Conferenza stampa domani mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.
“Serve un quadro normativo chiaro, moderno e coerente per un settore strategico per l’economia rurale, la cultura agricola e il benessere animale come quello dell’ippicoltura e delle attività equestri”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Stefano Vaccari, in merito alla loro proposta di legge “Disciplina dell’ippicoltura nonché disposizioni per la promozione delle attività equestri e il benessere degli equidi” che verrà presentata domani mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.
“Il comparto equestre - aggiungono i deputati dem - nonostante la sua importanza storica e socioeconomica, è stato per troppo tempo lasciato in un limbo normativo e fiscale che ha penalizzato allevatori, operatori e territori. È arrivato il momento di riconoscere pienamente l’ippicoltura come attività agricola, con tutti i diritti e le agevolazioni del settore primario. La proposta di legge si pone, in questa direzione, obiettivi diversificati: dal riconoscimento dell’ippicoltura come attività agricola, con relativa estensione del regime fiscale e previdenziale agevolato, alla valorizzazione delle attività connesse, come la doma, l’addestramento, il turismo equestre e l’ippoterapia. Tra i punti centrali della proposta anche la pensione equina, ovvero la possibilità per le aziende agricole di ospitare cavalli a fine carriera in modo etico e sostenibile, e la regolamentazione delle professioni equestri, con particolare attenzione alla figura del maniscalco, oggi priva di un adeguato riconoscimento giuridico nonostante il suo ruolo essenziale per il benessere degli animali".
“La nostra proposta - concludono Simiani e Vaccari - prevede inoltre misure concrete per incentivare l’occupazione giovanile nel settore equestre, sostenere le imprese che investono in turismo rurale e attività terapeutiche con i cavalli, e valorizzare le tradizioni agricole legate al cavallo come parte del patrimonio culturale italiano. Il rilancio dell’ippicoltura non è solo una scelta economica, ma anche culturale e ambientale. Integrazione tra cavalli e agricoltura significa sviluppo sostenibile delle aree interne, tutela della biodiversità, promozione del benessere animale e nuove opportunità per i territori rurali”.
"In questi anni la destra ha solamente penalizzato le aree interne: tagli alla sanità, alla scuola, ai trasporti, ai servizi; e la Sicilia è risultata tra le più colpite anche a causa di un governo Regionale compiacente e succube. La scelta di Meloni di abbandonare i territori marginali a se stessi e di promuoverne di fatto l'abbandono nasce quindi da lontano. Il Pd ha idee completamente diverse e la proposta di legge presentata oggi vuole indicare una inversione di rotta chiara ed inequivocabile": è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.
"Il provvedimento stanzia infatti risorse concrete, individuando le coperture economiche sostenibile e propone interventi mirati per contrastare lo spopolamento delle zone periferiche rispetto ai centri di erogazione dei servizi essenziali, incentivando al tempo stesso lo sviluppo sociale, economico, culturale e ambientale. La proposta di legge garantisce inoltre una migliore accessibilità ai servizi fondamentali, in particolare quelli relativi al trasporto pubblico locale, all’istruzione e all’assistenza socio-sanitaria, nei comuni delle aree interne. L'alternativa all'abbandono di terre ricche di storia, cultura e tradizione è possibile": conclude.
“Le aree interne sono una parte dell’Italia, sono una risorsa per il nostro paese e non dobbiamo assolutamente permettere che vengano abbandonate a loro stesse.
Questo governo sta facendo poco e niente per le aree interne e il vero rischio è il totale collasso di una parte importante dell’economia italiana poiché si stanno spopolando intere parti di regioni importanti dell’Italia. I giovani senza servizi adeguati, senza strutture adeguate sono costretti ad andare a studiare lontano dal paese o dalla città in cui vivono, magari perché per andare a scuola o all’università ci mettono due ore e mezza ad andare e due ore e mezza a tornare, poiché il loro territorio non è servito adeguatamente. Noi come Partito Democratico abbiamo presentato una proposta di legge, annunciata dalla segretaria Schlein, che prevede lo stanziamento di 6 miliardi di euro per queste aree interne, per permettere a questi giovani, a queste famiglie che desiderano vivere nelle loro città di poterlo fare. Il governo non può essere sordo e cieco di fronte a tutto questo”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa dí Montecitorio.
Anche la deputata agrigentina del Pd, Giovanna Iacono, è tra i firmatari della proposta di legge presentata alla Camera dei deputati dal Partito Democratico per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne, con un investimento per i territori di 6 miliardi di euro.
La proposta di legge introduce misure strutturali per rivitalizzare i territori: benefici fiscali per le imprese che investono nelle aree interne; agevolazioni per l'acquisto della prima casa e per favorire lo smart working; incentivi per il personale scolastico e sanitario per garantire servizi di qualità; un piano straordinario di investimenti pubblici per infrastrutture, mobilità e servizi essenziali. Le coperture per sostenere questi investimenti sono ricavate prevalentemente da un diverso utilizzo del fondo per il Ponte sullo stretto di Messina: un'opera inutile che sottrae
sviluppo, diritti e futuro.
“Così come detto dalla nostra segretaria Elly Schlein – commenta Iacono - le aree interne d'Italia non sono periferie dimenticate, ma ‘sono il cuore vivo e spesso ignorato del nostro Paese’. Per questo ho sottoscritto la proposta di legge del mio Partito, che è in linea con le attività politiche che ho fin qui svolto nel mio ruolo”.
Iacono è infatti promotrice della costituzione dell’intergruppo parlamentare ‘Per il Diritto a Restare’ e prima firmataria della mozione per contrastare lo spopolamento delle aree interne del Paese e per promuoverne uno sviluppo equo e inclusivo.
"Il diritto a restare è una sfida nazionale. Non riguarda solo chi abita nei borghi, nelle aree interne e montane o nelle isole, ma l’idea di un’Italia più giusta, coesa e sostenibile. È un diritto di cittadinanza. Non vogliamo un’Italia a due velocità, ma un Paese che riconosca pari dignità e opportunità a tutte e a tutti. Sostenere questa legge significa dare un segnale di speranza e di futuro a intere comunità", conclude.
“Schifani e Meloni continuano a smantellare la sanità pubblica in Sicilia, accanendosi con i territori più fragili. La provincia di Enna, già duramente colpita da anni di depotenziamento dei servizi, rischia infatti un ulteriore e inaccettabile arretramento. Per chiedere conto di questi ulteriori tagli e per chiarire se verrà avallata una nuova riduzione di 76 posti letto nella rete ospedaliera ennese, ho depositato un’interrogazione parlamentare": è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
“La bozza della nuova rete ospedaliera regionale prevede un drastico ridimensionamento dei servizi in tutte le aree interne della Sicilia, e colpisce duramente i quattro presìdi della provincia di Enna: 23 posti letto in meno a Piazza Armerina, 30 a Leonforte, altri 23 all’Umberto I di Enna, con tagli che coinvolgono reparti cruciali come ostetricia, ginecologia, pediatria e ortopedia. Tutto ciò in un territorio già segnato da carenze croniche di personale sanitario, da concorsi deserti e da una mobilità passiva che supera il 35 per cento. È un attacco inaccettabile al diritto costituzionale alla salute e una vera e propria condanna per chi vive lontano dai grandi centri. In queste condizioni, non solo si nega l’assistenza ai cittadini, ma si accelera anche lo spopolamento delle aree interne", conclude.
“Il ponte più urgente da costruire è quello tra le persone che vivono nelle aree interne e il resto dei cittadini. Per questo servono risorse, infrastrutture e servizi per far sì che le zone interne del nostro Paese non siano solo luoghi da abbandonare. Il governo batta un colpo e dimostri che non esistono italiani di serie A e di serie B”. Lo dichiara il deputato Andrea Casu, vicepresidente Pd in Commissione Trasporti alla Camera, sulla proposta di legge a firma della segretaria Elly Schlein e del responsabile aree interne Marco Sarracino.
“I tagli del Governo Meloni – sottolinea Casu - stanno spaccando in due il paese e condannano le persone che vivono nelle aree interne. Serve un cambio di rotta immediato: per questo nella proposta di legge del Pd è previsto un piano immediato per potenziare il finanziamento delle strade provinciali e del trasporto pubblico locale”. “Il ponte che dobbiamo costruire con più urgenza è quello per garantire a tutti i cittadini il diritto, oggi negato, alla mobilità”, conclude Casu.
“Il disegno di legge Schlein per il rilancio delle aree interne finalmente mette al centro la grande questione della Pubblica Amministrazione, della sua modernizzazione e del suo rafforzamento. Anche in termini di personale. Sono anni che ci battiamo per un piano straordinario di assunzioni nel pubblico impiego per garantire servizi essenziali e welfare per i cittadini, a partire dalle aree più svantaggiate. Chiediamo che questa proposta venga subito discussa in Parlamento“.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Servono infrastrutture, servizi e persone. Servono risorse per non abbandonare le zone interne al loro destino. Per questo abbiamo presentato alla Camera una proposta di legge a firma della segretaria Schlein che impegna 6 miliardi di euro per combattere lo spopolamento e affermare il diritto a restare.
Se il Governo considera le aree interne un problema di cui liberarsi e chi ci vive un cittadino di serie B con meno diritti e servizi, noi invece vediamo questi territori come un'opportunità per il Paese, per la sua economia e per la tenuta sociale.
È una battaglia che vogliamo continuare a portare avanti insieme alle altre opposizioni perché significa costruire un’altra idea di paese e farsi carico di quel 58% del territorio italiano classificato come aree interne.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Al governo Meloni, che ha deciso di abbandonare le aree interne al proprio destino, bollando lo spopolamento come un fenomeno irreversibile, Il Partito Democratico risponde con una proposta di legge che va nella direzione opposta: le aree interne restano una risorsa e una opportunità di sviluppo sostenibile". Lo dichiara Emiliano Fossi, deputato e segretario Pd della Toscana, commentando la presentazione della proposta di legge di Elly Schlein che prevede un investimento strutturale di 6 miliardi di euro.
“Nel Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne (PSNAI) - sottolinea l'esponente dem - il governo ha sostituito la strategia con la rassegnazione, parlando apertamente di ‘accompagnamento’ delle comunità verso lo svuotamento. È una vera e propria eutanasia culturale: le risorse vengono spostate verso l’industria bellica e opere inutili, mentre scuole, sanità e trasporti locali crollano nell’indifferenza".
La proposta Pd, invece - conclude Fossi - mette al centro i servizi, il lavoro, la coesione territoriale. Parliamo di fiscalità di vantaggio, incentivi per imprese e professionisti, agevolazioni per l’acquisto della prima casa, bonus edilizi mirati, trasporto pubblico gratuito per gli studenti, investimenti sulla sanità e sulla scuola nelle aree interne. Continueremo a batterci per una visione diversa, solidale e lungimirante. Lo abbiamo fatto con la legge sulla Toscana diffusa in Regione e lo faremo con questa proposta in Parlamento".
“Dopo l’approvazione della pdl montagna, verso la quale abbiamo espresso un parere fortemente negativo, come gruppo abbiamo presentato un testo che riguarda le aree interne, riservandoci una ulteriore specifica sulla montagna. Perché è evidente ed è giusto far conoscere proposte concrete da noi pensate e avanzate che non fanno demagogia, ma pensano ad azioni capaci di dare risposte alle aree interne e a chi le abita. È tempo di smetterla con “provvedimenti proclama” che lasciano tutto come prima e non agiscono in favore della valorizzazione e e sviluppo delle aree interne. Per il Pd è una delle priorità da perseguire senza esitazione”. Lo dichiara il deputato del PD Gian Antonio Girelli, il quale aggiunge: “ il governo ha completamente abbandonato le aree interne del nostro paese, le aree montane che comunque sono una risorsa e una ricchezza. Queste aree completamente abbandonate dal governo rischiano un vero e proprio spopolamento con un conseguente impoverimento di tutta l’Italia. Per questo noi abbiamo previsto un investimento di 6 miliardi di euro affinché queste aree non vengano abbandonate. Ci auguriamo che il governo ascolti la nostra proposta”, conclude Girelli.
Schlein e Sarracino, ‘usiamo i soldi del Ponte per il futuro del Paese’
“Le aree interne dell’Italia non sono periferie dimenticate: sono il cuore vivo e spesso ignorato del nostro Paese. Sono terre ricche di bellezza, storia, saperi e relazioni. Ma sono anche luoghi feriti dalla disattenzione del governo, da tagli, da mancate risposte e dalla totale assenza di una strategia di crescita e sviluppo” così la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein annuncia la presentazione alla Camera della proposta di legge per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne per un investimento pari a 6 miliardi di euro.
“Con la nostra proposta di legge vogliamo rimettere al centro una visione alternativa che sia in grado di combattere lo spopolamento e affermare il diritto a restare. Troppe ragazze e ragazzi sono costretti ogni anno ad andarsene, a lasciare i luoghi in cui sono cresciuti perché lì non trovano possibilità di futuro. A loro vogliamo offrire un’alternativa concreta” prosegue il responsabile coesione, sud e aree interne del Pd, Marco Sarracino.
La proposta di legge - a cui ha lavorato anche il responsabile del dipartimento aree interne del Pd, Marco Niccolai - introduce misure strutturali per rivitalizzare questi territori: benefici fiscali per le imprese che investono nelle aree interne; agevolazioni per l’acquisto della prima casa e per favorire lo smart working; incentivi per il personale scolastico e sanitario per garantire servizi di qualità; un piano straordinario di investimenti pubblici per infrastrutture, mobilità e servizi essenziali. Le coperture per sostenere questi investimenti sono ricavate prevalentemente da un diverso utilizzo del fondo per il Ponte sullo stretto di Messina: “un’opera inutile che sottrae sviluppo, diritti e futuro”.
“La nostra proposta di legge non resterà chiusa nei cassetti del Parlamento - concludono Schlein e Sarracino - la porteremo in ogni regione, in ogni valle, in ogni borgo e ne chiediamo una rapida calendarizzazione. Perché crediamo che il rilancio delle aree interne sia una sfida nazionale, non locale: una battaglia per l’equità territoriale, ma anche per un’Italia più giusta, più coesa, più sostenibile”.
“Indipendentemente dall’esito dell’inchiesta giudiziaria che mi auguro possa chiudersi senza gravami per un’amministrazione che sempre ha mostrato rigore, la vicenda di Milano richiama all’urgenza di una riforma nazionale della legge urbanistica. Da anni si procede per modifiche parziali, minimali ed equivoci come quello di evocare un’astratta rigenerazione urbana. Torna invece la centralità dell'urbanistica come disciplina generale che fissa anche criteri di equità nella riorganizzazione dello spazio fisico delle città e delle aree interne. Occorre che tutte le forme di contratto tra pubblico e privato, che oggi rispondono ad approcci diversi nelle varie aree del Paese e spesso troppo sbilanciate verso l’interesse privato, vengano inscritte dentro cornici di maggiore equità con indirizzi e strumenti nazionali fissati in legge. Questo è un banco di prova fondamentale per una politica riformista seria su cui il Pd dovrebbe impegnarsi con maggiore attenzione. È questa la chiave per affrontare efficacemente il tema dell’emergenza abitativa, per la quale non basta chiedere e rivendicare fondi. Quel che manca non sono le risorse ma le norme per avere localizzazioni adeguate e sostenibili economicamente e ambientalmente. Affrontare da sinistra la complessità di uno dei temi da sempre più gravi del nostro Paese è mezzo programma di governo. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“I tagli annunciati alla Politica Agricola Comune sono un colpo durissimo per la Sicilia e per i territori a vocazione agricola come le province di Enna e Messina, dove il comparto primario riveste da sempre un ruolo significativo dal punto di vista economico ed occupazionale oltre che ambientale e sociale”: è quanto dichiara Maria Stefania Marino, deputata del Partito Democratico, commentando la proposta della Commissione Europea di ridurre del 20 per cento le risorse della PAC nel periodo 2028–2034.
“In un momento storico segnato da instabilità geopolitica, crisi climatica e difficoltà dei mercati, togliere fondi all’agricoltura, soprattutto nei territori marginali. è semplicemente irresponsabile. Nelle province di Enna e Messina ci sono filiere agricole e zootecniche che tengono insieme economia, lavoro, ambiente e presidio del territorio. Cereali, olive, frutta, ortaggi, carni e latticini di qualità, molti dei quali certificati Dop e Igp, sono il frutto di un’agricoltura che non solo produce cibo ma garantisce coesione e identità culturale”.
“La proposta avanzata dalla presidente Von der Leyen e dal commissario Fitto di trasformare la Pac in una semplice linea guida nazionale è un grave passo indietro, che cancella anni di programmazione europea a vantaggio di un’improvvisata ‘rinazionalizzazione mascherata’. Così facendo, si rischia di penalizzare ulteriormente territori spesso periferici e compromettere la continuità delle imprese più fragili”, prosegue la parlamentare Dem.
“Il Partito Democratico si opporrà con determinazione a questa deriva. La Pac non è un capitolo di spesa da ridurre, ma una leva strategica per la sostenibilità, la sovranità alimentare e lo sviluppo delle aree interne. La Commissione ascolti le realtà agricole e modifichi radicalmente questa impostazione. E al governo italiano chiediamo di far sentire la propria voce: il ministro Lollobrigida e il ministro Fitto dicano chiaramente da che parte stanno, e se hanno intenzione di difendere gli agricoltori italiani oppure compiacere le pulsioni sovraniste dei loro alleati”: conclude.
“Il numero delle interruzioni sulle linee ferroviarie e i minuti di percorrenza sono aumentati del 20% solo nel 2025. Il 'grande' piano di informazione di RFI si basa solo di comunicare ai passeggeri che gli orari dei treni nei mesi estivi saranno allungati: un'inefficienza conclamata senza alcuna incidenza sui costi dei biglietti e senza alcun indennizzo per gli utenti, puniti senza motivo e costretti, soprattutto per i trasporti sulle aree interne, ad optare per i trasferimenti su gomma. Evidentemente il ministro Salvini vuole fare un altro mestiere, forse andare al dicastero dell'Interno. Di sicuro ai Trasporti non è idoneo, né capace”. Lo dichiara il deputato Roberto Morassut in replica al ministro Salvini durante il Question Time alla Camera.
“Il problema dei cantieri – sottolinea l'esponente dem - era già noto all'inizio del mandato del governo ed è grazie al PNRR, che Salvini come segretario della Lega ha sempre contrastato, se oggi è possibile portarli avanti. Certo andavano programmati e coordinati per un efficiente servizio della rete ferroviaria. E invece con il ministro Salvini, tutto il sistema e le sue criticità non sono mai stati programmati”. “Vanno ringraziati i lavoratori del comparto ferroviario per la loro professionalità e gli utenti che devono, ogni giorno, subire i disagi di una disastrosa gestione del ministro dei Trasporti”, conclude Morassut.
“Serve un quadro normativo chiaro, moderno e coerente per un settore strategico per l’economia rurale, la cultura agricola e il benessere animale come quello dell’ippicoltura e delle attività equestri”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Stefano Vaccari, in merito alla loro proposta di legge “Disciplina dell’ippicoltura nonché disposizioni per la promozione delle attività equestri e il benessere degli equidi” che verrà presentata mercoledì prossimo 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.
“Il comparto equestre - aggiungono i deputati dem - nonostante la sua importanza storica e socioeconomica, è stato per troppo tempo lasciato in un limbo normativo e fiscale che ha penalizzato allevatori, operatori e territori. È arrivato il momento di riconoscere pienamente l’ippicoltura come attività agricola, con tutti i diritti e le agevolazioni del settore primario. La proposta di legge si pone, in questa direzione, obiettivi diversificati: dal riconoscimento dell’ippicoltura come attività agricola, con relativa estensione del regime fiscale e previdenziale agevolato, alla valorizzazione delle attività connesse, come la doma, l’addestramento, il turismo equestre e l’ippoterapia. Tra i punti centrali della proposta anche la pensione equina, ovvero la possibilità per le aziende agricole di ospitare cavalli a fine carriera in modo etico e sostenibile, e la regolamentazione delle professioni equestri, con particolare attenzione alla figura del maniscalco, oggi priva di un adeguato riconoscimento giuridico nonostante il suo ruolo essenziale per il benessere degli animali".
“La nostra proposta - concludono Simiani e Vaccari - prevede inoltre misure concrete per incentivare l’occupazione giovanile nel settore equestre, sostenere le imprese che investono in turismo rurale e attività terapeutiche con i cavalli, e valorizzare le tradizioni agricole legate al cavallo come parte del patrimonio culturale italiano. Il rilancio dell’ippicoltura non è solo una scelta economica, ma anche culturale e ambientale. Integrazione tra cavalli e agricoltura significa sviluppo sostenibile delle aree interne, tutela della biodiversità, promozione del benessere animale e nuove opportunità per i territori rurali”.