aggravando il danno erariale che il ministro Salvini sta causando alle casse dello Stato e di cui dovrà rispondere politicamente” dichiarano i deputati democratici Anthony Barbagallo e Marco Simiani, rispettivamente capigruppo nelle commissioni Trasporti e Ambiente della Camera che hanno presentato l’interrogazione. La vicenda solleva dubbi crescenti sulla sostenibilità economica e sulla gestione dell’iniziativa, richiedendo risposte chiare e tempestive.

06/12/2024 - 16:44

“Dopo i rilievi posti dalla Corte dei Conti sulla gestione finanziaria di Anas il governo non può più girarsi dall’altra parte. La Corte, infatti, ha sottolineato che il bilancio 2023 si è chiuso con una perdita di 162,7 milioni di euro riconducibile alla svalutazione del valore della partecipazione detenuta nella società Stretto di Messina. Secondo i magistrati contabili la disciplina vigente non è compatibile con il criterio della valorizzazione ‘al costo’ della società SdM nel bilancio Anas 2022, nel quale si ometteva l'analisi dei costi funzionali al riavvio dell'opera di collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Una violazione della legge accertata anche dal perito indipendente nominato dal Mef, che ha ritenuto non funzionali al riavvio dell'opera oltre 85 milioni di euro di costi sostenuti da SdM, con conseguente grave svalutazione del valore delle azioni di SdM. Inoltre, sempre la Corte, contesta anche il ricorso a onerosi e ingiustificati pareri di professionisti esterni e segnala la necessità che la Sdm, particolarmente esposta a gravi comportamenti corruttivi, debba essere riportata nell'ambito di applicazione della normativa anticorruzione e trasparenza, dalla quale attualmente risulta esclusa in quanto partecipata da FS. Il Ponte, dunque, rischia di affossare i bilanci dell’Anas, società importante che va difesa e tutelata. Il governo deve garantire la vigilanza esplicitamente invocata nella relazione della Corte dei conti, superando l'attuale situazione di incertezza determinata dal rapporto concessorio e riportando Anas nell’ambito di applicazione della normativa anticorruzione e trasparenza. Il governo intervenga al più presto”.

Così i capogruppo Pd in commissione Trasporti, Anthony Barbagallo, e in commissione Ambiente, Marco Simiani, presentando un’interrogazione alla Camera rivolta ai ministri dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

01/12/2024 - 11:32

“Con il via libera del Cipess, convocato d’urgenza e in gran segreto, si completa il piano orchestrato dalla Lega e da Salvini per finanziare il Ponte sullo Stretto. Tre miliardi in più, da 11,6 a 14,7, interamente a scapito del Sud e di ogni altra infrastruttura di cui avrebbe bisogno il territorio meridionale, visto che la maggior parte dei fondi è stata dirottata sul FSC invece che a carico del bilancio dello Stato. Una vergogna di chiaro stampo leghista: prima decidono da soli cos’è meglio per tutto il Mezzogiorno e poi gli addebitano il conto da pagare. Tutto con la compiacenza del “bravissimo” Fitto.”

Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio a Montecitorio.

19/11/2024 - 13:56

Le sessantadue integrazioni richieste al Mit dalla Commissione Valutazione impatto ambientale (Via) lasciano ombre pesanti sul progetto del Ponte sullo Stretto. È evidente che più che di un parere favorevole si tratta di un parere condizionato. Salvini continua ad andare avanti con annunci ad effetto, ma oltre a non esserci le condizioni per l’inizio dei lavori nel 2025, ancora più grave, le richieste di integrazioni alimentano i dubbi sull’opera. Noi continueremo ad essere vigili e a seguire scrupolosamente ogni passaggio.
Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.

14/11/2024 - 18:10

Non è ancora aperto neanche un cantiere, ma quello che continua a aumentare è lo spreco di risorse pubbliche. Oggi scopriamo che il capogruppo della Lega Molinari chiede 3 mld di euro in più rispetto a quanto previsto nella legge di bilancio dello scorso anno per realizzare il Ponte sullo Stretto, il giocattolo di Salvini, l’unico progetto di cui si occupa il ministro delle Infrastrutture mentre i trasporti pubblici sono sull’orlo del collasso.

Risorse che si vanno a prendere ancora una volta dai Fondi di sviluppo e coesione, cioè i pochi finanziamenti rimasti a disposizione delle Regioni del Sud.

E’ scandaloso che i costi del Ponte continuino a aumentare e siano già arrivati a 16,6 mld per un’opera inutile, dispendiosa e portata avanti con forzature inaccettabili persino rispetto alle norme sulla sicurezza sismica.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

04/11/2024 - 13:39

"Siamo facendo la storia", così diceva Giorgia Meloni.  Per la prima volta, tocca darle ragione: questo Governo è appena entrato nella storia. Come evidenziato dalla Fondazione Gimbe, infatti, la spesa sanitaria in rapporto al PIL è stata fissata al 5,9% per il 2027.  Si tratta, appunto, del minimo storico. Ma c'è di più. Perché per le misure previste per il periodo 2025-2030, il Governo ha stanziato solo 10,2 miliardi di euro rispetto ai 29 miliardi necessari. Sapete cosa vuol dire? Due cose: la prima è che le Regioni, comprese quelle virtuose, saranno costrette a tagliare i servizi sanitari o ad aumentare le imposte regionali. La seconda è che i cittadini dei territori più in difficoltà avranno ancor meno servizi e saranno costretti a rivolgersi al privato o a spostarsi in un'altra Regione. Buttano via 13 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto, gettano un miliardo di euro per un centro vuoto in Albania, condonano miliardi di euro a chi evade le tasse e il risultato poi è questo: il niente, di fatto, per la sanità e per il diritto alla cura e 7 appena euro di aumenti per gli infermieri. Che bruttissima storia, Presidente Meloni”. Così sui social il responsabile nazionale welfare del Pd, Marco Furfaro.

30/07/2024 - 11:55

"Il provvedimento in esame poteva essere lo strumento per risolvere molti problemi ed invece è l’ennesimo spot di Salvini, un carrozzone vuoto del Governo Meloni. Non risolve alcuna delle priorità del Paese. Un decreto che in realtà si è via via tramutato in un vero e proprio assalto alla diligenza per ottenere risorse per alcuni territori vicini alla destra. Da questo punto di vista, abbiamo potuto misurare bene il nervosismo di una maggioranza dove la Lega l’ha fatta da padrona, mettendo sia FdI che Forza Italia all’angolo e razziando il massimo delle risorse possibili per i propri interessi di bottega. Il Pd aveva presentato moltissimi emendamenti che riguardavano le carenze infrastrutturali ed il trasporto pubblico locale di tutta Italia; come ad esempio la Tirrenica per il Lazio e la Toscana ed in particolare il primo lotto già cantierabile; il rafforzamento per l’autorità di Bacino del Po; l’interporto di Termini Imerese; finanziamento per il fondo nazionale del trasporto pubblico locale; risorse aggiuntive per le metropolitane di Roma; maggiori finanziamenti per il trasporto aereo della Sicilia; nuove risorse per i collegamenti insulari e la ristorazione del carcere di Sollecciano. Nessuno di questi emendamenti che avrebbero aiutato e migliorato i trasporti in Italia è stato approvato. Nel mentre il Governo Meloni fa cassa sui pedaggi autostradali; il piano Mattei rimane una scatola vuota e anzi si fa cassa sul fondo clima; il Ponte sullo Stretto, dopo lo stop della commissione VIA che ha emanato 239 prescrizioni, ha deciso di procedere per fasi costruttive mettendo a rischio tutto il territorio dello stretto di Messina. Un vero e proprio flop". Lo ha detto in Aula Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio, dichiarando il voto contrario del gruppo Pd al dl Infrastrutture.

29/07/2024 - 14:42

Mentre Ita è addirittura da un anno senza amministratore delegato

“Con il decreto Infrastrutture pensavamo che il governo intervenisse con urgenza su due materie che tengono col fiato sospeso milioni di italiani: i trasporti e la siccità in Sicilia. Invece, in quest’estate nerissima proprio per il trasporto pubblico, nel testo non abbiamo trovato un solo rigo: nessuna stretta su compagnie aeree e società aeroportuali, nulla su taxi e Ncc, niente riguardo le società partecipate Fs e Rfi o su Ita, società che addirittura da un anno è senza amministratore delegato. Unici atti concreti quelli che hanno permesso al ministro Salvini di partire puntuale il 19 luglio durante il bug informatico e quello celeberrimo che ha consentito la fermata del treno al volo per il ministro Lollobrigida”.

Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo al decreto Infrastrutture.
“Peggio ancora - aggiunge - sulla siccità in Sicilia, una crisi estiva prevedibile. Le immagini del lago di Pergusa a secco hanno fatto il giro del mondo. Disagi che stanno mettendo in ginocchio allevatori e agricoltori, con oltre un milione di siciliani che sopravvivono con l’acqua razionata. C’è un’evidente responsabilità della maggioranza fotografata dalla bocciatura subita nel 2021 dall'allora presidente della regione Musumeci dei 31 progetti del Pnrr su 31 per 400 milioni di euro. Se quei progetti fossero stati finanziati ogni avremmo raccontato un’altra storia. Questo decreto e solo un marchettificio che non risolve alcuna delle priorità del Paese. Un assalto alla diligenza per ottenere risorse per alcuni territori vicini alla destra. Immancabile, poi, l’ennesima forzatura procedurale sul Ponte sullo Stretto, con espropri che calpestano i diritti di fronte ad un progetto che ancora oggi non è esecutivo. E tutto questo - conclude - attraverso la sessantesima fiducia in poco più di un anno e mezzo dall'insediamento del governo che umilia il Parlamento”.

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