17/07/2025 - 14:56

 “L’emendamento presentato dal senatore Pogliese, di Fratelli d’Italia, relatore del decreto Ex Ilva, è una pugnalata, l’ennesima, ai diritti dei lavoratori, a Taranto e in tutto il Paese. È assolutamente inaccettabile e va immediatamente ritirato.» Così l’On. Ubaldo Pagano, deputato del Partito Democratico e Capogruppo in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“La proposta di Poglisi ha un solo intento: punire chi lavora. Secondo quell’emendamento, infatti, un magistrato potrebbe intervenire solo in presenza di salari gravemente inadeguati. Come se l’inadeguatezza rispetto ai principi della nostra Costituzione non bastasse. È un tentativo di spostare l’asticella sempre più in basso, legittimando il lavoro povero.”
“Chi lavora nell’acciaio, in condizioni già difficili, si vedrebbe negata persino la possibilità di recuperare i propri crediti retributivi nei confronti del datore di lavoro, ossia ciò che semplicemente gli spetta di diritto. È una forzatura ideologica che rivela la vera faccia della destra: niente salario minimo, sì ai salari compressi, e un modello industriale che scarica le crisi sulle persone e sui territori. Se tutto questo è inaccettabile in generale, calato nel contesto di Taranto diventa un vero e proprio attentato alla dignità delle persone.”

17/07/2025 - 11:30

“L’emendamento del senatore di Fratelli d’Italia, Pogliese, al Dl Ilva e’ un vero e proprio colpo di spugna al diritto del lavoro e un attacco alla magistratura che in questi mesi sta facendo rispettare il dettato dell’articolo 36 della Costituzione sulle retribuzioni eque. Si conferma ancora una volta che la loro paura principale e’ il salario minimo. Ieri hanno bocciato la nostra mozione per contrastare la povertà lavorativa, oggi presentano questa schifezza. Stupisce il silenzio della Ministra Calderone. E’ il mandante oppure ancora una volta là passacarte di decisioni prese altrove? Faremo di tutto per impedire questo ennesimo attacco al mondo del lavoro”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

16/07/2025 - 19:39

“Siamo tornati a rapporti di lavoro servili dove contratti pirata, appalti selvaggi e caporalato, sembrano scandire più i tempi di una giungla che di una economia moderna e solidale. Mille giorni di deregulation, questa è l’eredità del governo Meloni. Voucher, somministrazione, eliminazione delle causali sui contratti a termine, subappalti a cascata: ecco le misure che confermano che i salari bassi e la precarietà diffusa sono figli della stessa politica. Noi continuiamo a pensare, a costo di apparire ripetitivi, che i contratti a termine debbano costare di più di quelli stabili”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, intervenendo in Aula per annunciare il voto favorevole del Gruppo alla mozione Pd, M5S e Avs sul lavoro povero.

“Riguardo i dazi di Trump - ha aggiunto - servirebbe uno scudo d’acciaio per salvaguardare l’occupazione di qualità. Invece assistiamo al silenzio stampa di Palazzo Chigi. Destino cinico e baro quello della Meloni: da ‘underdog’, capace di ribaltare i pronostici della vita, a ‘little dog’ della Casa Bianca. Con una visione politica così claustrofobica che il ministro degli Esteri è riuscito addirittura ad affermare che il salario minimo lo adottano solo i Paesi non democratici. Forse Tajani ritiene Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, delle dittature. Propongo una moratoria nel dibattito pubblico italiano per favorire un miglior collegamento tra lingua e cervello quando si discute della vita di chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. La verità è che il salario minimo fa paura alla destra perché tra sfruttati e sfruttatori, l’inchiesta Loro Piana è emblematica, fa fatica a schierarsi. Noi - ha concluso - chiediamo il salario minimo perché premia sviluppo responsabile, qualità, innovazione e disincentiva la rincorsa verso produzioni a basso valore aggiunto”.

 

15/07/2025 - 17:28

“I dazi di Trump determineranno dei contraccolpi pesantissimi sul piano occupazionale. I numeri dei posti di lavoro a rischio sono impressionanti e come al solito a pagare il prezzo più grande saranno i più deboli. Serve uno scudo per salvare l’occupazione, altrimenti saranno mesi difficili. Domani andrà al voto la mozione sulla povertà lavorativa presentata da Pd, M5S e Avs: chiediamo al governo per una volta di aprire un confronto autentico con le nostre proposte contro la precarietà, per rafforzare la contrattazione collettiva fino al salario minimo”.

Così i capigruppo in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto (Pd), Dario Carotenuto (M5S) e Franco Mari (Avs).

 

14/07/2025 - 14:25

“I dati parlano chiaro: Eurostat, Ocse e Istat attestano che l'Italia è un Paese dove i redditi da lavoro sono troppo bassi e il rischio povertà è sempre più alto. Solo con questo governo lavoro e povertà sono diventati sinonimi e il 9% dei lavoratori dipendenti a tempo pieno è scivolato sotto la soglia di povertà. Per non parlare di chi ha un contratto precario o intermittente, chi vive di voucher, chi in part-time: sono oltre 6 milioni i lavoratori che vivono con meno di mille euro, e 4 milioni quelli che guadagnano meno di 9 euro lordi l'ora. Servirebbe una via d'uscita e una strategia comune in Parlamento e non anatemi contro le opposizioni”. Lo dichiara il deputato Artuto Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro, presentando la mozione dei dem sul 'lavoro povero' alla Camera.

“Se 22 paesi europei su 27 – sottolinea l'esponente Pd - hanno adottato il salario minimo legale, non sono impazziti. Occorre una riforma subito. Il salario minimo non è una misura redistributiva ma un dispositivo selettivo di politica industriale: la soglia dei 9 euro lordi che il Pd propone è sopravvivenza e lotta contro lo sfruttamento della vergogna dei contratti pirata che buttano giù il salario e la qualità del lavoro”.

“Dopo l'allarme lanciato dal Presidente Mattarella sui bassi livelli salariali e soprattutto sui rischi che questi determinano sulla fuga dei giovani dal nostro Paese, la risposta del governo è stata quella di negare la povertà e il problema salariale con un video molto discutibile della presidente Meloni proprio il 1 maggio, la Festa dei lavoratori. La risposta che l'Italia si aspetta dal governo è salari alti e tutele alte. Il fallimento del governo è sotto gli occhi di tutti: 28 mesi consecutivi di calo della produzione industriale. E quando un Paese si deindustrializza, il lavoro diventa povero”, conclude Scotto.

 

 

13/07/2025 - 15:38

"I dazi di Trump rischiano di piegare la nostra struttura produttiva e bruciare decine di miglia di posti di lavoro. Serve uno scudo a difesa della tenuta occupazionale del Paese, altrimenti rischiamo di avere un ulteriore drammatico scivolamento dei salari. Domani alla Camera inizia l’iter della mozione unitaria delle opposizioni per combattere la povertà lavorativa. Una serie di risposte che intervengono sui rinnovi contrattuali alla necessità di contrastare i contratti pirata e la precarietà, dal sostegno al reddito al salario minimo. Chiediamo al governo di aprire una riflessione su queste proposte: mai come in questa fase il lavoro va protetto". Cosi Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

10/07/2025 - 11:20

“L’allarme lanciato oggi da Confcommercio con il nuovo aumento del Misery Index è un segnale gravissimo che il governo Meloni non può continuare a ignorare. A giugno l’indice del disagio sociale ha raggiunto il livello più alto da inizio anno, segno che l’Italia sta andando nella direzione sbagliata. Eppure dall’esecutivo nessuna risposta concreta: né sul lavoro, né sui salari, né sulla qualità della vita delle famiglie italiane”. Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.

“Il quadro delineato dal Centro studi di Confcommercio è preoccupante – prosegue l’esponente dem –: inflazione ancora alta sui beni di prima necessità, disoccupazione estesa stabile al 7,3%, consumi fermi. Le famiglie faticano sempre di più a trasformare gli aumenti contrattuali, spesso risicati, in potere d’acquisto reale. È la fotografia di un Paese che si impoverisce nel silenzio di un governo che parla di crescita ma ignora le persone. Se la destra pensa che basti qualche dichiarazione spot per affrontare una stagnazione strutturale, si sbaglia di grosso. Servono misure robuste: il salario minimo legale, il rinnovo dei contratti scaduti da tempo, misure di stabilizzazione del lavoro per ridurre la precarietà.

“Il Partito Democratico – conclude Scotto – chiede al governo di uscire dalla propaganda e affrontare finalmente la realtà: l’Italia è in difficoltà e chi lavora è sempre più povero. Non ci può essere ripresa economica senza giustizia sociale”.

 

09/07/2025 - 11:32

“L’Ocse certifica che i salari reali non crescono in Italia e siamo fanalino di coda rispetto al resto dell’Europa. Non abbiamo recuperato rispetto al 2021 il 7,5 per cento del potere d’acquisto. Giorgia Meloni non può prendersela con chi c’era prima. Sono ormai tre anni che governa e non ha mosso un dito per rinnovare i contratti, ha spaccato il sindacato nel pubblico impiego riconoscendo solo un terzo dell’inflazione perduta nel nuovo contratto e continua ostinatamente a sabotare il salario minimo. La destra sta nei fatti programmando l’impoverimento di chi lavora e paga le tasse nel nostro Paese”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

04/07/2025 - 17:51

"La ministra del Lavoro Calderone dice che per l’opposizione il Salario Minimo è un totem. Non è così. E’ una misura di civiltà che esiste in tantissimi Paesi europei ed è uno strumento utile a dare una risposta a 4 milioni di lavoratori poveri. Finora il governo non ha fatto praticamente niente per alzare i salari dei lavoratori, si è soltanto limitato a precarizzare ulteriormente il mercato del lavoro. Piuttosto che attaccare l’opposizione, la Calderone impari a governare". Così Arturo Scotto, capogruppo Pd alla Camera, replica alle parole pronunciate dalla ministra Marina Calderone al Forum in Masseria in corso a  Manduria.

02/07/2025 - 12:07

“Il protocollo sul caldo è frutto del lavoro delle parti sociali, con sindacati e Confindustria in prima linea. Il governo, per ora, si limita a una firma. Ma non basta. Non siamo più di fronte a emergenze isolate: i cambiamenti climatici sono un dato strutturale del nostro tempo. E a fatti strutturali servono risposte strutturali”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

“Il Partito Democratico – prosegue l’esponente dem - ha chiesto l’istituzione di una vera e propria cassa clima, un fondo strutturale che garantisca protezione ai lavoratori nei momenti di emergenza ambientale. Non si può morire sul lavoro a causa del caldo estremo. Occorrono risorse, strumenti stabili e prevenzione: basta soluzioni-tampone. Sul fronte della qualità del lavoro, la destra sta ostacolando il nostro disegno di legge sulla riduzione dell’orario di lavoro, senza neppure conoscerlo. Parlano di costi insostenibili, applicazione indiscriminata a pubblico e privato, ma sono cifre inventate. In Europa questa scelta è realtà, con costi contenuti e benefici concreti in termini di produttività e benessere. Invece il governo spreca risorse pubbliche, anche con scelte irresponsabili come il riarmo”.

“Ridurre l’orario di lavoro a parità di salario – conclude Scotto – significa migliorare la qualità della vita, conciliare tempi di lavoro e di cura, e sostenere una maggiore produttività. Ma la destra preferisce non affrontare il merito. E anche sul salario minimo, dopo aver cancellato la proposta unitaria delle opposizioni, la destra ha rinviato sine die anche la delega. È un balletto vergognoso. Nel frattempo, il lavoro povero cresce, e cresce chi non riesce a mettere insieme pranzo e cena. Abbiamo raccolto oltre 100.000 firme sulla legge di iniziativa popolare. Ora va calendarizzata subito. A quei cittadini il Parlamento deve dare una risposta”.

 

01/07/2025 - 17:49

 

“Oggi, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che lui è “contrario al salario minimo perché sa di Paese non democratico”. Forse Tajani vive sulla Luna. Ma vorrei dargli una notizia: 22 Stati su 27 dell’Unione Europea lo hanno già introdotto. Non regimi autoritari, non dittature. Paesi democratici, civili, europei Paesi che credono che chi lavora non debba essere povero. Paesi che pensano che lo Stato abbia il dovere di garantire un limite sotto cui nessuno possa essere sfruttato. È una posizione talmente assurda che, per renderla ancora più chiara, ho preparato una lista. Con le bandierine. Così magari, prima di dire altre sciocchezze, Tajani dà un’occhiata. Ma la cosa più tragicomica è che lui è il Ministro degli Esteri. Cioè, uno che dovrebbe conoscere l’Europa e rappresentarci in essa. I veri nemici della democrazia, ministro Tajani, sono i salari da 4 euro l’ora. Torni nel mondo reale”

Così sui social il responsabile welfare del Pd, il deputato democratico Marco Furfaro.

 

01/07/2025 - 12:40

“Spiace che il presidente della commissione Lavoro Rizzetto dimentichi, visto che è lui ad aver scritto l’emendamento che l’istituiva, che la delega che giace da un anno e mezzo al Senato con il salario minimo c’entra come i cavoli a merenda. Di salario minimo non c’è traccia, non essendo scritta nemmeno la parola da nessuna parte. E, dunque, appigliarsi ai regolamenti può servire a rinviare la questione, ma non risolve il problema politico. Serve solo a nascondere una cosa: la paura di parlare di questa misura, di confrontarsi con le opposizioni in commissione Lavoro e in Aula sul salario minimo, di dire a oltre centomila persone che hanno sottoscritto la legge di iniziativa popolare che la loro firma è carta straccia. Ma in Parlamento noi siamo legislatori, non passacarte: continueremo in ogni seduta della commissione Lavoro a chiedere la calendarizzazione del salario minimo e alla fine la spunteremo”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

30/06/2025 - 17:33

“Non è chiaro di cosa debba rallegrarsi il presidente della commissione Lavoro, Walter Rizzetto, che annuncia trionfante che al Senato verranno approvate le  ‘Deleghe al Governo in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva nonché di procedure di controllo e informazione’. Dopo un anno e mezzo dovrebbe almeno chiedere scusa ai lavoratori e le lavoratrici di questo Paese: perché tanto è trascorso dall’affossamento della proposta di salario minimo delle opposizioni e dalla approvazione di una delega finta e vuota utile solo per buttare la palla in tribuna. Abbiamo capito che per Fratelli d’Italia non esiste un’emergenza potere d’acquisto perché è più interessata a fare ostruzionismo verso le proposte degli altri. Almeno ci risparmino la propaganda. Perché ormai è chiaro che le tentano tutte pur di non far tornare a discutere il Parlamento di Salario minimo, nonostante le firme raccolte con una legge di iniziativa popolare. Ma per noi il discorso non è affatto chiuso. Non possono impedire all’opposizione di avanzare proposte e metterle in agenda in commissione e in Parlamento: Non è ancora un potere di cui dispongono e noi non glielo concederemo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.

30/06/2025 - 11:51

“Nel mese di giugno cresce l’inflazione e aumenta il costo del carrello della spesa secondo l’Istat. Significa che milioni di persone non riusciranno a mettere insieme il pranzo con la cena. Ma a chi governa interessa più istituire la ‘giornata nazionale del ristoratore’ che discutere di potere d’acquisto dei salari e degli stipendi. Anche a costo di apparire ripetitivi e noiosi chiediamo la calendarizzazione urgente del salario minimo. Abbiamo raccolto migliaia e migliaia di firme: pretendiamo una risposta”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

27/06/2025 - 15:24

“In Germania il salario minimo passerà da 12,82 a 14,60 euro entro il 2027. È la dimostrazione che una soglia legale per tutelare i lavoratori non solo è possibile, ma è una scelta di civiltà. E non lo fanno pericolosi estremisti: lo ha introdotto Angela Merkel, lo conferma oggi il premier Merz. Due cancellieri conservatori.”

Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico.

“In Italia invece – continua Gribaudo – il governo Meloni non vuole nemmeno aprire una discussione sul salario minimo. Si nasconde dietro le finte soluzioni, lascia che milioni di persone lavorino per 4 o 5 euro all’ora e ignora il grido d’allarme che arriva dal mondo del lavoro. È una scelta ideologica e profondamente ingiusta.”

“Il Partito Democratico non ha cambiato idea: la nostra proposta resta quella di un salario minimo di almeno 9 euro lordi l’ora. Continueremo a batterci in ogni sede per ridare dignità e sicurezza a chi lavora.”

 

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