27/04/2026 - 17:58

“Tradito il rapporto fiduciario con il Quirinale, sciatteria inaudita”

“Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c’è più tempo da perdere: la sua permanenza al Ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo”. Lo afferma Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd.
“Quanto sta emergendo è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce”.
“Qualora emergesse la falsità di alcuni elementi sottoposti al Quirinale, saremmo di fronte a un segnale evidente di superficialità nella gestione di un procedimento di massima sensibilità costituzionale. Un atteggiamento che equivarrebbe al tradimento del rapporto fiduciario istituzionale con il Quirinale da parte del ministro Nordio, che rappresenta il vertice della nostra Repubblica e il garante della Costituzione. Sarebbe inaudito. Ma già il fatto che ne stiamo discutendo è estremamente grave: Meloni non può far finta di nulla. Le responsabilità politiche sono chiare e non si tratta di una questione tecnica, ma di una questione istituzionale e politica di primissimo piano. Non c’è più tempo da perdere: Nordio deve fare un passo indietro”, conclude la democratica.

 

24/04/2026 - 16:46

“Quella andata in scena in queste ore è una pagina buia della storia democratica e costituzionale del nostro Paese. Far approvare al Parlamento una norma chiaramente incostituzionale, con uno strappo col Quirinale, e contestualmente essere costretti a rivederla, modificarla e cancellarla, non a precisarla, come è stato detto, è una cosa che non si è mai vista, di una gravità inaudita. Una forzatura nei confronti del Parlamento, uno strappo istituzionale gravissimo nei confronti del Quirinale. La norma in questione proponeva di far venir meno la funzione sociale e costituzionale degli avvocati, che svolgono un ruolo centrale nell'amministrazione della Giustizia nel nostro Paese e hanno un dovere deontologico e costituzionale di garantire la difesa con lealtà e correttezza dei propri assistiti, in linea con l'articolo 24 della Costituzione e con l'articolo 111 sul giusto processo. Questo decreto Sicurezza peraltro certifica il fallimento totale delle politiche di sicurezza messe in campo dal governo finora. Ancora una volta l'esecutivo è costretto a ritornare su provvedimenti già adottati, ammettendo di fatto la propria responsabilità. Ma soprattutto continua con la stessa ricetta: una ricetta panpenalistica e securitaria fatta solo di restrizioni di diritti, nuovi reati e pene che, invece di produrre risultati concreti, si è dimostrata già inefficace e incapace di rispondere ai reali bisogni dei cittadini”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Tagadà su La7.

23/04/2026 - 17:49

"Il quarto decreto sicurezza, o come bisognerebbe chiamarlo "decreto fallimento", è tra le cose più sconcertanti fatte da questo governo. Lo è non solo per le norme liberticide, come il fermo preventivo, e incostituzionali che contiene, non solo perché affronta la violenza giovanile solo in chiave repressiva, non solo perché è l'ennesimo decreto fatto senza che ci sia alcuna urgenza, non solo perché per l'ennesima volta è stato umiliato il parlamento. E' sconcertante perché la presidente Meloni ha avuto il coraggio di definire norma di "buon senso" quella su cui il Quirinale ha sollevato dubbi di costituzionalità e perché il ministro Piantedosi ha avuto la sfrontatezza di parlare di "alcune sensibilità" a proposito dei rilievi mossi dal Colle.
Un palese disprezzo della Presidenza della Repubblica che segna una frattura istituzionale gravissima.
Pur di gettare fumo negli occhi agli italiani con l'ennesimo decreto sicurezza, costringono il Parlamento a votare un testo palesemente incostituzionale che loro stessi sono costretti a modificare nel momento stesso in cui sarà approvato. E la destra neanche partecipa al dibattito: ci sono solo due deputati di maggioranza, in aula. Ma le italiane e gli italiani non vi credono più, anzi cominciano ad avere paura di voi che con i vostri provvedimenti create caos e tensioni sociali. E non si faranno abbindolare da questa ulteriore operazione di propaganda". Lo ha dichiarato durante il dibattito a Montecitorio sul dl sicurezza, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

22/04/2026 - 19:22

"Rilievi tecnici" così Giorgia Meloni ha derubricato le osservazioni del Quirinale sull'incostituzionalità del decreto sicurezza su cui si discute oggi alla Camera. Altro che "rilievi tecnici". Qui parliamo di una misura che mina uno dei principi cardine della Costituzione che è il diritto alla difesa che Meloni intendeva comprimere usando l’avvocatura come strumento per mettere in atto il piano di remigrazione. La premier, non è riuscita a farla franca neanche in questa circostanza ma pur di non riconoscere l'incapacità del suo governo di scrivere una norma, parla del presidente della Repubblica come fosse un grigio burocrate e non come di colui che è chiamato a garantire la tutela della Costituzione.
E così siamo chiamati a votare un decreto destinato a essere contraddetto dallo stesso governo un minuto dopo l'approvazione. Una situazione paradossale.
Per questo ho presentato un ordine del giorno in cui si impegna il governo a rimuovere dal decreto ogni norma che viola i principi costituzionali e i diritti delle persone come quella che prevede una remunerazione di 615 euro agli avvocati che convincono i loro clienti migranti al rimpatrio volontario e l'abolizione del gratuito patrocinio per i ricorsi contro le espulsioni.
Ma dato che la maggioranza, per tensioni interne, ha tenuto per 55 giorni il decreto in ostaggio al Senato, saremo costretti a discutere gli ordini del giorno in piena notte, in un tour de force che sarebbe stato del tutto evitabile se il governo avesse fatto l'unica cosa sensata da fare: ritirare il decreto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

21/04/2026 - 16:00

"Questo decreto non produrrà nessun effetto sulla sicurezza delle città e dei cittadini. Il governo è riuscito nell’impresa di costruire un provvedimento mediocre, inefficace, senza coperture finanziarie e che entra in diretta collisione con il Quirinale che ravvede nella norma dell’ 'infedele patrocinio' un principio gravemente sbagliato sulla libertà degli avvocati e il diritto alla difesa di tutti. Oggi il principio del pagamento a cottimo per realizzare politiche pubbliche lo applicano sul tema immigrazione, domani su cosa potrebbe essere applicato". Lo dichiara la deputata PD Ouidad Bakkali sul Dl Sicurezza in discussione alla Camera.
"Dal governo 'Dio-Patria-Rimpartri-e Famiglia' potremmo aspettarci altri 600 euro ai divorziati che riescono a tutelare l’unità familiare?" si domanda la parlamentare dem che aggiunge "il tema vero e molto serio è che la sicurezza di ciascuno è ciascuna di noi risiede nel modello di società che chi governa ha in mente. Il loro modello è un modello che riproduce paura, violenza, disgregamento e isolamento sociale. Uccide ogni speranza nel futuro, punisce e butta via la chiave. L’immigrazione è la benzina per tutto questo, un clima che si sta riversando anche su chi in questo paese vive, lavora, studia. Gli immigrati in questo Paese producono il 9% del PIL ed è ora di smetterla con la buffonata della Remigrazione, che è il seme dell’odio razziale che arriva addosso a tutti, all’ultimo sbarcato tanto quanto al lavoratore qui in Italia da 20 anni". "Chiedo rispetto e chiedo parole chiare. Perché ormai l’ambiguità colpevole di criminalizzare un’intera categoria sociale non è più tollerabile. Che modello di convivenza civile vuole il Governo Meloni? Quali risposte da alla domanda di sicurezza sociale di tutti gli italiani e di chi qui vive? Nel decreto di tutto questo non vi è ombra", conclude Bakkali.

 

21/04/2026 - 09:43

Non ci sono le condizioni per avviare l’esame del decreto sicurezza senza un chiarimento definitivo del governo. Il provvedimento è stato tenuto in ostaggio al Senato per gran parte del tempo utile alla conversione, senza un confronto reale: arrivato senza mandato al relatore e chiuso senza che si entrasse mai nel merito. Anche alla Camera le Commissioni  non sono state convocate, nonostante il vulnus riconosciuto. E infine ieri si è arrivati a uno scontro istituzionale senza precedenti.
Nella fretta si producono norme sbagliate: a partire da quelle che incidono sull’indipendenza dell’avvocatura, principio essenziale dello Stato di diritto, e che presentano profili di manifesta incostituzionalità. Dopo la visita di ieri del Sottosegretario Mantovano al Quirinale, è doveroso sapere dal Governo come si intende procedere per correggere questa norma vergognosa. Il Parlamento non può essere umiliato né chiamato ad approvare norme a rischio incostituzionale. Per questo chiediamo l'immediata convocazione della Conferenza dei capigruppo per scongiurare ulteriori forzature.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

20/04/2026 - 19:35

Abbiamo chiesto e ottenuto la sospensione dell’esame dell’emendamento sull’avvocatura in attesa dell’esito dell’incontro in corso tra Governo e Quirinale”. Lo riferisce il Partito Democratico nel corso dei lavori in Commissione a Montecitorio, su richiesta della capogruppo Chiara Braga.

I dem denunciano un iter “compresso e forzato”, con il provvedimento “trattenuto a lungo al Senato” e l’approvazione di norme ritenute “palesemente sbagliate e incostituzionali”.

Sul nodo avvocatura, il Pd sottolinea che il Parlamento “non può lavorare alla cieca” su una disposizione ancora oggetto di interlocuzioni istituzionali.

Per i democratici, proseguire senza chiarimenti avrebbe rischiato di trasformare il lavoro parlamentare in una “farsa”, in assenza di elementi certi sugli sviluppi del confronto al Colle.

“Registriamo - ha concluso Braga - che la maggioranza è allo sbando”.

 

20/04/2026 - 19:12

Prima la magistratura ora l’avvocatura, continuano i tentativi della destra di smantellare i pilastri della democrazia e del diritto. Inutile la lezione di 15 milioni di NO. Vogliono far diventare gli avvocati strumenti di attuazione delle politiche governative. Una norma palesemente incostituzionale che non può essere aggirata con un ordine del giorno o con rinvii a future norme attuative.

È necessario fermare l’iter di questo provvedimento ed eliminare quantomeno le disposizioni contestate. Su temi così delicati non sono ammesse forzature né scorciatoie: serve responsabilità istituzionale, rispetto dei principi costituzionali e tutela dei diritti fondamentali.

Della delicatezza del momento molto dice la decisione del sottosegretario Mantovano di recarsi al Quirinale.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

20/04/2026 - 17:58

 “Siamo di fronte a norme manifestamente incostituzionali: in quanto tali, l’unica soluzione praticabile da parte della maggioranza è la loro soppressione. È irriguardoso pensare di poter aggirare il problema con un ordine del giorno, rinviando tutto a future norme attuative del decreto. La toppa è peggio del buco”.

Lo afferma la responsabile nazionale giustizia e deputata del Pd, Debora Serracchiani commentando le criticità emerse sul decreto sicurezza, in particolare sulla disposizione relativa al compenso degli avvocati nei procedimenti di rimpatrio dei migranti, finita sotto la lente del Quirinale per possibili profili di incostituzionalità.

“Non solo la soluzione individuata non appare sufficiente sotto il profilo giuridico – prosegue – ma rischia di scaricare su atti successivi un vizio originario che deve essere corretto subito”.

Nel merito, viene inoltre giudicato “profondamente sbagliato” l’impianto della norma: “Si introduce un meccanismo che lega il compenso dell’avvocato all’esito del procedimento. È una distorsione grave. E ancora più preoccupante – sottolinea Serracchiani – è l’idea che l’avvocatura possa diventare soggetto attuatore delle politiche del governo. L’avvocato deve restare libero e indipendente, non può essere trasformato in esecutore di obiettivi amministrativi, tanto meno quando questi incidono su diritti fondamentali come la libertà personale. Da qui la richiesta di uno stop: “Serve un intervento chiaro e immediato del Parlamento per correggere o eliminare le norme contestate”.

 

20/04/2026 - 15:56

"Il dl Sicurezza, l'ennesimo, arriva alla Camera quando mancano appena 5 giorni dalla scadenza. E questo ritardo è tutta responsabilità della maggioranza che per giorni ha tenuto il testo bloccato al Senato a causa dei suoi dissidi interni. Vorrei chiedere al Presidente della Camera come si può consentire che il ruolo del Parlamento venga umiliato in questo modo fino a impedire ogni possibilità di discussione e di modifica del testo.
Non c'è margine neanche per discutere in Commissione le centinaia di emendamenti che sono stati presentati". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd, impegnata nell'esame del dl sicurezza nella seduta congiunta delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia.
"E' inutile che il neocapogruppo di FI, Costa, prometta ora modifiche a misure che anche lui considera sbagliate, che arriveranno con norme successive, perché non accadrà, come non è accaduto in casi precedenti.
Il copione è lo stesso della riforma della giustizia, sonoramente bocciata alle italiane e dagli italiani al referendum: arriva un testo blindato, su cui si mette la fiducia per tagliare ulteriormente i tempi di confronto, e non è possibile alcun intervento dell'opposizione, ma neanche della maggioranza - sottolinea Boldrini -. Questo metodo non è più accettabile, tanto più che nel decreto ci sono misure chiaramente incostituzionali che, secondo alcune indiscrezioni di stampa, metterebbero in allarme perfino il Quirinale".
"Il Parlamento così perde ogni ruolo e ogni funzione. Il passaggio alle Camere per questo governo è diventato un esercizio di pura ipocrisia" conclude. 

09/03/2026 - 13:17

“Il Presidente della Repubblica Mattarella, come sempre in modo fermo ed elegante, ci ha consegnato il messaggio da ricordare anche oggi: una reale parità si raggiungerà solo quando non si chiederà più alle donne di adottare modelli maschili per raggiungere i vertici. È l’augurio migliore che il nostro Capo dello Stato potesse farci”.

 

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, invitata al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per celebrare l’8 marzo.

 

“Il Presidente ha detto che una società che investe nelle donne diventa oltre che più equa più forte e che la Repubblica ha dato molto alle donne e le donne hanno dato molto alla Repubblica ma l'equilibrio non è ancora alla pari - prosegue la deputata dem - Ed è proprio così: siamo ancora in una posizione di subalternità rispetto agli uomini. Lo siamo nel divario salariale, nella scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, nella violenza di genere, nella conciliazione tra vita e lavoro”.

 

“Con lucidità il Presidente ci ha ricordato il percorso intrapreso finora, le leggi approvate che hanno reso il nostro Stato più democratico, le madri costituenti che 80 anni fa hanno fatto tanto per l’Italia. Ma il Presidente ci indica anche la via, che abbiamo ben chiara, anche se questo Governo in Parlamento non ha accolto le nostre proposte: congedi paritari, salario minimo, eliminare gli ostacoli sul lavoro. Continueremo a lavorare in questa direzione. Grazie, Presidente” conclude Gribaudo.

 

06/03/2026 - 17:21

“Sul piano casa siamo ancora in alto mare e continuano i rinvii. Nonostante mesi di annunci, il decreto resta confuso e privo di una direzione chiara”. Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.
“Preoccupano inoltre le notizie sulle perplessità emerse anche dal Quirinale sul contenuto del provvedimento. Quando i dubbi nascono già nella fase di elaborazione significa che il lavoro politico e tecnico non è stato svolto con la necessaria solidità”.
“Siamo davanti all’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza del ministro Matteo Salvini nella gestione del proprio dicastero. Quello che avrebbe dovuto essere un intervento utile per dare risposte concrete al tema della casa rischia di trasformarsi nell’ennesimo decreto confuso, costruito tra annunci, rinvii e continue correzioni”.
“Il risultato – conclude Simiani – è che famiglie, amministrazioni locali e operatori del settore restano senza certezze mentre il governo continua a improvvisare su un tema cruciale come quello dell’abitare”.

18/02/2026 - 20:15

“Meloni ci poteva risparmiare la solita sceneggiata: i giudizi non possono valere a seconda del vantaggio politico. Quando i magistrati assolvono Matteo Salvini applaude, quando ricordano il rispetto della legge sbraita. È un atteggiamento inaccettabile per chi guida il Paese”. Così la responsabile Giustizia del Partito Democratico e deputata Debora Serracchiani interviene sulle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la decisione del Tribunale civile di Palermo che ha condannato lo Stato a risarcire la ONG Sea-Watch per il fermo della nave Sea-Watch 3 nel 2019 a Lampedusa.

“Ancora più grave – conclude – che queste parole arrivino nel giorno in cui il Quirinale ha richiamato tutte le istituzioni al reciproco rispetto. Servono sobrietà e senso dello Stato”.

 

18/02/2026 - 20:00

Anche oggi all’imbrunire l’ennesimo attacco ai magistrati e la delegittimazione di sentenze non gradite al governo da parte della premier Meloni. Parole che arrivano proprio nel giorno in cui il Quirinale ha richiamato tutte le istituzioni al reciproco rispetto. La Presidente del Consiglio dovrebbe abbassare i toni e rispettare le decisioni dei giudici, affrontando il tema dell’immigrazione con serietà e responsabilità, non con slogan.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati

 

23/12/2025 - 17:00

Una cosa è chiara sulla legge di bilancio. Quando servono risorse, anche quelle inutili come il Ponte sullo stretto, la destra sa dove andare a colpire: pensionati e lavoratori. Si volevano allungare i tempi per l’età pensionabile con un emendamento del governo approvato dunque da quello stesso Salvini che oggi vuole passare come colui che ha risolto il problema. Poi per scongiurare la proposta di togliere il diritto al rimborso per i lavoratori dopo sentenza di un giudice, è dovuto intervenire il Quirinale. Non si governa così il paese, non si fa cassa sulle spalle dei più fragili.

Dal Senato esce una manovra senza visone, peggiorata e che non incide sulla crescita, frutto dell’accanimento di chi per salvare i conti ha perso la faccia di fronte al paese.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati intervenendo a Tagadà su La7.

 

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