08/04/2026 - 12:00

“A quattro anni dall’inizio della legislatura e ormai agli sgoccioli, Mollicone continua con un ritornello stanco, attribuendo ai governi precedenti responsabilità che sono invece tutte dell’attuale esecutivo. Un goffo tentativo di nascondere l’incapacità del governo di gestire il Ministero della Cultura.
Mai come con il governo Meloni la cultura è stata così politicizzata: piegata a logiche di parte, privata della sua autonomia, compressa negli spazi e colpita da tagli ripetuti in ogni manovra di bilancio, fino a essere utilizzata come un bancomat per finanziare misure estranee alle sue finalità.
Mollicone, insieme a Giuli, dovrebbe fare autocritica. L’acrimonia dimostrata verso un settore strategico come quello cinematografico ha prodotto un disastro, gettando un’intera industria nell’incertezza e nello stallo.
Prendano atto del fallimento e smettano di recriminare e scaricare responsabilità su altri, come stanno facendo adesso sul mancato finanziamento al docufilm su Regeni. La legislatura si chiude con un bilancio negativo sotto gli occhi di tutti, segnato anche dalle continue frizioni interne alla maggioranza e allo stesso partito di Meloni, come dimostrano queste uscite a poche ore dal question time”.
Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo PD in Commissione Cultura alla Camera.

04/04/2026 - 12:39

Non possiamo aspettarci molto dal viaggio della Meloni che vuole soprattutto allontanarsi dai problemi del paese. La situazione è preoccupante e ieri lo ha spiegato bene il ministro Giorgetti. Dopo una timida e tardiva presa di distanza, Meloni non dice fino in fondo la verità e cioè che la guerra Illegale scatenata da Trump e Nethaniau ha provocando problemi enormi anche ai cittadini italiani e la risposta è stata ben diversa da quella di altri paesi che hanno fatto scelte impegnative e straordinarie come la Spagna. Il governo, senza strategia, è intervenuto una prima volta per una necessità elettorale, poi con misure tampone che entrano in contraddizione con altre scelte come i tagli al Pnrr e a Transizione 5.0. In tutto questo ISTAT e Bankitalia segnalano una pressione fiscale senza precedenti e il mancato rientro dalla procedura d’infrazione che ci porterà anche quest’anno a una manovra di bilancio senza respiro. Servirebbe che il governo si occupasse davvero di questi problemi per fronteggiare una crisi che rischia di essere peggiore di quella del COVID e ricadere interamente su famiglie e imprese. E servirebbe un’alleanza europea che invece il nostro governo ha sempre contrastato stando dalla parte di chi minaccia l’Europa, da Trump a Orban.

Lo ha detto a Sky Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.

 

03/04/2026 - 18:36

GIULI NON HA FORZA PER DIFENDERE FONDI E AUTONOMIA

“Le misure economiche previste nel decreto accise del marzo scorso colpiscono ancora una volta un settore già fragile come quello dello spettacolo dal vivo, incidendo direttamente sulla sostenibilità di festival, programmazioni e attività diffuse sul territorio, e stanno provocando forte preoccupazione tra istituzioni, artisti e operatori”. Lo dichiarano Irene Manzi e Matteo Orfini, componenti Pd della commissione cultura della Camera.

“Il Governo continua a usare la cultura come leva per coprire altri interventi economici, sottraendo risorse a un comparto che invece avrebbe bisogno di stabilità e investimenti. Si interviene in modo disorganico, senza visione, mettendo a rischio la continuità delle attività e l’accesso stesso alla cultura”.

“È un vero e proprio scippo. Di cui Giuli è complice anche perché, incapace di difendere fondi e autonomia, sta assecondando, quando viene avvertito, una gestione da sanguisuga: si drenano risorse e si sottraggono spazi politicizzando le istituzioni”.

“In occasione della discussione della legge di bilancio, a settembre, avevamo già denunciato questa deriva. Oggi assistiamo alla sua piena conferma. Serve un cambio di rotta immediato: basta politiche che sottraggono risorse e indeboliscono il settore. La cultura non può essere utilizzata come bancomat, ma va sostenuta con serietà e visione”. Così i deputati Pd in commissione cultura alla Camera.

 

03/04/2026 - 13:02

Il governo continua a navigare a vista sul caro carburanti, incapace di mettere in campo misure strutturali. Il decreto bollette ne è l’ennesima dimostrazione. Si continua a tirare avanti con proroghe temporanee sul taglio delle accise fino al primo maggio, rimandando ogni decisione con un generico “poi vedremo”, come dichiarato dal ministro Giorgetti. Ma cosa si intende fare davvero?
Si vuole continuare a inseguire le emergenze a colpi di decreto, oppure esiste una strategia per stabilizzare in modo duraturo i prezzi di benzina e gasolio? Ad oggi, non è dato saperlo.
Eppure, in campagna elettorale, Meloni e Salvini promettevano con toni altisonanti un taglio significativo delle accise, chiedendo fiducia agli italiani. Promesse rimaste tali. Nessuna riduzione strutturale, nessun intervento concreto.
Il quadro è lo stesso anche su altri fronti. Aumenti di stipendi e pensioni assenti, tutele sanitarie insufficienti, liste d’attesa ancora interminabili. Non si tratta di episodi isolati, ma di un insieme di mancate risposte che delineano con chiarezza le difficoltà economiche e sociali di questo governo.
Più che una direzione politica, emerge una gestione improvvisata, fatta di rinvii e soluzioni temporanee. E intanto i cittadini continuano a pagare il conto.

Lo dichiara Silvio Lai, deputato Pd della Commissione Bilancio della Camera

 

02/04/2026 - 19:18

“L’allarme che viene dalle organizzazioni e  associazioni che rappresentano agenti di commercio e consulenti finanziari - Fnaarc - Fiarc – Usarci – Anasf – Fisascat – Federagenti Cisal - Uiltucs - Ugl-Terziario - non può rimanere inascoltato.
Agenti di commercio e consulenti finanziari sono infatti particolarmente colpiti dall’incremento dei prezzi dei carburanti. Come essi stessi hanno rappresentato nella lettera inviata alla Presidente Meloni e al ministro dei trasporti Salvini, il loro lavoro richiede una continua mobilità, con consumi di carburante molto rilevanti. L’andamento dei prezzi che si sta determinando a seguito della guerra nel Golfo rischia di mettere a rischio la sostenibilità economica della loro attività.
È quindi importante che queste categorie non vengano lasciate indietro, rispetto ad altre già destinatarie di interventi di sostegno adottati dal governo o a cui il governo sta pensando.
Per queste ragioni presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire con urgenza, per ricomprendere agenti di commercio e consulenti finanziari fra i soggetti destinatari di interventi di sostegno, riconoscendo il loro ruolo alla stabilità del tessuto economico nazionale in questa fase particolarmente critica”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera e Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera.

02/04/2026 - 19:14

“È un diritto minimo non rischiare la vita e la salute per il lavoro. Eppure le inchieste giudiziarie e le notizie di cronaca ci parlano di una condizione, quella dei rider, molto grave. Questa iniziativa nasce proprio dallo sgomento che abbiamo provato su quanto emerso su alcune aziende del food delivery e per dare una risposta a un tema fondamentale”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, aprendo i lavori del convegno "Il caso dei riders tra direttiva europea, norme nazionali e rapporti reali - Il caporalato nel capitalismo delle piattaforme - Verso gli stati generali della salute e sicurezza sul lavoro”.

"Più di un anno fa ho presentato la proposta di legge Griseri Prisco che chiede che in condizioni climatiche critiche, piogge torrenziali, caldo estremo, i lavoratori delle consegne non debbano uscire in strada e possano avere un indennizzo, una sorta di Cassa integrazione, che siano dipendenti, collaboratori o autonomi - ha proseguito la deputata - Abbiamo presentato la proposta di legge, abbiamo provato ad inserirle come emendamenti nelle leggi di bilancio e nel Decreto ILVA, ne abbiamo fatto ordini del giorno, ma abbiamo trovato solo porte chiuse da questo Governo”.

“Questo convegno ha affrontato con avvocati e avvocate, parti sociali, docenti e il pm di Milano Storari,la questione in maniera giuridica: è emerso un confronto stimolante, da cui sono emersi problemi e criticità delle condizioni di sfruttamento di questi lavoratori. Manteniamo alta l’attenzione, in attesa di poter procedere con il nostro compito legislativo” ha concluso Gribaudo.

 

02/04/2026 - 13:11

“Il governo del merito applichi il merito davvero".

"Il ministero della Cultura- dopo le ultime leggi di bilancio- continua ad essere l fortemente penalizzato, segnando costantemente il segno meno. È un ministero che non riesce a essere protagonista come dovrebbe all'interno del Paese. Ci sarebbe bisogno, innanzitutto, di recuperare quei tagli draconiani a cui abbiamo assistito anche nell'ultima legge di bilancio. L'interesse del governo Meloni per la cultura sembra essere sostanzialmente pari a zero". La deputata Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, interviene sui tagli fatti  dall’ultimo decreto accise ai tutti i ministeri- tra cui anche il ministero della Cultura-   e sulle loro ricadute sul mondo della cultura, dal cinema ai musei, denunciando le politiche del governo Meloni.

“Lancio anche un allarme – aggiunge l’esponente dem - per il mondo del cinema: i tagli al Fondi per il Cinema e l’audio visivo stanno penalizzando le produzioni italiane, con conseguenze gravi innanzitutto in termini di lavoro per i professionisti, i tecnici, gli attori e le maestranze che operano in questo settore. Ma non solo, perdiamo competitività rispetto agli altri Paesi, in un ambito in cui l'Italia ha sempre avuto uno dei fattori chiave per la qualità e lo sviluppo della propria offerta culturale".

“In commissione – conclude Manzi - entrerà presto nel vivo l’esame proposte di legge sul settore, tra cui quella a prima firma della segretaria del Pd Elly Schlein. Saremmo molto felici se il governo e la sua maggioranza  si sedessero al tavolo per programmare azioni concrete invece di limitarsi all'occupazione di posti, come è avvenuto con le nomine nei CDA dei musei, dove sono stati scelti componenti molto vicini alle forze politiche di governo. Questo governo parla tanto di merito, vorremmo che lo applicasse anche nelle scelte concrete che fa ogni giorno".

 

02/04/2026 - 12:47

“Sul Comune di Castel Morrone serve chiarezza e rispetto delle regole. La situazione di dissesto finanziario e i ritardi accumulati nell’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato stanno generando incertezza amministrativa e preoccupazione tra i cittadini e i creditori. Alla luce della recente pronuncia della Corte costituzionale, appare ancora più urgente fare piena luce sulla legittimità degli atti adottati. Per questo stiamo presentando contestualmente alla Camera e al Senato un’interrogazione al Ministro dell’Interno, affinché il Governo verifichi quanto sta accadendo e intervenga, se necessario, per garantire il rispetto della legalità e una gestione trasparente della procedura di dissesto. Le istituzioni devono dare risposte certe e tutelare la legittima rappresentanza delle comunità locali". Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari del Pd
Stefano Graziano e Susanna Camusso.

01/04/2026 - 17:00

“La risposta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla nostra interrogazione per chiedere al governo di quantificare il danno causato all’economia nazionale con l’introduzione per 3 mesi del contributo nazionale da due euro sui piccoli pacchi extra Ue, inserita nella legge di Bilancio e sospesa solo dopo la battaglia politica e parlamentare che abbiamo portato avanti insieme a operatori e lavoratori, è veramente preoccupante e ci costringe a rafforzare e rilanciare la nostra iniziativa politica per chiedere di cancellare una norma che rappresenta un tradimento del governo contro la logistica italiana. L’esecutivo non solo non risponde, dimostrando di non aver minimamente compreso qual è l’ammontare economico del problema che è stato generato, nonostante i crolli nei volumi nell'aeroporto di Malpensa negli altri scali nazionali e i dati forniti da tutte le organizzazioni di settore. La cosa più grave è che continua a non ammettere l’errore, ma afferma che siamo di fronte solo a ‘un rinvio tecnico per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici’. Quindi, la notizia è che il governo non sta minimamente considerando un dietrofront definitivo e dal 1 luglio 2026 il contributo nazionale potrebbe sommarsi agli interventi comunitari, danneggiando tutto il comparto già alle prese con le gravi difficoltà della crisi energetica. Serve un intervento immediato prima che i danni che solo Meloni Salvini e Giorgetti non riescono a vedere continuino a crescere”.

Così Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti, replicando alla risposta del governo al question time in commissione presentato insieme ai deputati dem Barbagallo, Bakkali, Ghio, Morassut e Roggiani, prima firmataria degli emendamenti segnalati e dell’Odg Pd accolto in occasione della conversione del Mille proroghe.

 

 

01/04/2026 - 13:46

Le liste di attesa non sono un problema tecnico, né una questione amministrativa, ma sono lo specchio di un sistema sanitario che questo governo sta lentamente, ma sistematicamente smantellando. I numeri parlano chiaro: nel 2025, 5,8 milioni di persone sono state costrette a rinunciare a cure o esami, un cittadino su 10. Non stiamo parlando di piccoli disagi, ma di diritti negati, di malattie non diagnosticate, di cure impossibili. Chi può si rivolge al privato pagando, chi non può aspetta per l’eternità o rinuncia alle cure.
Le attese medie sono di 105 giorni, per una tac fino a 360 giorni, visite specialistiche 500 giorni, colonscopia 720 giorni. A questa situazione emergenziale il governo ha scelto di rispondere con la solita propaganda, anziché con i fatti. La mozione della maggioranza è piena di desiderata e di proposte ipotetiche, senza alcun obiettivo concreto.

Il cosiddetto decreto liste d'attesa, approvato nel giugno del 2024 a cinque giorni dalle elezioni europee, è stato presentato come una svolta storica. Ma era solo uno spot elettorale. A quasi due anni dall'approvazione, dopo 660 giorni, mancano ancora decreti attuativi fondamentali. Non ci sono piani straordinari di assunzioni. Non c'è un euro aggiuntivo strutturale per il personale. L'Organismo nazionale di verifica e controllo sulle liste d'attesa, istituito nel 2024 con oltre un milione e mezzo di euro di dotazione, non è ancora operativo. Un sistema opaco, garantito dalla totale assenza di controllo. Questo non è governare la sanità: è nascondere il problema sotto il tappeto.

La situazione è chiara. Lo certifica lo stesso Ufficio Parlamentare di Bilancio: il sistema sanitario italiano rallenta, sotto un costante sottofinanziamento, il privato cresce e i fondi sanitari sono in forte espansione. Così le disuguaglianze aumentano e si mina il principio costituzionale di universalità delle cure.

Per il Partito democratico la difesa del sistema sanitario nazionale è una priorità, e dovrebbe esserlo per qualsiasi governo, perché su questo ci giochiamo la democrazia di un paese e l'uguaglianza dei cittadini.

Le nostre proposte sono semplici e nette: portare il finanziamento pubblico al 7,5% del PIL, la media europea, in un percorso pluriennale credibile; superare i tetti di spesa per il personale e avviare un piano straordinario di assunzioni, perché mancano quarantamila tra medici e infermieri e la situazione peggiora ogni anno, adeguando le retribuzioni e prevedendo incentivi economici per chi opera nelle aree interne o disagiate; rendere la Piattaforma nazionale delle liste d'attesa pienamente trasparente, con dati leggibili per regione e per struttura; rendere finalmente operativo l'Organismo di verifica e controllo; vietare la chiusura delle agende e garantire il pieno rispetto della normativa su intramoenia, quando il pubblico non riesce a rispettare i tempi, evitando che il costo ricada sui cittadini;  rafforzare la medicina territoriale e l'investimento in prevenzione.

Sono proposte che il Partito Democratico porta avanti da anni, a partire dalla legge Schlein che la maggioranza ha bocciato con la solita arroganza. Una emergenza seria merita una risposta vera. Per questo continueremo a batterci, perché la salute degli italiani non diventi una variabile dipendente dall'indifferenza di chi ci governa”. Lo ha detto in aula Ilenia Malavasi capogruppo Pd in commissione affari sociali della camera, dichiarando il voto favorevole alla mozione del Pd e contrario a quella di maggioranza.

 

31/03/2026 - 19:41

“La maggioranza non mi sembra disponibile al confronto. La possibilità c’è stata ma il congedo paritario che noi abbiamo proposto è stato bocciato sui finanziamenti, sui quali si poteva aprire un confronto.
La disponibilità non c’è perché non c’è la consapevolezza dell’importanza del congedo paritario che ha due punti fondamentali che la maggioranza non sottolinea abbastanza: il primo che dà la possibilità ai padri, come alle madri di poter stare con i propri figli, alcuni mesi appena nascono, si chiama diritto alla paternità, che allo stato attuale delle cose è praticamente negato perché sono solo 10 giorni. Il secondo punto riguarda il mettere sullo stesso piano lavorativo le donne e gli uomini perché di fatto ancora oggi la maternità toglie la possibilità alle donne di essere assunte negli stessi termini degli uomini. E lo dimostra un dato: la differenza del tasso di occupazione fra gli uomini e le donne in Italia è di 18 punti percentuali, ma fra padri e madri è di 30 punti percentuali. La maternità non si sposa purtroppo con il lavoro delle donne.

Se noi diciamo che abbiamo un problema di natalità, però, da un lato ci priviamo della metà della forza lavoro che proviene dalle donne, perché metà delle donne che hanno figli non possono e non riescono a lavorare, e dall’altro non diamo la possibilità alle donne di restare sul mercato del lavoro quando hanno un figlio. Questo condiziona pesantemente la loro scelta di fare figli. Allora evidentemente per questa maggioranza il problema della natalità non è una priorità per il Paese.

Il problema si risolve con un congedo paritario, le risorse si possono trovare magari facendo un ponte sullo stretto in meno; si fa un sistema fiscale che permette che tutti paghino; si dà un’agevolazione fiscale in meno e le risorse si trovano. È una questione di priorità e questa per noi è una priorità fondamentale ma evidentemente non lo è per questa maggioranza di governo”. Lo ha detto Maria Cecilia Guerra deputata e capogruppo pd in commissione bilancio di Montecitorio, intervistata alla Camera.

 

31/03/2026 - 18:28

“I dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio certificano una realtà che denunciamo da tempo: il Governo non può far finta di nulla mentre la sanità pubblica italiana scivola sotto la media europea. Con una spesa sanitaria ferma al 6,3% del Pil e una quota crescente a carico dei cittadini, si sta progressivamente smantellando il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale. Lasciare alle famiglie quasi un quarto della spesa significa, nei fatti, lasciare gli italiani da soli di fronte al diritto alla cura. A Meloni chiediamo un’inversione di rotta immediata: continuare su questa strada mette a rischio equità e accesso alle prestazioni”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera.

 

30/03/2026 - 16:30

“Il taglio retroattivo al credito d’imposta Transizione 5.0 rappresenta un grave danno per le imprese italiane che avevano programmato investimenti sulla base di impegni assunti dal Governo solo pochi mesi fa. Ridurre a un terzo le risorse promesse mina la competitività del nostro sistema produttivo in un momento già estremamente complesso. Colpisce moltissimo la Lombardia, dove si concentra una parte decisiva degli investimenti in innovazione e transizione energetica. Qui il definanziamento scelto dal Governo rischia di produrre un contraccolpo ancora più pesante, mettendo a rischio piani aziendali, occupazione e competitività. Ancora una volta la destra dimostra di non avere una strategia industriale e di modificare le regole solo per coprire le proprie criticità di bilancio. Il Partito Democratico lavorerà in Parlamento affinché vengano immediatamente ripristinate le risorse tagliate”.

Così la deputata Silvia Roggiani, dell’Ufficio di Presidenza del Partito Democratico alla Camera.

 

28/03/2026 - 14:00

"Il Governo e' stato costretto a fare marcia indietro e rinviare al primo luglio 2026 l'entrata in vigore della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra UE introdotta nella legge di Bilancio. Una retromarcia che rappresenta una vittoria del Partito Democratico, che da subito gia' a dicembre, quando la tassa Meloni e' stata inserita in manovra ne ha denunciato l'assurdita' e gli effetti dannosi per imprese, logistica e consumatori. Un risultato che arriva grazie alla pressione costante che abbiamo esercitato in Parlamento, ma che non basta". Lo dichiarano i deputati Silvia Roggiani e Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

"Adesso il Governo risponda finalmente alla nostra interrogazione e chiarisca quanto e' costato al Paese questo clamoroso errore: quanti danni ha prodotto l'incertezza generata, quante risorse pubbliche e private si sarebbero potute risparmiare se avessero ascoltato subito le nostre richieste e le preoccupazioni delle filiere coinvolte. Ora serve un cambio di passo: l'Esecutivo abbandoni definitivamente questa scelta miope e apra un confronto serio con imprese e opposizioni per costruire politiche industriali e fiscali che sostengano davvero la crescita, invece di ostacolarla con misure punitive e improvvisate. Il Paese ha bisogno di stabilita', investimenti e visione strategica, non di norme affrettate che creano problemi e poi vengono smentite dagli stessi che le hanno volute", aggiungono i dem.

 

26/03/2026 - 14:17

“La fotografia dell’Ocse sull’Italia è impietosa e conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che il governo non ha il timone della situazione e che il Paese naviga a vista. Le previsioni sulla crescita del Pil vengono ulteriormente tagliate anche a causa a causa del lievitare dei costi dell’energia provocati dalla folle guerra scatenata da Trump e Netanyahu. La manovra di bilancio è ormai morta e sepolta, a dimostrazione che il governo non ha una politica economica. Il decreto Bollette è ormai privo di senso perché incapace di affrontare le emergenze, con effetti negativi su occupazione e famiglie. La verità è che l’Italia affonda e il governo fa ammuina: venga subito in Parlamento”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

Pagine