16/01/2026 - 14:17

“L’unico elemento positivo della risposta del sottosegretario Molteni alla nostra interpellanza è che ha ammesso l’esistenza del Protocollo sulla 'Sicurezza del Personale e dei Passeggeri', sottoscritto nell’aprile 2022 ma dimenticato dal Governo Meloni che non ha ancora realizzato le misure previste e non convoca il gruppo di lavoro per i ferrovieri dall’Estate 2025. Nessuna risposta sul perché in oltre 3 anni di Governo, Piantedosi e Salvini non sono stati in grado di garantire gli interventi messi nero su bianco nel protocollo: a partire dal rafforzamento dei presidi fino alla messa in sicurezza degli accessi, come avviene negli aeroporti. Continueremo a chiedere conto al Governo del mancato coinvolgimento di Sindacati, Aziende, Forze dell’Ordine e Istituzioni locali e territoriali nell’individuazione e nella realizzazione di strumenti concretamente utili ad affrontare l’emergenza e non solo ad alimentare la propaganda.” Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu nella replica dell'interpellanza urgente al governo presentata dal Gruppo del Partito Democratico sul problema della sicurezza all'indomani dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna e delle aggressioni presso la stazione Termini di Roma.
“Per quanto riguarda l’annuncio di nuovi ingressi in Polizia, ricordiamo al Governo che non bastano a colmare le carenze d’organico e le esigenze del turnover, per questo continueremo senza sosta a chiedere di fare scorrere immediatamente le graduatorie di tutti i vice ispettori ed allievi agenti necessari. L’alibi delle risorse che mancano non regge più, visto che ogni giorno il Governo vara nuove società che costano milioni di euro solo per i vertici. Grazie all’inchiesta del Domani scopriamo che sta per nascerne un’altra per disporre i bandi dei servizi ferroviari intercity, di cui non sappiamo ancora niente se non che il Presidente guadagnerà 311 mila euro e i Consiglieri d’Amministrazione 280, parametrati sugli aumenti in stile Brunetta che già da luglio vengono erogati all’Autorità di Regolazione dei Trasporti”, conclude Casu.

14/01/2026 - 15:46

“Sulla sicurezza siamo di fronte ad un clamoroso fallimento del governo Meloni, nonostante la raffica dei decreti a firma Piantedosi. La sicurezza è competenza dello Stato ma su questo punto il governo è campione di propaganda, incapace nel garantire sicurezza alle persone attraverso la prevenzione, le politiche sociali, il contrasto alla marginalità e la presenza effettiva delle forze dell'ordine sul territorio”. Così Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd, durante il Question Time alla Camera con il ministro Piantedosi.
“Sono sempre più frequenti gli episodi di aggressioni nelle nostre città che generano paura e insicurezza. Eppure il ministro Piantedosi continua a rispondere con vuote rassicurazioni. Addirittura parla di assunzioni straordinarie nelle forze di Polizia anche se sa che non coprono nemmeno il turnover. Poi cita i dati sul calo dei reati, più volte modificandoli, dimenticandosi che dietro a questi numeri ci sono persone in carne e ossa. Un clamoroso fallimento”, conclude Bonafè.

14/01/2026 - 15:41

“Ho ascoltato le parole del ministro Piantedosi sulla sicurezza e ho trovato la solita, vuota, propaganda. Ma c'è un elemento nuovo: il gioco delle tre carte. Venire in Parlamento e dire che si sono rafforzati gli organici per la sicurezza con nuove assunzioni è una clamorosa falsità, il gioco delle tre carte appunto. Le forze dell'ordine negli anni del governo Meloni sono diminuite e solo nel 2025 ci sono 1500 poliziotti in meno e altri 1000 in meno nell'anno precedente”. Lo dichiara il deputato e responsabile Sicurezza del PD, Matteo Mauri in replica al ministro Piantedosi durante il Question Time alla Camera.
“Alcuni reati crescono davanti l'opinione pubblica – sottolinea il parlamentare dem -, parlo di scippi, rapine, aggressioni e ciononostante il numero delle forze dell'ordine diminuisce. I numeri di Piantedosi non diventano verità e restano falsi anche se vengono ripetuti allo sfinimento”. “Il governo gridava all'emergenza quando i reati erano inferiori, ora invece sembra che tutto va bene. Propaganda irresponsabile, incapacità totale”, conclude Mauri.

14/01/2026 - 12:49

“Mentre aumentano aggressioni, scippi e rapine, diminuiscono i poliziotti per strada. E la colpa è del Governo, capace solo di litigare sui militari e fare propaganda per coprire il proprio fallimento sulla sicurezza” così il deputato democratico, responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri.

07/01/2026 - 12:14

"Questa mattina abbiamo partecipato al presidio per rendere omaggio al Capotreno Alessandro Ambrosio. Per stringerci ai suoi familiari ed ai suoi colleghi. Per testimoniare il nostro impegno per la sicurezza dei cittadini ed, in particolare, del personale delle ferrovie. Le aggressioni al personale ferroviario rappresentano una emergenza rilevantissima, più volte denunciata dalle organizzazioni sindacali. Oggi siamo di fronte a un drammatico salto d qualità. Il Governo deve assumere ulteriori iniziative per garantire la sicurezza sui treni e nelle stazioni. È il momento dell'unità e dell'iniziativa comune di tutte le istituzioni, senza polemiche e strumentalizzazioni". Così Andrea De Maria, Virginio Merola, Andrea Casu deputati PD

 

05/01/2026 - 10:20

“E’ molto grave che il governo italiano, ieri con la Presidente Meloni e oggi con il Ministro Tajani, consideri legittima la violazione della sovranità di uno Stato e il sequestro del suo Presidente, dando anche credito alla tesi della presunta minaccia costituita dal narcotraffico, quando lo stesso Trump, nella sua conferenza stampa, ha chiarito che il principale obiettivo fella sua azione illegale è costituito dalle risorse petrolifere del Venezuela.
In questo modo si legittimano aggressioni militari e colpi di Stato, è sufficiente quindi, secondo quanto affermato da Tajani, intravedere una qualsivoglia minaccia per i propri interessi per aggredire un altro Paese. Sarebbe una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti anche la Groenlandia con i suoi 56.000 abitanti? Si creano così i presupposti per la  legge della giungla in cui a prevalere sono i più forti dal punto di vista militare, stracciando il diritto internazionale che lo stesso ministro Tajani ebbe a definire “importante fino ad un certo punto”.
Il governo dovra’ rispondere di fronte al Parlamento di queste sue inaccettabili e pericolose prese di posizione” così la deputata democratica, Laura Boldrini.

 

04/01/2026 - 13:02

“L'azione militare di Trump in Venezuela rappresenta un'aggressione a uno Stato sovrano che calpesta le fondamenta del diritto internazionale e della nostra stessa Costituzione. La condanna del Partito Democratico rispetto al regime brutale di Maduro, con le gravi violazioni di diritti umani in Venezuela, è sempre stata netta e decisa. E tuttavia, questo non giustifica l'aggressione militare di Trump, in violazione della sovranità nanzionale del Venezuela e della Carta Onu. La democrazia non si esporta con violenza, bombe o aggressioni".
Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei.
"L'attacco militare di Trump - sottolinea il parlamentare dem - non ha alcuna base legale e rischia di legittimare altre azioni unilaterali che smantellano le sedi multilaterali, creano caos e destabilizzazione, avallando l'uso della forza come nuovo principio dell'ordine mondiale in luogo della legalità internazionale. La posizione del governo italiano, volta giustificare l'azione di Trump, è completamente sbagliata. Così come è inaccettabile la timidezza registrata a livello europeo. È necessario uno scatto di coraggio". "L'UE si mostri unita con i suoi governi e le istituzioni, per condannare la violazione del diritto internazionale, difendere il pricipio che la diplomazia prevalga sulle armi e chiedere il ripristino della legalità internazionale anzitutto attraverso il coinvolgimento immediato del Consiglio di sicurezza”, conclude De Luca.

05/11/2025 - 12:13

“Nei giorni scorsi al liceo Righi di Roma si sono verificati gravi episodi di violenza neofascista: al coro di “duce, duce” sono seguiti lanci di bottiglie e aggressioni nei confronti di studenti. Un fatto inaccettabile, che avrebbe meritato una ferma condanna da parte di tutte le forze politiche e istituzionali. Eppure, ancora una volta, da Fratelli d’Italia arriva un segnale opposto: invece di limitarsi a stigmatizzare la violenza e chi la compie, il vicepresidente della camera Fabio Rampelli è intervenuto in aula per attaccare gli studenti che occupano le scuole, distorcendo completamente il senso di quanto accaduto. Un comportamento grave, che ribalta le responsabilità e contribuisce a legittimare un clima di intimidazione e revisionismo inaccettabile. La libertà di espressione, la partecipazione e il dissenso giovanile non possono essere messi sullo stesso piano della violenza squadrista” così il deputato democratico Andrea Casu replica al vicepresidente Rampelli dopo aver chiesto un’informativa al governo a seguito dei sempre più frequenti raid neofascisti nelle scuole.

 

28/10/2025 - 15:21

“Voglio che quest’Aula metta agli atti l’espressione di una piena solidarietà all’onorevole Emanuele Fiano, che ieri, come sapete, è stato oggetto di un’aggressione che gli ha impedito di parlare”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato del Partito Democratico, Piero Fassino, presidente del comitato Medio Oriente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, nel corso della seduta odierna.
“Quell’aggressione – ha proseguito l’esponente dem – è stata giustamente condannata in modo corale da tutte le forze politiche, e credo di poter ringraziare, anche a nome di Fiano, tutti coloro che hanno espresso la loro solidarietà. Tuttavia, è doveroso sottolineare che quanto accaduto ieri non è un episodio isolato: da mesi, in molte università italiane e in diversi luoghi del Paese, chi si presenta con opinioni non allineate alle parole d’ordine dominanti è oggetto di aggressioni, discriminazioni e atteggiamenti che sono del tutto inaccettabili in una democrazia”.
“Solo poche settimane fa – ha ricordato Fassino – anche il rettore dell’Università di Genova ha subito un trattamento analogo. È evidente che esiste un problema serio di rispetto delle regole democratiche, che devono valere per tutti. Non possiamo accettare un doppio standard, per cui si condanna o si giustifica un atto in base al colore politico di chi lo compie o di chi lo subisce. Gli atti di violenza, intimidazione o prevaricazione vanno sempre condannati, senza ambiguità e senza eccezioni”.

 

17/10/2025 - 08:33

“A nome di tutte le deputate e di tutti i deputati del Partito Democratico, esprimo la mia più profonda solidarietà e vicinanza a Sigfrido Ranucci, alla sua famiglia e alla redazione di Report. Si tratta di un atto vile e inaccettabile, una forma di intimidazione e di violenza intollerabile contro chi esercita con coraggio e libertà la professione giornalistica. La libertà di stampa è un pilastro della democrazia e va difesa con forza, senza ambiguità né esitazioni. Colpire un giornalista significa colpire il diritto di tutti a conoscere la verità.
In Italia sono sempre più le aggressioni e le forme di minaccia nei confronti dei giornalisti: i campanelli d’allarme per la nostra democrazia stanno suonando troppo forte, non possiamo far finta di non sentirli. Chiediamo che sia fatta piena luce su quanto accaduto e che le istituzioni garantiscano sicurezza e tutela a chi ogni giorno lavora per un’informazione libera, indipendente e coraggiosa.”

 

08/10/2025 - 14:28

Israele ha violato il diritto internazionale

Le deputate e i deputati democratici Laura Boldrini, Giuseppe Provenzano, Enzo Amendola e Arturo Scotto hanno promosso un’interrogazione parlamentare al ministro Tajani, sottoscritta da 40 deputate e deputati del gruppo del Partito Democratico della Camera, per fare luce sulla vicenda della “Global Sumud Flotilla”. In particolare, si chiede al Governo di chiarire se intenda condannare le aggressioni, gli attacchi e il sequestro illegale avvenuto in acque internazionali e il trattamento inumano e violento da parte della polizia israeliana ai danni delle attiviste e degli attivisti della “Flotilla”, in particolare dei 45 italiani presenti. Le democratiche e i democratici chiedono inoltre al Ministro degli Esteri di sapere quale sia il destino degli aiuti trasportati e delle imbarcazioni sequestrate e cosa intenda fare per recuperarli. Inoltre – viene sottolineato – non si comprende sulla base di quali informazioni e con quali finalità il Ministro degli Esteri, nella sua replica durante le comunicazioni al Parlamento della scorsa settimana, riferendosi alla nave Karma su cui navigavano i parlamentari del Partito Democratico, abbia dichiarato una cosa poi rivelatasi non vera, ossia che la loro imbarcazione si era staccata anticipatamente dalla Flotilla, gettando discredito sulla loro partecipazione all’iniziativa umanitaria. Il gruppo del Partito Democratico di Montecitorio chiede al Governo di rispondere a questo atto di sindacato ispettivo con la massima urgenza.

 

04/08/2025 - 15:30

“Nel carcere di Taranto sono rinchiusi circa 850 detenuti a fronte di appena 400 posti disponibili: un tasso di sovraffollamento che lo rende tra i più affollati d’Italia. In queste condizioni, gli agenti di polizia penitenziaria, già ridotti al minimo, sono costretti a turni massacranti di oltre 12 ore. È una situazione indegna e insostenibile».

Così Ubaldo Pagano, Capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera, in merito all’interrogazione parlamentare presentata ai Ministri della Giustizia e dell’Interno sulla drammatica situazione della Casa Circondariale di Taranto, denunciata dai sindacati.

“I droni che trasportano droga e cellulari, le aggressioni e la gestione di detenuti con gravi problemi psichiatrici - aggiunge - rappresentano una minaccia non solo per il personale e i detenuti stessi, ma per l’intera comunità di Taranto. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile. Servono subito più agenti, più medici specialisti e un piano serio per ridare dignità al carcere e garantire la sicurezza di tutti. Già lo scorso anno, dopo una visita presso l’istituto, avevo denunciato condizioni allarmanti ma il Governo non ha fatto assolutamente niente per alleviare la situazione. Ora basta - conclude - non possono continuare a voltarsi dall’altra parte”.

 

02/07/2025 - 18:32

"Gli Usa scivolano verso un regime autocratico. E' questo il quadro drammatico che emerge dal rapporto presentato da Amnesty International sui primi 100 giorni dell'amministrazione Trump. "Caos e crudeltà: 10 aggressioni sempre più gravi ai diritti umani" è il titolo del report di cui oggi ho parlato con Paul O'Brien, direttore esecutivo di Amnesty Usa". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'incontro con O'Brien.
"Nei soli primi tre mesi di presidenza, Donald Trump ha instaurato negli Usa un regime basato su frequenti attacchi alla libertà di espressione e al diritto di protestare, allo stato di diritto, alla libertà di stampa, ai diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+. Ha licenziato decine di migliaia di dipendenti pubblici impegnati in settori considerati sgraditi - sottolinea Boldrini citando il rapporto -. Ha tentato in ogni modo di marginalizzare le comunità nere e latine, ha smantellato il sistema di promozione e sostegno dei diritti umani in altri paesi tagliano oltre l’80 percento dei fondi destinati alla cooperazione internazionale, ha demolito i sistemi di controllo sulla trasparenza delle aziende e, com'è noto, iniziato una repressione senza precedenti contro le persone migranti e richiedenti asilo con rastrellamenti, deportazioni e arresti arbitrari. Nell'America di Trump in Università e uffici pubblici esistono liste di parole vietate e se si manifesta in favore del popolo palestinese, si rischia di vedersi ritirare la laurea".
"Un quadro drammatico, quello dipinto da O'Brien - denuncia la deputata dem -. Preoccupa enormemente che la destra al governo in Italia consideri Trump un riferimento politico a cui ispirarsi e un alleato di cui fidarsi".
"Contro queste derive liberticide e autoritarie messe in atto dal presidente, però, ha sottolineato O’Brien, la società civile statunitense sta cominciando a reagire con grandi manifestazioni e organizzando iniziative pubbliche in tante città statunitensi. O'Brien racconta anche che nelle ultime settimane sono molto aumentate le persone che sostengono Amnesty Usa e il suo impegno quotidiano in difesa dei diritti umani, negli States e in tutto il mondo - conclude Boldrini -. No, non tutte le americane e gli americani applaudono Trump. Anzi, anche nel suo elettorato iniziano ad aprirsi delle crepe visibili. Opposizioni e società civile devono fare fronte comune, nelle istituzioni e fuori, per fermare questa deriva. Negli Usa come in Italia e in ogni luogo in cui le destre minacciano le nostre libertà".

23/06/2025 - 11:09

“Serve un’Italia unita e forte, ma soprattutto un cambio di passo, a partire dalle comunicazioni che avverranno oggi alla Camera, nella politica estera da parte del Governo: la premier dovrebbe smettere con questa subalternità nei confronti di Trump, che sta dimostrando la sua impostazione tutt’altro che pacifista, anche perché non sta considerando il nostro Paese il suo interlocutore privilegiato, come invece sosteneva la propaganda meloniana fino a poco tempo fa. Soprattutto occorre che l’Italia riprenda il suo ruolo storico di mediatore”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Pd, questa mattina in diretta su Sky Tg24.

“Si può e si deve condannare chi commette aggressioni. Siamo da sempre contrari al regime iraniano, ma di fronte alle minacce non si reagisce con le bombe - ha proseguito Gribaudo - Occorre invece far valere la diplomazia e tentare ogni via non violenta”.“La telefonata di ieri tra Elly Schlein e Giorgia Meloni è stata importante: dimostra ancora una volta la serietà del Partito Democratico per affrontare insieme, nonostante le divisioni politiche, una situazione drammatica. L’Italia può e deve giocare un ruolo fondamentale” ha concluso la deputata dem.

 

 

 

28/02/2025 - 12:19

“Sono intervenuto alla Camera per stigmatizzare la proiezione, prevista nelle prossime ore, nella sede istituzionale del Comune di Genova, del documentario ‘Maidan, la strada verso la guerra’, prodotto dall’emittente di Stato russa, Russia Today. Questo documentario è stato vietato in tutti i Paesi dell’Unione Europea proprio perché ritenuto uno strumento di propaganda e disinformazione. Non è accettabile che, nel cuore di un’istituzione cittadina, si tengano iniziative che danno spazio a esponenti che promuovono raccolte firme contro le istituzioni italiane e i valori democratici su cui si fonda la nostra Repubblica. Il rispetto delle regole e dei principi democratici deve essere una priorità per tutte le istituzioni e non possiamo permettere che luoghi di rappresentanza pubblica diventino palcoscenici per chi cerca di diffondere narrazioni distorte e contrarie ai principi dell’UE e dell’Italia”. Così il deputato dem Alberto Pandolfo in un video pubblicato sul canale Instragram dei deputati Pd.

“Aggiungo – conclude Pandolfo - che recentemente il nostro Paese è stato oggetto di attacchi da parte di hacker russi rivendicati come ritorsione per le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a sostegno dell’Ucraina e della libertà del popolo ucraino. È evidente che ci troviamo di fronte a una strategia più ampia, che utilizza diversi strumenti, dalla propaganda alle cyber-aggressioni, per colpire i valori democratici e la nostra sicurezza nazionale. Anche per questo, la proiezione di un documentario di Russia Today in un’istituzione pubblica rappresenta un fatto grave e inaccettabile. Mi auguro che le autorità competenti intervengano per garantire il rispetto delle regole e per impedire che Genova diventi teatro di operazioni che nulla hanno a che fare con il dibattito democratico, ma che invece rischiano di alimentare la propaganda di chi vuole minare l’unità dell’Europa e della nostra Repubblica”.

 

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