Berruto (Pd): Proteggere gli atleti e garantire accesso allo sport
Sono 684 gli sportivi uccisi in Palestina dall’ottobre 2023. Tra loro 178 ragazzi tra i 6 e i 20 anni. Distrutti circa 290 impianti sportivi tra Gaza e Cisgiordania, tra stadi, campi da calcio, palestre e sedi di club impedendo qualsiasi pratica sportiva..
È il quadro tracciato dal Comitato Olimpico Palestinese nel report presentato oggi alla Camera, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal deputato e responsabile nazionale Sport del PD Mauro Berruto.
I dati, che viene sottolineato nel Report “sono stati meticolosamente raccolti e verificati”, parlano di 684 vittime distribuite in 34 federazioni e istituzioni sportive. La federazione più colpita è la Federcalcio palestinese, che conta 367 morti tra arbitri, allenatori, giocatori, presidenti di club e dirigenti. Seguono l’Associazione Scout Palestinese con 54 vittime e la Federazione Karate con 31.
Il report evidenzia un impatto generazionale profondo: 178 vittime avevano tra i 6 e i 20 anni; 143 tra i 20 e i 30 anni, nel pieno dell’attività agonistica; 111 avevano più di 50 anni, tra dirigenti storici e figure chiave della governance sportiva. Una perdita che compromette non solo il presente ma la continuità futura dello sport palestinese.
Colpita anche la componente femminile dello sport. Secondo i dati del Comitato Olimpico Palestinese, le vittime donne sono il 5% del totale. Molte erano bambine, giovani atlete o impegnate nell’amministrazione sportiva. Una ferita che, sottolinea il report, rappresenta un grave arretramento nel percorso di crescita della partecipazione femminile nello sport palestinese, già fragile e frutto di anni di lavoro per affermare uguaglianza e inclusione.
Sul fronte delle infrastrutture, la distruzione viene definita “sistematica”. Secondo la Federcalcio palestinese, dall’ottobre 2023 sono stati demoliti 23 grandi stadi e campi sportivi, 12 campi da calcio omologati FIFA, 35 palestre indoor polivalenti e 60 sedi amministrative di club. Danni per centinaia di milioni di euro, con tempi di ricostruzione stimati in decenni.
Simbolo di questa devastazione è lo stadio Al-Yarmouk, inaugurato nel 1952 e tra i più antichi impianti della Palestina. Luogo di partite internazionali e raduni olimpici, durante il conflitto sarebbe stato trasformato dagli israeliani in campo di detenzione per prigionieri di guerra, per poi essere completamente raso al suolo. Da simbolo di orgoglio nazionale a luogo di umiliazione, fino alla distruzione totale.
Il documento parla di un impatto “senza precedenti” sull’intero settore sportivo e richiama esplicitamente i principi della Carta Olimpica: non discriminazione, uguaglianza di genere, rispetto dei diritti umani e diritto allo sport.
“Dobbiamo riportare al centro la Carta Olimpica, il documento del Comitato Olimpico Internazionale che tutela i valori fondamentali dello sport”, ha dichiarato Mauro Berruto aprendo la conferenza. “Quello che sta avvenendo in Palestina è un vero e proprio genocidio, in aperta violazione dei diritti umani internazionali. Viene colpito un popolo anche nel suo aspetto più condivisibile: lo sport”.
Da qui l’appello del Comitato olimpico palestinese alla comunità internazionale e alle federazioni sportive mondiali: “Chiediamo che venga garantita la libera partecipazione degli atleti palestinesi alle competizioni internazionali, senza ostacoli, e la loro protezione da qualsiasi minaccia o molestia. È il momento di stare al fianco degli atleti palestinesi, di proteggere lo sport e di piantare i semi della pace e della giustizia. Lo sport deve essere un ponte per la pace e una speranza per tutti”.
Un appello che in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 punta a riportare la questione palestinese anche dentro le istituzioni sportive globali, trasformando il diritto allo sport — per uomini e donne — in una questione di responsabilità internazionale.
*Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio*
venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4
Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd,Mauro Berruto, parteciperanno:
Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese
Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese
Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio
Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio
Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia
Parteciperanno anche:
Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio) e
Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia
Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.
Così si rischia di affossare una riforma condivisa.
“Il rinvio sine die al Senato del disegno di legge sulla partecipazione popolare nelle società sportive rappresenta un fatto grave e politicamente inspiegabile. La proposta, di iniziativa parlamentare e con prima firma di Riccardo Molinari e da me sottoscritta, è stata approvata all’unanimità alla Camera oltre un anno fa ed è poi arrivata al Senato, dove ha ottenuto il via libera della commissione competente con parere favorevole del ministro Abodi. Un percorso lineare che rende sorprendente e del tutto inusuale il rinvio richiesto in Aula, senza peraltro motivarlo, dal gruppo di Forza Italia”. Lo dichiara Mauro Berruto, deputato e responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.
“Il testo – prosegue l’esponente dem - introduce una norma estremamente equilibrata: consente, solo su base volontaria per le società, l’ingresso di associazioni di tifosi fino a una quota massima dell’1 per cento del capitale sociale. Una partecipazione simbolica, esercitabile attraverso associazioni rappresentative di almeno il 10 per cento della media degli spettatori allo stadio. Si tratta di un modello prudente, distante da altre esperienze europee come quella tedesca che prevede il 50 per cento +1 di azionariato popolare, che non altera gli assetti proprietari ma rafforza il legame tra società sportive, territori e comunità”.
“Il rinvio – conclude Berruto - è stato chiesto dal gruppo di Forza Italia, nel quale siedono senatori come Claudio Lotito e Adriano Galliani. È legittimo chiedere soprattutto a loro cosa sia cambiato rispetto a un provvedimento già votato e sostenuto dal ministro Abodi e dal governo. È bene ricordare che questa proposta di legge potrebbe essere approvata anche senza i voti di Forza Italia, perché può contare sul sostegno del Partito Democratico. Non a caso, l’unica forza politica che si è opposta al ritorno del testo in commissione è stata proprio il Pd, ribadendo la necessità di arrivare rapidamente al voto finale. Il rischio concreto è che il provvedimento venga fermato, frustrando ancora una volta le aspettative di tifosi per bene, alcuni dei quali erano sulle tribune del Senato pronti ad applaudire il voto finale. Il Parlamento e il mondo dello Sport meritano trasparenza, spiegazioni chiare sulle responsabilità su una decisione che mette in discussione una riforma di buon senso”.
“Riportare la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale è una priorità, soprattutto in questo momento storico e politico.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace ”propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. Uno dei temi fondamentali che mi preme sottolineare riguarda la richiesta di modifica del giuramento dell’atleta olimpico inserendo un passaggio esplicito rispetto alla responsabilità di ripudiare la guerra ed essere costruttore di pace rendendo l’atleta olimpico esempio per tutti gli altri sportivi. Ho vissuto per due volte la concreta utopia del Villaggio Olimpico, so che è possibile! Sogno atleti olimpici come veri e propri diplomatici, in grado di spingere istituzioni sportive e politiche verso una pace duratura. Non meno importanti sono i nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali, già presenti nell’attuale carta olimpica, ma troppo spesso disattesi. Noi chiediamo che vengano fatte queste modifiche in modo che non possano più accadere fatti come nel caso dell’atleta Heraskevych, al quale il Cio ha vietato di indossare un casco con i volti delle vittime, atleti e sportivi, caduti in Ucraina”. Lo ha detto Mauro Berruto Deputato e responsabile nazionale sport del PD durante una conferenza stampa di presentazione di una proposta, presentata da Renato Accorinti e sostenuta da moltissime firme di atleti e di protagonisti della società civile, per riassegnare ai Giochi Olimpici un protagonismo nella ricerca della pace.
“Sosteniamo con tutte le nostre forze la comunità scolastica del Righi che sta facendo grandi sacrifici per andare avanti e non può essere lasciata sola. Giorgia Meloni non può continuare a fare finta di non vedere che quello che sta succedendo mette a repentaglio ogni giorno la sicurezza e la serenità di tutta la comunità scolastica. La nostra segretaria Elly Schlein e tutto il Pd condanna sempre, senza distinguo, ogni forma di violenza politica e chiede che anche la Presidente del consiglio prenda posizione quando chi la commette si dichiara fascista, firma con una svastica e usa lo stesso slogan 'la scuola è nostra' che solo poche settimane fa abbiamo visto sventolare ad Atreju. Con la nostra interrogazione chiediamo alla Presidente del Consiglio di esprimere finalmente le parole di condanna e di mettere in campo le azioni concrete che fino a oggi sono mancate per impedire che episodi gravi e intollerabili come questi possano ripetersi.”
Lo dichiarano in una nota Andrea Casu primo firmatario dell’interrogazione depositata insieme alla Responsabile Scuola del Partito Democratico Irene Manzi e i deputati PD Berruto, Boldrini, Ciani, Curti, De Maria, Di Biase, Evi, Fassino, Ferrari, Forattini, Fornaro, Furfaro, Ghio, Gianassi, Girelli, Gribaudo, Guerra, Iacono, Lai, Laus, Madia, Malavasi, Marino, Morassut, Orfini, Pandolfo, Porta, Prestipino, Quartapelle Procopio, Ricciardi, Roggiani, Romeo, Rossi, Sarracino, Scarpa, Scotto, Serracchiani, Simiani, Stefanazzi, Stumpo, Tabacci, Viggiano.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio
venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4
Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto, parteciperanno:
Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese
Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese
Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio
Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio
Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia
Parteciperanno anche:
Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio)
e
Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia
Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.
https://www.assoallenatori.it/news/2560.html
Conferenza stampa mercoledì 11 febbraio h. 10.00
presso la Sala stampa della Camera dei deputati, Via della Missione 4
Parteciperanno:
Mauro Berruto, deputato della Repubblica italiana
Renato Accorinti, già sindaco di Messina
In occasione dei prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, nasce un’iniziativa che mira a riportare realmente la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace” che verrà presentato ufficialmente alla stampa, propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. La proposta prende le mosse dalle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di onorare il "DNA olimpico".
Durante la conferenza stampa verranno illustrati i dettagli di un appello formale inviato al CIO, al CIP e alle massime cariche dello Stato italiano e sottoscritto da moltissimi protagonisti del mondo sportivo, politico, culturale, scientifico, religioso del nostro Paese. La proposta affronta temi cruciali e di forte impatto mediatico, tra cui:
• Nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali.
• Una proposta di evoluzione simbolica della bandiera Olimpica per rendere il messaggio di pace visibile a miliardi di spettatori.
• L'integrazione del "giuramento dell'atleta" con un impegno esplicito contro la guerra.
L’obiettivo è spingere le istituzioni sportive e politiche a farsi portavoce di un cambiamento che trasformi ogni competizione in un atto concreto di diplomazia e fratellanza.
“Il rinvio al Senato, sine die, del disegno di legge sulla partecipazione popolare, e in particolare dei tifosi, nelle società sportive, è un atto molto grave e una responsabilità politica pesante di governo e maggioranza”. Lo dichiara il deputato Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.
“Parliamo di una legge - conclude Berruto - approvata alla Camera il 23 aprile 2024, ferma da mesi al Senato e ora nuovamente bloccata senza alcuna motivazione credibile. Uno stop che mortifica il Parlamento e ignora il lavoro fatto su una riforma attesa da tifosi, associazioni e territori. Questa proposta introduce finalmente anche in Italia il principio della partecipazione popolare nelle società sportive, rafforzando il legame tra club, comunità e tifosi, superando il modello proprietario chiuso che negli anni ha prodotto distorsioni e crisi. Il governo smetta di fare melina e chiarisca se vuole davvero sostenere uno sport più democratico e radicato nei territori, oppure se intende continuare a rinviare per convenienza politica una riforma condivisa e necessaria".
Conferenza stampa di mercoledì 11 febbraio h. 10.00
presso la Sala stampa della Camera dei deputati, Via della Missione 4
Parteciperanno:
Mauro Berruto, deputato della Repubblica italiana
Renato Accorinti, già sindaco di Messina
In occasione dei prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, nasce un’iniziativa che mira a riportare realmente la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace” che verrà presentato ufficialmente alla stampa, propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. La proposta prende le mosse dalle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di onorare il "DNA olimpico".
Durante la conferenza stampa verranno illustrati i dettagli di un appello formale inviato al CIO, al CIP e alle massime cariche dello Stato italiano e sottoscritto da moltissimi protagonisti del mondo sportivo, politico, culturale, scientifico, religioso del nostro Paese. La proposta affronta temi cruciali e di forte impatto mediatico, tra cui:
• Nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali.
• Una proposta di evoluzione simbolica della bandiera Olimpica per rendere il messaggio di pace visibile a miliardi di spettatori.
• L'integrazione del "giuramento dell'atleta" con un impegno esplicito contro la guerra.
L’obiettivo è spingere le istituzioni sportive e politiche a farsi portavoce di un cambiamento che trasformi ogni competizione in un atto concreto di diplomazia e fratellanza.
*Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio*
venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd,Mauro Berruto, parteciperanno:
Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese
Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese
Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio
Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio
Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia
Parteciperanno anche:
Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio) e
Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia
Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.
“In un momento storico segnato da un contesto geopolitico tragico, i Giochi olimpici possono tornare a ispirare il mondo, ma senza illusioni: non possono sostituirsi alla politica. Possiamo sperare che lo sport abbia la capacità di ispirare e magari di fermare momentaneamente i conflitti. Lo sport è un gesto politico, ma non può prenderne il posto: può però indicare una direzione”. Lo afferma Mauro Berruto, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale Sport, alla vigilia dell’apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina.
“Ho avuto - aggiunge l’esponente dem - la fortuna e l’onore di partecipare due volte ai Giochi estivi rappresentando il nostro Paese: è un momento magico, l’obiettivo di qualunque sportivo, capace di ispirare non solo una nazione ma il mondo intero. Anche il Santo Padre e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno richiamato in questi giorni il valore universale dello sport’.
"Quelle bandiere che scorreranno nell’anello di San Siro e quegli atleti che sfileranno insieme ci ricordano che è dovere della politica prendere ispirazione e provare a costruire un mondo migliore, anche attraverso lo sport. È importante - conclude Berruto - parlare oggi della tregua olimpica, anche per smentire una leggenda: nemmeno nell’antica Grecia la tregua fermava le guerre. Era un lasciapassare che consentiva ad atleti e spettatori di attraversare una società in guerra permanente per arrivare a Olimpia. Quel luogo non era una polis, ma uno spazio che diventava corridoio di diplomazia. Ed è proprio questo, oggi, il messaggio più forte che i Giochi possono trasmettere”.
“La decisione del governo israeliano di sospendere le autorizzazioni a 37 organizzazioni umanitarie internazionali attive nella Striscia di Gaza e nei Territori Palestinesi Occupati, subordinando il rinnovo delle licenze alla trasmissione alle autorità israeliane di elenchi nominativi e dati sensibili del personale palestinese, è di estrema gravità ed avrà conseguenze drammatiche su una popolazione civile già colpita da una crisi umanitaria senza precedenti. La revoca delle autorizzazioni a partire dal prossimo 1° marzo e il conseguente obbligo ad abbandonare l’area deriva da una riforma delle procedure particolarmente controversa. Numerose Ong, tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam e Caritas Gerusalemme, hanno spiegato di non aver adempiuto alle richieste per proteggere l’incolumità dei propri operatori palestinesi in un contesto di conflitto armato e per garantire il rispetto della normativa europea in materia di tutela dei dati personali. Commissione europea ed Onu chiedono la rimozione di ogni barriera per l’arrivo degli aiuti ed hanno criticato la decisione israeliana. l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha definito 'inaccettabile' l’annuncio di Israele di sospendere le attività di 37 Ong a Gaza, denunciando l’ennesima restrizione illegittima all’accesso umanitario e ha invitato la comunità internazionale a intervenire con urgenza, ricordando a Israele l’obbligo, previsto dal diritto internazionale, di garantire e facilitare l’ingresso degli aiuti essenziali. Quali iniziative urgenti intende assumere il governo italiano? Come intende garantire il rispetto del diritto umanitario internazionale, assicurando l’accesso continuo e sicuro agli aiuti umanitari per la popolazione civile?”.
Così i deputati e le deputate democratiche, Provenzano Boldrini, Quartapelle, Porta, Scotto, Scarpa, Vaccari, Ferrari, Ghio, Bakkali e Berruto, in un’interrogazione rivolta al ministro degli Esteri, Tajani.
“La scomparsa di Valeria Fedeli mi addolora profondamente. La nostra comunità perde una donna coraggiosa, appassionata e che ha dimostrato tutto il suo amore per la scuola, per l’educazione e per lo sport come strumento di affermazione dei diritti. Personalmente perdo una preziosa e affettuosa consigliera che mi costringeva a guardare allo sport da un’angolazione diversa. Nel dolore non posso che prometterle che continueremo nel solco del suo esempio e della sua tenacia, fra le altre, la sua lotta per la parità di genere nello sport, in tutte quelle sfumature che la visione di Valeria rendeva chiare e necessarie. Sono certo che è ciò che ci sta chiedendo. Buon viaggio, Valeria”. Così il deputato democratico, responsabile nazionale sport Mauro Berruto.
“Finanziare lo sport aumentando l'offerta di lotterie e gioco d'azzardo: ancora un volta il Governo risolve così, con un emendamento alla legge di bilancio con il progetto “Win for Italia team”, il tema delle risorse da destinare allo sport con buona pace degli impegni assunti, come sempre solo in teoria, quando il riconoscimento del valore dello sport entrò in Costituzione. Non soluzioni strutturali, ma le mani nelle tasche dei soggetti più fragili, strizzando l’occhio ad abitudini che sarebbe soltanto da combattere, che alimentano il rischio drammatico di ludopatia e che sono la cosa più lontana dal mondo dello sport stesso, dove si programma, non si “scommette”, sperando che un risultato possa arrivare. Certo è più facile così piuttosto che tassare i profitti delle società di scommesse sportive, che nel frattempo brindano e vedono crescere i propri fatturati del gioco online. Ancora una volta lo sport non è visto come un investimento, come un modo di generare risparmio al SSN, ma come semplice voce di spesa, da finanziare, in questo caso, nel modo più veloce e diseducativo immaginabile. Siamo curiosi di capire il ruolo e il parere del Coni in questa vicenda, considerato che in 7* commissione siamo in attesa da luglio dell’audizione del Presidente Luciano Buonfiglio (che ricordo essere alla guida di un ente pubblico) rinviata quasi sei mesi fa per “impegni” e da me risollecitata, inutilmente, in ufficio di presidenza almeno una mezza dozzina di volte”. Così il responsabile nazionale Sport del Pd, il deputato democratico Mauro Berruto
Così l’on. Laura Boldrini, intervenendo all’Assemblea del Pd:
A tre anni dall'elezione di Elly Schlein a segretaria del Pd, voluta da chi ci chiese un cambiamento profondo, possiamo dire che quel cambiamento è in atto.
Lo abbiamo visto con le elezioni regionali e amministrative in cui abbiamo vinto con coalizioni ampie , grazie alla linea testardamente unitaria della segretaria.
E Lo abbiamo visto con le politiche sul lavoro e il salario minimo, anche in questo caso portate avanti con gli alleati dell'opposizione.” Così la deputata Dem Laura Boldrini nel corso del suo intervento oggi all’assemblea del Pd.
“ E lo abbiamo visto in politica estera - ha proseguito Boldrini - perché senza un cambio di linea politica non sarebbero state possibili le iniziative che abbiamo organizzato, dalla manifestazione per Gaza a Roma il giugno scorso con le altre opposizioni, alle due missioni al valico di Rafah e quella all’Aja alla Corte penale internazionale che abbiamo fatto insieme a colleghe e colleghi del Pd e di altri partiti dell'opposizione. Così come non sarebbe stata possibile la presenza sulla Flotilla di Arturo Scotto, Annalisa Corrado e Paolo Romano.
Tutto questo - continua Boldrini - ci ha permesso di essere parte di quel grande movimento che ha riempito le piazze di ragazze e ragazzi per settimane. Siamo stati insieme alla "Generazione Gaza" in molte di quelle piazze e non per "sterile attivismo", come sostiene qualcuno anche qui dentro. Ma perché abbiamo scelto di stare dalla parte del diritto internazionale e della pace, dell'autodeterminazione di un popolo e contro il genocidio.
Nonostante il piano Trump e la tregua, a Gaza centinaia di persone continuano ad essere uccise e a vivere in condizioni disumane, da giorni sotto una pioggia incessante che distrugge ogni riparo: migliaia di tende sono disponibili e anche centinaia di container ma Netanyahu non li fa entrare, tiene i valichi chiusi, un altro volto del genocidio. Vorrei lasciare a questa Assemblea quanto riscontrato dalla nostra recente missione in Cisgiordania dove siamo stati insieme a Mauro Berruto, Valentina Ghio, Sara Ferrari, Ouidad Bakkali e Andrea Orlando. Abbiamo trovato una situazione senza precedenti: la Palestina è strangolata da un regime del terrore messo in atto dal governo Netanyahu che mira a scacciare i palestinesi per appropriarsi delle proprie terre. Una pulizia etnica che purtroppo viene ignorata da gran parte del mondo e dei media. Continuiamo ad occuparcene, a mettere Gaza e la Cisgiordania al centro della nostra azione politica, a richiedere giustizia per le vittime, facciamolo sia in Parlamento che fuori, coerentemente a quanto fatto finora. Questa è una battaglia campale, una battaglia di civiltà di cui noi dobbiamo essere portabandiera.
La linea che abbiamo tenuto finora è quella giusta, va mantenuta e rinsaldata.