“Mentre oggi la destra boccia l’emendamento sul salario minimo, si infittiscono due misteri che hanno caratterizzato questa legislatura: il primo è quello della delega al governo sulla questione salariale. La maggioranza si era presa sei mesi di tempo per formulare una proposta, ne sono passati dieci e di quella proposta non vi è traccia. Poi c’è un altro un altro mistero: noi qui oggi parliamo del collegato al Lavoro ed anche questa volta non sappiamo che fine abbia fatto la ministra del Lavoro purtroppo assente. Noi qui parliamo di italiani che nonostante abbiano un lavoro tornano a casa e sono poveri. Oggi votando contro il salario minimo non si fa un torto al Pd o alle opposizioni, ma 4 milioni di lavoratrici e lavoratori”.
Così il deputato dem, Marco Sarracino, responsabile nazionale Coesione, Sud e aree interne del Pd, intervenendo in Aula.
Il governo continua a sottovalutare la carenza di risorse del fondo per il Trasporto Pubblico Locale. Il PD, con una interpellanza al governo dell’onorevole Casu, ha posto la necessità di potenziare con urgenza il fondo al quale servirebbero circa 1 miliardo e 700 milioni. Nelle condizioni attuali ad essere penalizzate sono soprattutto le aree interne che vedono la riduzione del kilometraggio e la soppressione conseguente di collegamenti indispensabili. L'8 novembre i sindacati unitariamente sciopereranno un'altra volta per chiedere al governo una netta inversione di tendenza. Per il PD il trasporto pubblico locale è fondamentale per la coesione e per garantire il diritto alla mobilità anche per chi vive nelle aree più marginali. Il governo non può fare finta di nulla perché siamo davanti ad una situazione davvero drammatica.
Così il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale coesione, sud e aree interne per il Partito Democratico.
Sarracino: Cassese riferisca subito al Parlamento
“Il comitato del Clep continua ad andare avanti come se nulla fosse nonostante le richieste venute dalle opposizioni. Alla luce di alcune anticipazioni di stampa abbastanza inquietanti sui criteri per la definizione dei Lep, riteniamo assolutamente urgente l’audizione del professor Cassese. Troviamo infatti incredibile il continuo accanimento nei confronti del sud e delle aree interne da parte della destra e per questo continueremo a batterci in difesa della coesione e dell’unità nazionale” così in una nota il responsabile nazionale mezzogiorno del Pd, il deputato Marco Sarracino.
No a criteri che discriminano e umiliano mezzogiorno e aree interne
I deputati democratici della commissione Affari costituzionali della Camera chiedono l’urgente audizione del presidente del Comitato per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, il prof. Sabino Cassese. “Le prime indiscrezioni delle modalità di calcolo dei Lep - su cui il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare a Meloni, Calderoli e Giorgetti – destano grande preoccupazione perché sarebbero determinate in base alle caratteristiche dei diversi territori, clima, costo della vita e agli aspetti sociodemografici della popolazione residente. Una logica che mortifica interi territori, prevalentemente le aree del mezzogiorno e quelle interne, e genera gravi discriminazioni a livello nazionale” sottolineano Simona Bonafè, Matteo Mauri, Federico Fornaro, Gianni Cuperlo. La richiesta di audizioni avviene alla vigilia della riunione del Clep che dovrebbe approvare un fondamentale documento propedeutico alla determinazione dei fabbisogni e quindi dei diritti in ottica autonomia differenziata.
"Le aree interne e montane sono fondamentali per il nostro Paese, ma vengono ignorate dalle politiche del governo Meloni". Lo ha detto il deputato del Pd, Stefano Graziano, a margine della festa regionale dell’unità del pd calabrese a Taverna.
“L’autonomia differenziata non farà che aumentare le disuguaglianze, riducendo servizi essenziali come trasporti, sanità e istruzione, con conseguenze particolarmente pesanti per il Mezzogiorno. Le difficoltà che già esistono in queste aree non faranno che peggiorare".
"La maggioranza - ha proseguito Graziano - è divisa su questo tema: mentre alcuni esponenti della destra esprimono dubbi, in Parlamento votano compatti per proteggere equilibri di potere interni, ignorando le reali esigenze del Paese. Dobbiamo opporci con fermezza a queste politiche, che rischiano di compromettere il futuro e lo sviluppo di intere zone dell’Italia.
“Bisognerebbe creare una zona economica speciale delle aree interne, una Zesi, in modo da attrarre i giovani, e spronarli a restare a lavorare nelle loro terre d’origine, anche in smart working, con possibilmente una tassazione flat al 20%. Altrimenti il rischio di spopolamento nelle aree interne è totale. Accanto e di pari passo con la Zesi serve un grande piano infrastrutturale digitale per le aree interne, per permettere appunto il lavoro agile a colore che vogliono rimanere nelle loro terre. Ci auguriamo che il Governo Meloni ascolti le nostre proposte per il bene del Paese”.
"Siamo vicini alla comunità di Saviano dove questa mattina una palazzina è crollata a causa di una forte esplosione. Un grazie ai soccorritori che stanno incessantemente lavorando nella ricerca delle persone rimaste purtroppo sotto le macerie”. Lo scrive sui social il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale alla coesione, al sud e alle aree interne per il Partito Democratico.
Il gruppo del partito democratico della Camera ha presentato una interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per gli Affari Regionali e l'autonomia e al Ministro dell' Economia per sapere se sono veritiere le notizie riportate dalla stampa riguardo la volontà della commissione presieduta dal professor Cassese di determinare che i fabbisogni standard per finanziare i livelli essenziali delle prestazioni, verranno calcolati in base alle caratteristiche dei diversi territori, clima, costo della vita e agli aspetti sociodemografici della popolazione residente. In tal caso vi sarebbero effetti mortificanti per i territori più deboli del Paese, non solo del Mezzogiorno e delle aree interne, riproducendo la logica secessionista che dove c’è maggiore ricchezza ci siano anche migliori servizi. Alla luce di queste considerazioni il Pd ha chiesto che il professor Cassese sia ascoltato urgentemente alla Camera, prima della riunione del Clep prevista per il 25 settembre in cui dovrebbe essere approvato un fondamentale documento propedeutico alla determinazione dei fabbisogni e quindi dei diritti in ottica autonomia differenziata.
L’interrogazione promossa dal responsabile mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino, e dalla capogruppo dem La camera, Chiara Braga, è formata dalle deputate e deputati Berruto, Carè, Ciani, Cuperlo, Curti, Di Biase, Ferrari, Forattini, Furfaro, Ghio, Girelli, Gnassi, Graziano, Gribaudo, Guerini, Iacono, Lacarra, Laus, Madia, Mauri, Pagano, Porta
Prestipino, Quartapelle, Roggiani, Romeo, Rossi, Scarpa, Scotto, Serracchiani, Simiani, Stumpo, Tabacci.
Sarà presentato ufficialmente domani, mercoledì 31 luglio alle ore 14:30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, l’Intergruppo parlamentare per il Diritto a Restare, nato da un’iniziativa della deputata del Pd Giovanna Iacono.
L’intergruppo prende vita da una proposta nata dopo la realizzazione del Festival "Questa è la mia terra e io la difendo", organizzato a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, dall’associazione Centro Studi Giuseppe Gatì e giunto, quest’anno, alla sua seconda edizione.
Il Festival, volto a celebrare le opportunità del sud Italia, ha messo in evidenza la necessità di un’azione istituzionale per contrastare una forzata e diffusa emigrazione - specie delle fasce più giovani - che sta interessando il Mezzogiorno e altre aree del Paese. È in questo contesto che l’Intergruppo per il Diritto a Restare proporrà azioni concrete volte a contrastare lo spopolamento delle regioni meridionali e di tutte quelle aree del Paese interessate da una forte migrazione in uscita.
Tra le principali aree di intervento figurano:
● Sviluppo Economico: incentivi per le imprese locali e promozione di nuove attività imprenditoriali;
● Infrastrutture sociali: creazione di nuovi servizi e infrastrutture sociali e/o il miglioramento di quelli esistenti;
● Mobilità e accessibilità: miglioramento delle infrastrutture esistenti e sviluppo di nuove reti;
● Cultura e Turismo: valorizzazione del patrimonio culturale e naturale del territorio;
● Istruzione e Formazione: potenziamento delle strutture e delle reti scolastiche e universitarie.
La presentazione dell’Intergruppo vedrà la partecipazione dei rappresentanti istituzionali promotori dell’iniziativa e dell’associazione “Centro Studi Giuseppe Gatì”.
L’On. Giovanna Iacono, promotrice dell’iniziativa, illustrerà - insieme agli altri deputati e senatori che hanno aderito - le linee guida e gli obiettivi dell’intergruppo, sottolineando l’importanza di un impegno comune al fine di frenare il fenomeno della “fuga” dal Sud e dalle diverse aree del territorio nazionale, tra cui le “aree interne e montane”.
Per ulteriori informazioni e per accreditarsi all'evento, si prega di contattare l'Ufficio Stampa Intergruppo per il diritto a restare all'indirizzo email:questaelamiaterrafestival@gmail.com o al numero +39 327 98 13 905.
“L’iscrizione della via Appia nella lista del patrimonio dell’umanità dell’Unesco è una grande notizia per l’Italia. Un progetto di significativo valore culturale, rigoroso sul piano scientifico e con grandi potenzialità per il rilancio turistico delle aree interne del Sud Italia. Un progetto nato su impulso di un grande viaggiatore italiano, Paolo Rumiz, accolto e realizzato sotto la guida del ministro Franceschini che ci ha creduto e che lo ha reso vincente grazie all’eccellenza degli uffici tecnici del Ministero della cultura” così i deputati democratici della commissione cultura della Camera commentano l’ingresso de la 'Via APPIA. Regina Viarum' nella lista del Patrimonio Mondiale.
“Oggi una direzione molto ricca del Partito Democratico: oltre al salario minimo e l’autonomia differenziata bene mettere al centro la ripartenza dalle aree interne, per garantire servizi a tutti cittadini come ci ricorda la Costituzione, perché anche da qui riparte un’attenzione alla democrazia e un'organizzazione del nostro partito. Questo punto per me è molto importante, perché considero fondamentale, per contrapporci a chi parla di premierato e autonomia differenziata, costruire una partecipazione democratica che consenta alle persone di essere più consapevoli: ecco perché serve una riforma dell’articolo 49 della Costituzione sul finanziamento pubblico ai partiti e una riorganizzazione di questi. Deve essere chiaro che il congresso c’è stato e il voto europeo ci conferma che questo anno di lavoro deve essere tradotto in tutti i territori, anche nelle aree interne del nostro Paese” dichiara Chiara Gribaudo, vice presidente del Partito Democratico dopo la direzione nazionale di questa mattina.
“I dati dell’astensionismo ci consegnano la necessità di tornare con forza, come ha detto la Segretaria Schlein, dalle persone per ascoltarle, coinvolgerle, per essere nei luoghi dei conflitto e del disagio che cresce ovunque nel Paese, nonostante le narrazioni di Telemeloni. L’alternativa si sta costruendo e il PD si conferma il perno di questa costruzione testardamente unitaria ma senza veti da parte di nessuno. Andiamo avanti con lo spirito di questa campagna elettorale e di questa direzione nazionale” conclude la vice presidente Chiara Gribaudo.
“Oggi una direzione molto ricca del Partito Democratico: oltre al salario minimo e l’autonomia differenziata bene mettere al centro la ripartenza dalle aree interne, per garantire servizi a tutti cittadini come ci ricorda la Costituzione, perché anche da qui riparte un’attenzione alla democrazia e un'organizzazione del nostro partito. Questo punto per me è molto importante, perché considero fondamentale, per contrapporci a chi parla di premierato e autonomia differenziata, costruire una partecipazione democratica che consenta alle persone di essere più consapevoli: ecco perché serve una riforma dell’articolo 49 della Costituzione sul finanziamento pubblico ai partiti e una riorganizzazione di questi. Deve essere chiaro che il congresso c’è stato e il voto europeo ci conferma che questo anno di lavoro deve essere tradotto in tutti i territori, anche nelle aree interne del nostro Paese” dichiara Chiara Gribaudo, vice presidente del Partito Democratico dopo la direzione nazionale di questa mattina.
“I dati dell’astensionismo ci consegnano la necessità di tornare con forza, come ha detto la Segretaria Schlein, dalle persone per ascoltarle, coinvolgerle, per essere nei luoghi dei conflitto e del disagio che cresce ovunque nel Paese, nonostante le narrazioni di Telemeloni. L’alternativa si sta costruendo e il PD si conferma il perno di questa costruzione testardamente unitaria ma senza veti da parte di nessuno. Andiamo avanti con lo spirito di questa campagna elettorale e di questa direzione nazionale” conclude la vice presidente Chiara Gribaudo.
“Alle prime ore di questa mattina, con l’approvazione dell’autonomia differenziata, si è consumato l’ennesimo scempio nei confronti del Meridione, da parte di una destra che ci ha costretti ad una ‘seduta fiume’ infliggendo uno sfregio alla democrazia e alle opposizioni. Il concetto stesso di autonomia differenziata viola innumerevoli articoli della nostra Costituzione, oltre che gli irrinunciabili principi di sussidiarietà, perequazione, solidarietà tra regioni e unità nazionale. In verità, anche se non siamo d’accordo su nessuno dei postulati che secondo la maggioranza giustificherebbero la riforma, avrebbero potuto celare meglio il loro anti-meridionalismo e tentare un approccio più corretto, anche se la riforma è praticamente da scartare per intero e, formulata in questo modo, non fa che distruggere le regioni più deboli, principalmente al Sud”. Lo dichiara in una nota la deputata dem Maria Stefania Marino.
“Il Meridione – ha concluso Marino - ha già subito abbastanza a causa delle politiche scellerate del governo Meloni. Più volte si è parlato di secessione dei ricchi, di abbandono del Mezzogiorno, di disomogeneità nei servizi già esistenti e aggravati da questa riforma. Ma questa maggioranza è sorda e non dice cosa succederà alle aree interne del Centro e del Nord, che non saranno di certo agevolate. Tuttavia, quanto da noi anticipato è evidente: questo governo ha la chiara intenzione di fregarsene delle differenze tra le regioni e del fatto che molte di esse rischiano di rimanere irrimediabilmente indietro a favore di pochissime altre”.
Il governo Meloni sta letteralmente distruggendo l’Italia. Nell’ultima legge di bilancio sono previsti tagli importanti a Comuni e Province per 250 milioni di euro peraltro con un criterio paradossale: se sei stato bravo a far partire i cantieri del PNRR ti tolgono soldi per la spesa corrente degli Enti Territoriali. Con l’autonomia differenziata si sta spaccando l’Italia creando enormi divisioni e cristallizzando i divari fra il Nord e il Sud. Di fatto vengono abbandonate il Mezzogiorno e le Aree interne d’Italia: la parte più fragile del paese. I ministri per tutta risposta invece di occuparsi dei problemi del Paese litigano fra di loro per questa o quella poltrona, per chi vincerà alle europee”. Così una nota dei deputati Pd della commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano, Cladio Mancini, Maria Cecilia Guerra, Silvio Lai, Silvia Roggiani.
La Sicilia vive sulla sua pelle il grande imbroglio del progetto ponte sullo stretto. Un progetto vecchio, costoso e dannoso che vede la contrarietà non solo delle associazioni ambientaliste, ma della stragrande maggioranza dei cittadini. È la risposta sbagliata a problemi strutturali che avrebbero richiesto altri interventi: investimenti su infrastrutture per collegare la Sicilia, le aree urbane e quelle interne, non certo la demagogia e l’arroganza della destra, che non dà alcuna risposta a nessuno dei temi che riguardano questa Regione, dalle ferrovie alla rete idrica. Non si governa un paese con promesse mirabolanti ma cambiando sul serio la vita delle persone, dai trasporti alla sanità, dalla casa al lavoro, alla scuola.
Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, durante un’iniziativa a Messina per la campagna elettorale per le Europee a sostegno dei candidati del Pd Antonio Nicita e Maria Flavia Timbro.