“Presentata interrogazione Pd”
“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è in pieno caos informatico. Chiediamo al Governo di fare piena luce su quanto sta accadendo dal 9 febbraio scorso per l’avvio del nuovo sistema di protocollazione documentale che rischia di paralizzare l’intera macchina amministrativa, con ripercussioni gravissime su pagamenti, istruttorie e gestione dei fascicoli strategici”. Così Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e primo firmatario di un’interrogazione al ministro Salvini sottoscritta anche dai deputati dem Barbagallo, Bakkali, Ghio e Morassut.
“Parliamo di un progetto di digitalizzazione da circa 41,7 milioni di euro finanziato con i fondi del PNRR. È inaccettabile che un investimento di tale portata, destinato a modernizzare il Paese, si traduca in un blackout che rischia di configurarsi come interruzione di pubblico servizio. Mentre il ministro Salvini è impegnato in perenne propaganda, gli uffici del suo dicastero non sono in grado di visualizzare allegati o reindicizzare documenti essenziali”.
“Con la nostra interrogazione – conclude Casu – chiediamo al Ministero di chiarire immediatamente le cause tecniche di questo fallimento e quali misure urgenti siano state adottate per garantire la continuità operativa ed evitare che il malfunzionamento possa ripetersi. Il MIT gestisce dossier infrastrutturali vitali per l'Italia: l’inefficienza del dicastero non può mettere a rischio il rispetto delle scadenze europee e l’attuazione degli investimenti strategici”.
“È di nuovo caos sul trasporto ferroviario. Da questa mattina si susseguono informazioni che si contraddicono tra loro e che lasciano nel completo disagio passeggeri e lavoratori. I ritardi sulla rete al momento raggiungono anche i 90 minuti ma non è dato di capire il perché. Sulla linea alta velocità sono stati prima comunicati rallentamenti per maltempo, pochi minuti dopo per accertamento da parte dell'autorità giudiziaria e, infine, il ministro Salvini ha parlato di un nuovo atto di sabotaggio. Esprimiamo totale condanna nei confronti di ogni atto doloso, vista la rapida successione delle diverse comunicazioni chiediamo al Governo di fare piena luce su quello che sta accadendo realmente oggi, perché i cittadini italiani hanno il diritto di sapere i motivi dell'ennesimo caos nei trasporti”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera, Andrea Casu.
“Anche oggi a Milano basta un treno fermo per mandare in tilt la rete ferroviaria, con ritardi fino a 100 minuti sulle principali direttrici. In pieno periodo olimpico è un danno grave per pendolari, viaggiatori e per l’immagine dell’Italia. Grazie alle lavoratrici e ai lavoratori che stanno intervenendo, è sempre più evidente che manca un vero piano di prevenzione e gestione delle emergenze. Il Ministro, come sua abitudine, si limita a commentare i disservizi e a cercare ogni volta qualcuno su cui scaricare le responsabilità. Dal suo ruolo servirebbero invece serietà, programmazione e soluzioni concrete, subito”.
Lo dichiara il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“Invece che intervenire quotidianamente su tutto ciò che non è di sua competenza, il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini dica una volta per tutte quando intenda adempiere al decreto legge 131 del 16 settembre 2024 che imponeva al Governo di emanare entro il marzo 2025 il decreto attuativo per dare direttive e normative certe ai Comuni sulle quali fare i bandi per le concessioni balneari. Senza decreto è totale caos e i Comuni sono nell’impossibilità di indire i bandi senza incorrere in ricorsi e conseguenze pesanti. E’ trascorso un altro anno dall’ultima scadenza ignorata dall’esecutivo Meloni, che in quasi quattro anni ha riservato al settore balneare, un comparto che rappresenta il 30% del Pil turistico italiano, solamente promesse vuote mai mantenute”. Così il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, che ha presentato una nuova interrogazione allo stesso ministro Salvini.
“Mentre i Comuni sono stati ripetutamente sollecitati ad ottemperare alle previsioni normative sia da parte della Corte dei Conti, sia da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’atteso decreto non è stato ancora adottato, nonostante Salvini abbia più volte garantito la sua adozione e continui a fare solo improbabili annunci.
Chiediamo una volta per tutte al Governo di fare chiarezza, di emanare il Decreto e di convocare un tavolo con enti locali e Regioni per capire come il nostro Paese possa uscire da questa situazione creata con totale insipienza e disinteresse e rilanciare il turismo balneare”, conclude Gnassi.
“Il Governo presenta da giorni una pioggia di emendamenti last minute sulla propria bozza di manovra, già debole e dannosa, trasformando la legge di bilancio in un pasticcio ingestibile. Ma una cosa resta e svela le bugie raccontate negli anni: niente per la crescita, con l'Italia che senza il Pnrr sarebbe in recessione, l’impoverimento che colpisce soprattutto chi lavora, età pensionabile sempre più alta, tasse ai massimi da 10 anni, tagli a sanità, scuola e trasporti. Ma chi governa davvero? Chi scrive i testi del governo se tutti ne prendono le distanze? A forza di denunciare le “manine” e riempire il testo di correzioni confuse, ci aspettiamo che la Premier Meloni dia la colpa alla Dea Kali. A 10 giorni dall’esercizio provvisorio siamo ancora nel caos: il Governo ha perso credibilità e gli italiani pagano il conto di un’improvvisazione senza precedenti”. Così il capogruppo del PD nella commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca.
“Solo il peggior ministro dei trasporti della storia può essere “orgoglioso” di quello che il Gruppo FS sta facendo. Non so come stiano contando le percentuali dei ritardi ma dai dati che abbiamo registrato solo negli ultimi 30 giorni abbiamo contato complessivamente quasi 800 mila minuti di ritardo sulla rete ferroviaria senza parlare del conseguente quotidiano caos informativo e i perenni disagi e disservizi per viaggiatori e lavoratori. Se Salvini è arrabbiato figuriamoci i pendolari, chi ha la responsabilità di garantire il diritto alla mobilità degli italiani dovrebbe trovare le soluzioni ai problemi, non negarli”. Così il deputato Pd e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu commentando le dichiarazioni del ministro Salvini in cui si dichiara 'orgoglioso di quello che sta facendo' il Gruppo FS-
“Ennesimo guasto sulla rete ferroviaria, ennesima giornata d’inferno per pendolari e lavoratori. Questo il tabellone adesso a Roma Termini e a Firenze e Bologna si registrano ritardi di 120 minuti. Il consueto caos informativo conferma l’unica certezza dei passeggeri anche con il Natale alle porte c’è da aver paura: con Meloni e Salvini le giornate nere nel trasporto ferroviario non finiscono mai.”. Così il vicepresidente della commissione trasporti della Camera il deputato democratico Andrea causo sui social dove ha pubblicato la foto del tabelloni di Roma Termini e Firenze, dove si evidenziano enormi ritardi su tutta la linea ferroviaria.
https://www.instagram.com/p/DRu1Ih0DC4U/?igsh=MTVyeHM5dHF2YzB1bw==
"L’unico a non accorgersi delle difficoltà che ogni giorno incontrano milioni di passeggeri e pendolari sulla rete ferroviaria è il ministro Salvini: anche oggi ritardi e disservizi per inconvenienti tecnici tra la Capitale e il nodo di Napoli. A Roma Termini ancora una volta tabelloni, annunci, siti e app stanno dando informazioni diverse o sono del tutto assenti. Esprimo la mia sentita solidarietà a lavoratrici e lavoratori costretti a fronteggiare le conseguenze di questo costante caos informativo". Così in una nota il deputato Pd Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera.
Governo incapace di dare prospettiva a un settore cruciale.
“L’Italia possiede il più grande patrimonio museale al mondo, decine di siti Unesco e 8.000 km di coste nel cuore del Mediterraneo. Un Paese così non può affrontare il turismo con slogan o con improvvisati ‘oroscopi’, come purtroppo sta facendo la ministra Santanchè, imbarazzando lo stesso governo di cui fa parte. Servono meno rancore e più studio, meno propaganda e più strategia”. Lo dichiara Andrea Gnassi, deputato Pd ed ex sindaco di Rimini, intervenendo alla trasmissione L’Aria che Tira.
“Il turismo balneare – prosegue l’esponente dem – è oggi nel caos a causa del mancato recepimento della direttiva Bolkestein: né gli imprenditori né i Comuni hanno certezze sul futuro delle concessioni. Ciò significa che non possono programmare né investire, mentre il governo continua a rinviare una legge adeguata. Dire che non ci sono problemi perché ‘le seggiovie sono piene’ è un non-senso: sarebbe come giustificare la crisi della Nazionale di calcio con la vittoria di Sinner a Wimbledon. Il turismo è un’industria complessa, che va dal balneare al congressuale, dal culturale al digitale, e non può essere liquidata con battute superficiali”.
L’ex Sindaco di Rimini richiama poi la necessità di politiche di lungo respiro: “Non possiamo oscillare dall’overtourism al crisis tourism. Serve un vero piano strategico nazionale, che non sia solo evocato, ma che intervenga concretamente: riqualificazione delle coste, contrasto all’inquinamento marino, strumenti per l’aggregazione di prodotto e l’innovazione dei processi. Occorre collegare i grandi attrattori culturali - Venezia, Firenze, Roma - con trasporti efficienti e integrati, così da aumentare la permanenza media dei turisti internazionali e distribuire i flussi anche nei borghi e nelle città d’arte minori. Nel 2024 In Spagna queste politiche hanno portato a entrate per 126 miliardi, in Francia 77: l’Italia è ferma a 59. Per il 2025 il trend è che Spagna e Francia crescono di più e meglio che l'Italia. Non basta invocare i ‘turisti alto spendenti’, quando in realtà si sta promuovendo un 'turismo escludente' che penalizza i ceti medi italiani, già colpiti dal crollo del potere d’acquisto”.
“Il punto – conclude Gnassi – è che in Italia il turismo non è mai stato considerato alla stregua di un’industria strategica, come la meccanica, l’automotive o la chimica. È tempo di cambiare approccio, trattandolo per quello che è: una delle prime industrie del Paese. Ma per farlo servono serietà, visione e politiche industriali, non slogan e battute estemporanee. Questo governo, purtroppo, non si è dimostrato all’altezza delle potenzialità straordinarie del nostro sistema turistico”.
“Il regalo di Buon Ferragosto agli Italiani di Meloni e Salvini: questa settimana l’alta velocita rallenta con 100 minuti in più tra Roma e Milano senza diminuire il costo per i passeggeri. Oltre al danno la beffa: non solo non è stato previsto come avevamo chiesto insieme alle associazioni degli utenti nessun indennizzo per compensare gli enormi disagi e disservizi che i passeggeri stanno vivendo, in particolare nelle aree interne sempre meno collegate dal resto del paese, ma i nuovi orari entreranno in vigore senza nemmeno prevedere uno sconto sui costi di chi viaggia a velocità ridotta pagando lo stesso costo di una freccia. L’ennesima ingiustizia che conferma che il problema dell’Italia non sono i cantieri ma un Governo per cui conta solo la propaganda e non la vita delle persone in carne ossa su cui ha deciso di scaricare tutte le responsabilità della propria incapacità.”
Così in una nota congiunta il responsabile economia, finanze, impresa e infrastrutture della segreteria nazionale del Pd, Antonio Misiani e il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, Andrea Casu.
“Il numero delle interruzioni sulle linee ferroviarie e i minuti di percorrenza sono aumentati del 20% solo nel 2025. Il 'grande' piano di informazione di RFI si basa solo di comunicare ai passeggeri che gli orari dei treni nei mesi estivi saranno allungati: un'inefficienza conclamata senza alcuna incidenza sui costi dei biglietti e senza alcun indennizzo per gli utenti, puniti senza motivo e costretti, soprattutto per i trasporti sulle aree interne, ad optare per i trasferimenti su gomma. Evidentemente il ministro Salvini vuole fare un altro mestiere, forse andare al dicastero dell'Interno. Di sicuro ai Trasporti non è idoneo, né capace”. Lo dichiara il deputato Roberto Morassut in replica al ministro Salvini durante il Question Time alla Camera.
“Il problema dei cantieri – sottolinea l'esponente dem - era già noto all'inizio del mandato del governo ed è grazie al PNRR, che Salvini come segretario della Lega ha sempre contrastato, se oggi è possibile portarli avanti. Certo andavano programmati e coordinati per un efficiente servizio della rete ferroviaria. E invece con il ministro Salvini, tutto il sistema e le sue criticità non sono mai stati programmati”. “Vanno ringraziati i lavoratori del comparto ferroviario per la loro professionalità e gli utenti che devono, ogni giorno, subire i disagi di una disastrosa gestione del ministro dei Trasporti”, conclude Morassut.
“Le dimissioni del vicesindaco di Pisa testimoniano il caos tutto interno ad una destra che pensa soltanto agli incarichi senza alcun rispetto verso le comunità che governano. Soltanto ieri in Commissione Trasporti della Camera Raffaele Latrofa rassicurava infatti sulla sua compatibilità di esponente nella giunta del capoluogo toscano, che riveste da anni, ed il nuovo ruolo di Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale (l’ente gestisce gli scali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) dimenticando comunque come la distanza notevole tra le due città, la complessità delle diverse responsabilità e le problematiche contingenti e logistiche non fossero un impedimento già insormontabile al doppio incarico. All’improvviso ha deciso però di dimettersi tradendo la fiducia degli elettori e creando, proprio per l’importanza delle deleghe assunte in particolar modo nei lavori pubblici e nella qualità urbana ed anche alla luce dei progetti del Pnrr non ancora conclusi, evidenti e inaspettati problemi alla città. Pisa sta infatti vivendo una fase difficile a causa di continui problemi di sicurezza pubblica, aggravati dal degrado urbano ma invece di rispettare il mandato elettorale Raffaele Latrofa ha gettato la spugna”: è quanto riporta una nota congiunta dei parlamentari Pd Simona Bonafè, Ylenia Zambito e Marco Simiani.
"Il caos nei trasporti ferroviari continua senza sosta e il governo Meloni si nasconde dietro il numero di cantieri mentre è sempre più evidente che il problema non sono i lavori ma l'assenza di un ministro che continua a negare la realtà invece di affrontarla. Dai dati che abbiamo analizzato, sia le interruzioni di linea sia i minuti di ritardo nel primo semestre 2025, sono aumentati esponenzialmente rispetto al primo semestre dell'anno scorso, con percentuali solo nella tratta alta velocità Roma-Milano superiori al 30% e nessuna voce si è ancora alzata dal governo per cercare di fermare questa deriva che anzi, viene negata e nascosta dall'inutile percentuale del numero di treni in ritardo che non tiene in nessun conto il numero di ore che vengono sottratte alla vita degli italiani". Lo dichiara in una nota il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti.
"Se - sottolinea Casu - come giustamente denunciato da Codacons, gli orari estivi adesso porteranno anche il tempo di percorrenza ad agosto ad aumentare mediamente di 100 minuti in più per compiere ad esempio la tratta Roma-Milano, chi rimborserà i passeggeri, anche quelli che hanno comprato il biglietto prima del cambiamento di orario, per questo ritardi? I disservizi non possono continuare ad essere scaricati tutti, su passeggeri e lavoratori, in particolare chi deve raggiungere le aree interne con sempre maggiore difficoltà. Per questo sosteniamo con grande forza la proposta di Assoutenti: serve subito il fondo di indennizzi per i passeggeri per compensare gli enormi disagi che stanno vivendo. Se l'Italia avesse davvero un ministro dei Trasporti, la priorità di Salvini non sarebbe occuparsi d'altro o andare in giro per il mondo a dare martellate, ma restare in Italia a battere i pugni sul tavolo per fermare il record di ritardi e chiedere al suo collega di partito che guida il Mef di autorizzare subito il fondo a sostegno dei passeggeri colpiti dai disagi", conclude.
“La denuncia di Assoutenti non può restare inascoltata: gli oltre 1200 cantieri ferroviari attivi al momento faranno aumentare i tempi di percorrenza dei treni anche 100 minuti in più, solo nel mese di agosto. La presenza di lavori lungo le rotaie non può certo essere una giustificazione, l'ennesima, per il peggior ministro dei Trasporti d'Europa, Matteo Salvini. Il caos dei treni è sotto l'occhio di tutti. Occorre, dunque, aiutare i passeggeri che non possono solo essere considerati come pedine di un gioco dove sono solo costretti a subire senza avanzare alcun diritto. Ben venga quindi la costituzione di un fondo di indennizzo a compensare questi enormi disagi”. Così in una nota il deputato Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera.
“Spero che almeno il MEF, ministero che può autorizzare il fondo, sia più solerte nella sua azione perché se dovessimo aspettare una risposta da Salvini si otterrebbe a conclusione del Ponte sullo Stretto, nel mese del poi e nell'anno del mai”, conclude Barbagallo.
*Salvini smetta di continuare a nascondere il suo totale fallimento e chieda scusa agli italiani’*
"Altro che sabotaggio. La delibera dell’Art inchioda Rete Ferroviaria Italiana alle sue dirette ed evidenti responsabilità nella mancata applicazione delle procedure nella gestione dell’emergenza che ha bloccato l’Italia lo scorso 2 ottobre. Salvini smetta di continuare a nascondere il suo totale fallimento come Ministro e chieda finalmente scusa agli italiani e al Parlamento per aver nascosto fino a oggi la verità rispetto a una negligenza gravissima del gestore della rete ferroviaria nazionale." Così Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, commenta la delibera con cui l’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha deciso di avviare un procedimento sanzionatorio nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.
L’Autorità contesta a RFI di non aver adottato misure idonee a garantire l’esercizio e la manutenzione dell’infrastruttura, assicurandone accessibilità e funzionalità, in relazione all’evento del 2 ottobre 2024 che ha provocato pesanti disagi nella rete ferroviaria romana.
Per queste ragioni, ART annuncia la possibile irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria fino a un massimo del 2% del fatturato relativo ai proventi da mercato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente all’accertamento della violazione, e comunque non superiore a due milioni di euro.