La paralisi della vigilanza non può continuare: è un vero e proprio vulnus alla democrazia. E non può essere solo un problema delle opposizioni che da tempo denunciano l’utilizzo della RAI per la propaganda di governo e si battono per un servizio pubblico pluralista. Ci rivolgiamo ai presidenti di Camera e Senato perché sono in gioco strumenti del confronto democratico e si usa il servizio pubblico che appartiene a tutti solo per interessi di parte. Il tutto aggravato dall’avvicinarsi di appuntamenti elettorali che incidono profondamente sul nostro sistema. È un appello che non possono non accogliere nell’interesse di tutti i cittadini: è un caso senza precedenti che un’azienda pubblica di tale rilevanza non abbia una guida solida e riconosciuta e la commissione di vigilanza non possa svolgere la funzione di verifica.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Alla luce delle notizie sulla stampa forse bisognerebbe interrogarsi su quanto sta emergendo a proposito dei vertici dell’Autorità Garante della Privacy. Probabilmente il problema non è Report o Ranucci, ma forse riguarda direttamente i vertici dell’Authority sulla privacy. Cosa ne pensa la presidente Meloni su quanto è emerso? Non dovrebbero dimettersi tutti i dirigenti che hanno usato soldi pubblici in modo improprio? Quanto è coinvolto Fratelli d’Italia in questa vicenda?”. Così in una nota i componenti Pd della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai
Da opposizioni lettera ai presidenti delle Camere “chiediamo incontro urgente, non garantita terzietà alla vigilia di referendum e elezioni”
Alla cortese attenzione
On. Lorenzo Fontana – Presidente della Camera dei Deputati
On. Ignazio La Russa – Presidente del Senato della Repubblica
Egregi Presidenti,
con la presente i sottoscritti capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione tornano a richiamare la Vostra attenzione sulla grave situazione di stallo istituzionale in cui si trova il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano, con particolare riferimento all’impasse nella definizione della governance della Rai e al paralizzato funzionamento della Commissione parlamentare di Vigilanza.
Negli ultimi giorni i gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno pubblicamente denunciato come la maggioranza abbia deliberatamente bloccato l’elezione del Presidente di garanzia della Rai e stia praticando un vero e proprio auto-ostruzionismo, disertando i lavori della Commissione di Vigilanza e impedendo l’esercizio delle sue funzioni istituzionali. Tale situazione ha di fatto paralizzato la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, con conseguenze gravi per il pluralismo, l’indipendenza e la correttezza dell’informazione.
Questo vero e proprio impasse istituzionale è inaccettabile e antidemocratico: rischiamo di chiudere un’intera legislatura senza che sia stata nominata una figura di garanzia nella Rai, un grave precedente di cui non vogliamo avere responsabilità e che denunciamo con forza. Tanto più che, come stiamo osservando quotidianamente, la Rai priva di adeguati organi di garanzia viene sempre più utilizzata come strumento di propaganda filogovernativa, invece di assolvere pienamente al ruolo di servizio pubblico previsto dalla Costituzione.
La gravità dello stallo è inoltre accentuata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, in cui la mancanza di una governance di garanzia potrebbe avere impatti significativi sulla qualità e sull’equilibrio dell’informazione offerta ai cittadini e, di conseguenza, sul corretto svolgimento della competizione democratica.
Per queste ragioni, i capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione chiedono un incontro immediato con i Presidenti delle Camere, al fine di:
- Esaminare nel dettaglio le cause e gli effetti dello stallo istituzionale in atto nella governance della Rai;
- Definire le modalità per superare l’impasse e ripristinare il pieno funzionamento degli organi di controllo e garanzia del Servizio Pubblico Radiotelevisivo;
- Assicurare che la Rai possa operare nel pieno rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza e trasparenza, così come previsto dalla legge e dalla Costituzione;
- Garantire la correttezza dell’informazione alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali.
Confidando nel Vostro tempestivo intervento per evitare un ulteriore deterioramento del ruolo della Rai e per tutelare la qualità dell’informazione pubblica nel nostro Paese, restiamo in attesa di un Vostro cortese riscontro.
Distinti saluti,
Chiara Braga
Riccardo Ricciardi
Luana Zanella
Maria Elena Boschi
Matteo Richetti
Riccardo Magi
Francesco Boccia,
Stefano Patuanelli,
Giuseppe De Cristofaro,
Raffaella Paita,
Marco Lombardo
“Si è tenuta oggi pomeriggio alla Camera la riunione dei capigruppo delle forze di opposizione in Commissione di Vigilanza Rai. Nel corso dell’incontro è stata unanimemente stigmatizzata la situazione di stallo in cui la maggioranza ha deliberatamente precipitato il servizio pubblico radiotelevisivo, paralizzando la governance della Rai e impedendo il pieno funzionamento della Commissione di vigilanza. I capigruppo delle opposizioni denunciano un “atteggiamento apertamente antidemocratico: la maggioranza blocca l’elezione del Presidente di garanzia della Rai e, al tempo stesso, pratica un vero e proprio auto-ostruzionismo, disertando i lavori e impedendo alla Commissione di Vigilanza di svolgere le proprie funzioni istituzionali. Si tratta di uno stallo insostenibile, che costituisce un grave precedente e consegna di fatto il servizio pubblico nelle mani della maggioranza, che lo utilizza per alimentare una propaganda filogovernativa, snaturandone il ruolo di pluralismo, indipendenza e garanzia democratica”.
“Una situazione non più tollerabile – sottolineano le opposizioni - soprattutto alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali, nei quali l’assenza di una governance di garanzia rischia di produrre effetti ancora più gravi sul corretto svolgimento della competizione democratica”.
Per queste ragioni, i capigruppo delle opposizioni in Commissione di Vigilanza Rai hanno deciso di chiedere ai presidenti dei loro gruppi di rivolgersi, ancora una volta, ai Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, chiedendo un “incontro immediato per definire le modalità con cui superare questa situazione inaudita e ripristinare il pieno funzionamento della governance del servizio pubblico”. Alla riunione hanno partecipato i capigruppo Stefano Graziano (Partito Democratico), Dario Carotenuto (Movimento 5 Stelle), Maria Elena Boschi (Italia Viva), Peppe De Cristofaro e Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra).
“È vergognoso che un vicedirettore di una testata Rai, nello specifico il vicedirettore di Rai Sport Riccardo Pescante, pubblichi sui social la sua appartenenza politica senza alcun ritegno. Chiediamo che Pescante si dimetta e che venga convocata immediatamente la commissione di vigilanza Rai e i vertici della Rai per chiedere di stabilire un codice di autoregolamentazione di tutti i componenti Rai, soprattutto dirigenti e direttori e vicedirettori.
Non è possibile che ormai tutti i dirigenti possano immaginare di dire che loro appartengono ad un partito piuttosto che ad un altro, perché così si perde di credibilità e la Rai diventa la portavoce del partito di governo. Questo non fa bene né alla Rai né alla nostra democrazia”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai, a proposito di alcune esternazioni pubblicate sui social da dirigenti Rai.
“È sorprendente come alcuni esponenti di spicco della maggioranza parlano della nuova puntata di Report, che andrà in onda solo questa sera, come di 'tele-zerotagliato' e di 'fanfaluche su piste nere'. Mettono le mani davanti commentando qualcosa che ancora non è pubblico e, non avendo la sfera di cristallo, dimostrano che hanno decisamente paura di qualcosa. Il timore della libertà di informazione e del giornalismo d'inchiesta li spinge ad agire come censori preventivi sapendo che Report questa sera parlerà di stragi mafia. Siamo davanti all'ennesima evidenza di come il sistema democratico e la libertà di stampa risultano davvero indigesti al governo Meloni”. Lo dichiarano in una nota tutti i componenti PD della Commissione di Vigilanza Rai.
“Il taglio di 10 milioni di euro alla Rai inseriti in Manovra dal governo e il rilancio, da parte del Tg1, di un sondaggio commissionato da Affaritaliani.it che accredita il gradimento della manovra sono due facce della stessa strategia: indebolire il servizio pubblico e piegarlo alla propaganda”. Lo dichiarano i parlamentari del Partito Democratico componenti della Commissione di Vigilanza Rai.
“È irresponsabile continuare a sottrarre risorse alla Rai – sottolineano – come hanno denunciato anche alcuni consiglieri di amministrazione. Dopo anni di vincoli e riduzioni, questo nuovo taglio arriva proprio mentre il servizio pubblico dovrà affrontare appuntamenti straordinari come Olimpiadi e Paralimpiadi, senza risorse certe e programmabili. Siamo di fronte a una scelta che contrasta apertamente con il Media Freedom Act europeo, che impone finanziamenti adeguati e stabili ai servizi pubblici radiotelevisivi”.
“Ancora più grave – concludono – è che il principale telegiornale del servizio pubblico rilanci come notizia un sondaggio commissionato da una testata privata, trasformandolo in uno strumento di legittimazione politica della manovra. Il Tg1 non può diventare un megafono del governo. Indebolire economicamente la Rai e usarne l’informazione per operazioni di consenso è una deriva pericolosa che compromette autonomia, credibilità e funzione democratica del servizio pubblico”.
“Il protocollo Rai–Unirai rappresenta un grave passo indietro nelle relazioni sindacali e lede i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del servizio pubblico. Trasformare diritti garantiti dallo Statuto in concessioni discrezionali dell’azienda è inaccettabile. Fare finta di non vedere quanto sta accadendo appare fazioso, se non peggiore. L’Azienda venga a spiegare in vigilanza queste novità nel merito” così una nota dei componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai.
Presentata interrogazione in commissione di vigilanza
I componenti della Commissione di Vigilanza RAI del Partito Democratico hanno presentato un’interrogazione al Presidente e all’Amministratore Delegato della RAI per fare luce su una recente assunzione segnalata dalla stampa. “Secondo alcuni articoli - sottolineano i democratici - la nomina riguarderebbe persone vicine alla famiglia del Presidente facente funzione.
Il servizio pubblico deve garantire selezioni basate solo su competenze e curricula, rispettando trasparenza, imparzialità e meritocrazia. Qualsiasi percezione di favoritismi rischia di danneggiare la fiducia dei cittadini. Stando alle notizie emerse - aggiungono i parlamentari - il Presidente facente funzioni avrebbe seguito con particolare interesse la procedura di selezione di Rai pubblicità per una persona a lui vicina per legami familiari. Circostanze che, se confermate, richiedono chiarimenti precisi. Con questa interrogazione, “il PD chiede alla RAI di spiegare i criteri adottati e eventuali interventi diretti dei vertici aziendali. La trasparenza non è un obbligo formale, ma un dovere verso i cittadini che finanziano il servizio pubblico”.
“Apprendiamo dal Cda Rai una forte preoccupazione per i tagli previsti dalla manovra e per i rischi che questi interventi comportano sulla capacità dell’azienda di produrre e competere, in particolare per quanto riguarda i grandi eventi. Alla vigilia del Festival di Sanremo il Governo sceglie di colpire duramente la Rai, mettendo in discussione appuntamenti che fanno parte della storia culturale del Paese: Sanremo, il Concerto del Primo Maggio, le grandi produzioni che uniscono milioni di cittadini.”
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico della Commissione di Vigilanza Rai.
“Ridurre ulteriormente le risorse significa indebolire il servizio pubblico proprio nei suoi punti di forza: pluralismo, produzione culturale, presidio democratico nei territori. Non vorremmo che questo fosse l’ennesimo modo per mettere sotto pressione quegli spazi di partecipazione e libertà che da anni caratterizzano la vita culturale italiana e che forse non sempre risultano graditi al Governo. È davvero a rischio anche il concertone del Primo Maggio? Una domanda che il Governo ha il dovere di chiarire senza ambiguità”.
"Secondo notizie di stampa nel recente Consiglio di Amministrazione della Rai sarebbe stata discussa l’ipotesi di trasferire “temporaneamente” il Centro di Produzione Tv di Milano, attualmente situato nella storica sede di Corso Sempione, negli studi di via Mecenate, alla periferia est della città. Tale trasferimento riguarderebbe 800 lavoratori fra tecnici, giornalisti e personale di produzione. Questo trasferimento però avrebbe conseguenze gravi per l’informazione regionale e nazionale, per le produzioni culturali e per il radicamento territoriale del servizio pubblico nell’area metropolitana più dinamica del Paese; inoltre operazioni di natura immobiliare di questo genere andrebbero valutate sulla base di un confronto trasparente con i lavoratori e le loro rappresentanze. Chiediamo quindi al Cda e all'ad della Rai di spiegare se le notizie sono attendibili, se sono state fatte tutte le valutazioni del caso come costi stimati e benefici e soprattutto se è stato avviato un confronto chiaro e trasparente con le varie parti". Lo dichiara il deputato del Pd, Vinicio Peluffo, componente della commissione di Vigilanza sulla Rai, che ha presentato una interrogazione all'amministratore delegato della Rai.
Presentata interrogazione in vigilanza su assunzione militanti del partito di Meloni
Oggi i componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai hanno depositato un’interrogazione parlamentare a risposta in commissione all’Amministratore Delegato della Rai, per “fare chiarezza sull’arrivo di due nuovi collaboratori presso Rainews.it, come riportato recentemente da un articolo de Il Fatto Quotidiano. Secondo quanto emerso, il sito Rainews.it, diretto da Francesca Oliva, avrebbe accolto due nuove firme: Filippo Mosticone, curatore dei contenuti digitali e della parte social, e Mattia Rocco Del Balzo, studente universitario che collabora alla comunicazione. Entrambi i collaboratori risultano essere militanti del partito Fratelli d’Italia, rispettivamente a Sora e presso il circolo della Garbatella a Roma. L’arrivo dei due collaboratori avrebbe suscitato malumori all’interno della redazione, perché i contrattualizzati Rai, per garantire il pluralismo e l’imparzialità del servizio pubblico, non dovrebbero svolgere attività politica o, se lo fanno, dovrebbero richiedere apposita aspettativa. L’interrogazione dei Democratici chiede quindi quali iniziative l’azienda intenda assumere per verificare quanto riportato e accertare eventuali violazioni dei principi contrattuali Rai, nonché le responsabilità dei vertici del canale. L’obiettivo è tutelare la correttezza, la trasparenza e l’imparzialità del servizio pubblico radiotelevisivo, valori fondamentali su cui il Partito Democratico continuerà a vigilare”.
“È doveroso e necessario in quanto componenti della commissione di vigilanza sulla Rai stigmatizzare l’eccessiva e indecente esposizione mediatica che stanno subendo i bambini figli della famiglia che vive nel bosco in Abruzzo. Non possiamo più accettare questa violazione di qualunque tipo di principio e carta a tutela dei diritti dei minori. Sono state pubblicate video interviste, foto, nomi dei bambini, immagini continue della vita quotidiana di questa famiglia. Invitiamo la rai e tutti i media a porre fine a questo scempio mediatico e non solo”. Lo dichiarano in una nota i componenti PD della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.
“Questa sera, nel corso della trasmissione Far West in onda sulla Rai, sarà trasmesso un servizio che si configura come un attacco frontale a un candidato a soli sette giorni dalle elezioni regionali. Il contenuto anticipato relativo a Roberto Fico appare infatti monodirezionale, con un intento evidente: danneggiare il candidato del centrosinistra in Campania.
Questa è la Rai del tempo del governo Meloni: una Rai utilizzata in modo sempre più dichiarato per finalità politiche. Una Rai che fa campagna elettorale non è accettabile. Per queste ragioni solleveremo formalmente il caso in Commissione di Vigilanza, chiedendo spiegazioni puntuali e iniziative immediate a tutela dell’imparzialità del servizio pubblico” così una nota dei componenti democratici della Commissione di Vigilanza Rai.