21/06/2025 - 19:19

"Un'altra sonora bocciatura per Paolo Petrecca. Dopo il disastro di Rainews, anche la redazione di RaiSport respinge senza appello il suo piano editoriale: 65 no, appena 30 sì. La seconda sfiducia in meno di un mese. Non siamo di fronte a un equivoco, ma a un problema strutturale: si continuano ad affidare incarichi chiave non sulla base di competenze, ma di appartenenze. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: progetti deboli, redazioni spaccate, ascolti in calo.
Il tentativo di riciclare Petrecca a RaiSport è fallito. La redazione ha parlato chiaro, due volte. Se c’è rispetto per il lavoro dei giornalisti e per l’autonomia del servizio pubblico, l’unica strada è quella delle dimissioni. Le nomine non possono continuare a essere lottizzazioni politiche in stile ‘TeleMeloni’. Il servizio pubblico non è un rifugio per i fedelissimi" Così i componenti dem della Commissione di Vigilanza Rai.

20/06/2025 - 15:42

“Quella del cinema è una lobby tanto potente quanto corrotta che me l'ha fatta pagare”. Davanti a queste dichiarazioni gravissime, il corrispondente Rai a Parigi, Gennaro Sangiuliano, dovrebbe recarsi in procura e sporgere denuncia, se ritiene di essere a conoscenza di fatti penalmente rilevanti. Le sue parole non possono essere liquidate come una semplice provocazione politica, tanto più che lo stesso ex ministro ha dichiarato di non occuparsi più di politica attiva. Chiediamo con fermezza che siano forniti chiarimenti urgenti su quanto affermato: sarebbe del tutto irrituale che un dirigente della Rai, servizio pubblico, si prestasse a fare da amplificatore a una campagna politica condotta da Fratelli d’Italia in toni che rischiano di degenerare in puro sciacallaggio. Peraltro, da quanto apprendiamo dalla stampa e non smentito dalla dg Cinema del MiC, gli atti sono stati approvati nel 2023 e quindi firmati, gestiti e politicamente coperti dall’attuale governo e, per essere precisi, proprio quando a capo del MiC era Sangiuliano” così una nota dei componenti democratici in vigilanza Rai.

20/06/2025 - 15:03

“Siamo al fianco dei giornalisti della Rai, che stanno vivendo una pressione senza precedenti. In gioco non c’è solo la libertà di informazione, ma la dignità stessa della professione giornalistica, oggi minacciata da una strategia che punta a intimidire attraverso la messa in discussione dei posti di lavoro o minacciando spostamenti forzati al di fuori delle proprie regioni. Particolarmente gravi sono i casi che riguardano i giornalisti delle trasmissioni d’inchiesta e i lavoratori precari del servizio pubblico, a cui – con il ricatto del taglio di programmi e spazi – si tenta di imporre un'obbedienza politica inaccettabile.

Mai come in questo periodo abbiamo assistito a un’ingerenza così sistematica e sfacciata sulle scelte editoriali e professionali dei singoli giornalisti. Il servizio pubblico radiotelevisivo non può diventare uno strumento di propaganda di governo né un terreno di intimidazione per chi fa informazione con rigore e autonomia.

È altresì necessario che l’azienda Rai si impegni a riaprire il confronto con il sindacato dei giornalisti e le sue rappresentanze di base, dopo l’accordo firmato per l'assunzione di 127 giornalisti nelle sedi regionali: lo spostamento di professionisti formati in ambiti d'inchiesta,  mette in discussione la tenuta delle redazioni di approfondimento, che in questi anni hanno garantito un’informazione libera da condizionamenti e al servizio del Paese e lascia senza prospettiva decine di giornalisti che rischiamo di perdere il posto di lavoro .

Chiederemo in Vigilanza di fare luce su tutto questo per difendere la libertà di stampa, il pluralismo e il diritto dei cittadini a un’informazione libera, indipendente e di qualità” – così i capigruppo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai di opposizione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Maria Elena Boschi (IV), Peppe De Cristofaro (AVS).

 

19/06/2025 - 18:44

Grande preoccupazione, Cda senza presidente non può prendere queste decisioni

“Siamo preoccupati dalle notizie di queste ore sui palinsesti del servizio pubblico per la prossima stagione televisiva Rai. Sembra che alcune trasmissioni di giornalismo d’inchiesta e di approfondimento, tra i cardini del contratto di servizio e della mission del servizio pubblico, potrebbero subire pesanti tagli a partire dalla prossima stagione. Agorà Weekend, Tango, Petrolio, Gocce di Petrolio e Indovina chi viene a cena, trasmissioni informative e di servizio pubblico, sono ad alto rischio e potrebbero non essere confermate nei palinsesti Rai 2025/2026. Si parla inoltre di una possibile riduzione di quattro puntate per Report e di due per il programma di Riccardo Iacona Presa diretta. Su queste possibili decisioni, anche se non ancora confermate, sta montando un malumore generale contro la gestione della programmazione da parte della direzione approfondimento, guidata dal meloniano Paolo Corsini. Se queste voci venissero confermate ci troveremmo di fronte ad una riduzione dell’offerta di approfondimento giornalistico e d’inchiesta che rischia di minare il pluralismo radiotelevisivo. Un Cda senza presidente non può prendere decisioni di questo tipo”. Lo affermano i capigruppo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai di opposizione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Mariaelena Boschi (IV), Peppe de Cristofaro (Avs).

 

18/06/2025 - 20:15

“Se le notizie sulla chiusura di alcuni programmi Rai, denunciate dai sindacati e riprese da diverse testate giornalistiche, fossero confermate, saremmo di fronte a un fatto di estrema gravità. Un vero e proprio colpo al cuore del servizio pubblico, ormai piegato dal Governo a diventare grancassa della sua propaganda. Si sta consumando uno spoil system mascherato, portato avanti con mezzucci e forzature per eliminare dal palinsesto voci considerate scomode dal Governo e dalla maggioranza. Un’operazione grave, che mina il pluralismo e l’autonomia editoriale, principi fondanti della Rai come servizio pubblico. Ci batteremo in Commissione di Vigilanza e in tutte le sedi istituzionali per contrastare questo metodo e difendere l’indipendenza della Rai da ogni tentativo di occupazione politica”, così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.

 

06/06/2025 - 19:20

“Il Partito Democratico esprime pieno sostegno ai giornalisti dei programmi d’inchiesta Rai che denunciano l’accordo tra azienda e sindacati che penalizza fortemente l’informazione d’approfondimento e lascia senza tutela professionisti fondamentali del servizio pubblico.

La marginalizzazione delle trasmissioni storiche di inchiesta è un fatto grave, che va approfondito con urgenza in Commissione di Vigilanza Rai. Per questo il Pd richiederà un’immediata audizione sui contenuti dell’accordo, sulle sue ricadute editoriali e sul rispetto del contratto di servizio.

Difendere il giornalismo d’inchiesta significa difendere la qualità e l’indipendenza dell’informazione pubblica” così i componenti democratici nella commissione bicamerale di vigilanza Rai.

 

06/06/2025 - 16:42

“La decisione della Rai di bloccare per ben due volte la diffusione del comunicato sindacale dell’Usigrai sulla consultazione referendaria rappresenta un atto gravissimo. Si tratta di un vero e proprio doppio bavaglio, che nega ai giornalisti del servizio pubblico il diritto fondamentale di esprimersi su temi che toccano direttamente i diritti dei lavoratori e la qualità democratica dell’informazione.
Ma il bavaglio imposto non è un caso isolato. La responsabilità più grave è politica: la maggioranza, premier in testa, ha scientemente disertato ogni confronto pubblico sul referendum, sottraendosi al dibattito, eludendo ogni responsabilità di informazione, e contribuendo così a un vero e proprio sabotaggio del diritto di voto dei cittadini. Un comportamento che va chiamato con il suo nome: ostruzionismo istituzionale intollerabile. Il referendum è uno degli strumenti più alti della democrazia diretta, garantito dalla Costituzione. Ricordare ai cittadini che si vota non è propaganda: è dovere civico, giornalistico e istituzionale. Chi lavora nel servizio pubblico lo sa bene. Chi lo dirige, evidentemente no” così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.

 

05/06/2025 - 18:55

“Esprimiamo pieno sostegno alla nota del Cdr Approfondimento della Rai, che con coraggio richiama l'attenzione sulla tragedia umanitaria in corso a Gaza e sul ruolo imprescindibile dell’informazione.
Le giornaliste e i giornalisti del servizio pubblico chiedono che si ‘alzi la voce’: per il cessate il fuoco, per l’accesso agli aiuti e ai media internazionali, per la protezione dei civili e per il rispetto del diritto internazionale. È una richiesta che condividiamo profondamente.
Il servizio pubblico non può restare in silenzio. Ha il dovere di raccontare. È in gioco non solo la libertà d’informazione, ma la credibilità della Rai e la sua missione costituzionale.
Serve un salto di attenzione e responsabilità. La Rai deve continuare a dare spazio a chi cerca la verità, e proteggere chi ogni giorno lavora per raccontarla” così i componenti del Partito Democratico nella Commissione parlamentare di vigilanza Rai.

04/06/2025 - 13:34

“Gasparri presenta una proposta di legge per riformare la Rai, ma la verità è che la maggioranza continua a tenere bloccata la Commissione di Vigilanza. Una scelta inaccettabile, frutto delle profonde spaccature tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sul futuro del servizio pubblico. Nel frattempo, si avvicina l’entrata in vigore della cosiddetta "TeleMeloni Tax", ovvero il costo che gli italiani dovranno pagare per il mancato recepimento in Italia dell’European Media Freedom Act, il regolamento europeo che impone criteri di trasparenza e indipendenza nella governance dei media pubblici”, dichiara il deputato Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai.
«Il Partito Democratico – prosegue Graziano – chiede una riforma vera, chiara e coraggiosa della Rai, che restituisca al servizio pubblico il ruolo che la Costituzione e i cittadini gli affidano: quello di garantire informazione libera, autonoma, pluralista, lontana dai condizionamenti del potere politico. Il canone pagato dagli italiani non può essere usato per finanziare una televisione di Stato al servizio della propaganda di governo”.

03/06/2025 - 13:20

"Quanto stabilito dalla Direzione Generale della Rai, come evidenziato oggi anche da una sentenza del Tribunale del lavoro di Busto Arsizio, rappresenta una misura discriminatoria gravissima. Obbligare alla fruizione forzata di ferie o aspettativa non retribuita i dipendenti e collaboratori che abbiano aderito a partiti, sindacati, comitati referendari o movimenti politici è inaccettabile in una democrazia. Una decisione che conferma il livello allarmante di degenerazione del servizio pubblico radiotelevisivo e la concezione autoritaria, padronale e profondamente antidemocratica con cui l’attuale governance sta gestendo la Rai. Siamo di fronte a un’idea di servizio pubblico che calpesta la libertà di pensiero, di espressione e di partecipazione civile dei lavoratori. Chiediamo con urgenza l’immediata eliminazione di questa disposizione palesemente discriminatoria: chi lavora in Rai non può essere punito per le sue idee o per il suo impegno civile e politico. La Rai è un patrimonio di tutti, non un feudo di chi oggi la governa pro tempore" così il capogruppo Pd nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano.

27/05/2025 - 18:31

“Non è bastato metterlo al riparo di Raisport dopo i danni che ha inflitto a Rainews. E così Raisport ha bocciato a larga maggioranza il piano editoriale di Paolo Petrecca, con 51 voti contrari e 36 favorevoli. Il noto gaffeur, che nel curriculum vanta il solo titolo di affezionatissimo meloniano, non ha così la fiducia della sua nuova redazione, che ha capito subito che fine avrebbe fatto (vedi il crollo degli ascolti di Rainews). Per rispetto del lavoro dei giornalisti, del servizio pubblico e della dignità dell’informazione sportiva, Paolo Petrecca deve rassegnare le dimissioni. Un’altra battuta a vuoto di TeleMeloni che non azzecca una scelta che sia una, in quello che è ormai solo diventato un nominificio monocolore. In spregio degli ascoltatori” così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.

23/05/2025 - 19:48

“Da Feltri parole inaccettabili e sessiste”. Il partito democratico ha presentato una interrogazione parlamentare in vigilanza Rai per sapere dal Presidente e dall’Amministratore delegato della RAI, “quali opportune e tempestive iniziative intenda assumere con urgenza la Rai che in qualità di servizio pubblico e di principale azienda culturale del Paese, non può derubricare un episodio di tale gravità e per evitare che possano ripetersene di analoghi”. L’interrogazione si riferisce alla trasmissione “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, condotta da Piero Chiambretti e andata in onda su Rai 3 il 22 maggio  in cui si faceva riferimento alle infelici espressioni del Ministro Nordio che ha consigliato alle donne vittime di violenza di rifugiarsi in chiesa o in farmacia. Il conduttore - scrivono i democratici - si domandava dove avrebbero potuto andare le donne vittime di violenza se avessero trovato chiese e farmacie chiuse. Al che Feltri commentava: “A casa mia. Se sono bone”.

Siamo davanti - aggiungono i dem - a una evidente, vergognosa ed inaccettabile frase sessista e violenta, che colpisce tutte le donne vittime ogni anno di violenza e di maltrattamenti, che offendono la memoria di tutte le donne uccise per mano di un uomo, e che evidenziano ancora una volta come, colpevolmente, anche da parte del servizio pubblico, non sia adeguatamente compresa la gravità di certe espressioni.

Inoltre - sottolineano - è di tutta evidenza che quanto affermato da Vittorio Feltri durante il programma in oggetto viola apertamente sia il Contratto nazionale di servizio tra il Ministero delle imprese e del made in Italy e la Rai - Radiotelevisione italiana S.p.a che all’articolo 2 comma 2 prevede espressamente che “L'offerta di servizio pubblico deve essere improntata (…) al contrasto di ogni forma di violenza, discriminazione e discorsi d'odio”, sia il Regolamento della Agcom contro Hatespeech ("Regolamento in materia di tutela dei diritti fondamentali della persona ai sensi dell'articolo 30 del Decreto Legislativo 8 novembre 2023, n. 208)”. L’interrogazione è stata presentata con la prima firma di Ouidad Bakkali, a cui seguono quella del capogruppo Stefano Graziano e di tutti i componenti dem in vigilanza.

 

23/05/2025 - 16:35

“Sono sconcertanti e inaccettabili le parole di Vittorio Feltri ospite della trasmissione di Rai Tre “donne sull’orlo di una crisi di nervi”.
Ricordiamo che il giornalista Feltri è già stato radiato dall’albo per le sue dichiarazioni spesso inappropriate e inqualificabili ma questa volta riteniamo che abbia superato ogni limite. Parole gravi, passate per battuta, che evocano la cultura dello stupro, il sessismo, la violenza maschile come normalità, stereotipi che andrebbero combattuti, senza se e senza ma, considerando che ogni giorno molteplici donne sono vittime di violenza e i femminicidi sono una piaga sociale che non si arresta. Il Partito Democratico, che presenterà un’interrogazione parlamentare attraverso i colleghi della commissione di vigilanza RAI, plaude all’iniziativa dell’associazione Differenza Donna che ha presentato formale diffida al Cda Rai e segnalato l’accaduto all’Agcom”. Lo dichiara Sara Ferrari, deputata e capogruppo Pd nella commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio.

22/05/2025 - 19:04

“La maggioranza continua a raccontare una Rai che non esiste: qualità assente, ascolti in calo, programmi che si fermano alle prime puntate a causa di evidenti flop. I dati di bilancio che il CdA intende valorizzare non corrispondono alla realtà di un servizio pubblico in crisi. La Rai di oggi non è più in grado di garantire un’informazione libera, ed è sempre più lontana dai suoi obblighi istituzionali. Le nomine in corso non premiano il merito, ma rispondono a logiche politiche che trasformano l’azienda in un megafono del governo. Non c’è alcuna volontà di recepire il Media Freedom Act per tutelare un’informazione indipendente. Così si espone l’Italia al rischio di infrazione  europea. Saranno i cittadini a pagarne il prezzo, con una vera e propria “tassa TeleMeloni” così i componenti democratici della Commissione di vigilanza Rai.

18/05/2025 - 13:38

Dichiarazione di Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Vigilanza Rai
La Rai non può oscurare una consultazione referendaria e ha il dovere di informare i cittadini italiani delle ragioni del sì e del no del referendum di domenica 8 e lunedì 9 giugno . Il servizio pubblico ha viceversa deciso di mettere il bavaglio a questo importante appuntamento per la democrazia del nostro paese . Il partito democratico nell’invitare tutti i cittadini italiani ad andare a votare , manifesterà domani lunedì 19 maggio davanti a tutte le sedi della Rai a partire dalle ore 11.30 per denunciare questa scelta grave imposta dal governo Meloni.

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