“La piattaforma andata in tilt è il segno della forte attenzione dei cittadini verso il Salario minimo. Non bisogna mandare la palla in tribuna solo perché la proposta viene dalle opposizioni.
Il governo ha poche idee ma confuse. Visto l’inflazione è il costo della vita che c’è ci sono 3,5 milioni di lavoratori poveri che si aspettano velocità ,efficacia ed efficienza dal governo non prendere tempo”. Lo ha dichiarato nel corso della trasmissione Agorà stamani il deputato democratico Stefano Graziano, capogruppo dem in Vigilanza Rai.
"Persona di assoluta qualità e spessore morale"
Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la scomparsa di Riccardo Laganà e tutta la comunità del Partito Democratico si stringe intorno alla sua famiglia e ai suoi affetti. Persona di assoluta qualità e di spessore morale e professionale, nel CDA della Rai ha sempre saputo rappresentare la voce e lo spirito del pluralismo dell’informazione e di un servizio davvero pubblico.
È stato per noi un interlocutore “speciale”, con cui abbiamo dialogato e ci siamo spesso ritrovati sulla stessa linea. È un giorno triste per la Rai e per tutti noi”.
Così in una nota i componenti del Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
Rai: Europa dice bisogna fare la riforma il rischio Influenza politica è alta. Il pd disponibile non solo a fare proposta unitaria dell’opposizione ma a discutere con la maggioranza affinché si arrivi a una sintesi per una legge del servizio pubblico indipendente. Così su Twitter il capogruppo democratico in commissione di Vigilanza Rai Stefano Graziano
Interrogazione Pd in Vigilanza
“Depositeremo un'interrogazione in Vigilanza per chiedere come si stia garantendo, o meglio non garantendo il pluralismo dell’informazione nel servizio pubblico. Tra poche settimane si approverà il nuovo contratto di servizio della Rai e i presupposti di questo nuovo corso sono inquietanti sotto il profilo del pluralismo e del diritto di parola delle opposizioni.
204 minuti di Meloni a fronte di percentuali intorno al 5% per ciascuna forza dell’opposizione sono il dato inconfutabile che l’occupazione dell’informazione e del racconto del Paese agli italiani sia a senso unico e questo deve preoccupare chi ha a cuore qualità, imparzialità e la libertà di informazione.
Così la deputata del Pd Ouidad Bakkali, componente della commissione di Vigilanza Rai.
“Nei giorni scorsi abbiamo appreso dagli organi di informazione, a seguito di proteste da parte di parlamentari di maggioranza, che il programma dello scrittore-giornalista Roberto Saviano, "Insider, faccia a faccia col crimine",
di quattro puntate, già registrate e previste per novembre su Raitre, non sarà mandato in onda.
Noi chiediamo con forza che la Rai possa rivedere questa decisione per due ordini di motivi: il primo riguarda la rilevanza del programma di Saviano in merito all’argomento trattato “il contrasto alla mafia”, e quindi non permettiamo che vi possano essere ingerenze da parte della politica a discapito del pluralismo e della promozione della cultura e dei valori della legalità.
In secundis riteniamo che, se il programma era già in palinsesto, questo taglio comporterebbe un costo per la Rai anche in relazione alla vendita degli spazi pubblicitari, creando un vero e proprio danno erariale.
Auspichiamo quindi che la dirigenza della Rai possa ascoltare ed accogliere le nostre istanze”. Lo dichiarano i parlamentari Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai, che hanno presentato una interrogazione in tal proposito.
“Incomprensibile scelta di cacciare Saviano dalla Rai. Scelta scellerata che farebbe da contraltare a quella di eliminare la fascia condotta da Facci? Inquietano parecchio le scelte del governo Meloni che sta letteralmente militarizzando il servizio pubblico televisivo. Bruttissimo segnale anche nella lotta alla mafia nonché perdita di prestigio internazionale per la Rai e per il Paese”. Lo dichiarano i componenti Pd della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.
"Un giornalista sotto scorta per le minacce della mafia sarebbe "incompatibile con il servizio pubblico". Mentre è evidentemente compatibile celebrare il lutto nazionale per un esponente politico che ha pagato Cosa Nostra, attaccare chi come Don Ciotti è in prima linea contro le mafie e affidare la vicepresidenza della Commissione Vigilanza Rai a una deputata condannata in via definitiva per peculato. La destra ha una strana concezione della legalità. Solidarietà a Roberto Saviano". Così Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, in un tweet.
“La notizia che ci lascia sgomenti è la scomparsa di Andrea Purgatori , autorevole giornalista che, grazie al suo approccio alle notizie e al suo modo di raccontare, ha saputo narrare fatti, inchieste e informazioni con estrema capacità. Ciao Andrea”.
Lo scrive su twitter Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
Presenteremo interrogazione Pd in commissione di Vigilanza
“Non riteniamo sufficienti i provvedimenti disciplinari annunciati dalla Rai dopo le squallide battute sessiste e razziste sentite durante la telecronaca dei mondiali di tuffi. Presenteremo un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai per cercare di capire, oltre alla responsabilità individuale degli infelici protagonisti di questa squallida storia, come sia possibile che queste cose succedano. È incredibile, non ho altre parole.”
Così il deputato democratico Mauro Berruto, responsabile Sport del Pd.
Dichiarazione on. Bakkali Ouidad, deputata Pd
Mentre eravamo in piazza al fianco delle donne che chiedono giustizia e condannano le assurde sentenze di questi giorni che colpevolizzano le donne, come nel caso di Carol Maltesi o derubricano a questione di tempo e di secondi le molestie subite da una studentessa, il servizio pubblico offre il peggior contributo possibile e alimenta quella cultura patriarcale e misogino dove le radici di tutto questo affondano.
Oltre a questo non mancano nemmeno razzismo, stereotipi e bodyshaming.
La Rai dovrebbe contribuire a migliorare la cultura del nostro Paese, promuovere il rispetto delle persone, della convivenza civile del pluralismo sociale e culturale tenendo conto dell’articolazione complessa delle nostre comunità in termini di genere, generazioni, culture plurali, diversità religiosa e contrastare ogni tipo di violenza.
In pochi minuti invece si è concentrato il peggio in termini di toni, linguaggio e volgarità.
In vigilanza Rai chiederemo chiarimenti e depositeremo un’interrogazione.
“Apprendiamo a mezzo stampa di commenti razzisti e sessisti da parte di alcuni cronisti Rai durante la telecronaca della finale dei Mondiali femminili di tuffi.
La Rai chiarisca immediatamente l’accaduto. Chiediamo, in caso di accertamento dei fatti, che per i suddetti telecronisti si prendano provvedimenti esemplari.
Basta con commenti sessisti e razzisti, troppi sono diventati gli episodi”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
“L’autonomia differenziata spacca il Paese in due e aumenta le disuguaglianze tra Nord e Sud e tra ricchi e poveri. Prima di tutto occorrerebbe definire i livelli essenziali delle prestazioni, i cosiddetti Lep, e il fondo di perequazione, poi approvare una legge in Parlamento. Se, invece, questa riforma viene attuata così, le regioni e i comuni del Mezzogiorno non saranno in grado di offrire servizi ai cittadini sulle politiche sociali, la sanità e i trasporti, solo per fare alcuni esempi lampanti”.
Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Vigilanza Rai, a margine dell’iniziativa sull’autonomia differenziata promossa a Napoli dal Partito Democratico.
“Le notizie che apprendiamo sul comportamento del direttore di Rainews Paolo Petrecca preoccupano per più motivi. Da una parte sembra esserci il mancato rispetto del lavoro giornalistico e quindi della libertà di stampa, particolarmente grave per una testata del servizio pubblico, dall’altra ne emerge anche un atteggiamento antisindacale senza rispetto per le richieste del Cdr. Non sono nuove, inoltre, le scelte in favore del centrodestra, come quella di mandare in diretta il comizio dei leader durante la campagna elettorale delle amministrative. E oggi si aggiungono le accuse di scarso equilibrio nelle trasmissioni di approfondimento. Ci chiediamo se questi comportamenti siano compatibili con la direzione di una testata come Rainews”. Così in una nota i componenti del Pd della commissione di Vigilanza rai
“Ci rivolgiamo alle consigliere e ai consiglieri d’amministrazione della Rai che si riuniscono questa mattina, alla Presidente, all’amministratore delegato di viale Mazzini: per il bene del servizio pubblico l’editorialista di Libero, Filippo Facci, non può condurre un programma su Rai Due. Per aver colpevolizzato una donna che ha denunciato di essere stata violentata ma anche per il suo curriculum pieno di inciampi ed esternazioni sessiste. Si è scoperto anche che era stato sospeso dall’Ordine dei Giornalisti per razzismo contro l’Islam e dopo l’intervista di stamattina alla stampa nn ci sono o più dubbi. L’autorevolezza e la credibilità del servizio pubblico sono più importanti di un contratto a Filippo Facci”. Lo dichiarano in una nota congiunta Sandro Ruotolo della segreteria del Partito Democratico e Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.