“La destra vuole bloccare il salario minimo legale. Si andrà in Parlamento il 28 luglio e temo che la loro intenzione sia rinviare la discussione alle calende greche. Dicono che hanno bisogno di tempo per riflettere. Non si sa su cosa, dopo tre mesi di audizioni in commissione e una proposta unitaria delle opposizioni. Fanno veicolare dubbi rispetto all’efficacia di questo strumento. Addirittura spiegando che impoverirebbe il mondo del lavoro. Lo dicessero a chi viene pagato tre o quattro euro l’ora. Qui parliamo della vita materiale di milioni di persone, non del destino della Santanchè o di La Russa. La verità è che vogliono buttare la palla in calcio d’angolo. Ma tutto si può fare tranne che scappare dalla realtà”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Governo: Braga (Pd), Attacchi scomposti, dia risposte ai problemi se capace
Un Governo bloccato su PNRR, rinvia il Mes e non vuole prendersi nessuna responsabilità sulla richiesta delle opposizioni sul salario minimo. Solo veline anonime e attacchi scomposti e gravissimi alla magistratura. Non funziona nascondersi dietro “fonti del Governo”. Meloni e i suoi Ministri cerchino di dare risposte ai problemi degli italiani, se ne sono capaci.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati
“Giovani in difficoltà e maglia nera in Europa per l’occupazione femminile e per la media degli stipendi: i dati presentati nel Rapporto Istat 2023 sono drammatici e interrogano il Governo sulle misure da adottare per mettere al centro lavoro e benessere”. Così in una nota la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“Nel nostro Paese – sottolinea Di Biase - abbiamo 1,7 milioni di giovani tra 15 e 29 anni che non studia, non lavora e non è inserito in percorsi di formazione, i cosiddetti Neet. Sono numeri che dovrebbero far riflettere un governo che invece continua a creare precarietà e rimanda la discussione sugli incentivi per l’occupazione femminile, graduatoria in cui siamo maglia nera in Europa insieme a Malta e Grecia. Il rapporto Istat mette anche in evidenza che la media delle retribuzioni è 3700 euro sotto i livelli europei, aggiungendo valore all’iniziativa del Partito Democratico per l’introduzione del salario minimo”.
“Un’analisi - – conclude la deputata Pd – che evidenzia i temi da cui dovrebbe ripartire l’iniziativa di governo: lavoro, istruzione, inclusione sociale. Esattamente il contrario di quanto sta facendo il governo Meloni, che con il decreto Lavoro e con la riforma per l’autonomia differenziata rischia di creare una situazione ancor più insostenibile per le donne e per i più giovani”.
"Il 28 luglio arriverà il salario minimo a Montecitorio. Proposta unitaria delle opposizioni. Auspichiamo un atteggiamento costruttivo da parte della destra. Non si può negare la realtà. Il lavoro povero esiste. In un Paese normale lavorare sotto i 9 euro dovrebbe essere illegale". Lo scrive su Twitter Arturo Scotto, capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera.
“Le opposizioni hanno avanzato una proposta unitaria sul salario minimo. Ci abbiamo lavorato per settimane e siamo pronti ad andare in aula già il 28 luglio così come stabilito dalla Conferenze dei Capigruppo. Se il Governo ha delle proposte concrete che vanno nella direzione del salario minimo il tempo di farle è ora. Dopo tre mesi di audizioni in Commissione forse qualche idea se la saranno fatta anche loro…”. Lo ha dichiarato il deputato democratico Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro, dopo le affermazioni del presidente della commissione Walter Rizzetto.
Tra il 1990 e il 2020 i salari medi in Italia sono diminuiti del 3% mentre in Francia e in Germania crescevano del 30%. Spesso chi lavora è povero e ha difficoltà. Quello che capita ai giovani e a tante donne, come Teresa. Serve un salario minimo per un paese più giusto.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Le opposizioni unite: in Italia nessuno dovrà guadagnare meno di 9 euro l’ora. Mentre il Governo Meloni è contrario e difende chi sfrutta e precarizza il lavoro.
La destra parla dei problemi ma in realtà li aggrava. Costruiamo l’alternativa". Lo scrive su Twitter Nicola Zingaretti, deputato del Pd.
"Diversi milioni di lavoratori, soprattutto giovani e donne, ricevono retribuzioni da fame. Diciamo basta. Per questo con le altre opposizioni faremo una battaglia parlamentare per il salario minimo e per costringere il governo ad assumersi le proprie responsabilità. Incalzeremo questo esecutivo che fa la guerra ai più fragili ed esposti come è chiaro anche nel decreto appena approvato che allarga le maglie del precariato e dello sfruttamento. Il salario minimo è una misura di equità oggi ancora più necessaria".
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
Con il #salariominimo diamo una risposta a oltre tre milioni di lavoratori privi di copertura contrattuale. I 9 euro orari sono un antidoto concreto al carovita. Per questo è incomprensibile il no della destra. Che preferisce agitare i soliti fantasmi anziché risolvere problemi.
Così su Twitter il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro
“Abbiamo una proposta unitaria delle opposizioni sul salario minimo. Nessuno può lavorare sotto i 9 euro orari. Altrimenti è sfruttamento. La destra dice da tempo di no. Ma in Parlamento la legge arriverà presto in discussione. E dovranno assumersi la responsabilità di bocciarla”.
Così su Twitter Arturo Scotto, capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera.
"L’unione delle opposizioni sul salario minimo è un’ottima notizia. Vedremo se il governo Meloni, quello del decreto precarietà, del via libera ai voucher e ai contratti a termine, della flat tax, continuerà a opporsi a un provvedimento di dignità che non può più aspettare". Lo scrive su Twitter Alessandro Zan, deputato e responsabile Diritti della segreteria nazionale del PD.
“Se c’è un terreno comune su cui costruire l’alternativa alla destra abbiamo il dovere di praticarlo insieme, a partire dall’impegno comune delle opposizioni sul salario minimo. Contro il lavoro povero e precario, per un lavoro sicuro e degnamente retribuito per tutte e tutti”.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Nel ringraziare unita il Governatore Visco per il suo impegno, l’Italia dovrebbe ascoltare con attenzione il suo messaggio: abbiamo bisogno di progressività fiscale, salario minimo, politiche sui migranti e tanti altri importanti e chiari obiettivi”.
Lo scrive su Twitter il deputato del Partito Democratico, Nicola Zingaretti.
"Siamo in piazza contro l’assurda guerra alle persone più fragili e ai giovani messa in campo dal governo Meloni ed esasperata con il decreto precarietà. Una manifestazione larga ed eterogenea, migliaia di donne e uomini esclusi da ogni misura di contrasto alla povertà che hanno reclamato l’urgenza di una forma di reddito minimo e di un mercato del lavoro dignitoso. Salario minimo, lotta al lavoro povero, lotta alla violenza di genere, lotta per il diritto all’abitare. Lo reclama l'Italia, il governo fa il contrario. Con la restrizione del reddito, la liberalizzazione dei contratti a termine e il potenziamento dei voucher aumenteranno solo le diseguaglianze e lo sfruttamento. Vogliono far passare il messaggio che è colpa delle persone se sono povere, se sono disoccupate, se sono precarie e non del sistema diseguale e della mancanza di diritti e opportunità per tutte e tutti. E’ vergognoso. Da oggi parte un percorso per fermarli e con il Partito Democratico, in piazza e in Parlamento, daremo il nostro contributo. Vogliamo un Paese civile e avere come nel resto d'Europa un reddito minimo garantito, cioè uno strumento universale contro la povertà". Così Marco Furfaro deputato e componente della segreteria nazionale del Partito democratico a margine del corteo a Roma organizzato da movimenti e associazioni dal titolo "Ci vuole un reddito".
Il numero di lavoratrici e lavoratori con contratti a tempo determinato è tra i più alti d’Europa mentre sono circa 4 milioni quelli guadagnano meno di 12mila euro l’anno. Situazioni che investono soprattutto le donne e i giovani e il Mezzogiorno. Combattere la precarietà, contrastare i contratti pirata, dire basta agli stage gratuiti, estirpare il part time involontario, introdurre un salario minimo legale: questo serve e questo intendiamo fare. Mentre la destra dopo le roboanti promesse della campagna elettorale su pensioni e occupazione ha tagliato le prime e favorito il lavoro precario.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd a margine di una iniziativa elettorale a Brescia