Manzi e Sarracino, da Mic gestione opaca, nomina consigliera grandi eventi è stata formalizzata?
La capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi, e il responsabile nazionale Sud del Pd, Marco Sarracino, hanno presentato un’interrogazione parlamentare alla presidente del consiglio Meloni e al ministro della cultura Sangiuliano per sapere se la notizia della nomina della consigliera del ministro della Cultura per i grandi eventi, riportata dagli organi di stampa, sia stata formalizzata o se si è davanti ad una gestione opaca degli incarichi fiduciari del Ministro che rischiano di danneggiare l’immagine del Paese rispetto ad un settore quale quello della cultura di grande rilevanza strategica per l’Italia.
Ecco il testo dell’interrogazione.
Interrogazione a risposta in Commissione al Presidente del Consiglio e al Ministro dei beni Culturali
Per sapere
Premesso che:
- Attraverso i canali social la Presidente della Fashion Week Milano Moda, Maria Rosaria Boccia ha comunicato nei giorni scorsi di essere stata nominata consigliere del Ministro per i Grandi Eventi;
- Dal Ministero dopo che la notizia è apparsa anche sugli organi di informazione hanno reso noto che si tratta di una informazione destituita di fondamento in quanto si riporta testualmente: “la signora Maria Rosaria Boccia non è mai stata nominata Consigliere del Ministro per i "Grandi Eventi";
- Si è trattata di una pessima figura per il Ministro purtroppo non nuovo ad episodi del genere;
- Preoccupa la superficialità con cui persino incarichi di natura fiduciaria vengono gestiti dall’attuale Ministro esponendo l’immagine del Paese a pessime
figure anche sul piano internazionale.
Si chiede di sapere se la nomina riportata in premessa sia stata formalizzata o, in caso contrario cosa sia accaduto dal momento che ne appare una gestione opaca degli incarichi fiduciari del Ministro che rischiano di danneggiare l’immagine del Paese rispetto ad un settore quale quello della cultura di grande rilevanza strategica per l’Italia.
Presentata interrogazione da Marco Simiani e Ylenia Zambito, parlamentari Pd
“Garantire il completamento della ristrutturazione del Campanile della Basilica Romanica di San Piero a Grado di Pisa”: è quanto chiedono i parlamentari del Partito Democratico Marco Simiani ed Ylenia Zambito che hanno presentato, rispettivamente alla Camera dei Deputati ed al Senato, due interrogazioni similari.
“La chiesa distrutta dai bombardamenti nazisti è stata infatti ricostruita mentre per il campanile mancano le risorse. Il sindaco Conti, nonostante le promesse, non si è ancora attivato per reperire i finanziamenti necessari e sebbene la Lega, il suo partito, sia al governo e lo sia stato quasi per 5 degli ultimi 7 anni: il dicastero dei Beni culturali ha infatti reso noto che non sono mai pervenute richieste relative al finanziamento per la ricostruzione del Campanile. Ci appelliamo quindi al Ministro Sangiuliano affinché intervenga ed assicuri il restauro di un simbolo della città e patrimonio artistico, storico e culturale del territorio".
La presidenza della Camera si attivi per tutelare la nostra collega Irene Manzi a cui va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Il sottosegretario Sgarbi non è nuovo a insulti e volgarità rivolti alle donne e ha scelto da diversi giorni di utilizzare i giornali per minacciare e offendere l'onorevole Manzi, rea a suo avviso insieme a molti altri deputati di averne chiesto la rimozione dal suo incarico, perché inadeguato a ricoprire quel ruolo al Ministero dei beni culturali. Il sottosegretario Sgarbi, infatti, risulta ufficialmente indagato per riciclaggio di opere d'arte. Lui che dovrebbe tutelare, per sua delega, il patrimonio culturale del nostro paese. Di fronte a questo scempio, anziché attendere l’esito delle indagini, prende la parola sui giornali perché in Parlamento gli è stato impedito di entrare da parte del suo stesso Ministero, per denigrare la collega Manzi, così come sta facendo con altre colleghe come Elisabetta Piccolotti a cui va la stessa nostra solidarietà.
Guarda caso due donne non degli uomini, scocciato dal fatto che una donna si sia permessa di sbugiardarlo in Aula e ne abbia chiesto le dimissioni perché è inadeguato. Chi ricopre incarichi pubblici deve rispettare le istituzioni. La Costituzione chiede disciplina e onore, quelle che evidentemente Sgarbi ha abbandonato da tempo.
Chiediamo quindi insieme alle altre opposizioni con una mozione che finalmente verrà messa ai voti la prossima settimana che il ministro Sangiuliano rimuova dall’incarico il suo sottosegretario. La misera cultura maschilista che rappresenta Sgarbi non deve trovare mai cittadinanza nelle istituzioni. Per questo noi continueremo a contrastarla e ci aspettiamo che lo faccia con la stessa forza anche quella donna che oggi guida il governo di cui continua a far parte questo sottosegretario.
Così la capogruppo del PD alla Camera Chiara Braga, intervenendo in Aula.
Cosa aspettano Meloni e Sangiuliano a farlo dimettere?
“Da Sgarbi toni volgari e minacciosi che imbarazzano anche governo e
maggioranza che gli vietano di fare ingresso in parlamento. Cosa aspettano Meloni e Sangiuliano a rimuovere Sgarbi dai suoi incarichi?“ lo chiede la deputata democratica, Irene Manzi, insultata ieri da Sgarbi per aver depositato, insieme ai deputati del Pd, del M5s e di Avs, una mozione che chiede al Governo di revocare la nomina di Vittorio Sgarbi a Sottosegretario di Stato.
Ecco il testo della replica della capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi a Il Giornale:
“Gentile Direttore,
spiace dover tediare i lettori ma
l’articolo pubblicato ieri a firma del sottosegretario Sgarbi mi chiama direttamente in causa. Il tono volgare, per non dire velatamente minaccioso di Sgarbi, nasce dal fatto che ho depositato insieme ai deputati del Pd, del M5s e di Avs una mozione che chiede al Governo di revocare la sua nomina a Sottosegretario. Non si tratta di un “atto scritto sotto dettatura”, come viene sintetizzato sulle vostre pagine, ma della constatazione che il sottosegretario è al centro di diversi procedimenti che rendono imbarazzante la sua permanenza al governo.
Avrei discusso volentieri con lui in Parlamento, ma non è stato possibile: gli imbarazzi nel governo - quelli di Meloni e Sangiuliano - non permettono più al sottosegretario di fare ingresso nelle aule parlamentari. E infatti Sgarbi non era presente al dibattito alla Camera! Così come è lui stesso a ricordare che non viene più ricevuto e che non ha contatti con Sangiuliano da quando il Mic ha trasmesso all’Agcm gli atti per sue presunte violazioni della legge sul conflitto d’interesse. Non la sottoscritta, non il Pd, non Il Fatto quotidiano, non Report, ma il Capo di gabinetto del ministero! Per non parlare delle forti pressioni che il sottosegretario sta ricevendo da quando è stata comunicata dalla Procura di Macerata - non dai giornali! - la sua iscrizione nel registro degli indagati per autoriciclaggio di beni culturali. E da quando i Carabinieri del Comando di Tutela del beni culturali - non i giornali! - che dipendono dal Ministero della Cultura, gli hanno sequestrato il dipinto al centro dell’inchiesta che lo vede indagato. Un dipinto che – se l’indagine sarà confermata – è stato rubato, deturpato, tagliato, modificato. A tal riguardo, nella mozione ricordiamo che Sangiuliano ha attribuito a Sgarbi, tra le altre, le “funzioni di sicurezza del patrimonio culturale”. Non spetta a noi deputati emettere sentenze, è però di tutta evidenza il valore politico di questo caso. Ed è per questo che, in piena libertà e nel rispetto dei regolamenti parlamentari, abbiamo presentato la mozione di sfiducia. Invece di prendersela con me e con il Parlamento, Sgarbi dovrebbe riflettere sul perché la sua maggioranza no
“Gli hanno perquisito casa, sequestrato materiale, iscritto lui stesso nel registro degli indagati e ha ancora il coraggio di offendere. Sgarbi oggi prende di mira Irene Manzi, a cui va la mia solidarietà, con una lunga sequela di insulti di chiara impronta sessista perché non accetta le critiche ad un comportamento inaccettabile. Il Ministro Sangiuliano prenda atto di avere un problema ai Beni Culturali e lo rimuova”. Così in una nota Valentina Ghio, vicecapogruppo del Pd alla Camera.
"Oggi nell’aula della Camera assistiamo all’ennesima mossa securitaria di questa maggioranza con misure che possiamo definire ad personam - vecchio vizio della destra italiana - e che non fanno altro che restringere la libertà di dissenso e manifestazione. Una legge che tutela il patrimonio culturale esiste già, voluta dai ministri Orlando e Franceschini: inasprire le pene con sanzioni penali e amministrative è solo una bandierina repressiva.
Dopo i ragazzi dei rave party, le Ong che salvano vite umane in mare questa volta, nel mirino delle destre, ci sono le ragazze e i ragazzi di Ultima Generazione, accusati di “violenza” per i blocchi stradali e di danneggiare i beni culturali quando, in realtà, nessun monumento è stato oggetto di danni permanenti.
La verità è che non tollerano il dissenso e ricorrono alle leggi penali per reprimerlo.
I danni veri al patrimonio culturale dell’Italia li fanno i tagli apportati da questo governo. O il sottosegretario Sgarbi indagato per riciclaggio dei beni culturali che lede, lui sì, la reputazione dell’Italia.
Quando, anni fa, con il sostegno della Lega, i pastori sardi bloccavano le strade contro le quote latte, e quando poi i cosiddetti “forconi” bloccavano i caselli autostradali (e potremmo continuare a lungo), nessuno pensò di reprimere il dissenso inasprendo le pene con provvedimenti ad hoc. A queste destre va ricordato che non c’è democrazia senza libertà di manifestare e disobbedienza civile non violenta". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Mantenere deleghe a Sgarbi sfregio a tutela e sicurezza patrimonio culturale
“Il silenzio del ministro Sangiuliano, che non ha proferito parola nel corso del dibattito su un provvedimento che porta la sua firma, è la conferma che la sua presenza in aula alla Camera era dovuta solo a coprire gli imbarazzi sul caso Sgarbi dal momento che il sottosegretario ancora detiene la delega al sicurezza del patrimonio culturale italiano. Siamo davanti a una situazione surreale che sta compromettendo la reputazione italiana nella tutela e salvaguardia dei beni culturali. Sangiuliano prenda coraggio e batta un colpo con la presidente Meloni, la permanenza di Sgarbi al Collegio Romano è uno sfregio all’onorabilità internazionale del nostro paese e del suo patrimonio culturale”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi.
Dibattito surreale, Sgarbi ha ancora la delega alla sicurezza del patrimonio culturale
“La delega alla sicurezza del patrimonio culturale è ancora attribuita al sottosegretario Sgarbi e oggi il ministro Sangiuliano si presenta alla Camera per coprire l’imbarazzo di dover discutere di un provvedimento che inasprisce i reati al patrimonio, proprio mentre il suo sottosegretario delegato è indagato con accuse pesantissime sulle stesse tematiche. Siamo davanti a una situazione surreale: con quale credibilità il governo pensa di tutelare i beni culturali, quando non è neanche in grado di fare chiarezza sulla condotta del sottosegretario che dovrebbe occuparsene?”. Così il deputato democratico Andrea Casu che è intervenuto in apertura dei lavori alla Camera dove si discute proprio di inasprimento delle pene per i reati contro i beni culturali e paesaggistici.
“Basta tentennamenti, Meloni e Sangiuliano smettano di proteggere Sbarbi”. È duro il commento della capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, alla nota della procura di Macerata che conferma che il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi è indagato per il reato di autoriciclaggio di beni culturali di cui all'articolo 518-septies del codice penale.
“Sono accuse
molto gravi che, se confermate, si sommano a una situazione già compromettente per un responsabile delle istituzioni. Meloni e Sangiuliano smettano di tentennare, le indagini avranno il loro corso ma è indubbio che siamo davanti a un caso politico e sono troppo fresche le ferite subite dal patrimonio artistico e bibliotecario italiano per colpa della mala gestione”.
Da oggi lunedì 8 gennaio Mattia Morandi è il nuovo capo ufficio stampa e comunicazione del Gruppo del Pd alla Camera dei Deputati. Morandi giornalista, già in forze nello stesso ufficio dal 2005 al 2013, ha svolto analoga funzione presso la Vicepresidenza della Camera, il Ministero dei Rapporti con il Parlamento e il Ministero dei Beni Culturali.
Dichiarazione di Luciano D’Alfonso deputato del Pd
La revisione del Pnrr proposta dal governo Meloni all’Unione Europea è esiziale per l’Abruzzo, poiché toglie al territorio 555,4 milioni di euro, annullando ben 1.861 progetti. In realtà la cifra complessiva ammonta a 629 milioni, in quanto diversi enti hanno cofinanziato le opere con risorse proprie o di altra provenienza.” Così in una nota i parlamentare abruzzese del Pd Luciano D’Alfonso. “Va ricordato – ha aggiunto l’esponente dem- che l’ambito regionale ha già subìto un devastante taglio dei fondi PNRR per il raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara, cui il governo ha tolto 1 miliardo 465 milioni tra giugno e luglio scorsi.”
Le misure definanziate – precisa D’Alfonso- riguardano la messa in sicurezza del territorio, il miglioramento dell’illuminazione pubblica e l’efficientamento energetico degli edifici (1.723 progetti per un valore totale di circa 392 milioni); la riqualificazione del contesto sociale e ambientale delle città (69 progetti per 165 milioni); il miglioramento i servizi nelle aree interne (55 progetti per 39,4 milioni); la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie (13 progetti per 8,5 milioni).” DìAlfonso inoltre sottolinea che “a livello provinciale - spiega il sito Openpolis - è Chieti il territorio in cui rischiano di saltare i progetti con l’importo totale più consistente (218,1 milioni). Seguono le province di Teramo (192,2), L’Aquila (158,7) e Pescara (114,4). A livello comunale sono le città capoluogo ad essere più penalizzate. Al primo posto troviamo Teramo con 10 progetti a rischio, per un valore complessivo di circa 33, milioni di cui 24,8 provenienti dal Pnrr. Seguono Pescara (27 progetti per 28 milioni quasi interamente Pnrr) e Chieti (12 progetti per 20,6 milioni, anche in questo caso quasi totalmente provenienti dal piano). L’Aquila vedrebbe un taglio di 5 progetti, per importi totali pari a 20,1 milioni di euro, ma di cui solo 340mila di provenienza Pnrr. Ci sono poi altri 5 Comuni – continua DìAlfonso- che hanno progetti a rischio per un valore complessivo superiore ai 10 milioni. Si tratta di Montesilvano (25 progetti per 15,7 milioni), Martinsicuro (12 progetti per 14 milioni), Roseto (9 progetti per 12,9 milioni), Avezzano (17 progetti per 12,3 milioni) e San Salvo (10 progetti per 10,5 milioni). Altri 231 Comuni hanno progetti a rischio per un importo superiore al milione di euro.” D’Alfono elenca inoltre alcuni “tagli eclatanti”: a Teramo rischiano di saltare i progetti finalizzati al recupero del teatro romano (11,6 milioni) e per il teatro comunale (11,7 milioni); a L’Aquila potrebbero svanire gli interventi di riqualificazione del campo da rugby di Centi Colella (170mila euro); a Pescara sarebbero annullati la riqualificazione del lungofiume nord e sud (4 milioni), del lungomare (2 milioni) e di corso Umberto e piazza Sacro Cuore (1,5 milioni); a Chieti andrebbero in fumo il recupero di palazzo Massangioli e del cinema Eden (4,3 milioni), la rifunzionalizzazione delle ex scuole Nolli e di piazza De Lauretis (3,3 milioni) e la riqualificazione del Supercinema (750mila euro). Fra le altre opere di notevole impatto troviamo poi un intervento da 4,1 milioni di euro a San Giovanni Teatino per la realizzazione del secondo lotto di un polo per l’infanzia. Un progetto da 3,7 milioni invece era previsto a Guardiagrele e prevedeva lavori di consolidamento e mitigazione del rischio idrogeologico in diverse frazioni. Per quanto riguarda la misura legata alla valorizzazione delle aree interne, salterebbero due progetti del valore totale rispettivamente di 3 e 2,5 milioni di euro. Il primo, nel comune di Lanciano, riguarda il recupero dell’ex calcificio Torrieri per la creazione di una struttura destinata a servizi socio-culturali. L’altro progetto a rischio definanziamento invece si trova a Vasto e consiste in un intervento di ristrutturazione dell’edificio sede del Comune. Di fronte a queste cifre che sono numeri veri v– conclude D’Alfonso diventa palese l’incapacità dimostrata dal governo nel gestire il fiume di risorse che l’Ue ha destinato all’Italia. Il centrodestra- conclude D’Alfonso- non ha una classe dirigente all’altezza e lo sta dimostrando ogni giorno. In Abruzzo, Marsilio e soci non sono riusciti ad aprire un solo cantiere , ma stanno persino facendo affondare l’aeroporto e la linea ferroviaria Roma-Pescara. Quanti danni dovremo patire prima che questi campioni della distrazione vadano a casa?”
Dichiarazione on. Fabio Porta, deputato Pd eletto nella circoscrizione Sudamerica
Si è aperta oggi l’undicesima Conferenza Italia-America Latina, promossa dal governo italiano e organizzata dall’IILA (Istituto Italo-latinoamericano), principale strumento di politica estera italiana verso la regione.
L’On. Fabio Porta, che ha rappresentato la Commissione Affari Esteri nella sessione di apertura alla Farnesina, ha ricordato “che nella diciassettesima legislatura approvammo in Parlamento una norma per rendere permanente questo importante strumento di cooperazione internazionale e politica estera dell’Italia verso un continente che storicamente rappresenta una proiezione dell’Italia dall’altra sponda dell’atlantico e che può contribuire a rafforzare le naturali complementarietà economiche e culturali tra il nostro Paese e la regione al mondo dove vive il maggior numero di italo-discendenti.”
“Per questi motivi – aggiunge il parlamentare eletto proprio in Sudamerica – salutiamo con favore questa undicesima Conferenza e diamo il benvenuto alle autorevoli delegazioni giunte a Roma per l’occasione; devo purtroppo registrare – senza spirito polemico ma costruttivo e con il pensiero alla prossima Conferenza – che per la prima volta alla Conferenza non partecipa il nostro Ministro degli Affari Esteri come nemmeno un capo di Stato o di governo dei Paesi latino-americani”
“Comprendiamo benissimo – conclude il deputato del PD – la drammatica e particolarissima congiuntura politica internazionale ma se vogliamo davvero investire sul ruolo strategico dell’Italia in una regione del mondo a noi così cara e sempre più importante nello scacchiere globale dobbiamo dare alla Conferenza l’autorevolezza, la dimensione e la visibilità che merita lo storico rapporto dell’Italia con i Paesi dell’America Latina”.
“Ho scritto al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, una lettera in cui ribadisco, dopo aver già presentato tre mesi fa un’interrogazione urgente, la necessità di sospendere i lavori del tunnel della Circumvesuviana nel comune di Castellammare di Stabia che comprometterebbe in maniera definitiva l’integrità del Parco Archeologico di Stabiae. Uno dei beni culturali più rilevanti della Regione Campania e che si iscrive pienamente nel circuito archeologico di Ercolano e Pompei. Oggi, con sentenza del Tar Campania Quinta sezione è stato annullato il decreto di occupazione di suolo da parte di Eav. Veniamo a sapere dalle carte che tutta la procedura è carica di illegittimità. Tra i ricorrenti al Tar c’è lo stesso ministero della Cultura: serve dunque un segnale definitivo che blocchi quell’opera, ascoltando i tanti cittadini che chiedono di salvaguardare un’area culturale importantissima per l’intero Paese”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Occorre un intervento straordinario per verificare la stabilità degli edifici di Siena ed in particolare del centro storico, patrimonio Unesco dell’Umanità: è necessario appurare che il terremoto dei giorni scorsi e le continue scosse causate dallo sciame sismico non lascino criticità agli immobili pubblici e privati. Le istituzioni locali si stanno già adoperando per monitorare eventuali danni: scuole, musei e luoghi pubblici sono stati chiusi per precauzione ma è evidente che il governo debba dare un supporto immediato in termini di risorse umane, finanziarie e logistiche per garantire la ripresa in sicurezza delle attività quotidiane”: è quanto dichiarano in una nota congiunta i parlamentari del Partito Democratico Marco Simiani e Silvio Franceschelli. Marco Simiani ha inoltre annunciato che sulla vicenda depositerà domani, lunedì 13 febbraio, a Montecitorio una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture ed al Ministro dei Beni culturali.
“Il ministero dei Beni e delle attività culturali ha riconosciuto la necessità di fare chiarezza su cosa sta accadendo nell’ambito dei lavori del Comitato Puccini e, soprattutto, su come verranno spesi i fondi. Le nostre preoccupazioni erano fondate. Sebbene abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che i fondi stanziati per il 2022 non andranno persi e non sono a rischio, ci aspettiamo quanto prima che il ministero, tramite il proprio rappresentante nel comitato, intervenga per risolvere ogni problema e per consentire che le iniziative per celebrare il centenario della morte del maestro Giacomo Puccini vadano a buon fine. Ci aspettiamo di essere aggiornati”.
Così in una nota i deputati del Pd, Marco Simiani e Irene Manzi.